Intervista a Deborah Desire

XyenDopo la recensione di Xyen apparsa su queste pagine il 2 Aprile, il nostro DracoDraconis poteva accontentarsi?
Naturalmente no, e così è riuscito a strappare un appuntamento (virtuale) con la giovane scrittrice Deborah Desire.
Perché se leggere un libro è come entrare nell'anticamera del mondo del suo autore, capire quali sono i pensieri, gli intenti, le parole non scritte o nascoste sotto le righe che a una prima lettura non si possono cogliere è come mettersi comodi in salotto e condividere parte di quel mondo.
Per voi ecco le domande, decisamente poco convenzionali, di Draco e le risposte di Deborah.
Buon approfondimento!

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INTERVISTA ALLA GIOVANE SCRITTRICE DEDORAH DESIRE.


Questa sera ho appuntamento, tramite Skype con Deborah Desire.


Draco: “Ciao Deborah, intanto grazie per essere qui a farti intervistare. Vorrei esprimerti i miei complimenti per il tuo lavoro, considerando anche la tua giovane età”

Deborah: “Grazie, il piacere è mio”
Xyen - Intervista
Draco: “Va bene, allora la prima domanda: Xyen è un romanzo principalmente sentimentale, dove tu usi una scenografia fantasy, oppure l’intreccio sentimentale è solo, pur se importante, un aspetto di un romanzo fantasy?”

Deborah: “A essere sincera scrivendo non mi sono posta la domanda, dopo è arrivato “il problema” di classificarlo e indicare un genere. In un certo senso in ogni opera che si scrive sono intrecciati più generi o aspetti con cui ci piace classificare un libro. Effettivamente io ho scelto l’aspetto che mi sembrava dominante, essendo la presenza di creature metà fatate e metà elfiche, demoni e draghi tipiche del fantasy. Ciò non toglie che esista una non indifferente componente romantica e anche avventurosa”

Draco: “Devo essere sincero: mi è piaciuta la tua risposta. Seconda domanda: Ti ritieni una scrittrice portata tendenzialmente a raccontare storie di sentimenti senza essere legata ad un genere narrativo, oppure sei portata principalmente al genere fantasy?”

Deborah: “Penso che in una persona la vena creativa sia legata a cosa e come piace leggere. Io sono sempre stata una lettrice molto varia. Leggo di tutto, l’importante, soprattutto per i romanzi, è che abbiano una buona trama. Ho notato che lo stesso desiderio di cambiare si ripercuote nella scrittura. Certo che continuerò a lavorare con Xyen e compagni, anche perché ha assunto la forma di trilogia e sinceramente, essendo i miei primi personaggi a essere composti, sono legata a loro in maniera particolare. Mi frullano per la testa anche altre idee, per esempio un romanzo d’attualità (quasi autobiografico), uno storico ed infine uno fantascientifico. Aspettano il loro turno, anche se sono già stati abbozzati”

Draco: “Sei una persona molto attiva, bene. Terza domanda: Nel tuo secondo romanzo, di cui tu annunci sia il proseguo di Xyen,vi saranno gli stessi protagonisti e le stesse trame oscure o hai pensato a dei cambiamenti?”

Deborah: “Per quanto riguarda i personaggi si … e no. Ce ne saranno di nuovi e quelli vecchi prenderanno ruoli d’importanza diversa. Posso anticiparti che la figura “oscura” che tesse le fila ma non si presenta nel primo libro, nel secondo assumerà un ruolo più importante e abbandonerà l’anonimato”

Draco: “Sinceramente m’intriga quest’ultima cosa, non vedo l’ora di leggerlo. Quarta domanda: Quanto di tuo, ovvero autobiografico, o della realtà che ti circonda hai messo nel tuo romanzo?”

Deborah: “Abbastanza, in parte riguardano situazioni veramente vissute. Esistono anche legami e fatti che avrei voluto vivere. Ad esempio ho creato forti legami fraterni che avrei desiderato vivere, essendo io figlia unica”

Draco: “Quinta domanda. Xyen, Thyen e la loro sorella sono demoni, o meglio specificare, mezzi demoni. Con questi personaggi hai voluto trattare il problema dei diversi da noi?  Cosa intendi per diversi e come ti poni di fronte al problema dell’integrazione dei popoli culturalmente diversi?”

Deborah: “A essere sincera ho scoperto a scuola che il diverso colore della pelle e la diversa cultura è la scusa più evidente per scagliarsi contro persone che sentiamo diverse da noi. Molto spesso perché non le capiamo o non le vogliamo capire. Spesso basta molto poco, l’essere più alti della media, dimostrare interessi diversi da quelli che il  gruppo dominante considera importanti, o anche solo per non aver voglia di conformarsi con loro. Nella storia ho cercato di guardare il problema da due punti di vista diversi: da un lato xyen e la sua famiglia, che sono consapevoli di una certa diversità che in questo caso si pone con entrambe le stirpi dei genitori, dall’altro i comportamenti dei due regni. Il regno demoniaco, stranamente, li accetta immediatamente, il regno per così dire più “civilizzato” si spacca, la famiglia selisciana rifiuta, mentre la famiglia imperiale è disposta a conoscere. Io credo che sia difficile scegliere a priori, al contempo è sbagliato rifiutare a priori. Trovo che l’idea più praticabile sia quella di scegliere di conoscere e dopo decidere se è davvero così diverso”

Draco: “Passiamo alla sesta domanda: In una tua precedente intervista hai nominato autori come S. King; in realtà non ti senti più vicina ad una Liala del secondo millennio?”

Deborah: “Non saprei, la conosco solo di nome. Ho trovato alcune sue opere nella casa di mia nonna e sinceramente non mi hanno attratto”

Draco: ”Posso assicurarti che a dispetto delle critiche, ingiuste, era una buona scrittrice. Siamo arrivati alla settima domanda. I draghi, nel tuo caso versione draghetti, occupano un importante spazio nel tuo racconto. Cosa rappresentano per te i draghi?”

Deborah
: “Non metto in dubbio che sia stata una brava scrittrice, il fatto che non mi attrae non vuol dire che non sia valida. E’ che non mi ha fatto sentire quella magia avvincente che io cerco in un libro. Dei draghi mi è sempre piaciuto l’aspetto della tradizione occidentale, ma il temperamento e l’anima quelle più tipici del drago orientale. Per me rappresentano non il classico nemico da sconfiggere, ma dei compagni, degli amici che non hanno niente da invidiare alle persone. Mi ricordano dei felini, hanno la loro autonomia e certe volte ci tengono a sottolinearlo, ma al tempo stesso adorano il contatto con noi”

Xyen - IntervistaDraco: “Ottava domanda. Nel tuo romanzo hai dato un ritratto piuttosto disneyano alla figura dei tuoi draghetti. Non ti sembra di aver snaturato la figura classica dei draghi?”

Deborah: “Per ora sono cuccioli. Sono simpatici, amorevoli, quasi indifesi … da loro il tempo di crescere e vedrai. Anche le pantere, le tigri e i leoni hanno aspetto disneyano, finché non gl’intralci la strada”

Draco: “Giusto, attendo allora. Tu intanto rispondi alla nona domanda. Nel tuo romanzo i tuoi protagonisti intrecciano rapporti che potremmo dire karmici, draghetti inclusi. E’ voluto? Se è così spiegaci cos’è il karma per te e quanto è importante nella tua vita”

Deborah
: “Ok per le domande diverse ed interessanti … anzi sono quasi difficili. In tutto il mio romanzo c’è poco di coscientemente voluto e pianificato. E’ inutile che io faccia la saputella e ti racconti per quale intrinsechi destini ha preso vita la storia. Ho messo per iscritto un sogno e non mi sono accorta di aver firmato con il sangue un contratto a vita”

Draco: “Niente contratti a vita, ma hai creato dei bei rapporti fra i protagonisti. Vuol dire che ti vengono d’istinto. Sei arrivata alla fine, complimenti. Decima ed ultima domanda. Nella tua crescita di scrittrice, chi ti ha più influenzato Tolkien o la Randall?”

Deborah
: “Entrambi. Di Tolkien ho sempre amato più l’ambiente, le stirpi molto ben descritte. Di Hyperversum (opera della Randall. N.d.I.) ho sempre amato i personaggi, in modo particolare quel senso di complicità che emanano”

Draco: “Ok Deborah, ho finito di torturarti con la mia intervista. Spero di non averti fatto arrabbiare. Tu sei stata bravissima. Grazie ancora, adesso aspetto il secondo libro”

Deborah: “No, mi sono molto divertita. Le domande erano molto stimolanti e per nulla banali. Grazie a te. Il secondo libro arriverà, penso, l’anno prossimo. Università permettendo”

Draco: “Ciao e buonanotte”


Deborah: “Anche a te. Ciao e buonanotte”

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