PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Per interagire nella sezione Vita Ashuur occorre innanzi tutto crearne uno. In questa sezione potete crearlo, compilare la sua carta d'identità e farlo conoscere agli altri utenti.

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PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi gloria » gio 29 mag 2008, 13:08

Direi che per presentare il proprio personaggio un topic unico ci voglia. E mi pare anche giusto che siamo noi "vecchi" del forum a presentarci per primi, cosìchè chi entra per la prima volta possa capire come creare la sua scheda e la sua storia di personaggio ashura!

Mi rifaccio un po' alla mia vecchia homepage... non inserisco però l'allineamento: ognuno si comporterà in base a come vuole sembrare, il che almeno non sarà vincolante per i cambi di umore o altro dei personaggi.


NOME: Gloria
ETA' INDICATIVA DEL PERSONAGGIO: tra i 20-25 anni (giovane)
RUOLO: amazzone guerriera, fabbro
OASI E ABITAZIONE: castello dei ghiacci, oasi dei ghiacciai dell'arcobaleno

LA MIA STORIA

Provengo da una terra molto lontana, immersa tra alte montagne, isola tra tante isole di un mare spesso in tempesta. La città in cui vivevo si trova nell’“isola delle nuvole”, in quanto sembrava che le nubi nascessero proprio da lì. Faceva sempre piuttosto freddo e, anche in estate, la temperatura non superava mai i dieci-quindici gradi. Ogni isola dell’arcipelago aveva un particolare animale, presente solo su quella determinata isola: su una c’erano cavalli con i crini di fuoco, su un’altra dei piccoli roditori parlanti, su altre dei piccoli draghi; la mia era speciale per i cavalli alati. In genere venivano allevati solo dalle famiglie nobili, anche perché non era facile farli riprodurre. Prima di tutto c’erano pochissime femmine, per cui chi ne possedeva una era considerato molto ricco (solo il re e altri due nobili, oltre a mio padre ne avevano una); in secondo luogo ogni femmina partoriva una volta ogni 4 o 5 anni, e spesso i cuccioli erano maschi; altro motivo è che sono di gusti piuttosto difficili e possono passare parecchi anni prima che decida con quale maschio accoppiarsi.
Quando venni al mondo, quasi diciannove anni fa, la giumenta di mio padre mise al mondo una puledrina bianca come il latte, con una macchietta nera sulla fronte e gli occhi chiari come i nostri ghiacci. Era proprio Fantasy, che mi venne donata da mio padre come simbolo di buona fortuna. Quando fui abbastanza grande per comprendere, mi spiegò che il mago del castello gli aveva detto che due esseri nati nello stesso luogo lo stesso giorno non andrebbero mai divisi, perché portava male, perciò non vendette la puledra ma la diede a me. Insieme ne combinammo di tutti i colori per diverse stagioni. Essendo la prima, e l’unica figlia, di una famiglia nobile, in mancanza di fratelli maschi, oltre che alle “scienze di penna e intelletto”(come le chiamava il mio maestro) mi fu insegnato a cavalcare e a combattere con tutte le armi usate dai guerrieri del regno: spada, lancia, ascia, bastone, arco, balestra; tutte sia a piedi che a cavallo. Cominciai a diventare tanto brava che molti dei miei coetanei mi guardavano con invidia (e anche con un certo interesse) e anche qualche guerriero mi fece i suoi complimenti per le mie doti guerresche. Partivamo all’alba in groppa a Fantasy per i giri di perlustrazione con tutto il mio squadrone e tornavamo al tramonto.
Ma i miei genitori si struggevano di non riuscire ad avere un figlio maschio (i giovani maschi nobili erano molto più favoriti alle ragazze) anche se per questo non erano meno orgogliosi di me (anche mia madre era stata un’ottima guerriera). Fu così che feci un voto ai nostri dei, senza farne parola con nessuno: promisi che, se i miei genitori avessero avuto il figlio tanto sospirato, sarei partita e non sarei più tornata nella mia casa natia, e avrei continuato a viaggiare fino a che no avessi trovato un altro posto uguale (o almeno simile) in cui stabilirmi. Dopo nove mesi nacque un fratellino, con la pelle chiara, i capelli scuri come le ali di un corvo e gli occhi verdi come i prati primaverili. Così feci parte del mio voto i miei genitori che, sconvolti dalla mia promessa ma ben conoscendo le conseguenze di un voto non mantenuto, mi lasciarono partire, pregandomi però di portare con me quante più cose potevo. Mi augurarono buona fortuna e così partii.
Vagai per molte terre, isole e mari, ma in nessun posto somigliava alla mia antica dimora.
Arrivai allora alle terre di Ashura, all’inizio un posto come un altro da esplorare in cerca di una nuova casa, con poche speranze di trovarla. Cominciai ad esplorare le oasi, in cerca di quel che ormai dopo quasi tre anni di ricerche, disperavo ormai di trovare. E fu così che le vidi: immense montagne coperte di ghiacci, contornate da rari boschi di conifere e latifoglie. Le esplorai e vi trovai un posto degno di essere chiamato casa. E prima di decidere finalmente di stabilirmi i quel luogo solitario, quasi a dire che la mia scelta era quella giusta e che era ora di fermarmi, comparve Black Tunder, l’altro cavallo nero che ora mi accompagna, la copia in negativo di Fantasy. Lo stesso cavallo alato nero che si alzava, rampante su fondo argenteo, nella bandiera della mia isola perduta.




e ora tocca a voi!
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Kronall » gio 29 mag 2008, 13:21

NOME: Kronall
ETA': sulla trentina
RUOLO: Esploratore, Guida, Ladro...

Essenzialmente, sono un vagabondo: non esiste posto che io possa chiamare casa, e mai esistera'. Il mio nome è Kronall, e non possiedo un nome di famiglia perchè non conosco la mia famiglia. Ho fatto un pò di tutto durante trent'anni di vita errabonda, e ho acquisito vari soprannomi , quali Corvo delle Nebbie, Spade Gemelle, (per via della coppia di spade corte che porto sempre con me), e Mano Nera (in merito del quale preferirei non soffermarmi). Sono stato addestrato come spia, ma ho fatto l'esploratore e persino l'assassino a pagamento; ho passato molto più tempo in compagnia di gente senza scrupoli che di tipi per bene, e vagato per molto più tempo in compagnia delle tenebre che alla piena luce del sole. Nonostante ciò, il mio animo rimane profondamente neutrale. Ad Ashura non ho un ruolo ben preciso, mi si potrebbe definire un mercenario, o uno sciacallo, a seconda dei punti di vista. La mia principale fonte di sostentamento è il furto, ma al momento mi guadagno da vivere come guida o come intermediario per lavoretti sporchi (nobili signori, se volete far fuori un vostro rivale e non avete il coraggio di sporcarvi le mani, son qui, ma vi avverto che costo caro e ho un brutto carattere).
Per questo, è meglio non rendere pubblica l'ubicazione del mio rifugio. Se sfortunatamente ne veniste a conoscenza sarei poi costretto ad uccidervi... meglio evitare tali incidenti "diplomatici", non credete ?
Chi necessita dei miei servigi, può spargere la voce a Nortgarthen, nella rinomata Piazza Ovale: io l'osserverò attentamente, e se lo riterrò degno di fiducia, mi farò vivo per primo.
"Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!" - Faccia a Faccia, 1967

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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi lucius » ven 30 mag 2008, 9:54

nome: Lucius
età: poco meno di 30
ruolo: barbaro, guerriero e conciatore di pelli...
oasi e abitazione: ghiacciai dell'arcobaleno, castello dei ghiacci con Gloria.


LA MIA STORIA
A dire il vero ricordo poco, se non i continui combattimenti; i miei primi ricordi sono oppressi da percosse e bastonate, che il mio padrone mi somministrava quotidianamente per, come diceva lui, insegnarmi l'obbedienza e a sopportare il dolore. Mi obbligò a combattere nelle arene con bestie e uomini che poco vi si discostavano. Poi un benedetto giorno, riuscii a spezzargli il collo tra le sbarre della mia angusta cella e a sottrarre al suo cadavere le chiavi. Libertà, agognata libertà! Fuggii. Alle mie calcagna un esercito intero comandato dal figlio dell'aguzzino; anche lui si divertiva tanto a farmi e vedermi soffrire. Fuggii oltre diversi mari, guadagnandomi di che vivere aiutando contadini nei campi o le autorità a sgominare pericolosi criminali nelle foreste intorno ai villaggi. Avevo poco più di vent'anni quando mi innamorai di una stupenda ragazza dai capelli corvini e gli occhi blu ghiaccio. Con il consenso dei suoi ci sposammo e costruimmo una casetta tutta nostra, con un bell'orto e una bottega di falegnameria. Ma quel dannato figlio di un demone aguzzino, un brutto giorno, riuscì a rintracciarmi. Uccise la mia amata, facendone prima una bambola per i suoi soldati. Riuscirono a catturarmi. Rischiai di morire per le percosse, ma il figlio dell'aguzzino mi voleva vivo, per potermi torturare per bene e divertirsi il più a lungo possibile. Riuscii a fuggire grazie all'aiuto di un giovane stregone, che purtroppo si ammalò gravemente in seguito. Dopo lungo girovagare sono approdato su queste terre, nella speranza di trovare amici sinceri e un posto in cui vivere in pace. Il ricordo di Cristallo è ancora troppo vivo nel mio cuore, anche se sono passati più di sei anni da quell'orrendo giorno, ma spero di riuscire un giorno a superare questo dolore. Troverò in queste lande un posto ove porre la mia dimora?
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Sianna » mar 3 giu 2008, 12:25

NOME: Sianna
ETA' INDICATIVA DEL PERSONAGGIO: Indefinita come tutte le fate
RUOLO: Sacerdotessa- Oracolo del dio Karanda
OASI E ABITAZIONE: Isola delle Nebbie - Tempio
ALLINEAMENTO: Caotico


Venni tra Voi per tessere il cammino delle Vostre vite e ora, mi abbandono al sacro altare della Nera Madre mia guida e giudice perché il regno da cui provengo non abbia mai fine e così il suo atroce tormento che dilania gli animi".
Sono Sianna la figlia della Grande Signora. Vengo a Voi da un luogo lontano, non visibile all'occhio di coloro che, ormai
accecati dal tutto, non riconoscono più la ricercatezza e la potenza degli antichi misteri.
La mia terra è persa nel tempo e nello spazio. In me scorre il sangue del popolo antico e non avrò mai fine poiché la mia mente è salda e il mio braccio oscuro.
Ho attraversato i regni trasportata dalle nebbie e il mio abbraccio, Vi ha avvolti con l'unico scopo di mutare le vostre misere vite.
Ho appreso le arti magiche ancora nel grembo di mia madre che fu immonda concubina del Signore dei Necromanti e da lei, ho acquisito la capacità di leggere nel cuore della gente e di muovermi silenziosa nelle loro menti.
Non ci sono segreti che il mio essere non riesca a
svelare ma, il mio cuore sarà per Voi un arcano intrico di sentimenti ed
emozioni e guardatevi da questo arcano simbolo perché, è bieco e
ingannevole come il mio aspetto aggraziato che cela l'arcana mano della morte.
La mia bellezza non ha tempo né spazio, tutto scorre in me immutato.
Non ho paura della morte perché l'ho già vissuta più volte e, come le cose che non hanno mai fine, la considero l'unica tutrice dei miei sensi e della mia infinita sete di conoscenza e di vendetta.
Vivo nel costante fluire tra i mondi; so che la mia persona non consce confine se non quelli imposti dall'uomo che ha abbandonato i vecchi culti per seguire il suo fato ma, posso impedire che le arti magiche scompaiano tra l'ignoranza e la superstizione.
Mi sono fatta carico di tramandare la mia conoscenza e
di imparare dagli esseri come me, tutto ciò che può aiutare il mondo ultraterreno ad inglobare nella sua infinita gloria il mero e sciocco mondo mortale. Sono fiera come tutte le donne della mia stirpe e non
riconosco altra sovranità se non quella dell'Oscura Signora madre
implacabile e sanguinaria, di tutte le cose che è sarà per sempre anche quando io per suo volere mi reintegrerò nel suo ventre; ma non
per questo mi si dovrà considerare in assoggettabile alle leggi che
governano il mondo oscuro che servo indomita e ferale poiché, il mio
unico scopo è liberare il mio spirito Bhensee da ciò che un tempo
fui, SiannaLeFair la bianca mano della Dea misericordiosa fata
compassionevole e sciocca.
Rispetto e seguo con devozione gli insegnamenti dei
miei immondi padri e, ho giurato sul sacro altare della Nera Madre di perseguire i mortali
insegnamenti dei Negromanti ai quali devo la mia nuova e gloriosa
vita! Sono pronta ad accogliere tra le mie braccia, coloro che
hanno perduto il cammino verso la verità che solo la morte può donare
ed a farmi latrice del messaggio oscuro per mano della mia
conoscenza e della mia mente, figlia dell'inganno e del dolore.
Questo sarà il mio sigillo…questa la mia missione…Io
sono Sianna, non più figlia di Feir ma di se stessa, e
venni tra voi Dall'oscurità ove naque la luce. Ed essa
divenne fiaccola ingannatrice che disorientò i mondi.
Non ti fidar di me se il cuor ti manca
poichè in me bivalente danzano dolcezza e crudeltà
odio e amore
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Storico di Nym

Messaggiodi Nym » mar 3 giu 2008, 16:48

Khelben e Shaerl di Thurlack. Devo a loro la mia vita terrena. Sì, perché, ancora una volta, si è dimostrato come al mondo esistono solo due cose preziose. La prima è l’amore; la seconda, che viene dopo, è l’intelligenza. Ricordo benissimo queste parole caro padre, me le pronunciasti prima di affrontare il tuo lungo viaggio dal quale mai più si poté fare ritorno. Khelben, lord di una casata ormai decaduta, distrutta essa stessa dall’immoralità di chi tanto lavorava per influenzare questo o quell’evento. E tu padre, ingannato per tua scelta, hai contribuito alla rovina di essa. Inizio cosi, padre il tuo lungo cammino, pensando di avere giustamente scelto come dannazione l’eterna solitudine. Eppure, quando incontrasti lei, i tuoi occhi non erano di chi subiva la pena eterna.
Mia madre, i suoi limpidi occhi neri erano grandi e incorniciati da sopracciglia arcuate. Potere austero e intelligenza acuta contrapposta ad un viso sveglio e limpido. Ero convinto che persino le regine bramassero la sua bellezza. È dall’unione di questi che vengo io.
Fu mia madre a insegnarmi le vie della conoscenza druidica. Ricordo che un giorno mi disse “la vita non ha alcun significato se non quello che le attribuiamo. Ricorda Nym, nel nome di un regno si fanno molte cose crudeli. Nel nome dell’amore si ottengono cose più giuste. Viviamo in un mondo di sogni, e inseguiamo sogni… e alla fine i sogni ci distruggono. Non cercare la gloria per puro scopo personale, perché quando troverai la tomba, la nostra cenere non sarà più gloriosa di quella del prossimo.”
Sono passati svariati anni da quelle parole, e mi sono convinto di una cosa, che scegliere la propria strada nella vita è un lusso per pochi, e adesso col passare di quasi mezzo secolo ne sono ancora più convinto.
Di bizzarrie ne ho viste tante, terribili vicende minacciarono la mia vita ma, come a volte accade, proprio nel pericolo trovai un soccorso e un’amicizia. Era la prima sera del mese del cerchio dorato. Fui mandato ad assistere Ren, custode del quarto Menhir che sorgeva in un fitto boschetto di faggi ed olmi. La luce filtrava fievole, una piacevole sensazione di tranquillità. Quel giorno però una fosca, tetra bruma d’oscurità impediva persino lo sguardo più attento. Fui costretto all’arte magica invocando la luce, ma a quale prezzo. La visione fu terrificante. Quello che un tempo era un forte e giovane corpo, ora non era altro che un fragile fiore colto nella sua più incantevole giovinezza. In lui la linfa vitale era stata tolta. Ren giaceva al suolo, lacerato da ferite incurabili. Tale fu l’orrore che non mi accorsi dell’insidia che si stava per abbattere su di me. Quando la consapevolezza di tale pericolo si manifestò forte in me, fu troppo tardi. Venni colpito da una luce improvvisa e un lampo oscurò la mia vista. Fui scagliato al suolo, inerte, legato da chi sa quale arcana magia. Disperato consapevole della mia fine mi abbandonai all’oblio. I ricordi affiorarono e svanirono con estrema rapidità. Sentivo i passi della morte avvicinarsi, quando lo sentii. Un turbinio di lama. Cosa mai stava accadendo?
Decisi di riprendere forza. Usai quell’arcana sapienza che sapevo risiedere in me. Ripreso possesso del mio corpo fu allora che vidi un giovane, veloce di spada, scagliarsi contro quella creatura che adesso conoscevo bene. Una Shalarin, i guardiani verdi che custodiscono i segreti degli antichi boschi elfici. Purtroppo, con la scomparsa dell’antica razza, i guardiani ora vivono in preda alla confusione più nera. Mi precipitai subito davanti alla pietra verticale, il quarto menhir, attivando la runa con un canto. All’istante la guardiana riprese la sua antica consapevolezza, dissolvendosi nei ricordi dei tempi antichi. Proprio in quell’occasione incontrai Kronall. Mi disse fortunato, perché la stessa sventura che lo aveva portato alla fuga da un gruppo di sicari (o qualcosa del genere, non fu molto chiaro) lo aveva condotto qui. Gli diedi accoglienza nella mia casa nel bosco della dimenticanza, dal quale volle andar via il prima possibile, urgenti questioni lo attendevano.
Sono passati dieci anni dal mio ultimo viaggio. Il tempo del riposo è finito. Muoviti vecchio druido perché qualcosa ti attende.
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Elyse » mar 3 giu 2008, 17:54

NOME: Elyse Guinthyr
ETA' INDICATIVA DEL PERSONAGGIO: dai 20 ai 25 anni
RUOLO: Amazzone Fata
ABITAZIONE E OASI: Karen's Wood, Moortower - Torre

LA MIA STORIA

Tanti anni fa, quando ancora non esistevano i Grandi Regni, si assisté al risveglio di piccoli luoghi sparsi da Nord a Sud, da Est ad Ovest su tutta la Terra. Io risiedevo in un tranquillo villaggio chiamato Middnorenton, insieme ai miei genitori vivevo nel cuore delle Valli Fiorite, là dove scorre il fiumiciattolo Sharyness; trascorrevo i miei giorni nella spensieratezza, come tutti i miei coetanei, cavalcando il mio fedele Thor - il cavallo che mi ha vista crescere – facendo lunghe passeggiate oltre i Confini e ascoltando le storie e le leggende di mio nonno, uomo storico della mia Terra, che visse per molti anni e fu testimone dei principali eventi di Middnorenton.
Decisi di apprendere l’insegnamento che veniva dato ai fanciulli maschi, ovvero l’arte del combattimento, che comprendeva, oltre al duello, lo sviluppo dei sensi e la capacità di leggere antiche scritture, ancora utilizzate per i messaggi segreti. Sognavo di far parte delle truppe del nostro villaggio, per difenderlo e diventare un giorno un’abile guerriera, un’Amazzone. Il mio desiderio crebbe di giorno in giorno, tanto che ne fui così convinta poiché mi fu preannunziato da una strega; quell’avvenimento non fu casuale, ma, per me segnato dal destino.
Quella misteriosa donna mi annunciò che sarei diventata una guerriera valorosa, dapprima seguace di un esercito che non era quello della mia Terra, per via di un’Amazzone dai capelli d’oro che avrei incontrato sul mio cammino. Sarei divenuta tanto astuta da saper proteggere me stessa e gli altri, seguendola poi in un’oasi dove si sarebbe compiuto il mio destino.
Una settimana dopo capii cosa intendeva la strega; avvenne la cosiddetta Notte del Fuoco Nero, entrata ormai negli annuali storici di tutte le Terre. Era l’autunno della cinquantesima Era – secondo il calendario di Middnorenton – erano da poco trascorse le ultime ore della sera, un forte vento si alzava e per le vie non c’era anima viva, portava con sé brutte notizie. Riflettendo sul giorno appena trascorso, Thor non voleva entrare nella stalla, non gli andava di cavalcare come al suo solito e all’improvviso pensai che fosse giunto il triste momento. Ero giovane, non ancora pronta all’idea di lasciare il mio paese e soprattutto la mia cara famiglia…mi si strinse il cuore, come afferrato da una forza malvagia.
In lontananza si udivano grida e pesanti zoccoli di cavalli infuriati avvicinarsi alle abitazioni; dalle fessure della porta vidi strane piccole creature, i loro occhi rossi, i loro denti appuntiti e il corpo ricoperto da una disgustosa peluria…era un esercito di Troll, che si stava dirigendo verso noi, per saccheggiare e seminare morte. A Middnorenton non tornai più.
Sul mio cammino incontrai per l’appunto Alexis, l’Amazzone dai capelli d’oro, con la quale strinsi una profonda amicizia e m’indicò come raggiungere le Terre Arcane. Convinta che tale luogo fosse divenuto il mio rifugio permanente, entusiasta venni subito reclutata nell’Esercito Imperiale dove Alexis ne prendeva già parte. Dopo pochi mesi dal mio arrivo l’Impero cadde per cause ancora ignote e, alcuni giorni prima all’accaduto intrecciai una passione romantica con un cavaliere dell’Esercito Ducale, il quale mi condusse in salvo nel Regno di Lot. Tuttavia l’ex-Dragone scelse di diventare un Cavaliere Errante e a malincuore le nostre strade si divisero per sempre. Rimasi in contatto con la mia amica Alexis tramite missive, la quale ancora una volta fu lei a indicarmi un’oasi priva di costrizioni e gerarchie. Giunsi così ad Ashura.
Era la fine della primavera, nei primi mesi del mio arrivo a Karen’s Wood. Ancor giovanissima mi stabilii nel bosco incantato, sistemai i miei bagagli e mi affrettai a costruire una dimora per me e per il mio fedele Thor. Il primo periodo trascorse, finché un giorno in cui la primavera lascia che l’estate giunga e porti definitivamente con sé il bel tempo, il bosco incantato con i suoi fiori e frutti era già nel culmine del suo massimo splendore.

Passeggiai a lungo, mi sedetti ai piedi di un’enorme quercia dal cui aspetto pareva molto antica, dove trovai un cuscino di petali di rose. Mi addormentai. Al risveglio ero attorniata da un gruppo di minuscole fate che volteggiavano sopra il mio capo. Non avevo mai notato la loro presenza prima d’ora, e per la verità sussultai.
Alexis mi aveva raccontato delle fate del bosco, la loro natura è composta di diversi elementi: acqua, fuoco, terra e aria. Disse che era facile riconoscerle, perché sono esseri minuscoli e sprigionano una forte luce. Da ciò che vidi, la descrizione corrispondeva, tuttavia anche al mio villaggio si raccontava delle fate, ma non ebbi mai l’occasione d’incontrarle. Solo allora capii che Karen’s Wood è veramente un bosco incantato, dove vivono in armonia esseri di diversa natura. Mi analizzarono attentamente, ma non si dimostrarono sorprese, e con molta gentilezza si presentarono e io ricambiai. Affermarono che avevano saputo dell’arrivo di un nuovo Ashuur in Karen’s Wood, e siccome sono le prime guardiane e “l’anima” del bosco, si dimostrarono molto vigili e premurose. Su una cosa si stupirono: com’era possibile che un corpo come il mio racchiudesse un’Amazzone, da loro considerate poco leggiadre, ma, piuttosto selvagge e avventuriere. Mi dissero che se avessi avuto le loro fattezze, sarei stata una perfetta fata. Fu un grande piacere udire i loro apprezzamenti nel paragonarmi a esseri così belli, così preziosi per il bosco. Egoisticamente affermai che desideravo essere simile a loro, per prendermi cura del bosco e quindi ottenere la loro conoscenza a riguardo. Si riunirono in un angolo, e decisero di accogliere la mia richiesta, a patto che sarei divenuta una guardiana di Karen’s Wood, conservando la mia forza e il mio spirito di Amazzone. Leggere si riavvicinarono e lasciarono cadere della polvere brillante sul mio capo e…mi ritrovai a volteggiare a mezz’aria, poiché, dalla mia schiena spuntavano un paio di ali, ma, le mie dimensioni rimasero invariate, ed ecco che divenni fata, un’Amazzone fata!
Oggi ho quasi del tutto abbandonato l’attività di guerriera, se non per pura difesa; tuttavia custodisco la Spada Lucente del Dio Ceryndel di Middnorenton, uno degli oggetti sacri che ho portato con me fin dalla Notte del Fuoco Nero. Benché le sembianze marcatamente umane, sono un essere fatato, custode delle anime del bosco, il mio compito è quello di proteggerlo insieme all’Amazone Elfa e mantenere vivo l’antico incantesimo che racchiude. Mi occupo di incantesimi fatati e consulto lo Specchio magico di giada, oggetto appartenuto alla Dea Eadel, colei che diede i natali al mio villaggio, di cui venero il culto e in grado di rivelarmi il passato, presente e futuro.
Amo circondarmi di farfalle dai mille colori che porto spesso tra i capelli, sono le mie messaggere e portatrici di Polvere di Stelle, utili per gli incantesimi.
*Elyse*
Amazzone Fata


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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Hashepsowe » gio 5 giu 2008, 22:11

]Ruolo e Titolo: Sacerdotessa dei Due Mondi
Razza: Aliena
Allineamento: Neutrale
Abitazione: Tempio dei Sogni Nuovi
Oasi: Valle dei Sogni

La mia storia


Primi passi su Cynerios
Ero nata in un Paese lontano, in un altro spazio, in un altro tempo, su un altro Pianeta. Fui sradicata dalle mie abitudini e portata in un mondo che non mi apparteneva ma che imparai pian piano ad amare. La mia vita cambiò corso per sempre!
Fui ammessa come Novizia nel Tempio di Kusher e le mie giornate divennero dense di spiritualità e di lezioni da apprendere.
In quell'epoca, le Sacerdotesse del Tempio erano guidate da due Somme Sacerdotesse, che insieme rappresentavano i Due Piatti della Bilancia, le Due Sfere del Bene e del Male. L'organizzazione prevedeva due distinti ordini di sacerdozio che convivevano insieme all'interno del Tempio.
Le Sacerdotesse del Sentiero Rosso erano coloro che avevano fatto voto di non usare mai alcun tipo di arma poichè la loro grande forza consisteva nel saper difendere l'amore e la pace con il dialogo e la preghiera. Grandi Poteri erano concessi a queste Sacerdotesse. Poteri che derivavano dallo Studio e dal Controllo degli Elementi della Natura, ma che non potevano mai in nessun modo essere utilizzati per recare danno ad alcuno, neanche in caso di pericolo mortale. A torto considerate più deboli delle sacerdotesse dell'altro ordine, le seguaci del Sentiero Rosso dovevano in realtà essere dotate di molto coraggio per affrontare qualunque nemico con la consapevolezza di non poterlo annientare.
Le Sacerdotesse del Sentiero Purpureo apprendevano invece tecniche di combattimento e difesa legate alle loro armi e poteri personali. I Poteri controllati dalle seguaci del Sentiero Purpureo parevano di minor portata rispetto a quelli delle sorelle dell'altro ordine, ma non era così, dal momento che esse riuscivano ad esercitare il controllo quasi totale del loro corpo, e questo consentiva di resistere a qualunque fatica, senza provare gli stimoli fisici del dolore, della fame e della sete per giorni e giorni. Le Sorelle Purpuree erano in realtà Sacerdotesse Guerriere, armi micidiali ed invincibili per chiunque si fosse trovato a contrastarne il cammino. I voti che pronunciavano però consentivano loro di combattere e financo di uccidere, ma soltanto per difendere se stesse, altre persone in pericolo o condizioni ambientali minacciate e mai in nessun caso per un attacco fine a se stesso.
Le novizie venivano iniziate alle lezioni di entrambe i sentieri per essere più tardi in grado di effettuare la Scelta del Sentiero prima di pronunciare i Voti Definitivi che le avrebbero consacrate Sacerdotesse.

Qualche giorno dopo il mio arrivo, cadeva la Festa del Nuovo Anno e com�era d�uso, Magistra Korise in persona venne a visitare il Tempio per sovrintendere alla cerimonia di Presentazione delle Novizie.
Una per volta, fummo convocate presso il Naos dell'Ascolto per essere presentate a Magistra Korise.
Le Somme Sacerdotesse stavano ai lati del Portale di Ingresso. Quando venne il mio turno, la Somma Sacerdotessa Rossa tracciò sulla mia fronte il Segno della Dea, mentre la Somma Sacerdotessa Purpurea pronunciò ad alta voce il mio nome. Poi fui ammessa al cospetto di Magistra Korise.
Entrai con il cuore in gola e mi inginocchiai in attesa ai piedi della scala che conduceva al Sacrario.
"Alzati Hashepsowe... vieni qui accanto a me e lascia che io veda l'anima che si rispecchia nei tuoi occhi...."
Obbedii, rinfrancata. Salii i gradini del Naos, mi accostai alla Magistra e chinai il capo in segno di rispetto. La mano ferma e gentile di Korise mi costrinse a sollevare la testa cosicchè i nostri sguardi si incrociarono per un lungo istante.

Poi Korise mi parlò... "E così tu saresti la straniera. Mi dicono che sei giunta qui per riscattare il tuo passato, un passato dissoluto a quanto si dice. Molti diffideranno di te su Cynerios: non ti sarà facile farti accettare dagli Hordrangs. Ma non scorgo ombre nelle tue pupille: il tuo sguardo è retto e limpido e so che sarai fedele alla causa di Namir; vedo che sei forse troppo irruenta ed esprimi la tua sincerità in modo diretto e senza mezzi termini, ma sei leale e quando ti dedichi ad un progetto, lo fai fino in fondo e poni ogni tua energia al servizio delle cose in cui credi. Hai molto da imparare Hashepsowe, ma vedo per te grandi cose. Sarai grande, lo vedo, non ti sarà concesso indugiare e dovrai affrontare pericoli e gravi responsabilità!"

Sentivo la mente di Korise dentro alla mia come se un chiodo mi trapassasse da parte a parte: il suo cuore pulsava all'unisono con il cuore dell'intera Cynerios; percepivo l'amore immenso dell'Imperatrice per questa terra e per ogni suo singolo abitante fosse pure celato nei più reconditi anfratti.
Mi sentivo soffocare... era una sensazione strana che mai avevo provato prima, come se corpi estranei si infiltrassero nella mia mente, inondando il mio corpo di fremiti ed emozioni che non mi appartenevano. Non avevo più alcun controllo sulla direzione dei pensieri che travolgevano la mia coscienza, annullando le barriere fisiche dello spazio. Sentii che stavo perdendo il contatto con la realtà cosciente.

Quando ripresi i sensi, vidi la Magistra china su di me che esaminava preoccupata le mie condizioni fisiche.
La sua voce riusciva a malapena a raggiungere lo stadio cosciente del mio essere: la sentivo ovattata e distante come se provenisse da un altro mondo.
"Perdonami Hashepsowe. Non sapevo dei tuoi Poteri Empatici. Ti capita spesso?"
"Cosa vuoi dire Magistra? Non so cosa mi sia successo: perdona ti prego questo mio sciocco malessere"
Non riuscivo a comprendere. Mi sentivo frastornata e confusa.
"Capisco sacerdotessa... non sai nemmeno dare un nome a ciò che stai provando. Capita talvolta che quando si supera la soglia di un mondo, affiorino capacità della mente che ci erano ignote nella nostra precedente dimensione.
Ciò che ti è capitato si chiama Potere Empatico e significa che tu provi in prima persona nel tuo corpo e nel tuo cervello esattamente le stesse emozioni della creatura che è in quel momento connessa con la tua mente. Questo può essere molto pericoloso se lasciato senza controllo: rischi profonde ferite in qualunque momento e ciò potrebbe recare danni anche irreversibili al tuo corpo... senza contare il devastante effetto della lacerazione mentale.
Devi imparare a controllare questo tuo rarissimo e terribile dono che soltanto pochi su Cynerios possiedono. Io stessa ho dovuto apprendere l'arte di schermare i pensieri e di mantenere il controllo per evitare che le sensazioni altrui mi travolgessero come un fiume in piena. Ti aiuterò figliola,non posso permettere che il tuo talento vada sprecato. Provvederò personalmente ad istruirti ogni volta che verrò in visita al Tempio. Nel frattempo voglio farti un dono."

Korise si avvicinò all'altare ed estrasse dalla sua veste un pezzo di roccia scintillante.
"Questo è il Cristallo del Deserto - disse sollevando la pietra ed esponendola ai raggi di sole che filtravano dal soffitto del Naos - Come vedi è trasparente e quando la luce lo attraversa, la stessa luce filtra attraverso il suo corpo fisico, ma se osservi bene, vedrai che la luce che filtra appare leggermente spostata rispetto al punto di ingresso.... e questa deviazione è quella che ti permetterà di spostare la tua consapevolezza su un Punto di Ancoraggio che ti aiuti a rientrare sempre e comunque nel tuo Corpo e nel tuo Spirito. Prendilo Hashepsowe: credo che tu ne abbia davvero molto bisogno!"
Protesi la mano ed afferrai il Cristallo del Deserto.
"Ora vai Hashepsowe... lascia che un'altra Novizia entri nel Naos. Ci rivedremo, comunque: è una promessa!"
Chinai il capo e ringraziai. Un sorriso aleggiava sulle labbra di Magistra Korise mentre mi avviavo all'uscita.

Somma Sacerdotessa
Passarono molti anni. Molta acqua fluì nel letto del Krall.
Da novizia divenni Sacerdotessa. Il Rosso Sentiero del Servizio mi accolse tra i suoi ranghi e Magistra Korise mantenne la sua promessa e mi aiutò a comprendere e controllare il terribile dono dell'Empatia.
Poi la Dea mi chiamò al suo Servizio e divenni la Sacerdotessa dei Due Mondi. Affrontai i pericoli e le fatiche del Sentiero Solitario, mentre tutto cambiava nel mondo degli Hordrangs.
Colei che guidava le sorelle del Rosso Sentiero scelse la strada del dolore ed abbandonò la carica per percorrere il Sentiero Proibito, mentre la Somma Sacerdotessa Purpurea fu colta da crisi mistica e preferì ritirarsi per meditare in silenzio. Il Tempio rimase privo di guida e solo la buona volontà di ogni singola sacerdotessa impedì all'edificio di cadere in rovina e permise di preservare dall'oblio i riti della tradizione spirituale di Cynerios.

Quando feci ritorno al Tempio, molte cose erano mutate e faticai a ritrovare le solite abitudini di sempre.
Una notte, il Sentiero dei Sogni mi portò la Visione dei Quattro Volti della Dea e l'intero Pantheon di Cynerios si manifestò ai miei occhi come un presagio.
Il giorno dopo venni convocata presso la città Imperiale.

Giunsi a Palazzo con l'animo oppresso da oscuri presagi.
Magistra Korise mi venne incontro e mi mise al corrente degli ultimi sviluppi della Storia di Cynerios e della scissione politica e religiosa che era in atto.
"Il momento è grave, figliola... - l'anziana Magistra aveva le lacrime agli occhi mentre terminava il racconto - Abbiamo bisogno di mettere in campo tutte le Energie Positive disponibili su Cynerios per contrastare la crescita dell'Oscuro Potere della Morghul e di Mur! Il nostro Tempio deve avere di nuovo una Guida Spirituale: non possiamo più permetterci di trascurare il mondo dello spirito! Dobbiamo ripristinare l'Equilibrio Perduto per sperare in una nuova era di pace e prosperità per tutti noi. Un nuovo Tempio, consacrato a tutti gli Dei di Cynerios è stato edificato nel cuore della foresta. Domani mattina all'alba, per volere della nostra buona Imperatrice Namir, il Tribuno ti affiderà le Chiavi del Tempio dei Sogni, Somma Sacerdotessa."

"Somma Sacerdotessa ioooo?... - forse non avevo capito bene � No Magistra, vi prego non fatemi questo: ci sono molte altre sorelle che meritano quel ruolo assai più di me... e poi, sapete bene che sono una straniera e provengo da un altro Mondo. Come posso essere la guida spirituale di un popolo al quale non appartengo?"

"Non ti devi preoccupare di questo Hashepsowe. Nessuna meglio di te sa esercitare la Pietà, la Comprensione e l'Ascolto che sono le virtù indispensabili di una buona Guida Spirituale... e soltanto tu sei in grado di scrutare fino in fondo agli abissi dell'animo umano: il tuo Potere Empatico ti ha segnata, figliola e non ti puoi sottrarre al tuo destino. un Potere così forte non può andare sprecato e deve essere messo al Servizio di Namir per il bene di Cynerios."

"Mi inchino al volere dell'Imperatrice allora... - balbettai esitante - e sono pronta ad assumere la guida delle Sorelle del Sentiero Rosso."

"No Hashepsowe, non hai capito... - mi interruppe Magistra Korise con un sorriso - non ho parlato della guida del Rosso Sentiero ma della Guida Spirituale degli Hordrangs: non ci saranno più due Sacerdotesse alla guida del Tempio di Cynerios, ma una sola Somma Sacerdotessa, che riunirà in se i Poteri dei due Ordini e sarà il cardine di riferimento per le seguaci di entrambe i Sentieri."

"Ma Magistra... - tentai ancora di obiettare - Come posso guidare le sorelle del Sentiero Purpureo? Io ho seguito il Sentiero Rosso ed ho fatto voto di non fare uso di armi e di non recare danno ad alcuno... e poi resta il fatto che sono una straniera.... non mi accetteranno mai!"

"Ti ho detto che non ti devi preoccupare Hashepsowe. L'Imperatrice, il Tribuno ed io ne abbiamo già discusso a lungo ed abbiamo deciso che questa è la soluzione migliore per Cynerios. Abbandonerai il Rosso Sentiero, sorella: sarai la Somma Sacerdotessa di tutti ed al momento della tua consacrazione, sarai prosciolta dai voti di cui parli; potrai attingere ai Poteri di entrambe i Sentieri e tua e soltanto tua sarà la scelta e la responsabilità se ricorrere agli uni o agli altri, secondo necessità. So che ti si chiede un grosso sacrificio Hashepsowe perchè sei profondamente vincolata al Sentiero che hai scelto, ma negherai forse alla nostra buona Namir il tuo sostegno in questo momento di grave bisogno?"

"No Magistra... - risposi chinando umilmente il capo - Sono al Servizio di Cynerios e dell'Imperatrice e sarò Onorata di accogliere il suo richiamo... ma... sono pur sempre una straniera e questo nessuno lo può cambiare."

"Questo lo dici tu Sacerdotessa... - replicò Korise mentre un lampo di malizia le accendeva lo sguardo - Adesso saliremo nel Parlamento e comunicheremo la tua nomina all'intero Consiglio"

Namir sedeva al lato Nord del Parlamento. Ero intimidita: era la prima volta che mi era dato contemplare il volto della nostra Sovrana. I volti severi delle Magistre del Consiglio erano tutti puntati su di noi. Entrai con il cuore in gola, cercando di passare inosservata dietro alle vesti di Magistra Korise.
Il Tribuno stava in piedi al centro del Parlamento, accanto ad un braciere d'ottone. Teneva in mano un falcetto di ossidiana incrostato di turchesi e lapislazzuli. Mi fece segno di entrare nel Cerchio e mi fece inginocchiare davanti al trono di Namir, mentre Magistra Korise prendeva posto accanto all'Imperatrice.

Poi Namir parlò:
"Rappresentanti del Popolo di Cynerios. Dopo lunghi mesi di riflessione, ho deciso. Colei che vedete inginocchiata al centro del Cerchio è Hashepsowe, che domani all'alba verrà consacrata Somma Sacerdotessa del Tempio dei Sogni."

Un sommesso brusio accolse le parole dell'Imperatrice.
"Alzati Hashepsowe cosicchè tutti possano osservare il tuo viso... - riprese Namir - E voi del Consiglio guardate bene questa donna e se qualcuno non fosse d'accordo, parli ora o taccia per sempre."

"Questa donna è una straniera! - la voce stentorea di Yrghan coprì il mormorio degli astanti - La legge parla chiaro: nessuna carica importante può essere assegnata a chi non è figlio di Cynerios."

"Devo dedurre quindi... - intervenne Korise - che se Hashepsowe fosse figlia di Cynerios non avresti alcuna obiezione alla sua nomina?"
"Certo che no... - concesse Yrghan con glaciale sicurezza - Ma nessuno può negare che costei non appartiene al popolo degli Hordrangs!"

"Molto bene Yrghan... - riprese Korise - Hai parlato e ciò che pensi è chiaro a tutti. Ebbene, mia sovrana, ti chiedo dunque il permesso di adottare Hashepsowe come Figlia di Sangue, secondo l'Antico Rito delle Quattro Direzioni."

"Non puoi farlo! - protestò Yrghan indignata - Quel Rito non è stato mai più praticato su Cynerios dopo la Notte Nera. E' stato abrogato. E' illegale."

"No Yrghan... - rispose Korise - Non è detto che una cosa che non è più stata praticata sia necessariamente illegale. Probabilmente è caduto in disuso e nessuno più lo rammenta, ma questo non vuol dire che sia stato abrogato come tu dici."

Namir alzò la mano e si rivolse al Tribuno: "Supremo Tribuno, tu solo conosci le leggi. Cosa puoi dirci in merito al Rito delle Quattro Direzioni?"

Il Tribuno si avvicinò al tavolino che reggeva il Libro delle Leggi, aprì il volume, lo sfogliò ed infine recitò ad alta voce il testo richiestogli.
"Chiunque venga adottato tramite il Rito delle Quattro direzioni diviene a tutti gli effetti Figlio o Figlia di Sangue di colui o di colei che opera l'adozione. Chi viene adottato diviene a pieno titolo cittadino della Nazione di Cynerios: godrà degli stessi diritti e si sottoporrà ai medesimi doveri di ogni altro cittadino. Da quel momento il Figlio di Sangue diventa parente di tutti i parenti di chi lo ha adottato, membro della famiglia, possibile erede e comunque discendente in linea diretta di colui o colei che lo ha adottato. Chi viene adottato può accedere a qualsiasi carica pubblica come tutti gli altri cittadini di Cynerios."

"Quell'articolo è stato abrogato! - tuonò ancora Yrghan - Dopo la Notte Nera, gli stranieri sono stati messi al bando."

"Ti sbagli Yrghan... - la corresse il Tribuno - Forse come dice Korise questo articolo è stato dimenticato, ma ti assicuro che è tuttora pienamente operativo: nessun sigillo di cancellazione è stato apposto nel Grande Libro delle Leggi e quindi il Rito delle Quattro Direzioni è tuttora legale e soltanto l'Imperatrice può decidere se l'adozione può essere effettuata oppure no!"

"E l'Imperatrice approva, Korise... - intervenne Namir - Che si proceda al Rito."

Korise venne al centro del Cerchio e mi prese per mano, mentre il Tribuno si accostava al braciere ed immergeva tra le braci il falcetto che teneva in mano, salmodiando una strana melodia. Dopo alcuni istanti, l'ossidiana della lama divenne incandescente ed il Tribuno fece segno a me ed a Korise di avvicinarci. Il falcetto scintillò di un bagliore rosso scarlatto mentre il Tribuno incideva la Croce della Vita prima sul polso di Korise e poi sul mio. Il mio sangue si mescolò con quello di Korise quando Namir venne ad unire i nostri polsi con un nastro d'argento.
Il Tribuno accese sul braciere un bastoncino di incenso e ci condusse ad onorare le Quattro Direzioni. Procedemmo in senso orario, cominciando dall'Est, sacro ad Akhton ed al Sole nascente. Il Tribuno soffiò sull'incenso avvolgendo di fumo le nostre mani unite e mormorò una preghiera di ringraziamento. Ripetemmo il cerimoniale per ciascuna delle Quattro Direzioni fino a raggiungere il Sud, Direzione dell'Innocenza, sacra a Sudiro.
Infine tornammo al Centro del Cerchio, dove Namir sciolse il nastro d'argento che legava i nostri polsi e lo bruciò nel braciere.
Adesso ero Figlia di Sangue di Korise e potevo essere nominata Somma Sacerdotessa.


La fine del vecchio mondo
Ero lontana dal tempio quando il terremoto cominciò a far vibrare il suolo, portando a nudo le radici di quello che era stato il mondo degli Hordrangs.
Sapevo che sarebbe accaduto, da tempo ne avevo consapevolezza: i Sogni si erano susseguiti nelle notti prima della catastrofe ed i segni premonitori avevano continuato a tormentare il mio spirito, incitandomi a compiere quella disperata missione.
Preso il cavallo, mi recai tra la gente; percorsi strade e città per avvertire tutti quelli che incontravo sul mio cammino e raccomandai alle mie consorelle di fare altrettanto: forse qualcuno si poteva salvare!
Pochi vollero ascoltare le mie parole, molti mi derisero crudelmente, ma qualcuno raccolse le cose più care e si avviò mestamente fuori dalle mura in cerca di salvezza.
Sapevo che non tutti si sarebbero salvati ed il mio cuore era oppresso da una pena infinita!

Quando la terra cominciò a sollevarsi, ero lontana dalle città fortificate e non avevo nessuna possibilità di trovare un riparo.
Smontai dal cavallo, mi strinsi al suo collo forse per l'ultima volta e lo lasciai libero, sperando che potesse in qualche modo salvarsi. Poi mi appiattii al suolo pregando la dea di risparmiare il maggior numero possibile di creature viventi.
Mio fratello Aragon era già lontano: forse lo avrei rivisto, forse no. Chissà dove erano le mie consorelle del tempio? E le coraggiose amazzoni e gli eroici guerrieri? A cosa serviva adesso tutto il loro impeto guerriero?
Di fronte alla collera degli Dei gli uomini sono sempre impotenti, ma se ne accorgono sempre quando è ormai troppo tardi per porvi un rimedio!

Le grandi braccia di Antheas si spalancarono per inghiottire tutto nel suo ventre vorace; un boato lacerante parve esplodere nell'aria, mentre nuvole di polvere accecante turbinavano nel cielo offuscando il volto di Akhton.
I lamenti dei miei concittadini morenti raggiunsero la mia anima, anche se intorno a me non c'era nessuno: l'empatia cosmica della terra mi rivelò le agghiaccianti sensazioni di chi era travolto dalle macerie o soffocato dal venefico pulviscolo. Mille volte morii insieme a loro... milioni di volte fui soffocata dal rimorso e dalla mia umana fragilità.

Poi, d'improvviso, scivolai nel silenzio: la mano pietosa di Larawen chiuse i miei occhi come un lieve sudario di abbandono, e risparmiò alla mia coscienza il momento dell'estremo saluto.

Quando ripresi i sensi era tutto finito.
Protesi la mente nella ricerca di qualche fremito di vita... un sommesso nitrito colmò di gioia il mio cuore: Shadow! Era vivo, ce l'aveva fatta anche lui: eravamo in due, grazie alla Dea e forse piano piano avremmo trovato altri superstiti con cui condividere la via della fuga, perchè sapevo che ancora non era finita e che Morghul non era ancora sazia di cibarsi delle carni degli uomini: avrebbe continuato a scatenare la sua furia devastante fino all'estrema distruzione!
Ma forse qualcuno poteva ancora sfuggire, prima che tutto sprofondasse nel nulla; forse c'era ancora un luogo, da qualche parte, dove poter sperare di ricostruire.

Era quasi buio... ora dovevo pensare a sopravvivere. Accesi un piccolo fuoco, in quella che era stata una verde radura e cominciai a lanciare segnali mentali per radunare i dispersi e farli giungere fino a me.

Dopo un tempo che mi parve infinito, udii il passo rapido di due persone che si avvicinavano. Trattenni il respiro per il timore di illudermi inutilmente... poi due figure raggiunsero il cerchio di luce accanto al fuoco, che rischiarò i loro lineamenti noti.

Mi alzai in piedi singhiozzando e li abbracciai entrambi, rendendo grazie alla Dea per quel piccolo miracolo.
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Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!
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Spoiler: show
TRATTI (in grassetto quelli Razziali e derivanti dall’Oasi)
Tratto (Costo)
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GRANDE RESISTENZA
BESTIA DA SOMA
EMPATIA
INSTANCABILE
FORMA BESTIALE
BUON SENSO (8)
MEMORIA FOTOGRAFICA (6)
LESTO AD APPRENDERE (8)
GUARIGIONE RAPIDA (4)
ADDESTRAMENTO ARMI: FIONDA (4)

CAPACITA’ (in grassetto quelle Razziali e derivanti dall’Oasi) (avanza 1 pt)

Capacità (Punteggio)
CONOSCENZE MEDICINA (5)
CONOSCENZE ALCHIMIA (4)
ARTE CANTO (4)
ADDESTRAMENTO ANIMALI (3)
CONOSCENZE NATURA (4)
ATLETICA (3)
SEGUIRE TRACCE (3)



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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Astral » gio 5 giu 2008, 23:02

Ruolo e Titolo: Mistico Astral
Razza: Angelico
Età approssimativa: 25-30 anni
Allineamento: Tendente al buono, ma a volte caotico
Abitazione: Torre dell'Illuminazione
Oasi: Ghiacciai dell'Arcobaleno

STORIA

La mia storia è molto triste, mutevole come l'acqua, tempestosa come il vento, ed improvvisa con un fulmine a ciel sereno.
Vivevo tanto felice in un villaggio vicino all'oasi della Musica perenne, ma che apparteneva comune alle terre dei ghiacciai dell'Arcobaleno. La mia vita iniziava come un canto di gioia dove c'èra musica per le orecchie, e dove mi occupavo della vita semplice e rurale insieme a miei genitori. Il clima nonostante le alture rimaneva temperato e conducevamo una vita molto tranquilla e pacifica. Un triste giorno però all'età di 12 anni un gruppo di barbari saccheggio e bruciò il villaggio, uccidendo tutti gli adulti, e portando via i bambini, me compreso. Venni poi venduto come schiavo in un'altro villaggio, dove dovevo pulire, servire, e lavorare insieme ad altri bambini. Grazie all'aiuto di una Sacerdotessa di Yar, gli schiavisti vennero sconfitti ed al nuovo villaggio fu ridata la sua dignità. Ero ormai un adolescente quando per me il nuovo villaggio e la sacerdotessa furono i punti di riferimento della mia vita. Mi insegnò molte cose, e sembrava fossi destinato a crescere un ragazzo devoto e pacifico, ma non fu così...
Ben presto arrivò una strana figura, sembrava un mago, e sembrava molto potente, e con una tempesta di ghiaccio distrusse l'intero villaggio, con la sacerdotessa che morì proprio vicino a me. Il mago mi risparmiò la vita per via del mio sangue angelico, mi prelevò alcune gocce di sangue, e mi lasciò liberò, dicendo che tanto sarei morto comunque in mezzo ai ghiacciai e che era troppo facile uccidermi, mentre era più divertente vedermi spengere lentamente.
Furono giorno tristi, ma ebbi una visione di Yar: mi dimostrò che dovevo fidarmi di lui, ma che non dovevo seguire la parte femminile della sacerdotessa, ma quella maschile del Dio , quella ribelle che si vendicava sui sopprusi. Così durante questo periodo mi aspetterano grandi avventure, ed attraverso viaggi ed incontri, cominciai la mia iniziazione alla via del mistico, che univa la magia divina a quella arcana.
Riusci a vendicarmi col mago, grazie all'aiuto di una giovane amazzone che diventò la mia compagna Amantea, ma il mago riuscì prima di morire a lanciare una maledizione molto potente. Mi rinchiuse in una torre sperduta, inaccessibile, dove solo chi avrebbe superato i terribili enigmi e accesso la luce del faro, avrebbe potuto risvegliarmi dal sonno. Dopo 5 anni... qualcuno mi svegliò, ma non era la mia cara Amantea, che nel frattempo si era dimenticata completamente di me...

Da allora dimoro sempre nella Torre dell'Illuminazione,rimanendo solo e scatenando tempeste sugli immeritevoli, ma coloro che riescono ad accedere alla torre, hanno la possibilità di accedere anche alla dimora del mio cuore, ferito e amareggiato e illuso più volte da false felicità.
Sono la goccia che fa traboccare il vaso
Sono il vento che diventa tempesta
sono la luce che illumina la tenebre
ma posso colpire con un lampo a ciel sereno
Lo stolto verrà colpito dal mio freddo soffio
il Saggio berrà nel mio calice d'acqua sacra.
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Aldebaran Centauri » ven 6 giu 2008, 19:05

Ruolo: Arpista e Cortigiana
Oasi della Musica Perenne

Aldebaran Centauri è una trovatella, che Romarios, strano bardo e avventuriero dalle mille risorse e dai mille talenti, trova in fasce miracolosamente viva,, abbandonata in un bosco accanto al suo rifugio.
Il fatto di chinarsi sulla neonata per osservarla con un misto di curiosità e di imbarazzo salva Romarios da una freccia destinata a trafiggerlo scagliata da un suo nemico che gli ha teso un'imboscata. Una volta sistemato il tipastro, Romarios decide di portare con se la bambinella cui in fondo deve la vita e di crescerla come una sorellina. Ma egli è un uomo e ben poco sa di come si alleva un neonato, così si unisce alla carovana di un circo i cui artisti sono da sempre i suoi unici veri amici. Per mantenere se stesso e la neonata nel circo accantona l'arpa e si inventa lanciatore di coltelli, arte in cui ben presto diventa abile almeno quanto lo era nel comporre versi e canti.
La gente del circo si affeziona subito alla bambina e la considera un po' la mascotte dei carrozzoni. Una anziana zingara guardando la piccola negli occhi dice che ha due stelle al posto degli occhi e con il nome di due stelle sceglie di chiamarla Romarios, Aldebaran Centauri.
La bambina cresce amata da tutti, in un mondo fantastico, pieno di stimoli divertenti e di grandiose avventure. La gente del Circo le insegna a sopravvivere nella semplicità di una vita frugale ed affascinante. Romarios, che la bambina adora come fosse suo padre, le insegna a lanciare i coltelli quasi per gioco e pian piano le trasmette anche l'arte bardica quando nelle lunghe notti invernali inventa storie meravigliose per lei, cantandole al bivacco per farla addormentare.
Quando Romarios muore, tradito da una delle sue facoltose "amiche", la bambina ormai adolescente, riceve da lui in dono la sua arpa e la raccomandazione di serbare nel cuore l'arte bardica affinchè qualcosa di bello sia ancora e sempre presente nel mondo.
Aldebaran è ancora molto giovane, ma è profondamente segnata dalla morte del suo migliore amico, padre, fratello e mentore, tanto che nell'intento di vendicarne la morte, accetta gli insegnamenti di alcune cortigiane che viaggiano con il circo e che pur nell'esercizio del loro mestiere hanno sempre tenuti alti i valori di lealtà e solidarietà che le fascinose dame del bel mondo hanno da tempo dimenticato. Per qualche tempo ancora rimane con il circo, fino a che non riesce a vendicare la morte di Romarios uccidendo la facoltosa dama che lo ha tradito. Solo allora, fuorilegge e ricercata, abbandona il circo per evitare ai suoi amici di pagare le conseguenze del suo gesto. Grazie alla piccola somma che ha accantonato è in grado di pagarsi un passaggio su un veliero diretto ad Ashura, di cui ha sentito parlare come di una leggenda da Romarios quando era bambina. L'Oasi della Musica Perenne la aspetta e la accoglie come discendente ed erede del sapere di Romarios, che soltanto allora Aldebaran scopre essere stato nativo proprio di quel luogo. Il bosco e le creature fatate le parlano e completano la sua istruzione bardica.
Ora Aldebaran è una giovane donna dai mille talenti, così come fu Romarios prima di lei. Agile e resistente e capace di difendersi dai prepotenti, arti apprese dalla gente del circo, sinuosa ed ammaliante come le hanno insegnato le cortigiane, sensibile e solare come ha imparato dal bosco e dalle fatate creature dell'Oasi della Musica Perenne legate al passato di Romarios.

Questa sono io... arpista e cortigiana... lanciatrice di coltelli e di strali amorosi... gioiosa ed innamorata della vita come soltanto chi ha sempre avuto amore a piene mani può essere!

(in realtà la persona che muove questo pg. è la medesima che muove Hashepsowe :mrgreen: )
Dai diamanti non nasce niente
Dal letame nascono i fior

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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Turpino » dom 8 giu 2008, 10:48

Ahi! Ahi! Che mi tocca far! La mia Coisa Preferita!...Occhei...vediamo di essere un pò..ehm...pic

Nome: ?jollyr* Turpino "Trincialupi" Nefermenu ?jollyr*
Ruolo: Cacciatore Ex Bardo
Allineamundo: Trouble Man (sìjons^
Oasi: Palude Fangosa


Che dire della vita e delle gesta del buon e fedele bracconiere di Ashura. Da baldo e arzillo cacciator, quasi più la guisa di un'eremita pare avvolger le sue spalle nella veglia umida e notturna della Palude. Una vita da giovincello a girovagar per le il qui e il là, cercando di vivere e sopravvivere con quel che gli donavan le decantate gesta di tanti eroi ed eroine. Tutte panzane ovviamente, ma si sa, il segreto è capire che la gente non vuol mai sentirsi raccontar la verità, è mal digeribile. Eppur per quanto il mito e la leggenda sulla figura di questo menestrello errante che incanta e affascina lo dipinga come un uomo che vive di musica e libertà, nulla di più insensato fu mai partorito dalla misera follia umana. Un altro scherzo della creazione di un qualche bardo buontempone. Ebbene, tra donne affascinante al davanzale, ed altre sotto le coperte, le più umili vie del cacciatore, dell'avventuriero e del brigante han permesso al nostro prode cacciator di giungere in queste lande, dove pare abbia deciso di chiudere le ali e godersi la vita. Circa.
Ultima modifica di Turpino su mer 17 dic 2008, 23:44, modificato 1 volte in totale.
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Alexis » dom 8 giu 2008, 21:58

Nome: Alexis Isil Irimë
Età: indefinita
Ruolo e titolo: Amazzone e custode del segreto del fuoco
Oasi e abitazione: Karen’s wood- Old weeping willow-tree (vecchio salice piangente)
Allineamento: neutrale


Alexis Isil Irimë, questo è il mio nome. In lingua Quenya significa luna leggiadra, nome che la mia gente mi ha attribuito alla nascita, vista la pelle diafana e gli occhi opale che ricordano una notte senza nubi.
Fin da piccola sono stata istruita all’uso della spada, dell’arco e ho imparato a padroneggiare la magia legata al fuoco.
Ben presto, però, il lento scorrere del tempo in mezzo agli elfi mi stancò e spinta dalla curiosità verso il mondo umano decisi di vivere tra guerrieri ed amazzoni, al servizio della Guardia Imperiale Arcana.
Li pensavo di aver trovato ciò che cercavo: avevo un nobile scopo, sincere amicizie e un grande amore.
Ma le certezze che faticosamente avevo costruito svanirono, l’impero cadde in un’afosa notte estiva. Decisi di abbandonare quel luogo che non sentivo più far parte di me.
Ho vagato senza meta a lungo, finché non ho trovato rifugio ad Ashura, oasi dalle mille sfaccettature.
Li, presso l’incantata Karen’s wood, ho ritrovato me stessa e sono grata alla dea Morghul per il compito assegnatomi: proteggere il segreto del bosco, il fuoco che plasma.
Ciò che ancora mi lega al passato sono la mia gatta Yue, il nero destriero Thunder, la mia più cara amica Elyse e le due spade del drago, ma questa è un’altra storia che forse, un giorno, vi narrerò…

****
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Perla » lun 4 ago 2008, 11:51

NOME : Perla
ETA' : Trenta all'apparenza fisica
OASI: Valle dei Sogni
ABITAZIONE:Dimora dei Tritoni Reali

Mi chiamo Perla e vivo nella Valle dei Sogni,insieme ai miei genitori,Il Re Cronos,la Regina Sephora e alle mie sorella Mareas,Coralles e Sandes.La mia Dimora è quella dei Tritoni Reali e nel mio mondo c'è molta armonia e serenità,tra i flutti del mare e i canti delle sirene. Il mio Regno è tutto d'oro con gemme preziosee,al suo interno,ogni ala ha una conchiglia pregiata ove possono riposare sirene e tritoni.Ognuno di loro ha una propria area riservata in cui vivere con le proprie famiglie o da soli, mentre il Re,la Regina,io e le mie sorelle viviamo in aree costruite con oro e diamanti.La grande stanza reale è addobbata con pietre preziosi e coralli e qui si riuniscono i grandi per discutere degli argomenti relativi al mondo terrestre e marino. I miei genitori, il Re Cronos e la Regina Sephora si occupano proprio di questo,mentre io,le mie sorelle e gli altri esseri marini,controlliamo la nostra aerea e la difendiamo dagli attacchi esterni,come quella dei Tritoni Azzurri,delle Sirene Nere o peggio,degli squali.
La mia storia comincia molti anni fa,quando mio padre Cronos viveva nella bellissima Baia delle Sirene.Una dimora fredda e molto bella,dai paesaggi incantevoli e dove sono nata e cresciuta con le mie sorelle.Mio padre regnava in armonia ed era rispettato da tutti,il Regno godeva di prosperità e tutti gli esseri marini erano felici.Ben presto,questa serenità fu spezzata dall'astio e dalla rivalità dei Tritoni Verdi,il cui Re, Tenclus, ribadiva il possesso della Baia delle Sirene, poichè in passato apparteneva ai suoi avi.Ne scaturì una forte amarezza,da parte di mio padre Cronos cui era a cuore la Baia delle Sirene ma capiva che Tenclus in parte aveva ragione ma non voleva cedere tale terra a lui,in quanto rinomato come Re perfido e malvagio.I litigi e la rivalità continuarono per molto tempo,il Regno Marino soffriva per questa disputa e ormai,i due Re erano sul punto di guerra: Cronos voleva essere onesto per quanto riguardava la concessione della Baia delle Sirene ma non voleva lasciare il popolo in mano ad un Re così malvagio; Tenclus,non prometteva nessuna generosità e così la situazione si irrigidì ancora di più.
Tutto cambiò quando,in mezzo a questo clima guerresco,si inserì un altro personaggio che voleva prendere possesso della Baia delle Sirene: Il Re Darken,dei Tritoni Azzurri. Malvagio e abile stratega,non avrebbe esitato a cacciare gli altri due Re,ad uccidere il popolo marino esistente e a prender possesso della Baia. Così,Il Re Cronos e il Re Tenclus unirono le loro forze e il loro esercito di tritoni per impedire a Darken di impossessarsi della Baia delle Sirene.Durante la guerra,il Re Darken venne catturato e imprigionato e,ancora adesso,è nelle prigioni marine; il Re Cronos fece un patto col Re Tenclus: se ne sarebbe andato col suo popolo nella Valle dei Sogni ma a patto che lui si comportasse bene con il proprio popolo e con chi,aveva scelto di non seguire Cronos nella Valle dei Sogni.
Il Re Tenclus accettò il patto,giurò fedeltà al Re Cronos e gli promise di non essere malvagio con nessuno,in segno dell'amicizia per lui ma soprattutto,per averlo aiutato a sconfiggere Darken.
Mio padre Cronos adesso è sereno,ama La Valle dei Sogni e il suo popolo e ogni tanto,si reca a far visita al Re
Tenclus,diventato ormai suo amico.
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Sandor » dom 21 set 2008, 19:36

Ruolo e Titolo: Sandor Shining Mago della Luce
Razza: Umano
Età approssimativa: indefinibile, sembra sempre 20 enne
Allineamento: Buono
Abitazione: Prima Contrada del Cielo ora non si sa.
Oasi: Valle dei sogni prima, isole del Sole ora.


PREMESSA: La persona che muove il personaggio di Sandor è la stessa che muove Astral

STORIA

La mia storia è molto lunga, provengo da un regno lontana sia da Ashura che da Cynerios, di dinastia reale, mio padre mi ha sempre voluto crescere come un guerriero, mentre ero destinato alla magia, e di quelle più nobili. Tuttavia la mia famiglia viene da un passato oscuro, oscurità che mi ha preso anche a me, e trascinato con se per un periodo.
Mi sono trovato a Cynerios per caso, ed ho incontrato il mio primo vero amore la strega Olympia, insieme ad altri ashuur abbiamo combattuto contro il tiranno di Cynerios, prima che lei rimase dalla sua parte, ed io presi la mia scelta, insieme a molti miei amici emigrammo verso altre terre, scoprendo la meravigliosa terra incontaminata di Ashuura.
In quel periodo una Sacerdotessa di Yar mi fece conoscerre la luminosa Regina della Faerie, ma il nostro fu un matrimonio un po' tribolato, poichè in realtà la mia presenza era richiesta altrove, ed oltretutto lei infondo infondo non era poi cosi buona, ma bramava soltanto il potere... e poi e poi.. se solo sapesse che il mio cuore era di un altra, una delle sue piu care amiche, penso che non mi perdonerebbe mai, ma basta sto dicendo troppo... ora mi sono ritirato lontano dalla mia oasi amata, vivo in una terra dove c'è amore e giustizia, ed il mio dio, Vander, viene venerato pubblicamente, chissà se farò ritorno alla terra ferma, forse un giorno...
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi pandemyc » gio 19 mar 2009, 17:26

Ruolo e Titolo: Rappresentante degli spiriti sofferenti. Cerca costantemente i malati terminali per condurli nella schiera di Janahallan
Razza: zombie - non morto
Età approssimativa: non la ricorda. La dimensione del tempo ha perso di significato
Allineamento: Legale Malvagio
Abitazione: indefinita
Oasi: Antro delle Anime Perdute

Intrapresi il mio viaggio anni orsono ormai. Cercando disperatamente di concludere la mia vana ricerca. Non potevo nemmeno immaginare cosa la vita eterna avrebbe potuto significare e tantomeno avrei potuto pensare di arrivare qui un giorno.

Senza paura e malattia la mia vita sarebbe come barca senza remi. Il male mi prese dentro quando ancora ero ragazzo e quando osservavo la vita scorrere nei cuori dei miei coetanei l’invidia e la rabbia attanagliava la mia anima. Come in una morsa nera venivo stretto e l’odio per il creatore era sempre più vivo e intenso. Che cosa avevo fatto io per essere diverso dagli altri? Perché non potevo giocare e vivere la mia vita spensierata?

La cosa peggiore in sé non era affatto la malattia. La cosa peggiore era lo sguardo degli altri. La pietà nei loro miserabili occhi.

Mia madre mi trattava come fossi fatto di vetro e mio padre mi osservava rassegnato a vedermi morire. Invece gli ho seppelliti entrambi, e la cosa strana è che non ho sofferto nel vederli morire; del resto non significavano più nulla per me.
Ricordo mia madre, anche se il suo volto adesso mi appare distorto e le sue carezze mi sembrano sempre più quel ritratto di ipocrisia e pietà che finalmente ho fatto scivolare via da me stesso. Ovvio che lei non fosse cattiva e che tenesse al proprio bambino come ogni madre; il fatto è che ero io a non tenere a lei. Era colpa sua se ero nato malato; sua e di mio padre. Il male che albergava dentro di me doveva pur venire da qualche parte e sicuramente nasceva dai loro peccati. Dal fatto che fossero uomini e quindi sporchi e sozzi di natura.

La loro superstizione era degna del ridicolo e gli insegnamenti dei Sacerdoti dei Sogni Nuovi erano ilari. Parlavano di giustizia, di sacrificio e coraggio, parlavano di amore per il prossimo e di rispetto. Questo sarebbe stato bello ricordarlo a le povere donne che i soldati usavano come oggetti di piacere, sarebbe stato bello ricordarlo quando uccidevano coloro che chiamavano “Infedeli”. Infedeli voleva forse dire non venerare Epona? Non credere nei Sogni Nuovi? Gli umani sono solo poca cosa ed essendo poca cosa sono pochi nell’animo.

Si forse un tempo sono stato anche io umano. Ma quel tempo è passato ed oggi il solo ricordo di quello che ero mi fa rabbrividire.
Abbracciare Janahallan era stata una scelta piuttosto facile. Io non avevo paura della morte anche perché sono nato praticamente già morto. Gli altri mi trattavano e mi parlavano come se la mia fine dovesse essere imminente e mi consigliavano di conciliarmi alla Dea e di credere nei Sogni. Non posso fare a meno di sorridere a quei ricordi.

La mia rinascita avvenne quando potetti riaprire gli occhi nella Cappella Funeraria. Finalmente avevo raggiunto L’Antro e finalmente il mondo appariva diverso. Il male dentro di me esisteva sempre ma era mutato. Le creature del sangue e delle nebbie mi accolsero con il loro silenzio e mi portarono con loro donandomi la vita eterna.

No non mi spazzarono via. Non banchettarono con la mia carne. Chiesero solo il mio sangue e in cambio mi guarirono e mi diedero finalmente una casa. Loro. Possedevano la non vita, rinnegavano quel creatore insulso e ipocrita. Loro mi guardavano senza alcuna pietà nei loro occhi vacui. Mi guardavano e basta.
Sulla mia tomba c’è scritto Iago Alanstar; ma oggi mi chiamano semplicemente Anima Nera.
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TRATTI (in grassetto quelli Razziali e derivanti dall’Oasi)

Tratto (Costo)
Duro a Morire (8)
Armature (6)
Scudo (4)
Stile Difensivo
Armi da Mischia (Asce) (8)
Estrazione Veloce (4)
Instancabile
Passo Sicuro (sottosuolo/Montagne)
Res. Malattia/Veleni
Infravisione
Nemico Focalizzato (creature sottosuolo)
Idiosincrasia Arcana


CAPACITA’ (in grassetto quelle Razziali e derivanti dall’Oasi)

Capacità (Punteggio)
Fabbro/Armaiolo (5)
Minatore/Tagliapietre (5)
Valutare (4)
Lingua Nanesco
Lingua Sottosuolo

Intimidire (5)
Nuotare (5)
Equilibrio (4)



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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Davamros » mer 6 mag 2009, 15:35

NOME: Razael il Mietatore
ETA' INDICATIVA DEL PERSONAGGIO: indefinita
RUOLO: Paladino decaduto
ALLINEAMENTO: Malvagio
OASI E ABITAZIONE: Antro delle anime di un tempo, Castello dei Morti Viventi

Un tempo, lo era anch'io come tanti voi... lo stesso sangue che scorre in voi, scorreva anche nelle mie vene...avevo un cuore, che batteva, un'anima capace di darmi i più belli e terribili sentimenti... avevo un misero corpo, come il vostro, che soffriva la fame, la sete, il freddo ed il troppo caldo, come voi adesso avvertivo il dolore se una lama lacerava la mia morbida e debole carne! I miei occhi, vedevano la Luce con chiarezza, e l'abbracciavo con tutto me stesso, cercando in lei speranza e potere...pregavo e combattevo fedele ad un Dio, che ora maledisco dal più profondo della mia oramai inesistente anima, un Dio del quale non ricordo più il nome, ne' gli insegnamenti...
Di questo squallido "essere superiore" ricordo solo di averlo servito a lungo, come un fedele cagnolino scodinzolavo impaziente di soddisfare ogni sua richiesta, ogni suo desiderio... mi chiamavano un paladino, in quei tempi lontati che rammento a malapena... un paladino di un dio, che pensavo di comprendere, ma mi sbagliavo...Ricordo che dopo una vita di giusto servizio, "schiavitù", la chiamerei adesso, il mio Dio abbandonò tutti noi, abbandonò me...Lo cercai a lungo, vagai per tutte le terre conosciute dagli esseri viventi e non solo! Lo chiavamo continuamente, a squarciagola, giorno e notte finchè le mie corde vocali furono troppo deboli per poter emettere ancora qualche suono... Continuai a cercare anche quando il mio cavallo si abbandonò alla morte, stremato da tutte le forze...cercai invano, per lunghissimi anni, finchè un giorno non capitai nella Foresta del Silenzio...
Pensavo di essere pazzo... e forse lo ero davvero...ma camminando tra gli alti pini scuri ed argentati, continuavo a sentire quelle voci...che mi parlavano, che violenti spogliavano l'anima, del mio corpo, mettendo a nudo il mio vero essere... ricordo il disagio che provai nel rendermi conto di essere così debole, come una mosca sotto il palmo di un umano, ed in quel momento maledì il giorno in cui vennì messo al mondo... so che camminai a lungo, tra quegli alberi, tra quelle voci che incessanti ripetevano che la mia vita è stata solo uno scherzo, solo un passaggio, solo tempo spreccato...sentivo la rabbia, che ora dimora dentro di me, crescere ad ogni istante sempre di più, deformando la mia anima, il mio essere vivente...ed in quella violenta trasformazione non ero capace di fare altro che ascoltare la mia stessa voce che impreccava, in una lingua sconosciuta, contro tutto ciò in cui, fino a quel momento, avevo creduto... il mio dio, i genitori, i miei parenti, la mia vita, gli amici, il Bene che seguivo ciecamente... impreccavo in quella lingua, che ora conosco con la denominazione di Infernale...

"Ora so, quanto sono stato stupido...ad abbracciare il bene, convinto di diventare forte al suo fianco...so anche che ciò che sono ora, una creatura del fuoco e del oscurità, priva di carne e di anima, una pedina del male più profondo... So che questa è la giusta via da seguire"

E' un lungo sussurro quello del essere infernale, che vi parla, la voce composta da migliaia di voci diverse...

"Protetto dalla mia pelle come armatura, continuerò a vivere nel infinito...e coperto dal mio elmo cornuto, vi osserverò...ssssssss-squallidi esseri viventi...godrò della vostra incommensurabile debolezza, della vostra indecifrabile stoltezza nel rendervi schiavi della luce... E' osservandovi attraverso questi occhi rossi, nei quali brucia vivida la fiamma del odio e dell'oppressione...ssssss-sì...io vi distruggerò, insieme alla vostra luce...l'oscurità regnerà assoluta, e solo allora potrò trovare il mio giusto riposo!"
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Feanor » ven 3 lug 2009, 17:59

FEANOR - MAGO ROSSO - Razza Aliena
Descrizione: un mago dal fisico atletico, occhi neri come la brace, capelli scuri che lasciano scoperta la fronte ampia per dar maggior risalto all'ipnotismo degli occhi.
Tratti caratteristici: di carattere focoso ed infiammabile come l'elemento che serve - rissoso con gli uomini e mooolto galante con le donne. Focoso e appassionato amatore, ma infedele per natura. Fautore della libertà di sentimenti ed amori... niente guinzaglio: non sarebbe giusto riservare attenzione ad una donna soltanto, poichè esse sono tutte egualmente belle e degne di essere Onorate, Amate e... focosamente toccate... anche quelle che non sembrano di aspetto giovani e belle, poichè non vi sono brutte per chi come me sa guardare oltre all'apparenza e vedere le fiamme vibranti dello spirito al di là del corpo!

La mia storia

Nacqui dal fuoco. Al fuoco soltanto obbedisco. Rossa è la mia veste. Ardente il mio cuore. Vengo da un pianeta rosso che gli uomini chiamano Marte. Sono l’unico sopravvissuto alla strage della mia dinastia voluta dai Signori del Ghiaccio, che ora dominano in quel pianeta. Mio padre era un mago potente, seguace della via della luce, mia madre era una studiosa attratta soprattutto dallo studio delle arti oscure. Fu grazie alla magia di mio padre ed alla scienza di mia madre che fui salvato, rinchiuso in un involucro di protezione che mi proiettò lontano da Marte quando vennero i Signori del Ghiaccio. A lungo ho vagato negli universi conosciuti e sconosciuti. Ho studiato con maghi ed alchimisti, streghe e scienziati di tutti i tempi, raggiungendo poteri e conoscenze assai più grandi di quelle di entrambe i miei genitori messi insieme. Rosse sono le mie vesti, in quanto attingo indifferentemente alle forze del bene e del male per perseguire i miei intenti.
Un giorno, quando sarò diventato il più potente mago degli universi, tornerò su Marte e vendicherò la morte della mia dinastia.
Sono giunto in questa terra e vengo in pace, popolo di Ashura: tra di voi spero di trovare un luogo sicuro dove abitare per continuare i miei studi e per esercitare le mie arti magiche.
La notte è il momento in cui i miei poteri sono più forti, ma non temo i raggi del sole essendo essi di fuoco come il mio cuore.
Servo il volto più possente della Dea: Morghul, l’Oscura Signora, ma per l’ardente cuore di Akhton/Loars avrò sempre una speciale reverenza.

p.s. interessante questa storia dell'anima nera... chissà che un giorno, una volta terminate le zulliche imprese, io non decida di intervenire dall'una o dall'altra parte... in fondo se non ricordo male, sotto ad una delle tombe dell'Antro delle Anime di un Tempo, c'era un Tempio del Fuoco....
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Barimoor » mar 5 gen 2010, 17:18

Ruolo: Wa’el
Razza: Umana / Darvati
Età approssimativa: intorno ai trent'anni
Allineamento: Neutrale
Abitazione: Da qualche parte fra le dune del deserto
Oasi: Ashaharastan


Ciò che è si discosta da ciò che sembra, allo stesso modo in cui la apparente placidità dello stagno cela sotto la sua superficie un predatore in agguato.
Wa’el di presenta come un uomo di media statura, corporatura asciutta, movimenti controllati e misurati come se li compisse sempre con estrema attenzione. L’espressione del volto è solitamente imperturbabile e composta, mascherata in parte dalla corta e fitta barba curata. Veste con disinvoltura abiti di buona fattura ma piuttosto semplici, prive di qualsivoglia ornamento o ricamo che possa orientare l’osservatore sulle sue origini o appartenenze a una particolare tribù o famiglia.
Come molti abitanti del deserto, sopra i comodi ed ampi abiti porta un mantello scuro che preserva la temperatura corporea al di là della calura a cui è normalmente sottoposto.
Un osservatore che si soffermi su di lui oltre i primi istanti, ostinandosi a cercare un segno distintivo che permetta di discernerlo da mille altri suoi simili, troverà soltanto un elemento che lo possa aiutare: gli abiti ampi servono anche a mascherare il fatto che sotto la spalla sinistra il braccio è del tutto mancante.

Wa’el nasconde sotto le maniere cortesi una tempra ferrea e una volontà incrollabile. I suoi impeti emotivi sono ben conosciuti all’interno della sua tribù e la sua storia, che lo ha portato alla terribile privazione fisica, viene raccontata a mezza voce la sera tarda, quando gli uomini si raccolgono intorno al falò per condividere leggende e notizie e sussurrano ciò che non può essere riportato alla luce del sole. Ma le versioni sono diverse a seconda di chi racconta e discernere quale sia la verità è ormai impossibile, se non chiedendolo al diretto interessato – che peraltro non è molto disponibile al dialogo in tal senso.

Pare che Wa’el non sia il suo vero nome, ma solo il modo in cui gli anziani che conoscevano la sua storia lo hanno ribattezzato. Un tempo ne possedeva sicuramente uno ma come altre cose che vengono per lungo tempo inutilizzate, esso è ormai scivolato tra le sabbie del deserto che ormai ne è il vero padrone.
Abbandonata la sua vecchia identità così come la storia che gli apparteneva, Wa’el ha ricercato il proprio ruolo isolandosi in un ritiro spirituale durato anni, apparendo tra le dune del deserto come un miraggio per poi sparire il momento dopo. Alcuni viandanti dicono di averlo incontrato, la sera, e raccontano di un individuo che si è presentato loro con modi gentili per condividere il calore di fuoco e il piacere di un dialogo; all’alba sarebbe scomparso come un djinni.

Nessuno sa perché sia emerso dal suo auto-esilio, allontanandosi dalle sabbie del deserto con quella ferma espressione nello sguardo che ha solo colui che è spinto da una missione in cui crede fermamente.
È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa -

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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Nolorin » mer 24 feb 2010, 18:46

Nome: Nolorin
Razza: Mezzodemone, capace di mutare in 3 forme
Età: Ignota
Aspetto
    Forma1: un umano orientale con gli occhi di falco e i capelli bruni. di circa 20-25 anni
    Forma 2: un elfo con ali di pipistrello che mantiente però occhi e capelli della forma 1
    Forma 3: un lupo col manto bruno e gli occhi color oro
Ruolo: sapiente e factotum, guerriero e poeta.
Allineamento: Caotico Buono
Provenienza: Ignota


Sono sempre stato in viaggio. Non mi ricordo da dove vengo o da dove sono venuto. Guerriero. Sì sono un guerriero. Ho imparato a combattere prima che a camminare. E ho imparato a mutar forma prima ancora di parlare.
Sì sono un mezzodemone, reietto sia dalla mia stirpe demoniaca, che dalla mia stirpe elfica. Abominio, Bestia, Nemico... Così mi chiamano. Ma non sanno che sono solo uno specchio. Io non sono altro che una pedina nera del Go in mezzo a milioni di bianche. Non ho casa, è vero, non ho famiglia, non ho nulla, se non il mio onore. Sono stato addestrato da mio padrte nell'arte del combattimento e da mia madre nell'arte del mutar forma. Prima che gli uomini, orride e stupide creature distruggessero la mia casa. Ora viaggio per le oasi di Ashura. Chi sono vi domanderete. Io sono un'ala spezzata del bene. Sono Nolorin Atarvanion, figlio del cacciatore Atarvanio ap Florentius, uno degli ultimi cacciatori di Draghi.
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi dracodraconis » gio 18 mar 2010, 12:47

Nome: Dracodraconis
Età: 35-40 anni
Ruolo: Cavaliere di Draghi, allevatore di cavalli in esilio
Ambientazione: Isola dei Draghi

Mi presento mi chiamo Dracodraconis, questo in verità non sarebbe il mio vero nome, quello cioè che mi diede mia madre alla nascita, è qualcosa di diverso, probabilmente voi lo chiamereste soprannome o titolo onorifico. Nel Paese dove provengo è in un certo senso il nome definitivo che il “ consiglio dei reggenti” da definendo così lo status sociale, l’appartenenza ad un rango d’eccellenza militare, quindi il proprio ruolo e grado. Avviene così che alla fine il nome originario normalmente si dimentica per disabitudine ad usarlo. Per chi come me, nobile di origine, il proprio avvenire è normalmente già segnato: o nella cavalleria, nello specifico nello squadrone dei Dragoni, elitè del reggimento, con compito di pretoriani della sacra persona della Sacerdotessa-Regina ( la società del mio Paese d’origine è piuttosto matriarcale ), oppure, se il ristretto numero dei saggi con a capo la Sacerdotessa-Regina ne intuisce le potenzialità del candidato, nell’ancor più elitario e ristretto numero dei Cavalieri di Draghi. Ecco, io ero uno di quelli, anzi dal mio nome certamente si comprende il mio altissimo grado, ero infatti il capo dello squadrone. Rapportando il mio grado nell’uso corrente di un esercito si potrebbe tradurre in generale in capo. Tanto per fare un esempio il capo dei dragoni a cavallo per importanza era mio secondo con il nome di Augusto Draconis. Voi certamente penserete: “ come se la tira quel tipo. Perché mai allora è qui con l’aspetto di un errante cencioso?”
E’ vero, il mio attuale aspetto tradisce le mie parole, rendendole bugiarde a chi non conosce la mia storia. Ma io sono qui davanti a voi per raccontarla la mia storia, perché voi, miei illustri signori possiate decidere di frequentarmi o tenermi isolato da voi. Da lungo tempo cammino, errando di landa in landa, guadando fiumi, attraverso assolati deserti, ed ora dopo aver attraversato infine il grande mare sono giunto in quest’isola. All’inizio la mia era una fuga disperata e violenta dalla mia gente, chiunque mi avesse trovato si sarebbe sentito in dovere di scannarmi come un maiale, la giusta fine per chi è stato dichiarato traditore del suo popolo. E tale in verità io sono, non lo nego, e non di meno rinnego le mie azioni. Reietto e rinnegato da mia madre e dai miei fratelli, se chiedeste di me la gente sputerebbe per terra, iniziando gli scongiuri. Sacrilegio è adesso il mio nome fra la mia passata gente o meglio “ Figlio delle Tenebre” è ufficialmente il mio nome: ma è meglio che le mie parole scorrano decise e stringenti all’inizio della mia storia, cosi non vi tediate in questo monologo, sperando che vi tratteniate da gettarmi da una rupe. Forse sono anche un po vile lo riconosco, comunque voglio vivere, di suicidarmi per rendere l’ onore ai miei o di farmi uccidere per giustizia non se ne parla proprio. Ho ucciso innocenti nella mia fuga per salvarmi, non riconosco in me la stoffa del martire, dell’eroe che si redime, o meglio io sono pentito del male compiuto, ma voglio vivere, ramingo ma vivo.
Io son nato da famiglia nobile e ricca, mio padre era il più ricco e onorato allevatore di cavalli di razza, i fieri discendenti della libera e forte razza di stalloni dei tempi remoti, quando il mio popolo giunse dalle fredde terre del Nord, essi furono ammaliati dalla loro bellezza e forza e decisero di esserne amici e allevatori. Mio padre era il capo della consulta degli allevatori, la più potente libera associazione del mio Paese, aveva diritto di essere ascoltato dal consiglio. Da tempo i suoi avi erano stati nominati Duchi del Regno. Mia madre invece era consanguinea della Sacerdotessa-Regina e da essa stimata. Ricca anch’essa, aveva portato in dote a mio padre pascoli grassi e fonti d’acqua rigogliosi, boschi fitti di pregiati alberi, greggi ed armenti. Insomma avevamo tutto, io e i miei fratelli crescemmo nell’abbondanza e nel rispetto della gente. La mano severa di nostro padre ci educò al lavoro ed alla sobrietà d’animo. Eravamo allevatori noi stessi. Arrivati alla età della adolescenza, nostro padre come costume, per non alienare la proprietà dichiarò sua erede dei beni nostra sorella maggiore ( In quel Paese non si fa differenza di sesso ), l’altra sorella più piccola divenne damigella in casa, noi fratelli cadetti venimmo assoldati nei ranghi della cavalleria, come allievi ufficiali. Dovete sapere che nel mio Paese vive un antica razza di Draghi per niente ostile all’uomo, anzi anticamente strinsero alleanza con essi permettendo ai più capaci di cavalcarli. In breve io fui ritenuto capace e mi affidarono la cura di un Drago. Per la mia destrezza e la mia intelligenza , ( non che desiderio di elevazione ) feci carriera. Per il mio coraggio e lo sprezzo della vita dimostrato contro i nemici del mio popolo divenni in breve Dracodraconis, io ne ero fiero, forse troppo. Con la fama ed il rispetto anche dei potenti crebbe il mio orgoglio e la mia sete di potere, la mia anima si corruppe, volevo il potere assoluto, mi sentivo degno, era mio diritto pretenderlo, tutto ciò che si frapponesse ad esso doveva essere annientato. Per ottenere ciò portai alla corruzione il cuore dei miei soldati, li avvinsi con miraggi di gloria e ricchezza, fui il loro Demone. Per la prima volta Nella storia del mio Paese i più nobili Guardiani del Regno divennero assassini dei propri fratelli. Colpimmo di sorpresa con la potenza delle nostre armi e delle nostre terribili cavalcature. Facemmo stragi e in breve diventammo così potenti da assediare il consiglio che si arrese e con esso la Regina che chiese di fermare le nostre spade. Il popolo era sbigottito, ma ancora inerme. Purtroppo il nostro cuore era gonfio di orgoglio scellerato. Al mio entrare da trionfatore nel Palazzo mi proclamai Invictus Rex e feci strage di consiglieri. Arrivai all’ abominio e al sacrilegio, con la mia spada trafissi il petto della Sacerdotessa-Regina. Era il colmo, il cuore del popolo si riscosse e grido alla vendetta, finanche i Draghi furono sconcertati da questo sacrilegio e ci abbandonarono. In breve i miei compagni furono massacrati, io riuscii non so come a fuggire, e da allora sono in esilio con questo dolore nel cuore, traditore e sacrilego. Non ho più la mente ottenebrata, ma per me non viè redenzione se non con una morte degna, ma io come dissi voglio vivere.
Ora sono qui, con i pochi pezzi d’oro che mi sono rimasti vorrei comprarmi un po di terra e qualche cavalla ed uno stallone da monta, insomma tornerei a fare il lavoro dei miei avi. Chi non si vergogna di vendermeli io sono qui. Alla fine smetto di essere ramingo
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Re: PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI

Messaggiodi Silmarien » mer 5 mag 2010, 9:36

Nome: Elisa ( ma non è il mio vero nome )
Età: 20 anni
Razza: mista, in parte elfa e in parte umana
Ruolo: sacerdotessa della dea Seline
Residenza: Castello dei paladini
Provenienza: Valle dei sogni

LA MIA STORIA:

Non mi è facile raccontare del mio passato, molto di ciò che è successo è accaduto ormai da parecchi anni ma sono rimasti in me ricordi piuttosto dolorosi.

Provengo dalla valle dei sogni. Li ho vissuto da bambina con quelli che ho sempre creduto fossero i miei veri genitori; non amavo il posto in cui stavo, sognavo una vita diversa, una vita avventurosa, qualcosa che desse emozioni.

Finchè non arrivo il giorno in cui mi vennero aperti gli occhi sulla realtà: mi venne detto che Elisa non era il mio vero nome anche se non vi svelerò quale sia in realtà; vi posso solo dire che in elfico significa "luce della luna".

Scoprì anche che le persone con cui vivevo erano i miei genitori adottivi e mi vennero raccontate le mie vere origini: mio padre era un umano, mia madre un' elfa.
Finalmente i mie sogni si stavano realizzando, ho vissuto una vita piena di avventure.

Il Signore del destino per quanto mi ha fatto percorrere una strada ardua mi ha riservato uno stupendo finale: ho scoperto che colui che realmente amavo mi amava a sua volta.

Tuttavia sono invasa dai sensi di colpa. Nonostante io ami Leo più della mia stessa vita, c 'è però un ombra segreta tra di noi: c'è una cosa che non gli ho mai rivelato.

Ho amato un altro prima di lui, ed è stato questo che mi ha causato sofferenze; è stato lui che mi ha ingannato, lui che si è avvicinato a me con l'obiettivo di consegnarmi al mio peggior nemico.

Ho ricevuto dalla dea della Luna il potere di curare chi sta male. Così mia madre, un'elfa dei Giardini, prima di me. Questa fu la benedizione e allo stesso tempo la rovina della mia famiglia.

Tanto tempo fa un uomo si rivolse a mia madre; suo figlio stava male e nessun sacerdote umano era fin'ora riuscito a curarlo. Il suo male era davvero molto grave e neppure lei riuscì a guarirlo.

Da quel giorno il padre, convinto che la magia degli elfi avesse una soluzione a tutto, le ha giurato odio eterno. Nella sua mentalità diabolica l'unico modo per risarcire una perdita del genere era ripagare una vita con un'altra vita.

Quale miglior obiettivo se non la figlia di colei verso la quale ha giurato vendetta? Fu così che mi procurai il mio primo grande nemico; per un crimine che ne io ne mia madre abbiamo commesso.

Anche questo mi raccontarono i miei genitori adottivi, inoltre a distanza di anni quell'uomo era diventato una persona di grande rilievo e i suoi informatori gli avevo detto dove mi trovavo.

Dovevo fuggire, dovevo mettermi in salvo.

Come una reietta viaggia a lungo, alla ricerca di una madre che non ho mai conosciuto, alla ricerca delle mie origini.
Visitai molti posti, accompagnata solo dai sogni premonitori sul mio futuro, ma ero troppo piccola per comprenderne i significati.

Dopo un lungo pelegrinare ritrovai gli elfi dei Giardini. Furono ben lieti di ospitarmi, ma di mia madre nessuna traccia.

Lì conobbi Leo, solo la dea sa le emozioni che provai; dopo tanto scappare finalmente una persona amica pronta ad aiutarmi.

Ma Leo non fu l'unico uomo che segnò il mio destino; l'oscurità si sa, si nasconde dietro ogni angolo pronta ad avvolgerti e questa volta l'oscurità si nascondeva dietro un semplice uomo: il suo nome era Ehlyan.

Ricorderò per sempre il momento in cui lo incontrai. Sbucò dal nulla, non avevo mai visto un umano nel territorio degli elfi, ancora oggi mi chiedo come sia riuscito ad arrivarci.

Fu un colpo di fulmine, e quando lo sconosciuto mi disse che si era perso e che voleva una guida per tornare a casa lo accompagnai fuori.

Nacque un' attrazione e ci incontrammo ogni notte segretamente. Ehlyan era l'uomo che avevo sempre sognato accanto a me.

Un giorno Leo ci scoprì; lui era diffidente nei suoi confronti, temeva che un esterno avesse potuto rivelare dove mi trovavo all'uomo che mi cercava: c'era una taglia sulla mia testa.

Non gli diedi ascolto e continuai a vederlo, ma quando lui me lo proibì mi infuriai; gli dissi che la sua era solo gelosia, che non sopportava di vedere un'altro uomo accanto a me.

Ho fatto tanti sbagli nella vita: conobbi l'amore ma non seppi riconoscerlo, ingannai e fui ingannata a mia volta, ma tra tutti quello per cui ho i più grandi rimorsi è stato quello di non dare ascolto a coloro che mi erano sempre stati vicini.

Scappai con Ehlyan, l'amore per lui mi accecò. Lui stesso mi ingannò; mi disse che non avrei mai trovato mia madre, gli elfi l'avevano uccisa, disse che Leo tra tutti era stato l'artefice di un complotto, mi avrebbero consegnato all'uomo che mi cercava.

Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a credere a simili assurdità. Ma si sà, l'amore ti prende l'anima e il cuore e non ti permette di dar ascolto alla testa.

Di ciò che successe poi non scenderò nei dettagli, dirò solo che capì troppo tardi la realtà dei fatti, la capì solo nel momento in cui mi ritrovai con in mano una spada sanguinante china sul corpo di Leo.

Fu quello il momento in cui rinsavii, davanti al gesto che avevo appena compiuto fu come se si ruppe quell' incantesimo che non mi aveva permesso di capire la verità.

Ma non era ancora finita, dovevo chiudere i conti con Ehlyan, nonostante fossi divisa a metà, la rabbia e la vendetta mi gridavano di ucciderlo, l'amore mi pregava di risparmiarlo.

Il mio cuore era ancora annebbiato, la vendetta prevalse.
Ehlyan si lasciò trafiggere da dopo un paio di colpi della spada, non volle combattere.

Le nebbie nel mio cuore si dissiparono, e la dea mi sussurrò all'orecchio quello che dovevo fare: dovevo salvarli entrambi.

Portai Leo in salvo nei Giardini; nel momento in cui stavo per perderlo avevo capito di provare per lui qualcosa di profondo, un legame che si sarebbe rafforzato nel corso del tempo, lui era il mio destino, ma ciò che avevo provato per Ehlyan non era del tutto svanito.

La dea mi diede il potere di curarlo così lo portai lontano. Egli avrebbe dimenticato tutto quello che era successo, ma sarebbe stato salvo.

Mi rifugiai nel tempio della dea per parecchi anni. Le dovevo tutta la mia fede, fu così che diventai sua sacerdotessa.

Tornai dagli elfi quando seppi che l'uomo che mi cercava era morto, e così pure il suo seguace, Ehlyan appunto. Una parte di me lo avevo sempre saputo.

Mai nessuno avrebbe mai dovuto sapere che con il potere della dea mi era stato concesso di guarirlo, nemmeno Leo.

Con il tempo tutto ritornò alla normalità. Grazie a Leo ritrovai il mio vero padre, ma di mia madre ancora non ho avuto notizie.

Questo è ciò che mi è successo, ora vivo con Leo al castello di mio padre e prego ogni giorno la dea che mi dia la forza per continuare questa mia particolare vita: sono per metà elfa ma non possiedo la loro immortalità.

Un giorno la dea mi accoglierà tra le sue braccia.

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