Manifesto

Perché lo facciamo?

Plesio Editore Quello che volevamo era scrivere un manifesto con gli intenti di Dragonisland per poi accorgerci che non è possibile scrivere un manifesto per un portale come Dragonisland... Per questo motivo, in questa pagina, troverete più che altro alcune sensazioni e impressioni di chi lo vive. Si potrà certo dedurre lo spirito per cui ci prodighiamo nel cercare di realizzare e sviscerare determinate tematiche e confido che questo sia sufficiente per esprimere un'idea di Dragonisland. Il manifesto tocca anche il tema delle recensioni. Lo staff di dragonisland si è creato una piccola nicchia di recensori dedicati al mondo dei libri di genere e non solo. Capita sovente che ci venga richiesto di recensire libri di autori emergenti e per questo motivo abbiamo ritenuto necessario indicare quale che sia la filosofia di Dragonisland in merito alle recensioni, fermo restando che su questo portale tutto il materiale viene prodotto al fine unico di informare e alimentare una passione personale. Il nostro scopo è essere onesti senza avere la pretesa di essere professionali a tutti i costi.

Il Manifesto di Azia Rubinia

scrittrice Fantasy-Storica (Domine Et Serva) e curatore del Blog dei Demiurghi dedicato al tema dell'Antica Roma e non solo. Autrice di un'ambientazione per gioco di ruolo in Ucronia Storica Romana nota come "Specula".

Sbarcare su questi lidi può provocare due reazioni senza vie di mezzo: o ci si iscrive e si svanisce nel nulla o ci si iscrive e si entra nella spirale discendente di una grave forma di dipendenza. Poi vi dirò quale.

Quando il buon imperatore Pandemyc (titolo derivante dalla vecchia veste del forum) mi ci trascinò dentro per i capelli, ero piuttosto scettica: non ho mai retto davvero i forum, annoiandomi a morte dopo meno di un mese, purtroppo o le mie esperienze sono veramente sfortunate oppure la troppa settorialità dei forum frusta i miei nervi fino a quando non cedo e smetto di frequentarli, per quanto divertenti li trovi all’inizio.

Dragon Island, invece, non l’ho trovata divertente. Anzi, devo ammettere che a un primo impatto non mi ha lasciato poi così sorpresa: era un forum come tanti altri puntato sul fantasy, materia letteraria e di gioco che a me piace molto. Poi, però, man mano che la esploravo, Dragon Island si è rivelata essere molto, ma molto di più di una semplice isola deserta nel mare sconfinato del web, dove i pochi isolani (altri forum contano molti, ma molti più iscritti) sono sbarcati chi più chi meno per caso o perché tiratici dentro a forza da amici e conoscenti. Il punto è che le cose non sempre sono ciò che sembrano.

All’inizio l’isola è una brulla distesa di sabbia senza alcun valore apparente, molti si iscrivono senza esplorare, altri invece… altri scavano. Io sono inciampata in un Play by Forum, ne avevo sentito parlare e quel poco che avevo visto non mi aveva poi così entusiasmato. Più per noia che altro ho letto l’incipit di questo e… ho iniziato a scavare. Era “I sangue dell’ombra”. Controverso, crudele, duro, oscuro… spregevole e per questo affascinante. Venivano toccate così da vicino e così profondamente tematiche veramente inusuali per un PbF. Ero affascinata. Allora ho scavato ancora un po’ in quest’isola sperduta su internet.

Sbarcare su questi lidi può provocare due reazioni senza vie di mezzo: o ci si iscrive e si svanisce nel nulla o ci si iscrive e si entra nella spirale discendente di una grave forma di dipendenza.

Cosa si trova su Dragon Island quando si inizia a scavare sotto la sabbia delle sue spiagge? È difficile dirlo, troppo vaghe le parole, troppo fredde per esternare veramente le emozioni che ti colgono e, talvolta, sorprendono. Emozioni più o meno forti, sicuramente diverse per ciascuno di noi che le frequentiamo. L'ampia gamma di umanità che si incrocia in questi lidi trova sempre uno spazietto in cui stare e... perdersi in quella spirale di dipendenza. Ecco, adesso è giunto il momento di dire quale: Dipendenza da QUALITÀ, perché ciò che si riesce a leggere come racconti, come articoli di approfondimento, come biondaggine sbandierata ai quattro venti con profondo orgoglio o nerdaggine informatica infilata in qualunque discorso sono unici, perle di profonda capacità di analisi e di viva discussione, magari anche dedicata molto al puro cazzeggio, ma l’isola si è dimostrata anche un’ancora emotiva e psicologica a cui aggrapparsi quando la vita ti prende a schiaffi a due a due fino a che non diventano dispari e in quei momenti si scoprono davvero i grandi tesori che quest’isola cela sotto la sua sabbia.

Questi tesori sono le persone che la abitano, piccoli cuori di drago che si sostengono l’un l’altro, mostrando un’umanità senza veli. Dietro questo schermo su cui ti stai soffermando, lettore, vi sono persone con un raro dono: quello di strapparti un sorriso anche nei momenti più neri. Sono quelle persone capaci di mettersi in chat alle due di notte pur cascando dal sonno solo per tirarti su di morale, magari anche solo per scambiarsi la buonanotte e dirti “fatti forza, non ti arrendere”. Sono quelle persone capaci di leggerti dentro senza che tu dica nulla, solo perché lo hanno letto anche se tu non hai scritto nulla. Perché riescono a leggere tra le righe, perché avvertono quella vibrazione nascosta in fondo al tuo cuore se solo gliene lasci vedere uno spicchietto.

Cosa c’è su Dragon Island? Ci sono tante cose, tutte da scoprire. Un manifesto dovrebbe elencarle, ma la scoperta di per sé è molto più bella. Prendi una pala, lettore, e inizia a scavare… sono certa che troverai anche tu un tesoro imprevisto, tanto più bello e prezioso tanto più metti in ballo il tuo cuore. Perché, in fondo, tutti noi abbiamo un piccolo cuore di drago che batte in petto.

Il Manifesto di Shey'raen

Scrittrice Fantasy (Mappa per L'abisso - Genesi di Atheris), Taverniera di un locale a tema Fantasy - La Tana del Drago Fumante.

Elencare in modo asettico ciò che Dragonisland contiene è impossibile perché, in realtà, è proprio quel cuore pulsante di cui ha parlato Azia che conta veramente. Qui si raccontatono le nostre esperienze. Ognuno raggiunge l'isola in modo differente.

Ci sono arrivata anche io, sì, tirata per i capelli da Pan, ma il mio percorso poi è stato diverso. Abbiamo subito cominciato il pbf che era in una fase di testing e diamine... ho colto subito la differenza e la qualità. Se non fosse stato così, con il poco tempo che avevo a mia disposizione, non avrei scavato oltre. Invece lei mi conquista nell'immediato, facendomi giocare come desideravo da tempo fare.

Chi dice che il gioco è il cibo per il cervello e un momento di sincera socializzazione dice il vero in fondo e tutti noi lo sperimentiamo. Quindi ecco, mi sto perdendo di nuovo...

Il modo in cui ci si arriva credo sia diverso per ognuno, ma la sostanza forse potrebbe essere messa in luce più del tragitto.

C'è quella sensazione di speciale data dalle persone che abitano questi lidi per esempio, il fatto che non siano solo nick, ma che ci sia il loro pensiero su molteplici argomenti, un pensiero che rende più poliedrica e più completa l'immagine di ognuno.

Non ci sono post da poche righe. Quando vogliamo dire la nostra non ci risparmiamo, ci lasciamo andare senza remore, senza post da una riga "tanto per rispondere" e dire qualcosa. Gli stimoli ci vengono proprio da quelli che frequentiamo, il desiderio di aprire subito DragonIsland quando arriviamo davanti al pc, ancora mentre ci togliamo le scarpe magari, per vedere "cosa è successo oggi sull'isola", sono cose che credo abbiamo sperimentato tutti. E la schiettezza dei pareri, perché sappiamo che non dobbiamo aver timore di confrontarci con le persone perché tanto loro capiscono, sanno come siamo fatti e se dovessero fraintenderci per una frase infelice, il chiarimento è immediato. Insomma, l'Isola è per chi la vuole vivere. Non è fatta per pigri che vogliono la notizia facile, le due righe, il "mi piace" e via.

È per gente che ha voglia di parlare e approfondire, di passare del vero tempo con altri che condividono le nostre passioni, di effettuare veri scambi, anche solo quando si tratta di sparare cavolate (per cui c'è una vera e propria gara).

Insomma, questi sono i punti che io sento e non so se li hai percepiti anche tu. Il modo in cui ci si arriva credo sia diverso per ognuno, ma la sostanza forse potrebbe essere messa in luce più del tragitto.

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