World War Z di Max Brooks

World War Z Ho giusto da poco finito di leggere World War Z di Max Brooks, La Guerra Mondiale degli Zombi. La firma del nostro caro Muriel di Dragonisland recita: "The only difference between reality and fiction is that fiction needs to be credible."stando a significare che l’unica differenza tra la realtà e la finzione è che la finzione necessita di essere credibile.

Forse questa frase che Muriel tiene in firma rappresenta perfettamente quello che questo libro di Brooks fa.
È tragicamente credibile.
Mi sono avvicinato al libro molto tardi perché non mi era balzato agli occhi e quindi ho appreso della sua esistenza solo quando è uscito l’omonimo film blockbuster con Brad Pitt.
Deluso amaramente dal film, cercando altri confronti online, ho immediatamente appreso dell’esistenza del libro e, leggendo recensioni decisamente a favore, mi sono fiondato a recuperarlo.

World War Z

Il genere zombi, horror, può non piacere e la tematica che spesso ci viene presentata può portarci a pensare che il genere non abbia più nulla da dire. Poi, improvvisamente, scopri che il genio umano è decisamente superiore a quelle che possono essere le tue previsioni.
Sempre in una discussione sul genere Zombi, qui su dragonisland, e sempre con il caro Muriel osservammo che una delle variabili del genere zombi fosse unicamente “zombi veloci o zombi lenti?”.
Lo scenario che normalmente ci viene presentato è narrato dal punto di vista di pochi sopravvissuti che sono nel bel mezzo dell’apocalisse. Difficilmente ci viene presentata la guerra e difficilmente ci viene presentata da punti di vista differente e sfaccettati.

World War Z

L’ultimo libro degno di nota che ho letto sugli zombi e uscito dalle mani dei famosi Leo & Curte autori dell’ambientazione per giochi di ruolo Sine Requie Anno XIII, il libro si intitola Sopravvissuti.

Credo che tra i due mondi (quello di Brooks e di Leo & Curte) ci possano essere notevoli punti di unione, sebbene nello scenario proposto da Leo & Curte subentrino elementi anche splatter e più estremi focalizzando il tutto su regimi totalitari.
Quello che però fa davvero la differenza nel libro scritto da Brooks è il “come” questo ci viene presentato. Brooks ci racconta l’accaduto della Guerra Mondiale degli Zombi posizionandosi alla fine del conflitto, quando ormai il mondo è in ripresa.

Il libro raccoglie quindi tutta una serie di testimonianze raccontate a un giornalista, narrate dal punto di vista di chi la guerra l’ha affrontata ed è riuscito a portare a casa la pellaccia.

L’evoluzione del racconto avviene quindi attraverso decine di documenti storici dove l’autore ci presenta numerosi personaggi e fatti storici davvero credibili, ben orchestrati ed inquietanti.
Nel romanzo non c’è molto spazio a fenomeni di suspance classici o di spruzzi di sangue orrorifici. Bensì la tensione è sempre alla stelle perché il romanzo fa riflettere. Analizza in modo pedissequo come una società come la nostra reagirebbe se davvero dovessimo essere invasi da orde si Zombi (sciami di Zom, come direbbero nel libro).

World War Z

Dapprima il libro ci presenta vere e proprie testimonianze di quando l’epidemia degli Zombi era solo all’inizio, quando i focolai erano ancora isolati, ma si cominciava a presagire il disastro. Crea un fantastico correlato con la realtà mostrandoci come l’occidente possa rimanere statico e immobile finché il problema non gli si presenta sotto casa. Quando il tutto ormai diviene chiaro il libro si riversa in quella fase detta “Grande Panico”. Indubbiamente la parte più spettacolare del libro dove salti da un documento all’altro senza sosta volendo scoprire sempre di più i fatti attraverso gli occhi di Generali, comandanti, giornalisti, semplici cittadini, di tutto il mondo.
Giappone, Israele, Stati Uniti, Russia, ecc. Dopo il Panico si è introdotti a quella che è la VERA Guerra per, infine, scemare nei Commiati.
Questo libro mi ha lasciato pieno di entusiasmo e mi ha concesso degli spunti di riflessione davvero eccezionali.
Cercando di non fare spoiler il mio apprezzamento più grande va alla storia di “Mez” e alla storia del progetto “K-19” nel quale ho anche versato qualche lacrima.
Se siete amanti del genere non potete perdervi questo libro che può essere assai interessante anche se siete scettici, se amate l’ucronia e la presentazione di storie attraverso una sorta di documentario leggete World War Z senza remore né dubbi, non potrete rimanerne delusi.

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