[LIBRI]Intervista a Mauro Saracino

Ali di Tenebra Autore ed editore, lettore vorace e infaticabile scrittore. Siamo andati ad intervistarlo. Dopo aver recensito il suo “Ali di Tenebra”, romanzo pubblicato in formato cartaceo e digitale da Plesio Editore, eccoci ad intervistare Mauro Saracino.

Salve Mauro, grazie di essere qui con noi per questa intervista. Dunque, di te sappiamo già che vivi a Roma e che nella tua vita sono fondamentali lo sport, la musica e, oltre alla letteratura, il cinema. Quanto sono presenti, questi elementi, nelle storie che scrivi?

In realtà sono tutti elementi marginali in quanto nessuno è preponderante rispetto agli altri, ma nell’insieme creano la giusta armonia. Lo sport è presente per quanto riguarda il metodo: ho sempre considerato la scrittura come una palestra e di conseguenza mi alleno ogni giorno, cercando di migliorare a ogni romanzo. La musica mi tiene compagnia in quasi ogni momento della giornata, fase creativa compresa. Cinema e letteratura sono poi così strettamente legati che difficilmente potrei privarmi di uno o dell’altra.

Tu hai già pubblicato svariati romanzi e stai portandone avanti altri – compreso il seguito di “Ali di Tenebra”, dico bene? Che cosa accomuna le tue storie? C’è un legame che, in qualche modo, potrebbe unirle?

Diciamo che anche se parliamo di generi diversi, alcuni elementi tendono a tornare, soprattutto alcuni personaggi. Non nego di essermi particolarmente affezionato alla banda criminale protagonista de Il Richiamo del Sangue. Infatti ne troviamo i protagonisti anche in Ali di Tenebra (e nel seguito, naturalmente). Ma ci sono riferimenti a loro anche nel Game Master o nell’ancora inedito Un Barlume D’Oscurità. Altro ritorno che mi ha fatto molto piacere è quello di Oliver Graham in Ali di Tenebra, già ai tempi protagonista de La Casa del Demone. Dal punto di vista prettamente strutturale, non vedo legami particolari: ogni storia tende ad andare per conto suo e spesso è divertente anche per me vedere come andrà a finire.

Parlaci dei personaggi del romanzo. Chi è Mayra? C’è una persona reale che ha influenzato almeno in parte la creazione di questo personaggio oppure è nato così, spontaneamente, una sorpresa anche per te? E Alessio? Cosa rivedi di te in questi personaggi?

Mayra è nata spontaneamente. All’inizio sapevo soltanto che avrei avuto una protagonista, ma le sue caratteristiche si sono delineate strada facendo. Stesso dicasi per Alessio: la situazione iniziale in cui si trova è in qualche modo reale ma il suo modo di agire è suo. Per quanto possibile cerco sempre di rimanere distaccato dai personaggi che popolano le mie storie e di lasciarli agire indisturbati. Di sicuro c’è qualche tratto che mi appartiene in loro e se dovessi andare a pescarne uno... be’, direi la determinazione di Mayra e la predisposizione all’autodistruzione di Alessio.

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Quanto tempo hai impiegato, complessivamente, per scrivere “Ali di Tenebra”? È scorso via dalla tua penna così, come se fosse già lì, pronto per essere scritto? Quali difficoltà o dubbi hai incontrato?

Di solito quando rispondo a questa domanda, le persone storcono il naso. La verità è che scrivo in modo molto metodico: tra le mille e le millecinquecento parole al giorno, senza sconti né eccezioni. Arrivato alla fase finale, di solito accelero fino a duemila/duemilacinquecento parole al giorno. Nel caso di Ali Di Tenebra ho compiuto la prima stesura in un paio di mesi scarsi. La difficoltà maggiore, almeno all’inizio, è stata descrivere una situazione completamente calata nel reale in cui l’elemento sovrannaturale si rivelava a piccole dosi, quando di norma sono abituato a partire più in media res.

A distanza di un anno e mezzo dalla pubblicazione in cartaceo e a due mesi da quella in formato elettronico, possiamo azzardare una valutazione? Sei soddisfatto di come è stato ricevuto dai lettori?

Sì, direi di essere molto soddisfatto e il romanzo non è rimasto fermo ma ha continuato a girare. La cosa non può che farmi piacere.

Tra i vari commenti che hai ricevuto da lettori ed editori, qual è quello che più ti ha colpito? Sono rimasto molto contento di una delle ultime recensioni, presente sul blog Il Flauto di Pan. Credo che l’autrice dell’articolo sia riuscita a scavare fino in fondo al romanzo, evidenziando nel commento tutti gli elementi che consideravo importanti nel libro.

E’ già successo che la storia ti abbia portato verso la morte o la scomparsa di scena di uno dei personaggi chiave di un tuo romanzo? Come ti sei sentito?

Ora che mi ci fai pensare, negli ultimi lavori è successo praticamente sempre. Credo sia naturale quando si sceglie un genere come questo. Come mi sento dipende dai casi. A volte capita che la morte faccia parte dei danni collaterali messi in conto fin dall’inizio. Altre volte succede che la dipartita colga di sorpresa anche me ed è in occasioni simili che mi sento strano. In fondo è come perdere un pezzo di sé stessi.

Quali sono i libri che hai letto ultimamente e che ti ha fatto molto piacere leggere?

Sono un lettore voracissimo. Di recente sono stato anche molto fortunato e tra tutti ho avuto il piacere di leggere un horror western, Skin Medicine di Tim Curran, che mi ha davvero colpito. Attualmente sono al novanta per cento di White Bones, di Graham Masterton, un ottimo supernatural thriller.

Riguardo alla scrittura, quali sono le tue abitudini?

Come dicevo prima, dalle mille alle millecinquecento parole al giorno. A volte sono leggermente di più e mai di meno. Il sottofondo musicale è fondamentale: passo dall’heavy metal all’hard rock, a seconda delle stagioni. In genere d’estate vado più sull’allegro e infatti in questo periodo il mio stereo passa Hellacopters, Hardcore Superstar, Motley Crue e compagnia bella.

La difficoltà maggiore, almeno all’inizio, è stata descrivere una situazione completamente calata nel reale in cui l elemento sovrannaturale si rivelava a piccole dosi

Cosa pensi del panorama editoriale italiano e del fenomeno sempre più diffuso dell’autopubblicazione?

Penso che ci sia un bel fermento nell’underground e una grossa palude ai piani alti. Prima o poi chiaramente questa situazione dovrà cambiare e credo che il digitale possa dare una bella spinta. Per quanto riguarda l’autopubblicazione, è un fenomeno che non seguo molto. Ho letto un articolo abbastanza interessante in inglese. Secondo l’autore, la bolla di sapone dell’autopubblicazione negli States scoppierà l’anno prossimo. Questo vuol dire che per almeno un altro paio d’anni i nostri autori dovrebbero stare al sicuro.

Hai aperto da poco una tua propria casa editrice digitale. Da cosa nasce, la Dunwich Edizioni? E quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a pubblicare soltanto in digitale?

Il nome Dunwich nasce dall’autore che forse più di ogni altro ha influenzato la narrativa fantastica: H.P. Lovecraft. A parte il fatto che non pubblichiamo esclusivamente in formato elettronico – molti dei nostri lavori sono disponibili anche in cartaceo – credo che il digitale aiuti ad abbattere molti dei problemi legati all’editoria tradizionale: distribuzione, tempi e costi. Grazie mille per la tua disponibilità, Mauro (ti abbiamo fatto un bel po’ di domande in effetti) e un grande in bocca al lupo per le prossime storie che pubblicherai.

Noi ci lasciamo con un’ultima domanda: se qualcuno ti chiedesse qualche consiglio sulla scrittura, cosa ti sentiresti di suggerire?

Grazie a te per la bella intervista e crepi il lupo. Un suggerimento pragmatico? Invece di discutere su come scrivere un libro, perché non leggere di più?

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Chi è Mauro Saracino?

Dunwich Edizioni

Anteprima di “Ali di Tenebra”

“Ali di tenebra” - Versione cartacea

“Ali di tenebra” - Versione eBook

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