[Recensione] Sangue Ribelle

Sangue Ribelle Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma. Un cadavere diventa polvere, e si disperde nel vento. L’acqua evapora, e torna in cielo per formare la pioggia. Tutto ha un prezzo, persino la magia. Il dolore è parte della vita, così come il piacere:

questa è la lezione che ho appreso all’Accademia, questa è la lezione che ho appreso dagli antecessor. Per affrontare veramente il cambiamento, c’è bisogno del sacrificio più grande.

Sono queste le prima parole che si leggono sulla quarta di copertina e che con disarmante semplicità, aprono le porte del mondo di Sangue Ribelle , di Alessio Banini. Niente spoiler, tranquilli, potete andare avanti a leggere.
Finito da pochi minuti, eccomi qui a parlarvene con l’emozione ancora fresca, anche se sono convinta che le vicende narrate in questo romanzo non sfumeranno facilmente nella memoria. Un lavoro schietto, un viaggio disincantato in un mondo fantastico che appare più reale che mai, passando attraverso il filtro dell’umanità che Alessio studia e conosce bene.
E si sente!
Mettete lo zaino sulle spalle, che partiamo per un viaggio dove il finale non è per nulla scontato.

Sangue Ribelle

Trama

(Sinossi): “Sangue Ribelle" è ambientato in un mondo vessato da un Impero dominante, che ha imposto la sua cultura e la sua religione su ogni provincia. Il romanzo si snoda attorno a tre distinte ribellioni, le cui trame s’intrecciano fino a un comune epilogo.
Un capo tribù che cerca di portare in salvo la sua gente, un membro della nobiltà che lotta affinché la storia e le tradizioni delle sue terre non vengano cancellati, e, infine, un non-morto (o presunto tale), che si unisce alla causa della Regina degli Stracci, la signora di un esercito di ombre, intenzionata a muovere guerra all'Impero e a tutti i viventi.
La sorte comune di queste vicende, porterà alla luce una dura realtà. Una storia cruda, reale e ben orchestrata, che metterà a nudo i lati più oscuri della razza umana.

Tutto dannatamente vero: trama, personaggi e ambientazione si sviluppano con un equilibrio naturale, una completezza che non chiede giri di parole e passa attraverso i pensieri dei protagonisti in un flusso che trascina in un modo assolutamente credibile.
Le tre vicende sono raccontate con il mezzo di capitoli molto brevi, tre o quattro pagine per personaggio o gruppo coinvolto. Non c’è stasi, non ci sono picchi o discese nel climax, ma un costante, quasi impercettibile crescendo che conduce a un finale carico di potenza.
Il linguaggio è schietto, ma non povero, facile da divorare, svelto come i capitoli che si susseguono in una marcia fluida e sempre più accattivante.
Per parlarne meglio, entriamo in qualche dettaglio.

Personaggi Principali

Elifas Levi: Ex-allievo dell’Accademia dei sensali, è forse un non-morto. Di sicuro il suo sangue è corrotto, i suoi peccati per una vita dissoluta, scialacquata nella spasmodica, maniacale ricerca delle emozioni a ogni costo, ne tormentano la coscienza, una costante erosione che passa attraverso le mille domande prive di risposta che si infligge. Sa che deve scontare molto, ma non sa come - e se - questo possa salvarlo.
Il personaggio è cupo, profondo, silenzioso. Dialoga però tantissimo con se stesso, tormentandosi con domande che per lo più hanno il sapore del rimorso. Interpreta la realtà che lo circonda con la tristezza che lo pervade, senza però risultare mai pesante o lamentoso. Il suo bisogno di accettare rassegnato un destino che non conosce, a coronamento di un tragitto di espiazione, si scontra con i picchi di speranza che un essere umano non può fare a meno di sentire affiorare, anche quando sa che i propri peccati sono troppo gravi per essere assolti. Un bel personaggio, il cuore e il pensiero dell’intero romanzo.

Naven Odur: Custode del Rhuk-La, tribù di selvaggi, conosciuti con il nome razziale di antecessor, racchiusa in una regione assediata dal deserto.
Naven appartiene a una razza che si sta estinguendo.
Profondamente legati a leggi di onore e a tradizioni antiche, gli antecessor sono visti da fuori come selvaggi sanguinari, devoti a riti blasfemi e sacrifici ripugnanti. Ma quando il punto di vista cambia, ecco che diventano un popolo che lotta strenuamente per onorare le proprie origini, gli avi, i legami e la purezza di sangue, perché un sangue corrotto è espressione della malevolenza di spiriti malvagi. Un popolo decimato da un patto di schiavitù, racchiuso in un recinto senza mura, pressato dal deserto che avanza e dalla scarsità del bestiame di caccia e afflitto dalla nascita di “deformi”, generati da linee di sangue sempre meno pure. Un popolo che rischia l’estinzione. In questo scenario, Naven, proprio come Elifas, risulterà un uomo combattuto, costretto dalla sua posizione a prendere decisioni che lui stesso metterà in discussione dentro di sé a ogni passo. È un uomo che si pone domande, che fluttua tra il dubbio e la determinazione, vittima e fautore al contempo del destino che non sarà solo suo.
Naven somiglia molto a Elifas, a volte anche troppo.

Aisha: Ragazzina dell’Accademia sensale.
La sua mente è ormai corrotta dall’ixazhim, la droga di cui tutti i sensali abusano per stordirsi nella loro caccia indiscriminata all’emozione. Non ha un passato che ricordi o che le interessi ricordare e le esperienze del presente sono intense, anche se effimere. Attraverso di lei l’autore riesce a rappresentare tutti i vizi e l’estremismo della mentalità sensale. È capricciosa, incostante, folle, imprevedibile, affamata di esperienze. Laddove gli altri piangono per il dolore, lei è capace di scoppiare a ridere divertita. È ambigua e incomprensibile e forse per questo risulta essere il personaggio che spicca di più, rispetto alla pacata, razionale consapevolezza che guida le azioni di tutti gli altri.

Steven Shillar: È un nobile ulzhim, cittadino dell’Impero. A differenza di tutti gli altri nobili, lui ha scelto di non cercare i privilegi della corte e della capitale, ma rimane strettamente legato alle proprie terre, Signore della Rocca di Lago Verde. Ama i suoi campi, i suoi giardini, la pace distaccata dalla vita della corte che tutti gli altri invece anelano.
Ha studiato la tribù degli antecessor, vivendo tra loro per mesi, e ne ha scritto libri che sono stati utili all’Impero per soggiogarli meglio. Tuttavia anche lui si pone molte domande sulla morale, sul corso che una civiltà deve seguire per crescere. Nei suoi salotti, si intrattiene qualche volta con altri nobili ed è attraverso i loro discorsi politici, filosofico-culturali che l’autore racconta meglio l’ambientazione, le civiltà coinvolte, le differenze razziali che portano i dominatori a considerare se stessi migliori dei dominati. Steven risulta così una porta aperta dentro due culture messe a confronto, uno strumento per l’ambientazione, più che un personaggio a tutto tondo.

Dovrei forse menzionare anche la Regina degli Stracci, che è sì una protagonista, ma è più una figura astratta, simbolica, che poco si esprime come personaggio, ma che comunque influenza gli altri. Interessante e misteriosa, è meglio lasciarla scoprire al lettore.

Sangue Ribelle

Stile

Pulito, semplice, assolutamente lineare.
Alessio contrappone alla profondità dei concetti, una naturalezza della discorsività, ricorrendo spesso al dialogo interiore per raccontare, attraverso i personaggi, ciò che il lettore dovrebbe vedere o sentire.
Non ci sono grandi descrizioni, ma pennellate rapide che tratteggiano un paesaggio lasciato poi alle righe successive per l’approfondimento.
C’è della ripetitività nei concetti, eppure mai fastidiosa, tutt’altro. Il flusso è talmente lineare che non si può fare a meno di esserne coinvolti e partecipi, pienamente catturati nella sospensione dell’incredulità.
I dialoghi funzionano e forse gli unici a sbiadire un po’, rendendosi forse un po’ troppo uniformi sono i personaggi in sé. In verità, questo potrebbe essere tutto sommato il proposito dell’autore, perché laddove talvolta le storie sono raccontate dai suoi eroi, in questo caso avviene l’esatto contrario.
Sono le vicende a dettare il ritmo, e l’umanità, i pregi e i difetti dell’essere umano in sé, sono raccontati dalla storia, da ciò che accade e da come accade.
Il perché è facile da intuire, da leggere tra le righe, spontaneo confrontarlo poi , a libro chiuso, con la nostra storia, la nostra umanità.

Autore

Non ho ancora avuto l’opportunità di conoscerlo come si deve, per cui per una volta dovrò davvero affidarmi a quanto scritto sulla copertina, sperando non me ne vogliate.
Alessio Banini, nato nel 1983 nella provincia di Siena, vive una vita modesta nei pressi di Montepulciano.
Laureato in antropologia, sfrutta le tematiche della sua formazione accademica per arricchire le sue opere.
Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo di narrativa fantastica, La Razza Maledetta.
Approfondimenti sull’ambientazione dei suoi romanzi possono essere trovati sul sito Daemon Inside , dove è anche possibile scaricare gratuitamente alcuni racconti brevi.

Sangue Ribelle

Commento personale

Alessio non fa del moralismo. Quello lo lascia al lettore. Lui racconta solo le vicende e gli stessi personaggi prendono atto di ciò che accade quando lo comprendono, quando ne capiscono le conseguenze, senza mai giudicare se non loro stessi, nell’eterno dubbio di aver intrapreso la strada sbagliata.
E questo mi è piaciuto molto di questo lavoro. Nonostante si abbia la sensazione di fare una passeggiata, strada facendo si comincia a prendere parte dell’emozione, e si arriva verso la fine con quelle classiche aspettative che ci tengono incollati alle ultime pagine.
Se tutto sembra così naturale, non è tuttavia scontato l’esito, altro grande pregio.
Qualche difetto non manca: alcune imperfezioni grammaticali, per fortuna abbastanza rare, e forse quell’occhio distaccato che non ci fa mai entrare davvero nei panni dei personaggi. Li comprendiamo in un modo molto profondo, ma non partecipiamo mai veramente alla loro emozione. Questo può essere un bene per chi non cerca il coinvolgimento emotivo, ma una lettura che comunque lascia un bel segno e un ottimo sapore. Come un vino leggero, piacevole che però non da alla testa (così immagino sia più intuitivo il concetto ^_^ ).
Concludendo, merita senza dubbio, e trascina con sé la competenza dell’autore, quella di chi studia l’uomo e che forse trova nello spazio, nel tempo e nelle dimensioni anche inventate, quegli stessi, dannati vizi e virtù che lo rendono prevedibile e imprevedibile al contempo.

GENERE: fantasy
COLLANA: Aurendor
PAGINE: 212
PREZZO: 13,50 € iva inclusa
ISBN: 978-88-906462-3-2

Per tutti, sul sito di Plesio Editore, è a disposizione l'Anteprima.
Buona lettura.

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