[VIDEOGAMES] The Elder Scrolls - Recensione

Elder Scroll Online Avete mai sentito parlare di Daggerfall, Morrowind, Oblivion o Skyrim? Se la risposta è no, forse non vi interessano i giochi di ruolo per PC o non vi interessano i videogiochi fantasy. Capisco. In tal caso questo nuovo gioco del brand The Elder Scrolls non fa al caso vostro.

Se invece siete videogiocatori che a sentir parlare di The Elder Scrolls rizzano subito le orecchie (magari da elfi, ops, da altmer), eccoci qua a parlare di… cosa esattamente? Il nuovo capitolo della saga The Elder Scrolls? Un MMO con il brand The Elder Scrolls? Un gioco di ruolo online? Beh, dipende dall’ottica con cui si guarda questo The Elder Scrolls Online.

Parlavo prima appunto dei vari capitoli della saga di giochi single player The Elder Scrolls, sviluppati da Bethesda softworks, una saga che vede il suo inizio con Arena nel lontano 1994 sviluppandosi poi sempre di più nel creare un mondo credibile (Nirn) completo di geografia, tradizioni, eroi, leggende e eventi. Soprattutto un mondo vasto, tutto da esplorare. Perché se c’è una caratteristica che dai primi capitoli della saga è sempre presente (oltre all’inizio nella prigione) è proprio la libertà data al giocatore. Le regioni di Tamriel esplorabili nei vari giochi della serie sono sempre vaste e il giocatore è libero di esplorarle a piacimento, può ovviamente farsi guidare nel suo viaggio e nelle sue esplorazioni da una trama principale che contraddistingue ogni capitolo (e che porta sempre il giocatore a diventare l’eroe del momento), ma il “come” seguire la trama e il “quando” sono lasciati nella mani del giocatore.

Elder Scroll Online

“Vedo una collina in lontananza? Chissà cosa ci sarà, andiamo a vedere.”

“Le fogne della città, ci saranno solo topi e liquami o magari si può trovare altro?”

“Uh, un villaggio, magari gli abitanti hanno bisogno del mio aiuto”

Questi sono i pensieri che possono venire giocando ai vari giochi della serie The Elder Scrolls, l’esplorazione libera è importante e anzi incentivata dal trovare sempre qualche obiettivo o missione che ci verrà assegnata. E come decideremo di far crescere il personaggio nel suo vagabondare per il mondo di Tamriel? Pure questo è a scelta del giocatore, i vari giochi della serie danno tante possibilità di scelta, legate al combattimento con le armi, alla magia, alla furtività, alla diplomazia e starà a noi decidere come usare e sviluppare tutte queste abilità in un mix che non sarà legato a una classe/ruolo specifici (al contrario del comune paradigma derivato da D&D). Da un certo punto di vista, è proprio il ritorno alla base del “gioco di ruolo”, dove il ruolo se lo crea il giocatore stesso. Per questo giochi come Skyrim hanno venduto più di 25milioni di copie.

E il 4 aprile è stata la data di rilascio di questo The Elder Scrolls Online. Sviluppato da Zenimax e pubblicato da Bethesda Softworks, possiamo classificarlo come “gioco di ruolo online multigiocatore ambientanto nell’universo di The Elder Scrolls”. Parliamo da subito di cosa non è. Non è di certo un single player, anche se alcune missioni e alcuni aspetti del gioco potranno o dovranno essere giocati in solitaria. Non è di certo un gioco MMO classificabile come “sandbox”, anche se comunque in The Elder Scrolls Online la libertà concessa al giocatore è tanta, ben oltre i normali MMO, al pari della libertà presente in Skyrim con le necessarie limitazioni dovute al dover giocare in un mondo popolato da altri giocatori. Non è, infine, il classico MMO themepark derivato da WoW e simili, proprio perché vengono a mancare tanti di quei “binari” sui quali un comune themepark si svolge.

Cos’è quindi the Elder Scrolls Online?

Elder Scroll Online

Ovviamente io posso solo e esclusivamente parlare per me e le mie opinioni sul gioco sono, appunto, personali. E sono viste dall’occhio di chi, provando a giocare a Skyrim, si era subito detto “accidenti, ma un mondo così vasto, così dettagliato, pensa come sarebbe stupendo vivo e popolato da tanti altri giocatori”. Ed ecco qua che il mio desiderio si è avverato. Sì, sono un fan del gioco.

La libertà di cui parlavo in precedenza è ciò che, secondo me, fa da sfondo e al tempo stesso tema principale di The Elder Scrolls Online. Partiamo dalla creazione del personaggio, familiare per chi ha giocato Skyrim, permette di modificare veramente molti aspetti del proprio personaggio, dalle classiche facce/acconciature e colori pelle/occhi/capelli a personalizzazioni più dettagliata, con la possibilità di scegliere altezza fronte, lunghezza e forma del naso, sopracciglia, distanza tra gli occhi, forma e pienezza delle labbra, muscolatura, grandezza delle mani, girovita, anche, lunghezza delle gambe, ecc ecc ecc

Oltre all’aspetto fisico, ci sarà da scegliere una tra le 9 razze del gioco (più una decima bonus, l’imperiale, razza umana disponibile solo a chi compra l’edizione da collezione):

  • razze umane: Nord, Breton, Redguard, Imperial
  • “mer”: Altmer (elfi alti), Bosmer (elfi dei boschi), Orsimer (orchi), Dunmer (elfi scuri)
  • razze non umane: Khajit, Argonian

Le razze appartengono a 3 fazioni diverse, fazioni che sono in lotta tra loro per la conquista della capitale imperiale Cyrodiil, ovvero la parte PvP (o meglio, RvR) del gioco. Per completezza, le fazioni sono:

  • Daggerfall Covenant: Breton, Redguard, Orsimer
  • Aldmeri Dominion: Altmer, Bosmer, Khajit
  • Ebonheart Pact: Nord, Dunmer, Argonian

L’Imperiale può giocare in ogni fazione, inoltre chi ha acquistato il gioco in preordine ha il bonus di poter giocare qualunque razza vuole in ogni fazione.

L’ultima scelta che ci si pone davanti durante la creazione del personaggio è la scelta di una delle 4 classi disponibili: Nightblade, Dragonknight, Templar, Sorcerer

FERMI UN ATTIMO. Ma non si era detto che il giocatore è libero di giocare con le abilità che vuole?

Sì, è così. Ed è quindi importante spiegare come funzionano armi, armature e in genere le abilità in The Elder Scrolls Online. Ogni personaggio, giocando, livellando, completando le missioni, raccogliendo le skyshard, ecc ottiene dei punti skill, c'è ne sono tanti a disposizione, si parla di più di 300 per personaggio. Questi punti skill saranno quindi necessari al giocatore a sbloccare le abilità che poi saliranno di livello (e quindi potenza) con l’uso. Ogni personaggio ha a sua completa disposizione varie “skill lines”, ovvero abilità collegate a una certa classe, arma, armatura, al craft, ecc.

Quindi per esempio, la classe che sceglieremo alla creazione del personaggio alla fine servirà solo per fornirci 3 tipi di skill lines legate appunto alla classe che possono (se uno le sviluppa) definire in parte lo stile di gioco del personaggio, una specie di archetipo:

  • Nightblade: archetipo da assassino o da gioco furtivo/invisibile
  • Templar: archetipo da paladino/magia sacra
  • Dragonknight: archetipo da caster basato sul fuoco/possibilità di assorbire danni
  • Sorcerer: archetipo da caster/magia oscura/elementale/evocatore

Ho visto e vissuto diatribe infinite a tal proposito... e porte sbattute in faccia e sacre guerre del fuoco.

Detto questo, poi, a ogni personaggio, indipendentemente dalla classe scelta, è aperta la possibilità di usare e sbloccare le skill in ogni tipo di arma (doppia arma, arma e scudo, arma a due mani, arco, bastone da cura, bastone di distruzione), di armatura (leggera, media, pesante), nonché particolari skill legate a gilde NPC (per ora ci sono solo le gilde dei guerrieri, dei maghi e degli Undaunted, verranno aggiunte la gilda dei ladri e la fratellanza oscura), a trasformazioni del personaggio (si può diventare vampiri o licantropi, con bonus e malus di tali condizioni), per non scordarsi le abilità passive legate alla razza scelta. A tutte queste si aggiungono abilità legate alla parte PvP del gioco, ovvero l’Alliance War, e alle abilità di crafting per la creazione di oggetti, cibi, rune e pozioni. Insomma, ce n’è per tutti i gusti per poter creare il proprio personaggio in linea con lo stile di gioco che si vuole tenere.

Elder Scroll Online

Creato il personaggio, ci troveremo a iniziare l’avventura, come da tradizione The Elder Scrolls, prigionieri in una prigione, ma non saremo su Tamriel da subito, bensì nel reame di un Principe Daedrico, chi? Beh, non vorrei di certo rivelarvi da subito la trama eh!

E l’avventura del nostro alter ego in Tamriel sarà lunga 50 livelli, durante i quali ci troveremo a affrontare e combattere molti nemici, dai briganti ai lupi feroci, dai demoni dei piani di Oblivion agli onnipresenti ragni giganti. E il combattimento, proprio dello stile di Elder Scrolls, non sarà un combattimento colmo di mosse esagerate, bensì un combattimento che strizza molto l’occhio al realismo (ovvio che è comunque un gioco basato su un mondo fantasy eh), potremo giocare sia con visuale in prima persona che in terza persona, con fendenti caricati, parate, schivate, abilità magiche, possibilità di nascondersi, colpi per sbilanciare l’avversario, tutto questo in base a come decideremo di giocare, che armi useremo e su che skill investiremo gli skill points che guadagneremo giocando. Il combattimento non è il tipo di combattimento derivato da WoW, detto tab-targeting, c’è un mirino che servirà per mirare e puntare il nemico che andremo a affrontare e sul quale lanceremo tutte le nostre abilità di distruzione, oppure potremo usare abilità di crowd control che permettono di indebolire, rallentare o bloccare i nemici, oppure ancora sarà possibile usare magie di cura, che permetteranno di tenere in vita sia noi che i nostri alleati. Difficile descrivere a parole un combattimento di tipo action, posso solo dire che rispetto a altri giochi action a cui ho giocato il combattimento è da una parte meno frenetico, ma dall’altra molto più ragionato. Dovremo imparare a “leggere” i nemici, vedere quando stanno per colpirci, parare al momento giusto, schivare per uscire dalle aree d’effetto di abilità potenti, in tutto ciò dobbiamo anche stare attenti alla gestione delle due risorse che ha a disposizione il personaggio, ovvero la magicka e la stamina (oltre alla classica barra vita, ovviamente, farla scendere a zero significa morte) che servono sia per eseguire le nostre abilità ma anche per poter effettuare manovre evasive o uscire da eventuali abilità di crowd control lanciate su di noi.

La nostra avventura non sarà solo basata sul combattimento, tutt’altro. Oltre alla nostra missione principale, che come già detto inizia nella prigione di un piano di Oblivion sotto il controllo di un Principe Daedrico, molti NPC che incontreremo per il mondo avranno bisogno del nostro aiuto, in questo caso noi saremo il tipico eroe protagonista dei racconti che con le sue azioni salva il mondo. Anche se non è così scontato. Ci saranno alcune missioni in cui potremo decidere più corsi d’azione, può essere solo la scelta se aiutare la resistenza al porto o nel forte, ma può anche essere la scelta tra la la distruzione di un potente artefatto malvagio oppure tenerlo per usarlo. Queste missioni ci verranno date da NPC in giro per il mondo, alcuni nelle città e nei villaggi principali, altri invece si potranno trovare solo esplorando, oppure si sposteranno come viaggiatori, ognuno di essi ci parla (tutte le quest hanno i voice over, solo in inglese, francese, tedesco però, niente doppiaggio italiano) raccontandoci dei suoi problemi, potremo chiedere ulteriori informazioni e delucidazioni così da decidere come svolgere il nostro compito. Il completamento delle quest (certo, non tutte, ma quelle più importanti e articolate sì) porta anche una notevole feature che per ora non avevo mai trovato in nessun altro MMO. Completare una missione su The Elder Scrolls Online porta veramente a cambiare il mondo attorno a noi. Con un sistema chiamato “phasing” (presente comunque in altri MMO, anche se usato in modo diverso) il mondo che sarà attorno a noi sarà variato in base al completamento delle quest, può per esempio succedere di essere in un villaggio normalmente popolato dai suoi cittadini, poi nel fare una quest tale villaggio viene dato alle fiamme dai banditi e quindi lo troveremo in fiamme, dovremo spengere gli incendi e aiutare i cittadini a fuggire, terminata la quest magari le fiamme saranno state spente e vedremo comunque tutti gli edifici bruciati e in macerie. E il cambiamento nel mondo sarà permanente, non come in GW2 per esempio dove gli eventi dinamici ciclicamente cominciano da capo e quindi nessun cambiamento è mai realmente definitivo. Questo mi è piaciuto molto, mi ha dato l’effetto che le azioni del mio personaggio siano veramente sensate e che le mie azioni portino a delle conseguenze. Qualcuno può trovare questo sistema un po’ “anti-MMO” nel senso che così facendo attorno a noi vedremo solo i giocatori che sono al nostro stesso punto delle quest (si parla di quelle che hanno tali effetti di cambiare il mondo) ma in un’ottica di immedesimazione non mi interessa essere circondato da milioni di giocatori a caso, ma mi interessa sentirmi parte di un mondo vivo e mutevole. Grazie al phasing inoltre non vedremo mai attorno a noi enormi “zergoni” di giocatori, che tenderebbero a rovinare l’atmosfera. Direi che è una delle caratteristiche di The Elder Scrolls Online che mi piace tantissimo per come è stata gestita e implementata e funziona molto bene per far immedesimare nel personaggio (finalmente un MMO che ha interesse a essere anche un gioco di ruolo e di immedesimazione quindi MMORPG). Certo, il sistema ha volte ha dei piccoli difetti (tipo quest che si bloccano o gli NPC non sono nello stato corretto per poter avanzare) ma sinceramente su più di 60 quest per ora ne ho trovate solo 2 che avevano problemi, una risolta il giorno dopo e l’altra dopo 2-3 giorni con un aggiornamento del gioco. Niente che mini l’esperienza di gioco.

Elder Scroll Online

L'ultimo aspetto di cui tratto è l'aspetto grafico del gioco. Qualcuno forse si aspettava uno Skyrim con mod texture high definition, beh, non lo è. Ma mi spiego meglio. Partiamo dal presupposto che The Elder Scrolls Online è un MMO, quindi è fatto per avere una grafica scalabile e che possa mostrare anche molti personaggi tutti assieme (questo avviene nella parte RvR del gioco, con battaglie che vedono anche scontri di più di 200 giocatori). Ciò che hanno realizzato alla Zenimax, e non si può certo dire che l'abbiano realizzato male, è un motore grafico che va fluido e bene mantenendo lo stile artistico di simil-realismo derivato da Skyrim. La Tamriel in cui ci muoveremo è cupa, scura, durante il giorno (sì c'è il ciclo giorno/notte) ci saranno sprazzi di sole a illuminare una terra realistica, zone innevate e colline, vulcani e isole, raggi di luce che filtreranno in buie caverne tra le radici degli alberi, anche se spesso sarà più probabile che il cielo sia nuvoloso o che magari il nostro povero personaggio abbia l'armatura completamente bagnata a causa di un temporale improvviso, con tanto di tuoni e fulmini (sì c'è pure il tempo atmosferico variabile), saranno felici i vari fabbri che dovranno ripulire via la ruggine. Insomma, se la grafica in sè non ha la qualità da film di giochi single player, questa carenza viene ampiamente compensata dal lato artistico eccezionale, vedere il vulcano a Stonefalls che eretta fiumi di lava che si riversano poi nel fiume sollevando nebbia di vapore è veramente da album fotografico. O come il mio più recente screenshot, le cascate d'acqua in una grotta dungeon pubblico di Stormvale:

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Ed infine, visto che credo ormai di essermi dilungato abbastanza, direi solo che ci sarebbe molto altro da dire, i dungeon istanziati e pubblici, i ruoli multipli di ogni personaggio, l'annunciata area raid Craglorn, il sistema di craft molto ben fatto, tutta la parte degli scontri tra fazioni per la conquista della capitale imperiale Cyrodiil (ma io non sono un amante del PvP), di contenuti ce ne sono da tenere impegnato ogni giocatore che abbia voglia di esplorare il gioco in ogni suo aspetto. A differenza dei giochi single player, per giocare a The Elder Scrolls Online, oltre all'acquisto del gioco, è necessario pagare un canone mensile (13 euro, meno se si rinnova per più mesi o si usano le time card) e questa è una grossa fonte di lamentele da parte di chi vuole giocare. Ma chi si lamenta non capisce gli elevati costi periodici che deve sostenere un gioco come questo: stipendi per tutte le varie figure professionali coinvolte nello sviluppo, gestione e manutenzione, costi di banda internet, server farm, hardware, ecc ecc. Io personalmente non mi faccio problemi con una time card da 20 euro ho 2 mesi di gioco, ed è molto più conveniente di moltissimi single player.

A chi fosse interessato, le lande di Tamriel sono aperte. Buon gioco!

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