[GdR] Orme sul Granito

Orme sul Granito OSG si autodefinisce un gioco gamista, ovverosia con un carattere profondamente orientato alla strategia. OSG si basa su un sistema generico che possa adattarsi a qualsiasi ambientazione, dal fantasy, al grottesco o tecnologico che sia. È un gioco che non si può definire a preparazione zero e si basa sulla presenza del Master, che prende il nome di Scultore. Tuttavia gli autori hanno raccolto la sfida di dare a questo gioco anche delle regole che possano favorirne l’aspetto narrativo, cercando di amalgamare in qualche modo i due filoni del genere.

Prima di cominciare a parlare di Orme sul Granito (OSG) ci tengo a fare delle precisazioni importanti. Una su tutte, non posso affermare che questa sia una “recensione”, ma è semplicemente una prima impressione del gioco. Questa -mia personale- valutazione è basata su appena due sessioni di playtest, effettuate in hangout con tutti i limiti del caso.

Ho partecipato unicamente come giocatore e il playtest è stato organizzato dal creatore stesso del gioco: Giacomo Bellucci, aka Regulus. Questa premessa è per dire che le mie considerazioni non possono essere precise, né esaustive, ma spero che comunque possano essere utili ai creatori del gioco e a coloro che sono interessati a provarlo.

La mia iniziale considerazione è che, nonostante il gioco si dichiari adatto a qualsiasi contesto, comunque si impronti meglio su una tematica che in qualche modo avvolga il concetto di indagine. Quindi è vero che si adatta a qualsiasi tipo di ambientazione scelta, ma forse le regole indirizzano verso tematiche esplorative e ricreano situazioni molto simili agli "X-files", oppure scenari alla "Lost", tanto per capirci. Questa mia impressione può essere suffragata dalle regole legate agli Indizi.

Stabilito chi prende lo scalpello in mano per dedicarsi alla “scultura”, si entra in una fase di accordo dove tutti i giocatori coinvolti stabiliscono su che ambientazione giocare e quale tematica di base si voglia affrontare. Si mettono quindi sul piatto elementi narrativi e di colore in modo piuttosto generico. Spetterà poi allo scultore utilizzarli per la creazione di una trama di start. La trama però può nascere solo dopo che i giocatori avranno creato i loro personaggi, poiché è attraverso i personaggi che il gioco assumerà il suo focus.

Non ho a disposizione una copia del manuale, sarebbe però auspicabile avere una scaletta con dei punti da tenere in considerazione per questa fase e qualche esempio che possa aiutare uno Scultore neofita. Il mondo non ha motivo di esistere all’infuori dei personaggi giocanti.

Il focus delle tematiche da vedere in gioco sono legate a due aspetti del personaggio, che prendono il nome di Motivazioni e Segreti. Due caratteristiche espressamente narrative che però hanno anche un risvolto concreto. (cito Muriel: per quale motivo il personaggio persegue un obiettivo? Oppure, qual è il segreto che il personaggio tiene nascosto a tutti e che cambierebbe drasticamente la sua relazione con gli altri, se venisse rivelato?)

Le Motivazioni saranno poi pubbliche e private. Ovverosia, ci saranno motivazioni che tutto il gruppo conosce e motivazioni note solo al giocatore e allo scultore. Nella mia esperienza di giocatore non ho mai dato molto peso ai “segreti” tra giocatore e master. A mio avviso questi segreti possono anche impoverire la fiction, quindi non è detto che siano un aspetto favorente. Tuttavia il playtest non è stato sufficientemente lungo da rendere evidente come si districano le motivazioni pubbliche da quelle private, quindi la mia rimane un’impressione fine a se stessa.

Personaggi prendono vita

In OSG, non ci sono vere e proprie classi del personaggio, come il genere gamista ci avrebbe abituato. I personaggi vengono definiti da quelli che prendono il nome di Cliché. Un giocatore non ha limiti sul numero di Cliché che può scegliere, il limite naturale è dettato da una delle risorse del gioco, i Punti Orma, necessari per acquistare Cliché, ma anche per esercitare il proprio potere narrativo sulla trama sfruttando appunto la regola degli indizi.

Il focus delle tematiche da vedere in gioco sono legate a due aspetti del personaggio, che prendono il nome di Motivazioni e Segreti.

 

In OSG, i giocatori possono decidere di spendere Punti Orma per introdurre indizi nella trama. Ogni giocatore può decidere di dedicare fino ad un massimo di 6 PO per introdurre fino a 3 indizi. In sostanza, il giocatore può descrivere elementi particolari in uno scenario, sebbene questi non siano affatto stati decisi dallo Scultore. Ad esempio, se in una stanza venisse trovato un cadavere, il giocatore potrebbe spendere PO dichiarando che vicino al cadavere ci sono impronte lasciate nel sangue che conducono allo scantinato.

Quando il giocatore introduce questi elementi lo Scultore deve tenerli in considerazione obbligatoriamente. Purtroppo però non ho chiara la meccanica del come. Il come è molto lasciato all’estro del master, che potrebbe anche piegare l’indizio per portarlo a un nulla di fatto. Durante il playtest abbiamo compiuto un solo combattimento (conflitto) quindi non riesco a essere preciso.

Quello che posso dire è che il conflitto si basa molto sul concetto di “posizione”, e viene risolto tramite un interessante sistema basato sulle distanze. In sostanza si fissa un punto zero piazzando un d6 sul tavolo. Gli altri giocatori identificano il proprio personaggio sempre attraverso 1d6 e lo piazzano a distanza del punto zero, identificando la loro posizione rispetto ad esso. Ogni personaggio, per essere coinvolto nel conflitto, deve posizionarsi a massimo distanza 6. La distanza è quindi espressa dalla faccia del dado posizionato sul tavolo. Da spiegare a parole è un po’ complicato ma garantisco che dopo un’inziale sguardo confuso nel vuoto e problemi di lag cerebrale, ho capito e ritengo la soluzione funzionale.

Questa pratica, che può sembrare inutile, invece elimina la necessità di fare noiosi disegni su carta bianca, elimina la necessità di avere scacchiere e pedine e conferisce comunque quella necessità visuale dovuta a un gioco che vuole fare della tattica e della gestione delle risorse un suo punto chiave. I conflitti sono perlopiù risolti utilizzando le caratteristiche del personaggio che sono stazza, pensiero, agilità e carattere. Attraverso queste caratteristiche si stabilisce se il conflitto è di potenza o eleganza, ovverosia se impiega caratteristiche più fisiche o cerebrali.

Nei conflitti, a determinare i punteggi in gioco, oltre alle caratteristiche, entrano in funzione anche i Cliché e i PO. Il gioco utilizza i dadi a sei facce e le classiche carte francesi. La mia, personalissima, impressione è che il sistema abbia ancora bisogno di svilupparsi meglio nel suo aspetto narrativo. Qui potremmo tirare in ballo una discussione se un sistema possa concretamente nascere generico e possa concretamente essere gamista con una componente narrativa. Nella mia personale esperienza nutro qualche dubbio che un apparato come OSG possa riuscire a creare un sostanziale coinvolgimento narrativo. Il sistema finalizzato alle risorse, alla posizione sul campo di battaglia e alle statistiche di gioco è sufficientemente stabile da garantire valore alla strategia e agli aspetti più meccanici.

Il mio spirito power play è stato più volte sollecitato durante la sessione di combattimento. Tuttavia non ho provato un concreto coinvolgimento sull’aspetto narrativo: il gioco sembrava portare altrove ogni volta che la sfera dell’interpretazione veniva toccata. Si è provato anche l’elemento di introduzione dell’indizio, ma mi ha lasciato perplesso nella sua efficacia. Concludendo ritengo che la creazione del personaggio sia un elemento ben riuscito e che attraverso Motivazioni, Segreti e Cliché si possa effettivamente dare un focus concreto alle sessioni di gioco.

L’aspetto gamista del sistema raggiunge il suo scopo tattico e crea sessioni divertenti. L’aspetto narrativo in mano ai giocatori è quello che mi lascia più perplessità, ma per aggiungere maggiori considerazioni avrò necessità di leggere il manuale per intero alla sua versione revisionata e magari vestire i panni dello Scultore.

PS: Giacomo ora che l’articolo l’ho scritto devi farci giocare ancora!

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