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“L’aria era secca e spaventosa, la gola era arida e polverosa. C’eran uomini seduti su un tronco che guardavan le stelle appoggiati ad un monco. L’acqua cadeva dal freddo bacillo intrisa di sangue della battaglia del giorno. I lamenti dei feriti eran come uno spillo che bucavan le orecchie dei preti lì introno. Nella fredda notte giungeva una speme una melodia notturna che piantava il suo seme. Come un fiore cresceva nell’oscurità del campo per sbocciar come rosa nel volger di un lampo. Un uomo suonava davanti ad un fuoco. i feriti lo miravan con sorriso di riposo. In quelle note ci furon momenti di gioco mentre attendevan sereni il giorno caloroso. Un suono di vittoria si poteva udire dal bardo che stanco non voleva morire. All’alba,un raggio di luce iniziò ad apparire svegliando l’eroe che più non voleva soffrire." |
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