Sephylim - Parte I

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Il nostro Folken89 ha realizzato un nuovo racconto. Ne pubblichiamo oggi la prima parte, scaricabile all`interno della sezione Download del sito: link.

 

La locanda di Botker, anziano stravagante rinomato per la sua cultura musicale, era nei pressi del porto di Tyr. Non era né grande, né piccola, ma quel che perdeva in dimensioni, lo recuperava in accoglienza; le pareti di roccia grigia, le colonne di quercia e il grande focolare centrale generavano insolitamente un modesto clima famigliare di spartana dolcezza. I tavoli di legno scuro erano sparsi per la stanza; l’unica zona epura da questi, era vicino alle scale.
Il vecchio Botker era fiero della sua attività, poiché il lavoro che effettuava quotidianamente in quell’edificio, lo teneva impegnato quasi quanto i viaggi compiuti durante la gioventù. Ogni martedì sera soleva raccontare le grandi esperienze vissute davanti al focolare, a volte persino recitava delle ballate accompagnandosi con un flauto (solo quello strumento valeva più della locanda).

Molti giovani gli chiedevano come mai avesse scelto di tornarsene a casa, e lui con volto nostalgico e triste rispondeva che la vecchiaia lo aveva raggiunto e che, anche se avesse voluto continuare il suo errare per il mondo, il tempo primo o poi gli avrebbe reso manifesto in modi più subduli che era giunto il momento di smettere. Nessuno, a parte dei fedeli amici, sapeva che il vecchio Botker odiava quel luogo sin da quando aveva imparato a ricordare il passato, e quei fedelissimi rimanevano basiti nel sentire discorsi i cui toni sprezzanti si mescevano a parole greme di ammirazione per quella terra. Come tutti, in fondo, Botker amava ed odiava la sua città natia, la quale, soprattutto durante gli ultimi anni della sua vita, gli rimembrava il travagliato rapporto con la sua famiglia; bisognerebbe riflettere sul motivo per cui un vecchio fa ritorno al suo paese natale nonostante la percezione inquietante per esso. Forse il suo ritorno dopo il lungo pellegrinaggio era dovuto alla promessa fatta a sua sorella, cioè di essere seppellito accanto a lei. Non tutti erano a conoscenza che il “Vecchiardo” (così era chiamato dagli ubriaconi) aveva avuto una sorella, morta di influenza quando aveva appena quindici anni, e chi lo sapeva, si ricordava del profondo rapporto che li univa. [...]

 

Continua la lettura scaricando l`intera prima parte dalla sezione Download di DragonIsland: link.

 

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