NovAtlantis - Intervista agli Sviluppatori

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NovAtlantisBene eccomi qua con Samirah e Hiade Airik (StickGrinder in alcune parti della rete) che nel loro "tempo lento" ovvero fuori dal web portano rispettivamente il nome di Noemi e Paolo.
Se pensate che siano amanti beh… è vero anzi vi dirò di più, sono addirittura sposati. Si' il sacro vincolo del matrimonio.
E pensano ancora al fantasy? Ai draghi i Mazinga e i Gormiti?
La risposta è ovviamente sì, probabilmente si sono sposati in una chiesa consacrata a Helm e Samirah ha lanciato il mazzolino di fiori (+5) alle porte di Baldur's Gate.

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Questa splendida coppia vive il mondo del "fantastico" e del "web" dagli albori vista la loro veneranda età  di trentenni smaliziati. E come ogni trentenne smaliziato che ha "buttato" tutta quanta la vita nei giochi di ruolo, impegnata a mascherarsi da Elfi come le Yavanna di X-Factor. Beh era ovvio che dovessero mettere in cantiere qualcosa di grosso.

Hiade non guardare nei pantaloni, smettila.

NovAtlantis è la parola chiave per iniziare questa intervista. Ancora un progetto appena uscito dall'embrione, ma che già tiene alta l'aspettativa di tutti coloro che stanno vivendo questo inevitabile cambiamento del web.

NovAtlantis è uno strumento che sfrutta la moderna potenzialità  dei "Social Network" per dedicarsi alla specifica tematica del Fantastico. Quindi un rivoluzionario elemento del web gratuito e tutto italiano. Ma facciamocelo raccontare da chi ci lavora.

Quando avete iniziato voi a vivere la vostra vita "fantasy" online? Siete stati i promoter da subito di iniziative mirate alla "diffusione" di questo genere di "cultura", oppure avete come tutti prima sfruttato servizi esistenti?

Paolo: in realtà le iniziative di promozione, per quanto riguarda me, cominciarono molto presto ma rigorosamente offline. Un po' perché non eran tempi e un po' perché mi sono avvicinato al mondo delle community con un po' di ritardo, nonostante sia un informatico da sempre. D'L è la prima community in cui sono rimasto a lungo termine, anche e soprattutto perché ne ho sempre avuto un riscontro tangibile, di vita reale. Per me questo è importantissimo: il contatto crea empatia e questa stimola molto le scintille di creatività in ognuno di noi.

Noemi: per me è arrivato tardi sia il periodo fantasy che delle community, in quanto ho scoperto il gioco di ruolo soltanto all'università (e contemporaneamente cominciavo a navigare con una timida 56k). Ci è voluto qualche anno per arrivare a giocare veramente e in casa stava facendo capolino l'ADSL: come non approfittarne per andare a cercare materiale e informazioni? L'approdo su Dragons' Lair è stato abbastanza rapido e nel giro di qualche mese ero già operativa nello staff, con gli stendardi in alto per evangelizzare lo stolto popolo dei miscredenti del GdR! :p

So che avete collaborato alla creazione di una delle produzione più  interessanti e divertenti di Dragons'Lair ovvero il Manuale dei livelli Infimi.

http://www.dragonslair.it/index.php?categoryid=15&p2_articleid=74

Insieme a Claudio Pustorino. Com'è stato cimentarsi in un lavoro del genere? Che ruolo avevate nella stesura di questo lavoro?

Paolo: beh, per me personalmente il passo è stato molto breve, dato che Claudio è mio fratello :). Al tempo però non era ancora cognato di Noemi, nemmeno per sospetto. Ricordo ancora quando in camera sua Claudio mi parlò per la prima volta di rendere al gioco di ruolo fantasy per eccellenza quel corpus di valori archetipici che si sono ormai perduti: valore, coraggio, ambizione, fiaba... tutte caratteristiche degli eroi (quelli veri) perse in una stagnante ricerca del potere assoluto. Per me si è trattato di un tonificante tuffo in ciò che realmente amo del GdR: l'interpretazione.

Al di la di questo, il mio operato è stato piuttosto tangente al gruppo: Claudio è uno splendido coordinatore, e il compianto amico Claudio “Gid” Trangoni fu un eccelso direttore artistico. Questo permise a tutti i membri del team di lavorare quasi l'uno all'ombra dell'altro, ognuno al suo tassello di mosaico, mentre i due Claudio mettevano tutto assieme dall'alto. Mi occupai da solo di gran parte della “narrativa” del manuale e l'unico contatto continuativo l'avevo proprio con Noemi, che revisionava ogni mio testo. Non nego che proprio in quel frangente nacque il germe di quello che oggi è il nostro matrimonio, ma questa è un'altra storia. ;)

Noemi: che altro aggiungere, se non che è stato estremamente gratificante poter sfoltire e tagliare senza pietà i testi di Paolo in qualità di revisore?

Paolo: Maledetta! è_é

Insomma dopo esservi fatti le ossa e aver collaborato per molto tempo con DL avete preso spada e scudo e vi siete messi in guerra contro gli eserciti del Codice! Cosa vi ha spinto a imbarcarvi in una guerra tanto dura? So che parlerete di Web 2.0, Web 3.0? Ma che roba è? Sono modificatori al tiro per colpire?

Paolo: A spingerci credo sia stata la nostra stessa natura di creativi frustrati. D'L ci ha dato tanto, forse troppo, ma non è stato facile ottenerlo. Il Manuale dei Livelli Infimi è stato prodotto, in fin dei conti, da membri di DL ma attraverso strumenti esterni: telefono, file word, Skype e mail! Avessimo usato il solo forum, tutto sarebbe naufragato senza rimedio!

Siamo in cerca di uno strumento nuovo, che possa quantomeno integrare i citati canali di comunicazione, ma in modo efficace!

Web 2.0 e Web 3.0 sono parole nate dal marketing e, sebbene la cosa mi faccia arrabbiare, devo ammettere che ormai hanno assunto un significato anche tecnico piuttosto potente. Di fatto sono nuove etichette per la naturale tendenza all'aggregazione del genere umano che, grazie agli strumenti tecnici, è diventata una componente fondamentale del web. Il vero cambio di paradigma è avvenuto quando la generazione dei contenuti è diventata una responsabilità degli utenti e non più di chi creava il sito: i forum prima, i blog dopo e infine i social network, che creano relazioni tra le persone, sono solo uno dei tanti passaggi attraverso cui lo “strumento” web passerà: già i social (emblema del 2.0) sono ormai stretti e si cerca di integrarli e farli interagire (ed ecco il web 3.0, Google Wave e chi più ne ha più ne metta).

Per quanto riguarda noi, quello che ci interessa non è riempirci la bocca ma pensare alle necessità dei creativi e non lesinare sulla tecnologia qualora questa sia un ausilio e non un ostacolo! Certamente il concetto di comunità è alla radice di tutto. Per usare due frasi fatte: l'unione fa la forza, ma questa è nulla senza controllo.

Quanto conta essere informatici e quanto conta essere appassionati?

Paolo: Beh, la passione è il motore fondamentale! Basti pensare che Noemi non è informatica per formazione ma per passione e nonostante questo, la maggior parte del lavoro di strutturazione è attualmente a carico suo.

Ci piace il nostro lavoro, quindi unire la passione per l'informatica e quella per il fantastico ci fa superare ogni moto di stanchezza. Inoltre non ci aspettavamo un simile hype per la nostra idea! Nemmeno ci speravamo. Da un lato siamo quasi spaventati!

Certamente non creeremo uno strumento “per informatici”, anzi. Nel nostro mirino ci sono prima di tutti gli appassionati.

Dopo questo preambolo che dovrebbe servire per farvi conoscere un minimo al pubblico descriveteci cosa significa NovAtlantis con (tante ma non troppe) parole vostre e perché è un progetto differente dal servizio offerto dal classico Forum?

Paolo: NovAtlantis non è un luogo. E' uno strumento e come tale va inteso.

La nostra idea non è  che gli utenti scappino dai forum per “arrivare su” NovAtlantis, bensì che usino NovAtlantis per rafforzare la loro produttività a vantaggio della loro community!

Ogni membro di una community ha una mail, un account skype o un word-processor. Ecco: NovAtlantis vuole essere un accorpamento di tutti quegli strumenti in un unico, grande, organico coltellino svizzero della creatività. In nessun caso si sostituirà al forum come luogo di discussione, poiché non è fatto per discutere!

In realtà tutto è  nato dall'evidente inadeguatezza del forum come strumento di coordinazione e sviluppo per un progetto di natura (in fin dei conti) letteraria.

Il forum, come il nome stesso dice, è una grande piazza: tutti possono parlare con tutti e questo crea democrazia e uguaglianza ma anche una gran confusione! Provate ad immaginare di dover scrivere un racconto seduti ad una scrivania in mezzo alla piazza del vostro paese: basterebbero i curiosi che vengono a chiedere e dire la loro ad ogni riga a rendervi il lavoro impossibile. D'altro canto... come trovare le giuste collaborazioni chiusi in camera propria? Ma come isolarsi una volta trovate le persone? Gli staff dei forum aprono canali privati per i progetti solo quando questi sono ad uno stadio avanzato e si dipende comunque dal veto degli amministratori... insomma: niente da fare! Come la giri la giri, è come usare un cacciavite per piantare un chiodo.

Quello che speriamo è  che i creativi che popolano le nostre splendide community, invece che scambiarsi le mail o i contatti skype via PM, si scambino i link dei profili NovAtlantis, quando devono cominciare a lavorare su una nuova idea!

Quanto Facebook, Twitter, ecc hanno influenzato il vostro modo di intendere il web e quanto ha significato nella spinta per il vostro progetto?

Noemi: A dire il vero l'esistenza di queste realtà ha influito solo marginalmente sulle nostre elucubrazioni. Volevamo uno strumento che permettesse a più persone di mettere contemporaneamente le mani sullo stesso materiale e, allo stesso tempo, le mettesse in grado di comunicare velocemente e facilmente.

I nostri maggiori riferimenti sono stati strumenti come Google Documents, gMail, le wiki. L'efficacia dei social network ci ha comunque incanalati sulla via del Software as a Service, ovvero di un software da usare online e non sul proprio desktop; da essi abbiamo mutuato inoltre le relazioni tra utenti, a cui abbiamo aggiunto l'idea di crearne anche tra i contenuti.

Pensate che NovAtlantis possa soppiantare la vecchia concezione di community o più  che altro mirate all'integrazione del vecchio e del nuovo?

Paolo: Tornando alla similitudine della piazza di cui sopra: una volta usciti dalla vostra cameretta con il nuovo best-seller del momento, andare in piazza, salire sul sagrato e declamarne le righe a gran voce rimane un ottimo modo per farsi conoscere (a parte i problemi con le forze dell'ordine!) e i forum svolgeranno questo fondamentale ruolo.

I creativi non creeranno SU NovAtlantis ma TRAMITE NovAtlantis! E finalmente si avrà qualcosa di concreto di cui parlare mentre si prende il (virtuale) caffè in piazza.

Noemi: Esattamente! Di certo la mira è quella di un'integrazione. Non avrebbe senso creare l'ennesima community, per quanto strutturata diversamente. Non vogliamo creare uno spazio di chiacchiere e distrazioni, ma un servizio che possa risultare utile alle community stesse, e non solo.

Paolo: proprio in questi termini, FaceBook, pur essendo un social network come sarà NovAtlantis, non è nemmeno lontanamente simile a quel che immaginiamo: i suoi strumenti son fatti per le chiacchiere, noi ci focalizzeremo sulla creazione.

Facebook è talmente diffuso che ormai è il social network per eccellenza, ma questa è una visione viziata. Sarebbe come pensare che tutti i contenitori sono bicchieri solo perché i bicchieri li usano tutti.

Un social network è un tipo di rete dove le connessioni si spostano sul piano interpersonale. Ci sono molti tipi di connessione interpersonale di carattere sociale, da quelle professionali, a quelle amicali, passando per moltissimi paradigmi.

Nel vostro Social Network avete parlato di "Fantastico" e non prettamente di Fantasy né di GdR. Cosa intendete fare? Una cosa valida per tutti? Con caratteri tematici che possano essere indirizzati in più canali?

Noemi: Ciò che più desideriamo per NovAtlantis è che i contenuti non si trovino inscatolati in gerarchie e categorie predefinite. Ormai molti generi sono talmente sfumati nelle loro accezioni più vaste, che parlare di fantasy o di fantascienza porta soltanto a una categorizzazione che ha sempre meno valore. Prendiamo ad esempio i diversi romanzi ad ambientazione “urban fantasy” che stanno uscendo in questo periodo. Se uno di questi romanzi nascesse come progetto su NovAtlantis, diciamo come connubio narrativo fra un autore di fantasy e un appassionato di cyberpunk, in quale categoria andrebbe sviluppato?

Vedete come qualsiasi tentativo di catalogazione può portare facilmente all'inadeguatezza dell'etichetta che apponiamo a un contenuto. Contenuto che peraltro nessuno imponga debba esse solo testuale: NovAtlantis permetterà di pubblicare immagini, video ed audio accanto o all'interno delle opere letterarie o documentali.  Non si tratterà di un crudo repository di materiale, ma una fucina dove i contenuti potranno essere miscelati e organizzati in progetti più ampi, destinati quindi ad essere multimediali e multi tematici.

Paolo: C'è anche un altro discorso, più generale da fare riguardo alla tua domanda: se c'è una cosa che abbiamo imparato da Internet e soprattutto da questa cosmopoli che si sta creando online è che non c'è strumento che sia usato per il preciso scopo per cui era stato progettato! C'è sempre qualcuno che lo prende per traverso e inventa qualcosa di nuovo che tu nemmeno ti aspettavi. Stringere il calappio ad uno strumento per incanalarlo in un solo contesto è controproducente. Certo, un focus ci vuole e questo è importante. Crediamo che il concetto di “fantastico”, difficile da definire di per se, sia comunque abbastanza riconoscibile per essere inteso da chiunque e abbastanza largo per non far scappare i veri innovatori, quelli che mettendo assieme cappa e spada con il cyberpunk, per seguire l'esempio di Noemi, hanno creato quello che oggi (e solo con il ritardo tipico delle etichette e degli strascichi culturali) possiamo chiamare urban fantasy.

Ci sarà  spazio dedicato ad ogni utente ma come farete a far emergere maggiormente le produzioni di qualità rispetto ad altre magari con rank più alto solo per lo spam dei vari contatti? Il problema dei forum e delle community è spesso che lo strumento usato non è abbastanza "flessibile" per organizzarsi come si deve e ha necessità di essere costantemente integrato a mille altre applicazioni. Email, chat, instant messaging ecc. Un social Network dovrebbe eliminare questo scoglio ma l'autonomia di ogni utente riempie il web di materiale spesso scadente o inutile. Nelle community lo "staff" fa da filtro e manda in pubblicazione solo il materiale decente. Spesso lo staff pone un collo di bottiglia insormontabile e il lavoro per arrivare alla pubblicazione a volte è folle. Pensate che NovAtlantis possa aiutare in questo? Non rischia di ridursi ad un ricettacolo di chiacchiere come Facebook?

Noemi: Siamo ben consci di come la libertà degli utenti possa portare a un disordine troppo elevato. Di sicuro non sarà una Facebook in piccolo. Non ci saranno spazi per le chiacchiere, ma ogni gruppo di lavoro avrà una propria bacheca in cui discutere i progetti. Non vogliamo limitare il confronto, ma incanalarlo nella direzione giusta.

E' sicuramente la sfida più  grande che ci aspetta. ;)

Paolo: La domanda è molto articolata e sarebbe da spezzare in due: un lato riguarda il problema della spazzatura, l'altro quello delle chiacchiere.

Prendendola a ritroso, parliamo delle chiacchiere: come spiegato nel confronto con facebook, la parte “social” di NovAtlantis sarà orientata a mantenere i contatti, scambiare informazioni in modo veloce, trovare collaborazioni e idee, creare e consolidare staff e gruppi di lavoro... certo, potenzialmente nei canali dei singoli progetti si può perdere tempo a volontà, scambiandosi ricette per la torta di carrube o i risultati del fantacalcio, ma questo non avrà impatto al di fuori del progetto; ogni progetto sarà una social-room; e si spera che chi vuole solo chiacchierare continui a usare facebook come sempre!

Altra questione riguardo la qualità del contenuto e la soglia di “rumore” che si può venire a creare: questo è uno splendido esempio di come i rapporti sociali risolvano molto più delle gerarchie e dei controlli “normativi”; a dettare il risultato di un progetto e la sua qualità sarà proprio l'insieme di utenti che popoleranno il network, grazie ad un sistema che integra in modo pesato voti, popolarità “istantanea” del progetto (quanto il progetto è hot, sulla cresta dell'onda) e tasso di attività del gruppo di lavoro.

I progetti più visitati e cliccati e quelli dove l'attività ferve senza sosta saranno evidenziati in appositi canali, premiando così la prolificità  degli staff, mentre a farla veramente da padrone sarà il feedback del pubblico, che farà emergere i progetti di maggior successo, i più apprezzati.

Certo, come in tutto si rischia che un progetto splendido rimanga trascurato, succede spesso nel mondo reale. Sarà quindi anche la capacità dei creatori di promuoversi su canali interni ed esterni a NovAtlantis quello che farà la differenza. Ed ecco tornare in gioco le community, gli altri social come FaceBook e Twitter, e chi più ne ha (di idee) più ne metta. Persino i video virali su YouTube sono da considerare!

Con questi ultimi strumenti prevediamo infatti una forte integrazione per aiutare gli autori a dare voce alle proprie opere attraverso tutto il web.

NovAtlantis non sarà  una realtà chiusa: pur tenendo lontana la confusione del mondo di fuori, sarà comodissimo emettere comunicati e ricevere feedback attraverso i canali che già oggi sono consolidati per farlo! Perché reinventare la ruota? Integrazione e  collaborazione sono parole d'ordine per noi.

Prevedete di integrare degli spazi dedicati alle community? Quindi account privilegiati agli amministratori di community fantasy come Dragonisland, Dragons'Lair, ecc oppure no sarà solo un rapporto tra pari?

Noemi: Dedicare un canale per i contributi di community e associazioni è stato uno dei nostri primi pensieri. Le community, come le case editrici e chiunque sia interessato, potrà richiedere un account speciale, che permetterà la creazione di una pagina dedicata, vetrina e collettore per quei progetti che la community stessa deciderà di patrocinare. Con il termine patrocinio intendiamo la volontà da parte di una community o di un'associazione di seguire il progetto, partecipare al suo sviluppo e poi potervi apporre il proprio “marchio” di riconoscimento per la pubblicazione, online o cartacea che sia.

Questo permetterebbe alle community di seguire i progetti su uno strumento pensato appositamente per fungere da vetrina. Inoltre, a nostro avviso, faciliterà lo scouting e solleverà molte community dal gravoso compito di supportare praticamente i progetti su un forum, cosa che spesso porta a doversi organizzare con altri mezzi non sempre ottimali (come già discusso).

Paolo: Il piano è anche quello di portare, in un secondo tempo, strumenti adeguati all'operato delle community e delle organizzazioni: ad esempio un calendario eventi, la possibilità di indire sondaggi e concorsi (penso a quelli letterari, ad esempio), di redigere tutorial o mantenere rubriche... chi lo sa? Molto dipenderà anche dalla risposta dell'utenza. Finché sarà nelle nostre capacità e possibilità, sarà nostro compito cercare di fornire agli utenti gli strumenti che ci chiedono e non di imporre un  modus-operandi prestabilito a tutti.

Prima che Gollum cada nelle fauci del monte fato, quando vedremo la fine di questo progetto? Quando l'occhio di Sauron potrà  posarcisi sopra?

Paolo: Gli ultimi accertamenti tecnici sono stati completati la scorsa settimana e, come annunciato sul blog, è stato dato il via allo sviluppo della alpha, per la quale entro breve saranno creati alcuni account di test per i nostri collaboratori e per pochi operatori del settore. Prevediamo di mettere la alpha in moto entro metà dicembre. Questo aprirà un tavolo di discussione con i tester e ci darà molti feedback per plasmare il volto definitivo di NovAtlantis, o almeno della sua prima incarnazione.

Questa operazione in gergo è chiamata code-freeze: serve a definire univocamente le caratteristiche che il programma dovrà presentare al pubblico. Una volta operato il freeze, si entra nella fase di beta nella quale apriremo le porte a molti più tester che ci diano feedback su bug e malfunzionamenti (e che magari riempiano una wish-list per futuri sviluppi). Contiamo di arrivare a questo punto entro la fine di gennaio, ma molto dipenderà dai feedback e dalle richieste degli alpha-tester.

In definitiva, se le fasi di beta non solleveranno problemi enormi, la mira è di poter far emergere questa nuova Atlantide con il disgelo di primavera! ;)

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