Age of Conan

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Age of ConanTrama del Gioco

Nell’eta Hyboriana i quattro regni principali (Aquilonia, Turan, Stygia e Hyperborea) si fronteggiano per estendere la loro egemonia sul continente a discapito degli altri regni limitrofi. In questo scenario Conan il mercenario fa la parte del leone e avere i suoi favori militari può far concludere velocemente un conflitto, oppure concludere la campagna se riesce a diventare lui stesso Re.

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Materiali

I componenti di questo gioco sono diversi. Ci sono miniature di soldati, emissari, torri, forti per ogni fazione e diversi tasselli di cartone rigido che sono ben fatti. L’unica pecca è il tabellone perché graficamente è molto bello, ma ripiegato su se stesso, rimane con la plancia all’esterno e pertanto rischia di rovinarsi. Io ho rimediato mettendoci ai lati quattro buste di plastica trasparente a elle, ma è strano che si sia fatto questo errore.
Age of Conan

Sistema

In questo gioco, ogni giocatore rappresenta uno dei regni principali del continente che ha una regione di partenza e numero di truppe e risorse fisse.
È possibile giocare da due fino a un massimo di quattro giocatori.
Un giocatore deve obbligatoriamente tenere il regno di Aquilonia, mentre gli autori del gioco suggeriscono che il secondo debba tenere Turan, il terzo Stygia e il quarto Hyperborea.
A mio giudizio il gioco è più bilanciato con quattro giocatori, ma si presta bene anche in due e in tre.

Lo scopo del gioco è quello di accumulare più punti vittoria di ogni altro regno, conquistando territori, sconfiggendo i nemici, accumulando tesori, costruendo città e via dicendo.
Il tutto si svolge in tre tempi, o meglio “ere”, che scandiscono i vari passaggi di artefatti da un giocatore all’altro, il ripristino massiccio di soldati ed emissari e la costruzione di città.
In più durante la partita un giocatore ha il controllo del personaggio di Conan che può usare in battaglia, dando un consistente bonus alle proprie truppe, accumulare tasselli avventura, che sono fondamentali per acquisire gli artefatti, ottenere oro, segnalini stregoneria e, soprattutto nell’ultima era in cui è possibile far diventare Conan Re del proprio territorio, ottenere punti extra nell’assegnazione dei punti di fine partita.

Age of Conan

Il gioco sfrutta le sinergia di dadi, divisi in "dadi fato" che con il loro simbolo indicano le azioni che può fare un giocatore, e "dadi di combattimento", che simulano gli scontri militari tra i regni neutrali ,o quelli controllati dai giocatori avversari.

Inutile sottolineare che avere Conan dalla propria parte aumenta il pool di dadi in combattimento che un giocatore può usare.
In più oltre ai dadi è fondamentale sfruttare due tipi di carte: quelle "strategia", che a seconda del terreno in cui si combatte possono dare dei vantaggi, e le "carte regno", che danno bonus in battaglia, permettono di compiere imprese di spionaggio e, non meno importante, di mettere in gioco alleati che possono fare diverse cose utili.

Ogni era di gioco è scandita dalle avventure di Conan, 4 per ognuna.
Le avventure vengono rappresentate da carte che devono essere girate e determinano dove il nostro eroe si deve recare. Il giocatore che controlla Conan in quel turno deve muovere il cimmero nel territorio indicato dalla carta e, se riesce nell’intento, può pescare un segnalino avventura addizionale.

Considerazioni

L’era di Conan è un bellissimo gioco strategico, che racchiude diversi aspetti interessanti (ci sono scontri tra eserciti, conquiste di alleanze e, cosa non da poco, la possibilità di sottrarre risorse per indebolire gli avversari).
Si può vincere in vari modi, ma è importante agire con cautela sia quando si combatte, sia quando si usano azioni intrigo e soprattutto nella conquista di altri territori per non rimanere troppo scoperti e in balia degli avversari.
In più il fatto che per concludere la partita velocemente si utilizzi la regola di incoronare Conan, rende la vittoria sempre imprevedibile e incerta fino alla fine (anche se non sempre nel calcolo dei punteggi finali questo fattore porta automaticamente alla vittoria).

Per finire i componenti sono molto belli e le miniature solide ed evocative.

Il regolamento invece presenta qualche pecca.
Non ci sono errori grossi di sorta, ma a volte è troppo dispersivo e ci sono tante cose da ricordare.
In media ci vogliono almeno due/tre partite per fare un po’ di esperienza e apprendere tutte le meccaniche, ma in definitiva rimane un bellissimo gioco sia di strategia militare, che gestionale di tutto rispetto.
I regni hanno molte opzioni e strategie diverse e non sono minimamente sbilanciati, anzi permettono strategie molteplici che rendono ogni partita diversa dalle precedenti.
In più il prodotto è tutto italiano.
Infatti gli autori sono gli stessi del gioco “La Guerra dell’Anello” , per cui un nome una garanzia.

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