La prima parola che mi è venuta d’istinto è stata “Finalmente!” (sì, c’era anche un’esclamazione poco nobile accanto, ma lascio spazio alla vostra immaginazione a riguardo)
Siamo cresciuti tutti all’ombra di un sudario da peccatori che qualche perbenista puritano ci ha voluto gettare addosso, e ci siamo ritrovati a turno a consolare l’amico che ha dovuto affrontare “mamma armata di teste d’aglio e mattarello” per esorcizzarlo dal suo male: il Gioco di Ruolo!
Mille volte meglio un figlio griffato e scemo, che un figlio “giocatore di ruolo”!
Lo so, sto per attraversare un terreno minato adesso, ma certe cose in fondo non fa male dirle, anche se tutti noi già le sappiamo da tempo.
Religione e Ignoranza, troppo spesso a braccetto nei paesi occidentali, hanno di fatto gettato cattiva fama su un modo di giocare che invece è nato con l’etichetta di “Gioco intelligente”.
Ma quelle mamme che si sono tanto allarmate, messe in guardia dalla vicina appassionata di telenovelas o dal prete del paese, sanno o hanno mai saputo cos’è il Gioco di Ruolo?
I mezzi per documentarsi di certo non mancano, ma l’equazione è semplice:
Sua Divinità la Tv non ne parla (chiaramente lo scopo della tv è rimbecillente dal momento che le persone troppo consapevoli diventano di fatto poco manovrabili)
Internet, pericoloso strumento del Diavolo, è di fatto la biblioteca più attiva in materia.
Peccato, perché se solo ci si prendesse la briga di documentarsi ci si risparmierebbe magari la figura del saccente che parla di quanto non conosce.
Di fatto, i giocatori di ruolo sono spesso stati timidi nel dichiarare la loro passione proprio perché consapevoli che ciò li avrebbe screditati, chiusi in un’elegante riservatezza che di certo i detrattori del genere non hanno avuto il buon gusto di avere.
Ma vogliamo stampare due righe e metterle in mano di chi si spaventa davanti alla parola gdr?
Ecco qui, tratto da Wikipedia (facile facile):
Le Origini del Gioco di Ruolo
(Cit. da Wikipedia)
Il termine gioco di ruolo trae origine dalla storia della psicologia; infatti, il primo a coniare il termine Role Play fu Jacob Levi Moreno nel 1934; dopo aver sperimentato nel 1921 il "teatro della spontaneità", nel 1930 emigrò negli Stati Uniti dove mise a punto la tecnica dello psicodramma, ancora oggi utilizzata in psicoterapia: in questa il paziente recita, con l'aiuto di alcuni assistenti, un avvenimento del suo passato per lui conflittuale ove vi sia un antagonista, dopodiché i ruoli s'invertono ed il paziente si trova a recitare la parte del proprio antagonista per cercare di capire ciò che il suo antagonista ha provato in quel momento.
Questa prima accezione del termine però non ha alcuna relazione con il gioco di ruolo inteso come attività ludica, che discende dal wargame, ("gioco di guerra", ossia simulazione di guerra tramite l'utilizzo di miniature, formalizzato per la prima volta nel 1913 dallo scrittore di fantascienza Herbert George Wells che pubblicò un breve manuale di regole di gioco per i soldatini di stagno).
I primi giochi di ruolo giocati come tali si svolsero per la prima volta alla fine degli anni sessanta nella società per il wargame dell'Università del Minnesota, ed in gruppi ad essa legati, specialmente nei gruppi moderati da Dave Wesley e Dave Arneson. Nello stesso periodo Gary Gygax stava sviluppando con intenzioni simili un wargame di ambientazione medievale (inusuale per l'epoca, dato che la maggior parte dei wargame era incentrata su guerre più recenti, come le guerre napoleoniche, la guerra di secessione americana e la prima e seconda guerra mondiale) che pubblicò nel 1971 con il nome Chainmail. Questo includeva, oltre ad armi medievali, anche alcuni elementi fantasy, come i draghi e la magia.
Sulla base delle regole dettate da Gygax, Dave Arneson adattò successivamente un'ambientazione chiamata Blackmoor, dove venne introdotto il concetto di esperienza, ovvero maghi ed eroi che vincendo gli avversari diventavano più abili e potenti. Dopo una fitta collaborazione tra Gygax ed Arneson, nel 1974 nacque la prima edizione di Dungeons & Dragons (spesso abbreviato in D&D o DnD), considerato il primo gioco di ruolo moderno, che ha avuto una grande influenza sugli altri giochi sviluppatisi in seguito.
(Fine cit.)
* * *

È solo un inizio, ma è appassionante leggere anche il seguito e la storia di come i giochi di ruolo si sono evoluti, insegnando a molti giovani e meno giovani l’arte dell’immedesimazione, il piacere di condividere un tavolo e qualche foglio di carta per dare vita a storie nate dalla pura creatività, e la capacità di tenere allenato e aperto uno dei più grandi doni che possediamo: la fantasia.
Nonostante i decenni passati a tentare di riabilitare il buon nome del Gioco di Ruolo, ancora oggi si sentono storie di genitori spaventati e preoccupati per la salute mentale del proprio figlio che ha avvicinato questo genere di hobby.
Per fortuna l’Ignoranza la sia può sconfiggere con l’Intelligenza e con l’Istruzione.
E qui un inchino, un plauso e il mio “finalmente” di cui sopra, va a Roberto Grassi, padre di Levity e sviluppatore di giochi a base narrativa.
Piuttosto che lunghi e snobbati trattati su cosa sia il gdr e quale sia la sua utilità, ecco che Roberto fa un passo oltre: crea un modo per metterlo al servizio dell’insegnamento nelle scuole, aiutando gli studenti ad apprendere meglio la storia attraverso l’immedesimazione.
Ho scaricato il primo di quelli che lui ha chiamato “Fogli di Ruolo per le Scuole” e da lì, istintivamente non ho potuto fare a meno di gettare queste righe per presentarlo.
Lo merita ed è veramente un passo avanti.
Il primo sassolino forse, ma sono convinta che sarà l’origine di una meravigliosa valanga.
E lo ripeto: FINALMENTE!
Grazie Rob!
Scarica il Primo Foglio di Ruolo per le Scuole.
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