La notte coprì con il suo manto di stelle il terzo giorno trascorso nell'accampamento. I volti degli ex-hordrangs erano pallidi e tirati per la fatica ed il dolore delle recenti perdite, ma negli occhi di tutti si rifletteva la medesima luce di fiera determinazione... la stessa volontà di sopravvivere ad ogni costo... di aggrapparsi alla vita e di lottare e vincere tutti insieme...
Hashepsowe si scostò dal fuoco e spontaneamente, senza troppo pensarci, intonò un canto di lode alla Dea, per ringraziarla di aver risparmiato quelle vite e per raccomandarle l'anima di coloro che più non erano. Ben presto Malung e Sianna si unirono a lei ed il canto divenne un coro, poi il Mago Oscuro Aragon, commosso suo malgrado, si accostò alla sorella e la prese per mano e così fece anche Syon, il guerriero, con l'altra mano della sacerdotessa, mentre altri si avvicinavano a Malung e a Sianna e stringevano le loro mani.
Quando l'ultima nota del canto si spense nell'aria, il silenzio calò sull'accampamento e molti avevano gli occhi lucidi: molti ripensavano a ciò che avevano perso e quasi tutti piangevano la perdita di qualche volto amato.
Hashepsowe prese in mano un bastone decorato con perline, pietre e piume ed alzandolo davanti a sé in modo che fosse visibile a tutti, cominciò a parlare:
"Questo che vedete è il Bastone della Parola: è un'antica usanza che proviene da un saggio Popolo di un altro mondo... un popolo sconfitto, ma autenticamente ed intimamente legato alla consapevolezza di essere tutti figli della stessa Madre Terra. Secondo questa usanza, chi ha in mano il bastone in quel momento è l'unica persona autorizzata a parlare e tutti i membri del gruppo hanno il dovere di prestare attenzione alle parole che vengono pronunciate, mentre chi detiene il diritto di parlare si impegna a rispettare chi lo ascolta, non disperdendo il dono dell'altrui attenzione con vane parole. Ebbene, questo Bastone è un diritto di tutti, e chiunque lo prenda in mano ha il diritto di esprimere il suo pensiero: tra noi, non ci sono capi o persone più importanti, ma siamo tutti parte del medesimo Cerchio e tutti abbiamo uguale diritto di parlare. Come sapete, sono stata Somma Sacerdotessa nella terra da cui tutti veniamo, ma credo che ciascuno di noi sia ora capace di costruire con impegno e responsabilità un futuro sereno per sé e per gli altri, senza bisogno di capi e autorità. In questo momento dobbiamo lasciarci alle spalle le insegne del comando e lavorare tutti insieme per la comune salvezza: se e quando avremo di nuovo bisogno di capi, li eleggeremo tutti insieme tra coloro che si saranno distinti per lealtà ed lavoro concreto. Questo è il mio pensiero che rimetto al vostro giudizio, ma prima di lasciare il Bastone della Parola, desidero dire ancora una cosa... - la sacerdotessa fece una pausa e posò lo sguardo ad uno ad uno su tutti i presenti - Oggi la nostra comunità è ancora piccola e tutti siamo ancora sconvolti per quanto è accaduto: è logico quindi che ci sentiamo uniti e solidali e che proviamo tutti un senso di reverente gratitudine per gli Dei che ci hanno concesso di sopravvivere e ritrovarci insieme, ma non sarà sempre così. Altri si uniranno a noi e la nostra comunità crescerà e si svilupperà ancora una volta, così come accade nel Ciclo della Vita. E verrà un giorno in cui non avremo più memoria del Passato, verrà il momento in cui la nostra Storia ci sembrerà lontana e distante e con essa le lezioni che ci ha insegnato. Forse allora cominceremo a non essere più d'accordo su qualcosa... e i problemi torneranno a preoccuparci e ad incupire il nostro animo... e forse qualcuno sarà tentato di levare la sua mano contro il fratello di oggi. Ebbene... compagni, amici, fratelli: io vi chiedo di serbare nei vostri cuori la memoria di questo momento. Vi chiedo di parlare con lingua retta e sincera e di esprimere sempre liberamente le vostre opinioni, perchè è solo attraverso il dialogo che si risolvono i problemi; le sterili polemiche ed i silenzi pietosi servono soltanto ad alimentare il fuoco dell'invidia, del sospetto e dell'odio, mentre una chiara ed onesta spiegazione è l'unica Via per affrontare e risolvere davvero i problemi. Io mi impegno a fare questo con voi... e vi domando di voler fare altrettanto, con rispetto e sincerità. Grazie per l'attenzione."
Detto questo, la sacerdotessa posò il Bastone della Parola al centro del Cerchio e rimase in attesa!
Ariadne si portò lentamente al centro del cerchio, raccolse il Bastone della Parola e stringendolo fra le mani come un Caduceo lo sollevò in alto, rientrò nel cerchio e fissando i suoi compagni ad uno ad uno negli occhi (partendo da Hashepshowe) espresse la richiesta di poter parlare.
"Vi ringrazio tutti per avermi accordato la Parola, ma in particolare ringrazio Hash per le sue parole ricche di una profonda verità.
Aggiungo che certe volte alcune situazioni "difficili" e le incomprensioni nascono dal fraintendimento delle intenzioni dell'altro e dalla nostra "sua non conoscenza"... riconoscere questo con serena UMILTA' (badate bene NON con buonismo gratuito!!) è già un primo passo per poter costruire Armonia e per riuscire a rendere comune la voglia di sognare e di giocare insieme... Impariamo a conoscerci con rispetto innanzitutto... la stima e l'amicizia arriveranno (se così dovrà essere)... Fra alcuni queste cose ci sono già con altri sono ancora tutte realtà da scoprire e da guadagnare giorno per giorno... come ciascuno vorrà.
Lancio un appello a chi vorrà darmi una mano (se siete d'accordo) a costruire una bella capannona circolare in pietre e frasche che possa accoglierci tutti, da usare nei momenti importanti e dove custodire Il Bastone Della Parola... "ritrovata".
Ringrazio tutti per la pazienza di avermi ascoltata.. BUON LAVORO a tutti NOI!!!"
Ariadne depose delicatamente il Bastone al centro del cerchio e tornò nei suoi ranghi
Astor si alzò lentamente dal cerchio e si diresse verso il centro. Prese in mano il Bastone della Parola:
"Innanzitutto voglio ringraziare voi tutti per avermi dato la possibilità di continuare a sognare e spero che che questa opportunità venga data al più presto a tutti gli ex-hordrangs. Mi trovo pienamente d'accordo con le parole che sono state dette da Hash e Ariadne. Sono convinto che il dialogo stia alla base di ogni società civile e quindi invito ulteriormente tutti ad esprimere sempre le proprie opinioni con limpidezza e con rispetto nei confronti degli altri.
Molti malintesi a volte nascono perchè si ha la pretesa di conoscere quello che una persona pensa, senza verificarlo direttamente da quella persona stessa.
Sono sicuro che l'esperienza che abbiamo e stiamo tuttora vivendo ci farà maturare. Dobbiamo tutti trarre insegnamento da quello che è successo e utilizzare gli errori commessi per migliorarci e costruire una nuova speranza.
L'idea di costruire una capanna in cui costudire il Bastone della Parola e in cui riunirsi periodicamente mi sembra buona. Proporrei di inserire al suo interno una pergamena con la nostra storia, per non dimenticare. Grazie a tutti".
Con queste parole Astor appoggiò il Bastone a terra e tornò a sedersi fra i suoi compagni.
Poi una mano si appoggiò sul polso di Syon, fino a stingergli le vene, impossessandosi dei battiti del suo cuore.
Hash aveva percepito i suoi pensieri o forse aveva più semplicemente letto nei suoi occhi. E gli parlò così, senza proferire parola, come se i suoi pensieri affluissero direttamente in lui.
Gli mostrò un popolo fiero, un popolo di guerrieri uniti come un solo organismo. Gli mostrò il sacro cerchio simbolo della vita, dei suoi cicli, di ciò che è stato e tornerà.
Gli mostrò l'albero della vita, spoglio, ma ancora forte e vigoroso.
I superstiti continuavano ad alternarsi alla parola. Syon guardò il cerchio e vide la grande forza che emanava da esso… e comprese che fino a che tutti sarebbero stati insieme, il sogno sarebbe continuato.
Da queste parole, ruolate liberamente sull’onda spontanea dell’emozione di un momento, ebbe origine Ashura, Regina delle Oasi. Questa storia è ancora presente nel Memorium del sito, a testimonianza di un sogno che allora era condiviso da un gruppo numeroso ed entusiasta. Ero io quella sacerdotessa visionaria ed ingenua, che aveva la pretesa di realizzare sul web una società eterogenea, multietnica e fondata sui valori sacri della lealtà, dell’amicizia e della solidarietà. Era già allora una sfida che sembrava perdente - pura utopia, mi dicevano - dacchè nel mondo reale è ben difficile dare spazio a certi valori, per vivere e far vivere meglio la gente... tutta la gente del mondo.
Ma io ero ben decisa a dimostrare che, almeno nel Regno della Fantasia, si potesse fare a meno di regole e comandanti e divertirsi liberamente - buoni e cattivi insieme, ciascuno a suo modo - nel reciproco rispetto e riconoscimento dell’eguale diritto altrui.
Un’ideale ingenuo, non vi pare? Quasi un’illusione se si pensa a come gli uomini tendano ad approfittare di ogni spazio per imporre la legge del più forte, a discapito della Giustizia e dei valori morali.
Eppure, quella prima ruolazione non era forse un piccolo seme che, se avesse trovato terreno fertile, poteva crescere fino a diventare un grande albero frondoso, sotto ai cui rami altri avrebbero potuto trovare riparo dal sole cocente del pensiero teleguidato e dalla pioggia battente di informazioni in pillole?
Molta acqua è passata sotto ai ponti fragili di quella mia Fantasia cosmogonica e molte persone si sono avvicendate al mio fianco. La visione di Ashura ha conosciuto alterne vicende, ma è sempre rimasta scolpita dentro al mio cuore, nonostante tutto, nonostante tutti.
I primi tempi, il “gioco comune” era quello di dar vita al “nostro mondo”. Dalle parole il sogno doveva prendere forma e lentamente mutarsi in immagine reale e interattiva, atta a far vivere i nostri personaggi/alter-ego nella dimensione ad essi più congeniale.
Si scrisse molto a quei tempi, ma non tutti i primi costruttori rimasero fedeli a quel sogno, preferendo di volta in volta le lusinghe di questa o quell’altra sirena del web, dove più numerosi erano gli incontri e meno impegnativo lo scambio.
Già... perchè è curioso constatare come talvolta la troppa libertà di azione venga percepita dalla gente come “mancanza di idee” creative e come, in assenza di regole fisse e di strade tracciate, i più si sentano disorientati e smarriti, come quando ci si trova in terra straniera.
Le opportunità immense di esplorare e sperimentare nuovi spazi creativi non sono materie appetibili per una società costituita perlopiù da gameboys programmati, che sfrecciano sulle grigie autostrade della monotonia, notoriamente prive di impulsi originali.
Ma io sono testarda e non volli rinunciare ai miei sogni, nonostante tutto, nonostante tutti.
E così continuai a lavorare per costruire la mia terra fantastica, mentre coloro che insieme a me avevano tenuto quel bastone della parola, pur restandomi amici, a poco a poco si allontanavano.
Rimanemmo in pochi, sempre meno e sempre più malinconici, mentre quelli che c’erano all’inizio, nell’andarsene, si premuravano di far sapere a chi restava quanto “insulsa” e “priva di attrattiva” fosse la mia pensata della “libera ruolazione”: il gioco di ruolo doveva per forza essere pieno di regole e non c’era altra possibile strada, se non quella rappresentata dalle lands interattive o dalle megacommunities guidate da comandanti ben noti che agivano sulla base di regolamenti consolidati. Punto. Altro spazio non c’era: nessuna chance per il sogno degli illusi - ed io altro non ero se non un’illusa, incapace di guardare in faccia la realtà.
Ma avevo scelto la Fenice come simbolo dei miei sogni e la Fenice porta con sé la magia potente della rinascita, proprio quando, dopo il fuoco della passione, non rimane altro che cenere.
E ancora una volta, dalle sue ceneri, Ashura è rinata: l’incontro con l’Imperatore di Dragonisland ha segnato una svolta importante sul suo cammino. Svolta che ha definitivamente allontanato anche gli ultimi detrattori del progetto originale, che ancora sonnecchiavano stancamente nella diffidenza dello “stiamo un po’ a vedere”.
Le idee non mancavano e non mancavano le belle storie, ma era mancata l’energia e la voglia di lavorare per valorizzarle: l’imperatore di Dragonisland divenne in qualche modo il mio specchio e guardando la sua passione e ciò che, grazie ad essa, riusciva a tenere insieme, imparai a valorizzare la mia eguale passione.
Compresi così che dovevo andare avanti, rimboccandomi le maniche in prima persona per realizzare il progetto fino ad allora incompiuto, con l’aiuto dell’unico su cui potevo ancora contare - Kronall - che paradossalmente è un geniale fautore del gdr classico anche se straordinariamente creativo e narratore avvincente.
Insieme a lui, ho preso in mano le Oasi e abbiamo lentamente e pazientemente cominciato a mettere insieme uno schema di presentazione atto a valorizzare le varie ambientazioni che compongono la terra di Ashura, attingendo dall’enorme patrimonio di storie e descrizioni che molti, nel corso degli anni, avevano scritto e poi lasciato morire dietro di se.
Il lavoro era ed è enorme, eppure mi ha finalmente dato la misura di quanto questa terra sia ancora capace di esprimere ricchezza, varietà ed originalità e di quanto infine - grazie all’apporto creativo di tutti coloro che vi si sono avvicendati anche per poco - possa divenire il caposaldo su cui costruire altre storie, altre giocate... altre ruolazioni libere o guidate.
I primi risultati di questo immenso lavoro vedono oggi la luce, con l’uscita dei primi Manuali delle Oasi di Ashura, corredati dalle relative Tavole e Schede di luoghi, png, erbario, bestiario e notizie salienti sulle usanze dei popoli che risiedono in quelle Oasi.
Ogni Manuale contiene:
- una mappa interattiva in cui sono indicati i principali insediamenti e luoghi caratteristici
- un capitolo dedicato alla Storia e alle Leggende di quel particolare territorio e dei popoli che vi si sono avvicendati
- un capitolo dedicato alle razze presenti, all’organizzazione sociale ed ai principali insediamenti
- un capitolo dedicato alla spiritualità praticata dalle razze residenti ed ai luoghi di culto presenti nell’Oasi
- un capitolo dedicato alle informazioni di carattere geografico e naturalistico: tipo di territorio, clima, risorse naturali, mercati esistenti, fiumi, mari, monti, luoghi particolari, confini geografici, flora e fauna.
- l’ultimo capitolo è infine dedicato ai Credits e vi sono citati tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno dato il loro contributo creativo - seppur minimo - in termini di racconti, descrizioni, grafica o disegno.
I primi quattro manuali pronti per essere “ruolati” e “giocati” sono:
- LA VALLE DEI SOGNI E IL TEMPIO DI YAR:
in questa valle vivono in buona armonia Uomini dell’Antica Razza, hobbit ed elfi, mentre in prossimità delle rovine del tempio del dio marino Ya vivono gli ultimi centauri. In queste oasi vige una cultura di stampo “celtico” di cui i sacerdoti del Tempio dei Sogni Nuovi sono custodi e promotori.
- IL TERRITORIO DEI PALADINI E I LUOGHI SACRI:
anche qui la popolazione dominante è costituita da uomini dell’Antica Razza, la cui organizzazione sociale è però molto più rigida rispetto a quella della valle dei sogni, anche se vi sono alcune eccezioni rappresentate dai sacerdoti del Tempio di Epona e dai Druidi della Foresta dell’Unicorno. I Luoghi Sacri sono una sorta di terra di tutti, in cui i popoli talvolta si riuniscono per discutere come si faceva ai vecchi tempi del Bastone della Parola
;
- LA VALLE DEI NIDI E LA PALUDE FANGOSA:
Due oasi diversissime tra loro seppur confinanti. La prima è abitata da un eterogeneo gruppetto di corsari, da una misteriosa razza isolata nota con il nome di “mentali” e da un’antichissima specie di draghi intelligenti che vivono in simbiosi con gli umani discendenti di una razza ormai estinta. La Palude è invece un territorio infido e infestato da creature mostruose, che per la tipologia stessa del territorio, è pressocchè disabitata.
- IL TERRITORIO DI NORTGARTHEN:
Oasi di stampo medioevale, in cui abbondano i centri abitati e dove la Chiesa dei Nove e il culto dell’Unico Dio Aan scandiscono il ritmo della vita ed il regime autoritario e feudale vigente nel territorio. In quest’Oasi vivono i Nor’gar, una razza di uomini le cui origini sono da ricercarsi nelle remote lande d’oltremare, al nord del Continente di Ashura.
Contestualmente alla creazione dei manuali, è nato un primo regolamento leggero di ruolazione narrativa, atto a prendere per mano i viandanti che si accostano al Continente e guidarli ad agire in prima persona “per le oasi di Ashura”, dando vita alle avventure dei loro personaggi senza dover attendere l’input di un master o di un animatore. In calce a questo articolo, trovate alcuni “assaggi” di questo sistema di interazione libera tra gli utenti, che cominciano a dar vita a situazioni intriganti che aprono la strada a molteplici possibilità narrative!
Naturalmente, è ormai realtà consolidata il Whisper Cauldron - un notiziario semiserio in cui trovano posto articoli sulla Ruota dell’Anno e sulla spiritualità druidica, poesie scritte dagli utenti di Ashura, interviste agli abitanti e altre simpatiche rubriche.
Le nuove storie riprendono il filo rosso che altri hanno lasciato e alcuni dei vecchi abitatori, confortati dalla presenza di nuovi viandanti creativi che sembrano finalmente apprezzare ciò che i loro antichi concittadini avevano disprezzato, tornano a far sentire le loro voci tra le Oasi... gli antichi racconti mai conclusi ritrovano i loro autori pronti a riprenderne le trame e addirittura una delle prime grandi saghe - Lo Scettro di Antheas - è stata finalmente portata a termine e pubblicata in e-book. Una bella soddisfazione per me e per il mio compagno di penna Syon, che nella sua vita reale si è trasferito a vivere in Sudafrica, ma che continua a far sentire il calore della sua amicizia anche da lontano, e a deliziarci con la sua bella vena narrativa.
Questo mentre un gruppuscolo di irriducibili continua imperterrito a ritrovarsi in chat ogni mercoledì sera per giocare di ruolo grazie al regolamento dicescale predisposto da Kronall ed alla sua vagamente perversa fantasia che fa di lui un Grande Master per tutti i palati.
Una specie di magia sembra ridestare le Oasi dal lungo sonno degli anni scorsi e quel mio antico ideale di libera ruolazione trova finalmente estimatori proprio quando ormai io stessa stavo per arrendermi all’evidenza dei facebookkini convinti!
Non canto vittoria... non ancora, che troppe alterne fortune ha vissuto il mio sogno, ma almeno ora lo vedo vivo e vibrante di nuove energie ed entusiasmi.
E spero che continui a crescere... per parte mia ho già ripreso il lavoro e credo che presto altri Manuali Oasi andranno ad aggiungersi a quelli fin qui pubblicati.![]()
Estratti della ruolazione tra Hashepsowe e Nolorin, al suo arrivo al tempio dei Sogni Nuovi - correlata al racconto ruolato "Progenie di Morte"
Hashepsowe:
Mentre mi intrattengo ancora a dialogare con messer Wa'el, una giovane novizia trafelata irrompe nel Naos dell'ascolto.
Dopo essersi scusata per l'interruzione, consapevole della consegna di non disturbarmi per nessun motivo, mi avverte dell'arrivo di uno strano individuo che ha chiesto di me e che insiste per parlarmi subito.
"Ha detto - mi sussurra la novizia in un orecchio per non farsi sentire da Wa'el - che sa quello che sta accadendo, qui al tempio e che noi stessi lo abbiamo chiamato..."
Allibisco nell'udire quell'affermazione e riferisco a Wa'el la notizia.
"Messere - gli dico - Suppongo che se questo nuovo arrivato è davvero al corrente delle cose che ci angustiano, voi stesso dovreste vederlo e parlargli... tuttavia, dal momento che egli ha chiesto di me, andrò per il momento ad incontrarlo io stessa e se lo riterrò degno di fiducia, lo porterò qui alla vostra presenza"
Giunta nel peristilio, vi trovo ad attendermi un essere che percepisco essere in qualche misura un mutaforma.
Senza preamboli gli domando chi sia e quale sia il suo nome ed egli mi risponde di chiamarsi Nolorin e di essere un mezzodemone, dal cuore corrotto.
"Se voi stesso vi definite corrotto, come posso io credervi. Come posso sapere che non siete qui per compiere la nefasta opera di colui che già ha scatenato il suo malvagio morbo sulla gente che è sotto la nostra protezione? Certo nessuno di noi vi ha chiamato...
Un dubbio però mi assale, mentre parlo: e se costui giungesse in risposta ad Ossian che da giorni è partito per andare a visitare il Tempio di Yar e di cui non abbiamo più avuto notizie? Non devo essere affrettata nel giudicarlo... attenderò la sua risposta e probabilmente seguirò quel che mi suggerisce l'istinto dopo averlo ascoltato. In ogni caso abbiamo indubbiamente bisogno di tutto l'aiuto possibile.
Nolorin:
"Se è così allora di chi è la voce che sento nella mia mente e mi ha guidato fino a voi? Come mai mi ricorda la vostra voce, Sacerdotessa?
Forse mi sbaglio, e quindi ho scagliato su di voi un pericolo ancora più grande di quello che non credete venendo qui. Ma non posso far altrimenti. Ho bisogno di riposo e di un riparo fino a che non avrò recuperato le forze.Potete fidarmi di me. Avete la mia parola d'onore. Che ricada sul mio capo e sul mio sangue se infrango il giuramento." Detto questo con la lama nuda della mia spada pratico un taglio ulla mano destra, la stessa che usavo per combattere, per farne uscire qualce goccia di sangue che sgorga dalla mia mano suggellando il giuramento.
Hashepsowe:
Se siete stanco e cercate un rifugio, messere, senz'altro lo avete trovato e nessuno vi farà mai domande sul vostro passato. Fintanto che manterrete un contegno equilibrato e rispettoso nei confronti di tutti coloro che sono sotto la protezione del Tempio dei Sogni, nessuno vi negherà il conforto di un tetto sulla testa e di un letto ove ritemprare le vostre forze. Tuttavia non sono consapevole di aver inviato l'appello mentale che avete percepito... anche se talvolta misteriose sono le vie che gli Dei seguono per rispondere alle nostre invocazioni.... e molte invocazioni le mie labbra hanno pronunciato in questi giorni. Dunque venite... se non siete ancora troppo provato dalla stanchezza, vi chiedo di volervi intrattenere qualche istante a parlare con me e con altre due persone che mi attendono nel Naos dell'ascolto: il mio confratello Ishtan e... messer Wa'el, che sembra conoscere molte cose delle dimensioni oltre il tempo e lo spazio del qui e ora.
Poco prima di entrare nel Naos a raggiungere Ishtan e Wa'el, soggiungo, con un fugace sorriso: "Non temo il pericolo di cui vi dite portatore... in ogni caso non sembrate peggiore di colui che non visto riesce a penetrare come un virus nel sangue di bambini innocenti! Per lo meno voi avete il coraggio di mostrare il vostro volto... messer Nolorin.
Nolorin:
"Sacerdotessa. Anche se le mie forze mi stanno abbandonando sarò onorato di conversare con voi del problema che sembra affliggere tutti noi. Vi avverto. La mia famiglia si è unita ad Anima Nera, o almeno così il mio fratellastro Kenji ha fatto. Del resto della famiglia non so nulla di preciso. Se si sono uniti alle forze di quella che ho sentito nominare come l'Oscura Signora, avremo bisogno di tanto aiuto. Forse di un miracolo più grande di qualsiasi miracolo di cui siamo a conoscenza. Ma vi prego, prima di sprecare il mio fiato ormai corto, portatemi dai vostri ospiti, ho notizie urgenti anche per loro forse..."
(continua… e toccherebbe a un tal BARIMOOR!!!)![]()
Estratto dalla ruolazione tra Draconis e Silmarien, ne "Il viaggio di Draconis" propedeutico all'aggancio ad altro racconto ruolato "In Viaggio per le Oasi"
Draco Draconis (rivolto a Silmarien):
-" Io provengo da un lontano Paese, da dove non voglio nascondervi sono fuggito rinnegato dal mio popolo per ragioni che non hanno niente di onorevole. La mia è una nobile stirpe di servitori del Regno. Io e i miei fratelli già alla nostra nascita eravamo destinati alle più alte carriere militari. Io per le mie qualità fui destinato all'elitario squadrone dei Cavalieri di Draghi, il più nobile ed esclusivo reparto di cavalleria, dove raggiunsi la massima carica ancor giovane cioè di comandante, ero quindi une delle persone più potenti del regno, pretoriano della Regina. Ma fui accecato dalla cupidigia di potere, il mio cuore divenne nero e corrompendo i miei cavalieri scatenai una sanguinosa guerra civile per prendermi quel potere che il mio cuore traviato mi dava per diritto. Non nascondo i miei delitti ed il dolore che ho causato, la vergogna in cui ho gettato la mia casa. Arrivai al potere sognato che si rivelò effimero, sconfissi l'esercito del Consiglio e compii il più grande dei gesti abominevoli che lasciò sconcertati i miei stessi compagni di sventura, uccisi di mia spada la Regina che era anche la Gran Sacerdotessa amata e venerata da tutto il popolo. La furia vendicatrice di tutto il popolo non si fece attendere, massacrò il mio squadrone, io a stento fuggii e da allora il mio nome nel mio Paese è oggetto di maledizione e scongiuri come davanti ad un Demone. Ho vissuto ramingo per anni, campando con mille espedienti e sempre ai margini della civiltà, finché non sono arrivato per puro caso qui ad Ashuura. No no è un caso ora ne sono sicuro. Comunque da quando sono qui sono stato guidato dal Destino attraverso sogni, profezie e quant'altro ad un viaggio di redenzione che mi porterà lontano, forse all'ora fatale, certo alla completa redenzione della mia anima e della mia vita, perché questo ora cerco, perdono, redenzione e giustizia, attraverso anche la mia umiliazione e la mia condanna se necessarie.Ho conosciuto l'amore di una donna e l'amarezza del distacco, il Destino mi ha insegnato ad amare di amore paterno costringendomi a saper rinunciare. Posso dire in verità di essere un'altra persona, con i suoi limiti ma ora votato alla purificazione della propria vita. Vedi dama Elisa, anni addietro al massimo del mio splendore non avrei mai pronunciato quelle parole di giuramento come ho fatto quest'oggi a tuo padre. Ecco ora sai abbastanza, certo non tutto, ma abbastanza per decidere se puoi fidarti di me. E' importante la scelta che farai ora, senza far ritorno al Castello e rinunciare al tuo viaggio, puoi sempre ripudiarmi come tutore, io ti comprenderò, ma non potevo cominciare nascondendoti la verità. Pensaci e dammi la tua risposta "
Vedevo che la giovane dama, rimasta in silenzio per tutta la durata del mio racconto, era meditabonda, stava assimilando ogni mia parola e faceva chiarezza in se per darmi una risposta. Si sarebbe fidata di me? Mi avrebbe ritenuto degno del compito? O mi avrebbe preso per un cialtrone che si era presuntuosamente arrogato il diritto di giudicare la sua vita e le sue scelte. Confesso che aspettavo con ansia, ma non potevo forzare in alcun modo la sua mano.
Silmarien:
Quando anche Messer Draconis si decise a rompere il lungo silenzio che ci aveva accompagnato fino ad ora decisi che sarebbe stato il mio turno di tacere e di ascoltare semplicemente; egli tutto d'un fiato mi raccontò la sua storia, anche se riassunta in poche parole compresi l'intensità e l'emozione racchiusa in quel racconto. Una storia di draghi e di ascesa al potere, un potere che si sa, annebbia la mente e conduce ad azioni malvagie.
Aspettai che finisse di parlare per rispondergli.
"Gentile Draconis, sapevo già quanto mi hai raccontato. La prima volta che ci siamo parlati mi sono rivolta alla Dea, quella madre che consulto ogni notte, le ho chiesto di te, e lei mi ha fatto vedere ciò che hai passato."
Riflettei un attimo su quanto avevo detto e feci un aggiunta, spiegando meglio ciò che intendevo dire prima che il mio nobile compagno di viaggio fraintendesse le mie parole:
"La dea a volte mi da il potere di conoscere stralci di vita altrui, ovviamente come ho detto si tratta di stralci, di visioni frammentate, vedo i ricordi anche se molte volte confusi; questo però basta per farmi un'idea della persona, giusto per vedere se egli che ha compiuto azioni malvagie. Nel tuo caso è stato diverso, ho visto l'orrore che ti ha invaso ma nonostante ciò che ti è successo e nonostante fossi inizialmente timorosa nei tuoi confronti appena ti ho visto negli occhi ho capito che hai iniziato un percorso di redenzione. Ciò mi ha permesso di fidarmi quel che basta di te e di darmi la spinta per accettare la tua proposta di affrontare questo viaggio. Sono certa che il destino non mette assieme le persone a caso, ogni azione che ogni giorno compiamo corrisponde ad un disegno superiore, e anche ciò che ci porta più sofferenza ci porterà a qualcosa in futuro, un qualcosa che noi non possiamo ancora comprendere."
Feci una pausa fissando negli occhi il mio interlocutore
" Riguardo alla tua storia, non capisco come possa averti attirato tanto il potere. Hai compiuto un massacro per cosa? Oro, potere, fama? E ora sei costretto a vagabondare come un rinnegato, e senza una dimora fissa, come uno straccione.
Non sai forse che le nobili origini non si vedono dalla ricchezza dei propri forzieri ma da quella del proprio cuore? Perdona le mie aspre parole, soprattutto perché ho la metà dei tuoi anni e ho commesso anche io i miei errori ma all’epoca non ho avuto nessuno vicino, nessuno mi ha mai detto che ciò che avevo fatto era sbagliato, e penso che se avessi avuto qualcuno con cui confrontarmi come ora stai facendo tu con me, il mio percorso di redenzione sarebbe già incominciato prima. Voglio però sottolineare che dicendoti questo non è mia intenzione giudicarti, sarà compito della Dea o del Dio in cui credi farlo, voglio solo dirti che ciò che mi importa ora non quello che hai commesso ma le azioni che commetterai in futuro, e già il fatto che tu abbia promesso a mio padre di proteggermi dimostra come ora il tuo cuore sia in via di purificazione. Per il resto saranno sempre le nostre azioni che parleranno per noi. ”
Feci un sospiro, immaginavo che sarebbe sembrato strano ai suoi occhi vedere una giovane donna proferire quelle parole, in fin dei conti avevo solo vent’anni, ero giovane e sicuramente con poca esperienza, ma negli ultimi anni mi sentivo cambiata, in qualche modo anche più matura ed erano stati gli eventi a mutarmi.
Da quando la Dea mi aveva parlato sentivo che qualcosa in me era cambiato per sempre; il mio destino aveva preso una via particolare e gli eventi che sarebbero accaduti da li in poi non avrebbero fatto altro che permettermi di crescere...Ma cosa avrebbe riservato per me questa volta il Signore del Destino?![]()
Scarica i Manuali delle Oasi:
Valle dei Sogni
Manuale dei Paladini
Manuale dei Nidi
Manuale di Nortgarthen
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