Gli Archetipi Animali: il Cane

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GLI ARCHETIPI ANIMALI NELLA MITOLOGIA E NELLE TRADIZIONI SCIAMANICHE: IL CANE

Io sono il cane, fedele al dovere,
del regno dei morti sono il guardiano:
Siedo in attesa alle porte dell’ade
Potrai passare se sai le parole.
Nell’ombra ti guido fino alla fonte,
se il cuore non pesa sulla bilancia.
Ma in pasto alle fauci mie rosse e feroci
s’infrange la speme dell’uomo che mente
(Lunastella)

 

Quante cose sanno esprimere gli occhi di un cane: amore, fiducia, fedeltà, rispetto, ma anche talvolta paura, rabbia e ferocia. Non sanno mentire quegli occhi e quello che vedono rimandano, in termini di sentimenti, come uno specchio capace di riflettere la realtà, esattamente per come è nella sua mera essenza. Forse sognano un padrone amorevole, quegli occhi, capace di regalare una carezza in cambio di fedeltà infinita. Ma se anche il padrone sarà violento e crudele, dispensatore di torture e bastonate piuttosto che di cibo e tenerezza, il cane sarà fedele alla consegna e obbedirà ciecamente fino alla morte, assumendo l’attitudine che gli viene instillata fin da cucciolo da chi lo alleva e nutre. Capita spesso di osservare cani che assomigliano straordinariamente ai loro padroni, ma se ci soffermiamo a riflettere su questo particolare, ci accorgeremo che non si tratta di un’impressione ma della natura stessa di questo straordinario “compagno di strada”.  Anche le leggende ce lo rivelano e, se ripercorriamo a ritroso l’archetipo del mito e delle antiche tradizioni sciamaniche, possiamo forse realizzare che esse non sono altro che realtà raccontate attraverso un linguaggio simbolico, al fine di preservare la Conoscenza per i posteri al di là del tempo e dello spazio.

 

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