La principale cosa da sapere quando si parla di castelli è che questi nascono dall’esigenza di difendersi. I primi castelli Europei risalgono al VII/VIII sec. DC, agli inizi del feudalesimo e in tempi particolarmente pericolosi. Difficilmente si aveva rispetto delle proprietà altrui e molto facilmente si muovevano uomini ed eserciti con l’unico scopo di accumulare ricchezza, poco importava se per raggiungere il proprio scopo era necessario uccidere degli innocenti. Nasce quindi la necessità di possedere un’abitazione che mantenesse al sicuro tutti i propri averi.
Attraversando l’Europa è molto facile vedere veri e propri fortini arroccati su cucuzzoli quasi inaccessibili, costruiti con una maestria esemplare e con la vita di molte persone.
Durante i secoli la maggior parte dei castelli subì delle trasformazioni diventando vere e proprie fortezze militari. I primi castelli in pietra risalgono al primo millennio, si costruiva un fossato attorno ad un torrione centrale (Mastio o Maschio), per poi aggiungervi altre strutture sia difensive che abitative.
Con lo sviluppo delle armi d’assedio si aggiunsero fortificazioni esterne, e le palizzate di legno cominciarono a trasformarsi in bastioni di pietra. Generalmente le mura erano percorse da camminamenti che servivano per le ronde delle guardie ed era la prima linea di difesa in momenti critici. Fino all’avvento delle armi da fuoco la struttura dei castelli è rimasta più o meno invariata, la residenza e l’area militare erano molto vicine e spesso neppure distinte. Con l’avvento dei cannoni è stato necessario adattare le vecchie strutture, perché potessero resistere anche agli attacchi delle palle di cannone. Come esempio vi porto le mura di Lucca: soltanto in epoca rinascimentale avanzata si sono costruite le “cannoniere” collegate una all’altra da camminamenti sotterranei. Per questa ragione è molto facile poter riscontrare diversi stili e diverse epoche nella maggior parte delle costruzioni militari europee.
L’Italia da nord a sud è piena zeppa di fortezze, castelli, torri da avvistamento e chi più ne ha più ne metta. La toscana da sola conta un castello (o le rovine dello stesso) per ogni borgo presente da Pisa fino alla Liguria e i più belli e ben mantenuti sono nella provincia di Massa Carrara.
Anche La valle d’Aosta ospita un gran numero di fortezze, tanto che basta attraversarla tutta percorrendo l’autostrada per vedere questi splendidi edifici arroccati sui colli. In questa regione troviamo veramente tutte le possibili architetture delle fortezze medioevali. Ogni castello ha un suo scopo, nel castello di fenice, costruito nel 1340 è tra i più famosi della regione, si riscontra uno stile signorile ed elegante, ma non un grande assetto da guerra. Il castello di St. Pierre, fortemente modificato nell’800, ha un aspetto fiabesco ed è simile al castello di cenerentola, ma uno dei castelli, a mio avviso, più belli di questa regione è Verres. Una vera e propria fortezza inespugnabile che sovrasta l’omonimo paese con magnificenza e imponenza. Questo straordinario esempio di castello monoblocco, fu costruito nell'ultimo decennio del XIV secolo da Ibleto di Challant, esponente di una delle principali famiglie nobili valdostane.

L’ essenzialità e la mole poderosa di circa trenta metri di lato, sottolinea il carattere prettamente militare della costruzione. Gli interni si aprono tutti su un cortile centrale e su una maestosa scala che collega i piani della fortezza, tutte le stanze e i locali aprono sulle balconate interne che guardano nel cortile. I piani nobili sono finemente decorati da camini monumentali tra i più grandi mai costruiti.


Si accede all’interno solo attraversando un doppio ingresso, particolarmente difficile da percorre con un esercito. La strada che conduce all’ingresso corre perfettamente sotto un costone della fortezza. Questi stratagemmi erano adottati per poter tenere sempre sotto controllo chi si avvicinava al castello e da quella posizione era facile sventare un attacco in molto poco tempo. Le truppe avversarie non sarebbero riuscite neppure a raggiungere il primo portone, immaginiamoci il secondo. La seconda entrata da superare è quel portoncino che vedete nella foto di sinistra qui sotto, portone molto basso in modo da costringere chiunque entrasse a dover chinare la testa per passare e quindi a mettersi in una condizione estremamente vulnerabile.


Una volta entrati si passa dalla rigidità della costruzione esterna alla morbidezza di questa scala, unico accesso ai piani superiori e unico modo per raggiungere le stanze nobili. Come si vede dall’immagine a destra, la rampa di scale passa perfettamente sopra al portone, in tal modo chiunque entrasse e non fosse desiderato, poteva ricevere qualunque cosa potesse essere lanciata dall’alto delle scale. La progettazione delle difese militari è studiata nel minimo dettaglio ed era infallibile. Sul portale, tra lo stemma del conte Renato di Challant e quello che unisce le armi di Renato e di Mencia sua seconda moglie, possiamo leggere un’iscrizione Latina incisa a caratteri gotici nella pietra:
"Nell’anno di Cristo 1536, l’illustrissimo Renato, conte di Challant, barone di Beauffremont, Virieu-le-Grand, Aymavilles e Coligny, signore di Châtillon, Saint-Marcel, Issogne, Valangin, Montalto, Graines, Verrès e Ussel, cavaliere dell’ordine dell’Annunziata e maresciallo di Savoia, questa fortezza, edificata da Ebalo di Challant, abbellì all’interno e munì all’esterno di strutture belliche".
A piano terra della costruzione sono ricavate, nella roccia dei bastioni esterni, le scuderie e la stanza del corpo di guardia dalla quale si scende per le prigioni. Da questo piano è possibile analizzare la possente mole cubica e la sua perfetta muratura in blocchi di serpentina, alleggerita da finestre tra le quali spiccano le splendide bifore ogivali del piano nobile.
Il perimetro esterno dell’edificio è coronato dalla caditoie e dal cammino di ronda ricavato nello spessore del muro. A filo dello spigolo che sovrasta l’ingresso nei bastioni si aprono verso l’esterno, in corrispondenza dei vari piani, tre porte che danno nel vuoto. Originariamente queste porte dovevano essere collegate a scale di legno che servivano a creare una via di fuga. Il castello di Verres non è mai caduto sotto nessun attacco, nessuno è mai riuscito a conquistarlo con le armi, nessuno è mai riuscito ad assediarlo senza uscirne sconfitto.
Le sue forme grandiose lo rendono un esempio unico di costruzione militare medioevale e diventa il simbolo dell’importanza militare raggiunta dalla famiglia degli Challant.
Sono rimasta impressionata dalla pesantezza e dall’imponenza delle sue mura , spesse più di 2 metri, ma quello che mi ha stupito di più è il modo in cui tale forma architettonica riesca ad essere al contempo solida e signorile. Il castello non è mai stato preso con opere militari, non è mai caduto sotto conquistatori stranieri ed anche questo aumenta il suo fascino. Molti castelli prettamente militari, come abbiamo già detto, sono composti da più ambienti che circondano un mastio centrale, luogo di rifugio in situazioni disastrose. L’architettura del castello di Verres non prevede più ambienti, ma è come se fosse un grande Mastio circondato da mura, che al suo interno aveva tutto, dall’acqua a grandi riserve di cibo per sopravvivere ad un eventuale assedio che però non è mai avvenuto perché nessuno ne ha mai avuto il coraggio. Era una battaglia persa in partenza.
Dopo un lungo periodo di abbandono, fortunatamente la fortezza è stata restaurata e messa in sicurezza in modo che possa ancora accogliere gli occhi stupiti di quelli che, come me, gia dopo aver attraversato il cancello delle mura restano basiti davanti a tale imponenza. Probabilmente questo era lo scopo degli Challant, mettere paura e incutere timore dall’alto del piccolo paese che la ospita.
Articolo a cura di Kemisia
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