Samhain - Quando il velo diventa nebbia...

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SamhainLa Ruota dell'Anno ritorna al punto di partenza e la luce lentamente cede il posto all'oscurità, nella stagione del sonno e del sogno, quando la terra si ricopre di un bianco lenzuolo di neve per preparare la gestazione dei nuovi semi che germoglieranno a Primavera.

E' il tempo di Samhain, il Capodanno celtico, quando il velo tra i mondi si assottiglia e gli spiriti dei trapassati sussurrano nella nebbia e ne varcano il confine per tornare - per pochi giorni soltanto - ad interagire con coloro che ancora si muovono sul piano dimensionale del cosiddetto "mondo dei vivi".

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Dall’oriente nebbioso e spento

Già  un’alba d’ombra tramonta,

sfera sbiadita in lucore sfumato.

Dietro al sipario memorie del tempo,

confuse voci di vivi e di morti:

dal confine, sussurrano richiami.

Giace il Re dell’Anno, sull’altare,

cervo possente sacrificato,

demonio inquisito dal vincitore

Dorme la terra intrisa di sangue.

Non vi è certezza del ritorno

Nel caldo di un ghiaccio dissolto

 

Il culto dei morti è  infatti legato alla Memoria di coloro che ci hanno lasciato

E' una festa antica, il cui significato profondo sopravvive nei cuori degli uomini, anche sotto alla patina cristianizzata della festa di Ognissanti.

Il culto dei morti è  infatti legato alla Memoria di coloro che ci hanno lasciato e non è  difficile riscontrare, nel sacrale tempo dei crisantemi, usanze che appaiono superstiziose, ma che sono in realtà ascrivibili a quel tempo antico in cui i nostri progenitori celti dimoravano in gran parte dell'europa.

Ricordo ad esempio che mia nonna, pur essendo fervente cattolica, manteneva l'usanza di lasciare la tavola apparecchiata nella notte tra la festa dei santi e quella dei morti "perché i morti potessero venire a mangiare alla tavola dei vivi" e guarda caso, al banchetto di Samhain si usa apparecchiare un posto in più per gli abitanti dell'Altromondo che vengono in visita nel nostro.

I popoli del mondo anglosassone festeggiano Halloween, mescolando ingredienti pagani e cristiane superstizioni

Per il druidismo Samhain non è soltanto una ricorrenza di commemorazione e soprattutto non è ammantata di mestizia esam lacrime come avviene per le feste cattoliche dei Santi e dei Morti. Al contrario, così come - secondo il calendario Gregoriano - il mondo festeggia il Capodanno il 31 Dicembre, i druidi - che seguono il calendario solare legato al ciclo della terra e delle stagioni - festeggiano il Capodanno a Samhaine, quando la luce appare sconfitta dall'oscurità e la natura si addormenta (cioè "muore"), dopo aver terminato il suo ciclo fertile e produttivo.

I popoli del mondo anglosassone - che sempre si distinguono per usanze e tradizioni dai popoli cosiddetti "latini" - festeggiano Halloween, mescolando ingredienti pagani e cristiane superstizioni, in una allegra sarabanda "stregonesca" che serve soprattutto ad esorcizzare la paura di quello che non si conosce.

Intorno all'anno mille, in Francia, il cristianesimo era la religione dominante in gran parte del territorio,  ma i culti pagani legati al ciclo della terra e del raccolto erano ancora fortemente radicati nella popolazione prevalentemente contadina, e si usava festeggiare Ognissanti con una grande parata di maschere stravaganti e colui che indossava la maschera più orripilante (o chiunque fosse già brutto o deforme di suo) veniva eletto Re dei Matti e aveva diritto di veder soddisfatto ogni suo desiderio per tutto il giorno, al termine del quale un gigantesco pupazzo rappresentante il folle veniva bruciato in un grande falò appositamente allestito nella piazza principale. E' evidente il richiamo alla tradizione celtica del "Re dell'Anno", che pare avesse però un epilogo ben più cruento, poiché era lo stesso Re dell'anno precedente a venir bruciato nel falò cerimoniale dopo essere stato servito e riverito da tutto il Clan per un intero anno. Era però un ambito onore incarnare il Re dell'Anno e coloro che accettavano questo ruolo lo facevano su base volontaria ed erano consapevoli del destino a cui andavano incontro e del fatto che sarebbero stati comunque onorati anche i loro familiari dopo la loro morte. Questo appare incomprensibile per il corrente modo di pensare dei "moderni", che considerano la morte come la fine di tutto, ma è perfettamente normale per il modo di pensare dei Celti, che erano convintissimi dell'immortalità dello spirito e del suo reincarnarsi per un nuovo ciclo dopo la necessaria trasformazione della morte.

Per la spiritualità druidica in cui non vi è mai una netta linea di demarcazione tra gli opposti

Ma torniamo al Capodanno Celtico per il moderno druidismo. Samhain come dicevo apre e chiude la Ruota dell'Anno ed è la principale delle quattro ricorrenze denominate Feste del Fuoco che sottolineano le varie fasi legate al ciclo della natura.

Samhain è una festa dal duplice aspetto - così come sempre avviene per la spiritualità druidica in cui non vi è mai una netta linea di demarcazione tra gli opposti che sempre convivono nel medesimo istante poiché l'uno non avrebbe alcun valore senza l'altro, esattamente come avviene per la luce e per le tenebre. Ed ecco dunque che mentre la luce decresce, già si traguarda al tempo in cui essa tornerà a ridestare la terra e - nel tempo del sonno e del sogno - si progetta il futuro che verrà, preparando il terreno per la prossima semina e per il nuovo raccolto dell'anno che comincia. E comincia nell'oscurità esattamente come avviene per la vita umana, che prende forma nel buio tiepido del ventre materno.

Morte e nascita sono così  associate in un continuum unico che alterna un ciclo all'altro, per permettere allo spirito di evolversi di vita in vita, trasformandosi infine nel Dio o nella Dea che dimora nell'Annwn - l'Altromondo (un concetto per molti aspetti assimilabile a quello della Duath degli Antichi Egizi, il Mondo Capovolto di cui Osiride è sovrano).

Samhain è dunque il periodo dell'anno in cui il velo tra i mondi si assottiglia ed è possibile interagire con gli Antenati che in questa ricorrenza (che in tempi antichi durava per una quindicina di giorni circa e non uno o due giorni come accade adesso) tornano a visitare i luoghi in cui hanno vissuto e gli uomini che attualmente vi transitano.

samLa festa è dedicata alla Dea Ceridwen che nel suo magico Calderone rimesta gli ingredienti dell'anno futuro, in cui tutte le possibilità sono presenti contemporaneamente e saranno poi le scelte degli uomini a fissarle negli accadimenti della loro realtà. La Dea può anche assumere le sembianze di una orrenda megera, la Cailleach, che può apparire agli uomini come una Vecchia Saggia che ammonisce o come una profetessa di sventura per coloro che stanno intraprendendo un cammino che non porta all'evoluzione dello spirito.

E' anche la festa dei Bardi, di cui la stessa Ceridwen è patrona e dopo il rito e il tradizionale banchetto, è consuetudine trascorrere la veglia ascoltando i racconti e le creazioni musicali e/o poetiche che i bardi compongono appositamente per questa ricorrenza. In talune terre "celtiche" vige ancora l'uso delle disfide bardiche, in cui i bardi si affrontano "a colpi" di composizioni poetiche estemporanee composte e recitate sul momento e vince colui che riceve i più calorosi applausi dal pubblico.

Il periodo di Samhain è  anche favorevole per la divinazione e la consultazione degli Oracoli poiché a causa dell'assottigliarsi della fragile cortina che divide i mondi, è più facile avere accesso alla dimensione dell'infrarosso, ove risiedono le trame che i pensieri degli uomini stanno fissando per il prossimo futuro; il vate prendendone visione può quindi trarre auspici attendibili sugli accadimenti in divenire.

A taluni può anche accadere - in questa magica notte - di trovarsi ad affrontare la parte più oscura di se stessi, quella che solitamente viene celata nei più reconditi anfratti del subconscio, quella che si preferisce ignorare perché considerata "mostruosa"; è una buona occasione per osservare, analizzare, prendere coscienza e integrare queste parti di noi che tendiamo ad ignorare poiché solo facendolo potremo andare oltre lungo il percorso della conoscenza e divenire persone consapevoli e capaci di pensare con la propria testa.

Un tempo gli uomini erano forse meno fragili di noi moderni e non avevano paura di incontrare se stessi, i trapassati e financo il destino e le feste di Samhain si protraevano per più di dieci giorni, ma con il progressivo abbandono della visione dualistica, gli umani hanno cominciato a temere e considerare nemico tutto ciò che è "occulto" - cioè nascosto -  foss'anche il loro stesso spirito e dunque anche il periodo di Samhain si è drasticamente ridimensionato a due soli giorni - e una sola notte - di ricorrenza.

Perché è comunque innegabile che in questa notte "qualcosa" avviene. Che si tratti di un sabba sfrenato o di una visione pallida ed evanescente, il velo è sottile e gli uomini sono più sensibili ai sogni ed ai messaggi dell'Altromondo, che questi provengano dal subconscio o da un vero e proprio "adilà".

La nebbia è la vera padrona di questa stagione e nella bruma si sa che l'occhio si confonde e percepisce cose che il cervello - programmato su altre sintonie - spesso rifiuta di registrare se non come labili tracce di "qualcosa che non c'è".

 

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