“Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale”
Nato agli inizi del 1800 a Boston, Edgar Allan Poe è stato una delle figure chiave della letteratura americana. Inventore del racconto poliziesco e del giallo psicologico, Poe fu scrittore, poeta e saggista, e nella sua breve vita, caratterizzata da eccessi e da un carattere ribelle, scrisse una trentina di racconti brevi e oltre quaranta poesie. Conosciamo insieme, con questa recensione, uno dei più importanti autori statunitensi del diciannovesimo secolo.
La vita
Edgar Poe nasce il 19 gennaio 1809 a Boston da genitori entrambi attori. Dopo la morte del padre (avvenuta un anno dopo la sua nascita) e della madre (nel 1811), passa la sua infanzia con gli Allan, una famiglia di agiati commercianti della Virginia, da cui prenderà il secondo nome. Nel 1815 si trasferisce in Inghilterra assieme alla sua nuova famiglia, ma vi rimarranno per un solo quinquennio: nel 1820 torneranno infatti a Richmond. Durante il periodo inglese, Poe riceve un'educazione che mette in luce le sue abilità mnemoniche e il suo interesse per la poesia e la letteratura. Tornato a Richmond, in Virginia, inizia a comporre le sue prime poesie. Nel 1825 il suo amore per Elena Stannard, madre di un suo compagni di studi, lo porta alla disperazione quando essa muore. Per diversi mesi, Poe si recherà di notte a piangere sulla sua tomba.
Nel frattempo i rapporti fra il patrigno e la moglie peggiorano, e di conseguenza i rapporti fra Poe, il quale prende le difese della madre adottiva, e il padre si fanno tesi. Nel 1826 il giovane si iscrive all'Università della Virginia, da cui viene espulso per intemperanze nel gioco e nell'alcol. I rapporti con la famiglia Allan peggiorano ulteriormente, e il padre si rifiuta di pagargli l'Università e i debiti contratti.
Poe si trasferisce quindi a Boston, dove nel 1827 pubblica a sue spese la prima raccolta, 'Tamerlano e altre poesie', che non riceverà alcuna attenzione ne da parte del pubblico ne dalla critica. Mentendo sulla sua età e sulle sue generalità, entra nell'esercito, e viene quindi inviato a Sullivan Island, nel South Carolina.
Cede infine alle suppliche della signora Allan e torna a Richmond, dove si riconcilia con il patrigno, il quale lo aiuta ad entrare nell'Accademia militare di West Point, da cui sarà però espulso nel 1831.
Per quattro anni vivrà fra New York e Baltimora, presso una sua zia, e inizierà anche a collaborare con varie riviste, ottenendo nel 1833 discreto successo con la pubblicazione de 'Il manoscritto trovato in una bottiglia'. L'anno successivo, Poe diviene redattore di una importante rivista di Richmond, mentre nel 1836 sposa la cugina quattordicenne Virginia Clemm. Nel 1838 viene licenziato e si trasferisce a New York, dove pubblica 'Le avventure di Gordon Pym'.
Fra il 1839 e il 1840, tornato a Filadelfia come co-direttore del Burton's Gentleman Magazine, pubblica una lunga serie di racconti inquietanti e di taglio “orrorifico”. Fra questi vi è 'Gli omicidi della Rue Morgue', considerato il capostipite del genere poliziesco, in cui viene presentata forse per la prima volta la figura dell'investigatore deduttivo. Inoltre viene pubblicata la sua raccolta 'Racconti del grottesco e dell'arabesco' e tenta più volte, inutilmente, di fondare una propria rivista, aggravando ulteriormente la sua situazione finanziaria.
Nel 1845 pubblica il poemetto 'Il corvo' e un secondo volume di 'Racconti'. Sua moglie Virginia si ammala di tubercolosi durante l'inverno e muore nel 1847. Poe continua a pubblicare racconti e poesie, ma i primi sintomi dell'etilismo cominciano a farsi sentire.
Cercando consolazione fra le braccia di altre donne, decide infine di sposare una vecchia vicina di casa degli Allan. Alcuni giorni prima del matrimonio viene però misteriosamente trovato in preda a delirium tremens a Baltimora. Il 7 ottobre muore e viene sepolto nella città stessa.
Nel frattempo i rapporti fra il patrigno e la moglie peggiorano, e di conseguenza i rapporti fra Poe, il quale prende le difese della madre adottiva, e il padre si fanno tesi. Nel 1826 il giovane si iscrive all'Università della Virginia, da cui viene espulso per intemperanze nel gioco e nell'alcol. I rapporti con la famiglia Allan peggiorano ulteriormente, e il padre si rifiuta di pagargli l'Università e i debiti contratti.
Poe si trasferisce quindi a Boston, dove nel 1827 pubblica a sue spese la prima raccolta, 'Tamerlano e altre poesie', che non riceverà alcuna attenzione ne da parte del pubblico ne dalla critica. Mentendo sulla sua età e sulle sue generalità, entra nell'esercito, e viene quindi inviato a Sullivan Island, nel South Carolina.
Cede infine alle suppliche della signora Allan e torna a Richmond, dove si riconcilia con il patrigno, il quale lo aiuta ad entrare nell'Accademia militare di West Point, da cui sarà però espulso nel 1831.

Per quattro anni vivrà fra New York e Baltimora, presso una sua zia, e inizierà anche a collaborare con varie riviste, ottenendo nel 1833 discreto successo con la pubblicazione de 'Il manoscritto trovato in una bottiglia'. L'anno successivo, Poe diviene redattore di una importante rivista di Richmond, mentre nel 1836 sposa la cugina quattordicenne Virginia Clemm. Nel 1838 viene licenziato e si trasferisce a New York, dove pubblica 'Le avventure di Gordon Pym'.
Fra il 1839 e il 1840, tornato a Filadelfia come co-direttore del Burton's Gentleman Magazine, pubblica una lunga serie di racconti inquietanti e di taglio “orrorifico”. Fra questi vi è 'Gli omicidi della Rue Morgue', considerato il capostipite del genere poliziesco, in cui viene presentata forse per la prima volta la figura dell'investigatore deduttivo. Inoltre viene pubblicata la sua raccolta 'Racconti del grottesco e dell'arabesco' e tenta più volte, inutilmente, di fondare una propria rivista, aggravando ulteriormente la sua situazione finanziaria.
Nel 1845 pubblica il poemetto 'Il corvo' e un secondo volume di 'Racconti'. Sua moglie Virginia si ammala di tubercolosi durante l'inverno e muore nel 1847. Poe continua a pubblicare racconti e poesie, ma i primi sintomi dell'etilismo cominciano a farsi sentire.
Cercando consolazione fra le braccia di altre donne, decide infine di sposare una vecchia vicina di casa degli Allan. Alcuni giorni prima del matrimonio viene però misteriosamente trovato in preda a delirium tremens a Baltimora. Il 7 ottobre muore e viene sepolto nella città stessa.
“Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.”
Le opere e lo stile
La produzione letteraria di E.A. Poe può essere suddivisa principalmente fra racconti e poesie. Durante la sua vita, lo scrittore alternò le due forme di scrittura indistintamente, rimanendo però sempre fedele alla sua idea di brevità: di tutte le sue opere, unicamente 'Le avventure di Gordon Pym' (1838) e 'Il diario di Julius Rodman' (un western a puntate iniziato nel 1840 e mai terminato) presentano la lunghezza di un romanzo. Quella sulla brevità sarà una teoria da egli stesso ideata e successivamente spiegata, poiché “tutti gli eccitamenti che vogliono essere intensi, per necessità psicologica, han da essere brevi”.
I racconti, secondo indicazione dello stesso Poe, si suddividono in grotteschi e dell'arabesco (anche detti fantastici), oltre a una serie di polizieschi. Nei primi racconti ('Metzengerstein', 'Perdita di fiato', 'Bon-Bon',...) l'autore prende spunto dai modelli dell'umorismo americano del tempo, ponendo l'accento sulle estreme esagerazioni, sulle situazioni paradossali, su giochi di parole e sulla serietà che maschera la burla, fino al “pauroso esagerato nell'orribile” e al nero tipicamente inglese e tedesco. Ed è da questo che ha origine la seconda produzione di Poe. Lasciando da parte il carattere gotico europeo (molto in voga in quel periodo), l'autore realizza racconti ambientati in un presente non ben identificato né databile, poiché non è dall'ambiente che ha origine la paura, quanto piuttosto dall'interno del protagonista stesso. E' la situazione, spesso al limite del credibile, in cui sono calati i personaggi che fa crescere in loro quel senso di inquietudine, un viaggio che parte da ciò che sollecita la paura fino alle sue dirette conseguenze. Ed è questo un viaggio che il lettore stesso può percepire grazie alla splendida narrazione di Poe, in un crescere di emozioni e di oppressione a cui il lettore attento non può sfuggire.
Elemento essenziale dei racconti è poi l'utilizzo dei protagonisti: essi non vengono concepiti dall'autore come semplici personaggi, bensì come delle figure, quasi astratte e incorporee, “tanto poco realistiche che non sembrano avere neppure una consistenza fisica”. Il loro stato, a detta di alcuni critici quasi una sorta di “trance da terrore”, è poi elemento caratterizzante della narrazione: le figure si muovo come se ciò che li circonda stia capitando a qualcun altro; sono freddi nel vedere l'avvicendarsi delle situazioni, ma sono pronti a correre ai ripari per sfuggire al terrore finale.
Altro elemento caratterizzante dei racconti di Poe è l'io narrante: ciò che succede sta accadendo allo stesso autore del brano – nello specifico, allo stesso Poe o a figure che presentano nei tratti egli stesso – ma al contempo al lettore stesso, costretto a immedesimarsi in questo viaggio. Esempi di questa seconda fase di Poe sono alcuni fra i suoi più famosi racconti, fra cui ricordiamo 'Il crollo della casa Usher', 'Berenice', 'Morella', 'Il cuore rivelatore', 'Il gatto nero' e 'Il seppellimento prematuro'.
Di altra importanza sono invece racconti come 'Re Peste', 'La maschera della morte rossa' e 'Il seppellimento prematuro', esempio della attenta analisi dei fatti contemporanei da parte di Poe, il quale ricama su di essi trame nuove e mai scontate, capaci di sconfinare nell'orrore, ma anche di ricevere giudizi positivi riguardo l'arguzia della trama stessa.
Concludono la parte dei racconti i polizieschi. In questi l'autore statunitense riesce a mostrare che la verità può essere raggiunta non solo attraverso la razionalità, quanto piuttosto per altre vie. E' il caso di Dupin, poliziotto dilettante protagonista di diversi suoi scritti, il quale, attraverso l'immaginazione e l'estro, riesce a risolvere enigmi, basandosi quindi non solo sui fatti. E' l'origine del poliziesco moderno, dell'uomo furbo e geniale, capace di vedere con gli occhi dell'immaginazione più che con quelli della realtà.
Per quanto riguarda la parte poetica di Poe, occorre partire principalmente dall'opera per cui è maggiormente conosciuto. Si tratta de 'Il corvo', poesia pubblicata per la prima volta nel 1845 e riproposta successivamente in numerose testate giornalistiche e raccolte dell'autore, nonché fonte di ispirazione per numerosi altri testi e brani musicali dei giorni nostri (fra gli altri, Lou Reed, Queen e The Alan Parson Project). La poesia, di stile gotico e presentante una metrica tutt'altro che semplice, riprende lo studio della colpa e dell'auto-tortura, intesa come lo struggimento auto-inflitto da parte del protagonista. La trama presenta una sola scena: il protagonista, dopo la morte dell'amata Lenore, sente bussare durante una notte insonne alla porta. Un corvo nero entra quindi nella stanza e, appollaiatosi sopra un busto di Minerva, inizia a rispondere alle domande dell'uomo, ripetendo una semplice parola: nevermore (mai più). Ed è qui il protagonista che, nella sua tristezza e angoscia, rivolge al corvo domande da cui non avrà che risposta negativa. Incontrerà mai l'amata Leonora? Troverà nuovamente pace nella sua vita? Imperturbabile, il corvo risponde con quell'unica parola: mai più. Eppure il protagonista continua con le sue domande, sperando forse da una parte di ricevere una risposta positiva, ma sapendo dall'altra che il corvo gli risponderà negativamente e che lo prenderà maggiore sconforto. Chiara è la figura simbolica rappresentata dal volatile: esso è il tempo che trascorre inesorabilmente fino alla fine dei giorni.
I racconti, secondo indicazione dello stesso Poe, si suddividono in grotteschi e dell'arabesco (anche detti fantastici), oltre a una serie di polizieschi. Nei primi racconti ('Metzengerstein', 'Perdita di fiato', 'Bon-Bon',...) l'autore prende spunto dai modelli dell'umorismo americano del tempo, ponendo l'accento sulle estreme esagerazioni, sulle situazioni paradossali, su giochi di parole e sulla serietà che maschera la burla, fino al “pauroso esagerato nell'orribile” e al nero tipicamente inglese e tedesco. Ed è da questo che ha origine la seconda produzione di Poe. Lasciando da parte il carattere gotico europeo (molto in voga in quel periodo), l'autore realizza racconti ambientati in un presente non ben identificato né databile, poiché non è dall'ambiente che ha origine la paura, quanto piuttosto dall'interno del protagonista stesso. E' la situazione, spesso al limite del credibile, in cui sono calati i personaggi che fa crescere in loro quel senso di inquietudine, un viaggio che parte da ciò che sollecita la paura fino alle sue dirette conseguenze. Ed è questo un viaggio che il lettore stesso può percepire grazie alla splendida narrazione di Poe, in un crescere di emozioni e di oppressione a cui il lettore attento non può sfuggire. Elemento essenziale dei racconti è poi l'utilizzo dei protagonisti: essi non vengono concepiti dall'autore come semplici personaggi, bensì come delle figure, quasi astratte e incorporee, “tanto poco realistiche che non sembrano avere neppure una consistenza fisica”. Il loro stato, a detta di alcuni critici quasi una sorta di “trance da terrore”, è poi elemento caratterizzante della narrazione: le figure si muovo come se ciò che li circonda stia capitando a qualcun altro; sono freddi nel vedere l'avvicendarsi delle situazioni, ma sono pronti a correre ai ripari per sfuggire al terrore finale.
Altro elemento caratterizzante dei racconti di Poe è l'io narrante: ciò che succede sta accadendo allo stesso autore del brano – nello specifico, allo stesso Poe o a figure che presentano nei tratti egli stesso – ma al contempo al lettore stesso, costretto a immedesimarsi in questo viaggio. Esempi di questa seconda fase di Poe sono alcuni fra i suoi più famosi racconti, fra cui ricordiamo 'Il crollo della casa Usher', 'Berenice', 'Morella', 'Il cuore rivelatore', 'Il gatto nero' e 'Il seppellimento prematuro'.
Di altra importanza sono invece racconti come 'Re Peste', 'La maschera della morte rossa' e 'Il seppellimento prematuro', esempio della attenta analisi dei fatti contemporanei da parte di Poe, il quale ricama su di essi trame nuove e mai scontate, capaci di sconfinare nell'orrore, ma anche di ricevere giudizi positivi riguardo l'arguzia della trama stessa.
Concludono la parte dei racconti i polizieschi. In questi l'autore statunitense riesce a mostrare che la verità può essere raggiunta non solo attraverso la razionalità, quanto piuttosto per altre vie. E' il caso di Dupin, poliziotto dilettante protagonista di diversi suoi scritti, il quale, attraverso l'immaginazione e l'estro, riesce a risolvere enigmi, basandosi quindi non solo sui fatti. E' l'origine del poliziesco moderno, dell'uomo furbo e geniale, capace di vedere con gli occhi dell'immaginazione più che con quelli della realtà.
Per quanto riguarda la parte poetica di Poe, occorre partire principalmente dall'opera per cui è maggiormente conosciuto. Si tratta de 'Il corvo', poesia pubblicata per la prima volta nel 1845 e riproposta successivamente in numerose testate giornalistiche e raccolte dell'autore, nonché fonte di ispirazione per numerosi altri testi e brani musicali dei giorni nostri (fra gli altri, Lou Reed, Queen e The Alan Parson Project). La poesia, di stile gotico e presentante una metrica tutt'altro che semplice, riprende lo studio della colpa e dell'auto-tortura, intesa come lo struggimento auto-inflitto da parte del protagonista. La trama presenta una sola scena: il protagonista, dopo la morte dell'amata Lenore, sente bussare durante una notte insonne alla porta. Un corvo nero entra quindi nella stanza e, appollaiatosi sopra un busto di Minerva, inizia a rispondere alle domande dell'uomo, ripetendo una semplice parola: nevermore (mai più). Ed è qui il protagonista che, nella sua tristezza e angoscia, rivolge al corvo domande da cui non avrà che risposta negativa. Incontrerà mai l'amata Leonora? Troverà nuovamente pace nella sua vita? Imperturbabile, il corvo risponde con quell'unica parola: mai più. Eppure il protagonista continua con le sue domande, sperando forse da una parte di ricevere una risposta positiva, ma sapendo dall'altra che il corvo gli risponderà negativamente e che lo prenderà maggiore sconforto. Chiara è la figura simbolica rappresentata dal volatile: esso è il tempo che trascorre inesorabilmente fino alla fine dei giorni.
“Non è veramente coraggioso quell'uomo che teme o di sembrare o di parere, quando gli serve, un vigliacco.”
Letture consigliate
Seppur sia difficile trovare fra le numerose opere di Poe le migliori, poiché lo stile dello scrittore e la fantasia dello stesso rimangono costanti in tutta la sua vita, ve ne sono alcune che possono maggiormente indicarci il suo stile e che dunque non possono non essere lette da chi ha deciso di avvicinarsi ai suoi racconti. Di seguito, un breve riassunto di alcuni di essi.
Il cuore rivelatore:
E' la storia di un giovane che, ossessionato dall'occhio morto, azzurrino e immobile del vecchio con cui convive, decide di ucciderlo nel sonno. Riuscito nell'impresa, occulta il cadavere sotto le assi della camera, ma il battito del cuore del vecchio continua a farsi sentire... Sempre più forte rintrona nelle sue orecchie, fino al tragico finale...
Il gatto nero:
Protagonista del racconto è un uomo sposato e amante degli animali, il quale con l'età inizia ad abusare dell'alcol. Una sera, ubriaco, arriva a togliere l'occhio al suo gatto preferito. Il senso di colpa non gli da tregua e, per togliersi di torno quell'animale che silenzioso continua ad osservarlo con l'unico occhio rimasto, arriva a decidere di impiccarlo. Passano diversi mesi, e l'uomo trova per caso un nuovo gatto, del tutto identico a quello che ha impiccato, tanto da essere anch'esso privo di un occhio. Spinto dal ricordo e dai rimorsi, lo porta con sé a casa, ma in breve anche questo gatto inizia a ripugnarlo; inoltre la macchia bianca sul petto del felino sembra assumere sempre di più le forme di una forca... Esasperato, decide di ucciderlo, ma la moglie interviene per fermarlo. Preso dall'ira, l'uomo colpisce la donna con un martello e la uccide, quindi la trascina nella cantina, dove la mura. Ma non ha ancora fatto i conti con il gatto...
Il pozzo e il pendolo:
Un prigioniero dell'inquisizione viene sottoposto a una tortura psicologica: dovrà decidere se uccidersi gettandosi in un pozzo irto di strumenti acuminati o morire legato a un tavolo di pietra, tagliato a metà da un pendolo provvisto di lama che scende progressivamente dal soffitto...
Il barilotto di amontillado:
In una giornata di carnevale, il protagonista, esperto di vini, invita un suo antico rivale ad assaggiare uno speciale barilotto di Amontillado. Attiratolo quindi nelle sue profondissime cantine, lo rinchiude in una vecchia cella...
Hop-Frog:
Il buffone di corte, un uomo nano e storpio, decide di porre fine agli insulti e agli spregi del re, trasformando la festa di corte nel funerale del regnante e di tutti i sottoposti...
La maschera della morte rossa:
La morte rossa, una epidemia pestilenziale, sta uccidendo interi paesi. Il principe Prospero, per sfuggirvi, decide di rinchiudersi in una lussuosissima villa assieme a numerosi amici, in modo da passare alcuni mesi lontano dall'epidemia senza annoiarsi. Ma durante una festa in maschera, una misteriosa figura si aggira per le stanze: si tratta della “Morte Rossa”, riuscita a raggiungerli anche in quel posto sperduto...
Il crollo della casa Usher:
Protagonisti di questa storia sono un uomo e sua sorella, entrambi ammalati interiormente di un male incurabile. Oramai prossimo alla fine, l'uomo decide di chiamare vicino a sé un lontano amico, il quale lo raggiunge, nella speranza di allietargli gli ultimi giorni. Ma all'interno della casa Usher, gemiti e tetri corridoi permettono al terrore di insinuarsi anche nella mente dell'amico... finché una notte l'uomo non sente il dischiudersi di una bara nelle cripte della casa...
William Wilson:
Fin dall'infanzia, William Wilson si trova a dover vivere al fianco di un suo omonimo, simile a lui anche nell'aspetto, ma diverso nel carattere. Pur cercando di scapapre da esso, durante la sua intera vita se lo ritroverà davanti. Fino a quando, durante una festa di carnevale, i due si affrontano...
“Quando un pazzo sembra perfettamente ragionevole è gran tempo, credetemi, di mettergli la camicia di forza."
Link
[EN] www.eapoe.org - Il sito della 'Edgar Allan Poe Society of Baltimore' in cui trovare qualsiasi informazioni sullo scrittore
[IT] web.tiscali.it/manuel_ger/ - Sito amatoriale in cui è possibile trovare alcuni racconti in italiano e in lingua originale
[IT] www.gianfrancomanfredi.com/poe.html – Articolo riguardante le trasposizioni cinematografiche delle opere di Poe
[IT] web.tiscali.it/manuel_ger/ - Sito amatoriale in cui è possibile trovare alcuni racconti in italiano e in lingua originale
[IT] www.gianfrancomanfredi.com/poe.html – Articolo riguardante le trasposizioni cinematografiche delle opere di Poe
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E' la storia di un giovane che, ossessionato dall'occhio morto, azzurrino e immobile del vecchio con cui convive, decide di ucciderlo nel sonno. Riuscito nell'impresa, occulta il cadavere sotto le assi della camera, ma il battito del cuore del vecchio continua a farsi sentire... Sempre più forte rintrona nelle sue orecchie, fino al tragico finale...