La Sorgente di Nos: Il Miracolo - Renato Turini

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Titolo: La Sorgente di Nos - Il miracolo
Autore: Renato Turini
Casa Editrice: Sovera
Genere: Fantasy
ISBN: 9788881246618
Pagine: 241
Prezzo: 18 €

 

“Quante cose sono state fatte!
Quante giornate sono passate!
Quante volte gli stessi gesti… gli stessi pensieri.
Arriva il giorno in cui devi avere il coraggio di uccidere.
Tu sai di cosa parlo…”
L’acqua verde che sgorga dalla Fonte di Nos è la prelibatezza locale di Im, nonché sua maledizione. Per gli abitanti di questo sperduto villaggio del fantastico mondo di Ongos, bere questo liquido verde è diventata una vera e propria necessità organica. Nessuno osa rinunciare ai poteri magici di questo liquido, nessuno tranne Elixam, un impavido fanciullo. Toccherà a lui tramite mille peripezie salvare il villaggio dai poteri malefici dell’acqua.

L’autore

Renato Turini nasce a Roma nel 1970. Lavora nel mondo della musica come compositore, produttore e insegnante di chitarra jazz. Con il fantasy ‘La Sorgente di Nos – Il miracolo’, pubblicato nel febbraio 2007, segna il suo debutto letterario.


Ambientazione e Personaggi

“Nonostante tutto le nuvole sono ancora in cielo,
nonostante tutto la pioggia cade senza ferire nessuno,
Io inseguo me stesso senza mai raggiungermi…
tutto è pace, tutto è pace…
anche il dolore può essere pace.”

 

‘Il miracolo’ è ambientato inizialmente nel villaggio di Im, noto per la presenza della Sorgente di Nos, una cascata di acqua verde dagli strani poteri magici. Tale cascata ha assunto negli anni un potere sui cittadini di Im, che oramai non possono fare a meno di bere di questa acqua, annebbiati dagli stessi vapori che la cascata produce. Tutti, ad esclusione di Elixam, un giovanissimo ragazzo che, a differenza del resto di Im, non è attratto dall’acqua, anzi, cerca di evitare in tutti modi di berla. Al suo fianco c’è il giovane Otaner, suo parente arrivato a Im e accolto dalla famiglia di Elixam. Del passato di Otaner non si sa nulla, egli stesso ignora cosa gli sia successo, ma è l’unico amico di Elixam. I due passano molto tempo assieme, e quando il primo decide di lasciare casa…


Trama

“…c’è un desiderio nel cuore.
Quel desiderio non sono più io ora…
e quel cuore non è il mio, ancora…”

 

Attenzione: qui di seguito viene rivelata l’intera trama dell’opera. Si sconsiglia la lettura a coloro che vogliono leggere il libro.
Il libro ha inizio nel 1351 d.d. (dopo i draghi): Elixam, un giovanissimo ragazzino, inizia a porsi domande sul perché l’intero villaggio di Im non può fare a meno dell’acqua verde che sgorga dalla Sorgente di Nos, fino a rifiutarsi, davanti al padre Tareno e alla madre Ortena di berne. I due, con l’aiuto di Otaner, riescono apparentemente a convincerlo.
Alcuni giorni dopo, mentre Elixam sta giocando sulla Collina dell’Orizzonte, incontra Kinom, una ragazzina. I due, pur non conoscendosi, si prendono per mano e d’incanto la Sorgente di Nos smette di erogare acqua. Ma è solo un attimo, perché quattro umanoidi dal volto sfigurato li attaccano. Siri, il conny di Elixam, giunge in soccorso del padroncino, ma viene ucciso. Elixam nel frattempo viene colpito e giace svenuto al suolo, assieme a Kinom. Quando il giovane si sveglia, della ragazza non c’è più traccia, solamente Otaner è lì a soccorrerlo e a raccontargli di come Siri sia morto per difenderlo. Passano i giorni, e Otaner confida a diverse persone che la Sorgente ha, per soli pochi istanti, interrotto il suo flusso. Il suo racconto viene sentito da Garus, un misterioso personaggio incontrato in una taverna. Nei giorni successivi Otaner reincontrerà Garus, il quale gli consiglierà di leggere uno strano libro intitolato ‘La dama invisibile’. Pur non riuscendo ad acquistare il libro, il giorno del suo compleanno Otaner trova lo stesso nella cucina di casa. Qui ne legge il contenuto, rammaricandosi però dell’assenza del finale, quindi esce di casa per recarsi in locanda. Qui incontra nuovamente Garus, il quale nega però di essere stato lui a avergli il libro.
Pochi giorni dopo, Elixam assiste a una terribile scena: suo padre, in preda alla follia, vuole violentare la moglie. Inorridito dalla cosa, Elixam arriva a confidare a Otaner di voler scappare di casa. Il ragazzo, che già da tempo, con l’aiuto di Garus, ha iniziato a capire che non sta vivendo veramente, decide di aiutare Elixam. Recuperano quanto possono dalla casa di quest’ultimo, ma mentre sono prossimi a fuggire, Ortena e Tareno li sorprendono. I due riescono comunque a scappare, separandosi però nella fuga. Otaner, disperato, ha paura che Elixam sia finito nelle mani di Tareno, ma non può fare altro che cercare rifugio per se stesso.
Con l’aiuto di una sua ex-ragazza, Otaner entra in contatto con Garus, il quale gli confida che Elixam è in salvo grazie ai Gamberi, una sorta di associazione i cui appartenenti hanno deciso di non bere più dalla fonte. Otaner viene quindi condotto al loro covo, dove reincontra Elixam e fa la conoscenza di nuove persone, fra cui Jaram, il capo della comunità, e Chocorobot, uno strano robot meccanico e dalla forma di gallina giunto da un altro mondo.
Il tempo passa, e alla fine Elixam capisce che il suo posto non è lì: deve cercare Kinom per capire come sia potuto accadere tutto quanto. Elixam e Otaner decidono quindi di partire verso Noriot, oltre la Torre Bassa, il paese in cui la ragazza abita con i propri genitori, accompagnati da Jaram, Chocorobot e altri tre Gamberi. In marcia, fanno prima tappa dai Guardiani di Aviret, un’antica stirpe dell’ordine religioso nato nella Terra di He.
Qui, davanti alla statua di Aviret, la Dama Invisibile, Otaner cade in ginocchio dal dolore e pentito dal rimorso. Per tutto questo tempo, infatti, Otaner ha continuato a bere dell’acqua della Sorgente di Nos. Aiutato da Jaram, il ragazzo si rialza da terra e viene confortato. Inoltre i Guardiani potenziano Alcam, la spada che diversi anni prima il padre di Elixam aveva regalato a Otaner e che a sua volta aveva ricevuto in dono dai Guardiani stessi. Inoltre viene regalato ad Elixam un arco, costruito appositamente per lui, assieme a una serie di frecce, fra cui Atlos, la freccia che non manca mai il bersaglio.
Lasciati i Guardiani, il gruppo continua verso i pastori della Terra Alta. Qui Elixam e Otaner si separano dai Gamberi per poter continuare il proprio viaggio verso Noriot. Per la notte trovano rifugio da Merid e Firobubbiluni-dricchio, due pastori conosciuti da Jarem. Ma nel pieno della notte, d’accordo con i pastori, due Cavalieri Seika raggiungono l’abitazione e rapiscono Elixam, mentre abbandonano Otaner nel rogo della casa, insieme ai due pastori uccisi.


Intervista

Q. Ciao Renato. Iniziamo l’intervista per Dragonisland parlando subito del tuo primo libro, ‘La Sorgente di Nos - Il miracolo’. Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo fantasy e cosa ti ha spinto nel volerlo vedere pubblicato?
A. L’idea è nata per diletto dalla voglia di scrivere un gioco di ruolo alla Final Fantasy, con in mente quel videogioco come riferimento, ma solo per passare il tempo, con l’intenzione però di esprimere determinati contenuti che mi stanno a cuore.
Da lì è cominciato tutto.
Quando mi sono accorto che la storia mi piaceva molto, e che strutturare un gioco di ruolo sarebbe stato complicatissimo ( almeno per me), scrissi un copione, poi iniziai a farne una sceneggiatura… alla fine è diventato un romanzo.
La spinta nel volerlo vedere pubblicato credo sia stata la stessa di quasi tutti quelli che scrivono qualcosa che gli sta a cuore, ovvero la gioia di far conoscere la storia, ma soprattutto di saper divulgati i suoi contenuti.

Q. Nell’introduzione è possibile leggere che il libro è ispirato a Final Fantasy. Quanto c’è di questo videogioco e quanto hai inventato di tuo? La trama ripercorre ne ‘Il miracolo’ qualche passaggio del gioco, oppure è completamente estranea ad esso? Pensi che il prendere spunto dal mondo video ludico sia un buon modo per unire due svaghi, il leggere e il giocare, spesso distanti fra loro?
A. A parte un riferimento ad un divertente animale che è sempre presente nella saga di Final Fantasy, per il resto “La Sorgente di Nos” non ha nulla a che fare con il videogioco, ed è un racconto autobiografico, sebbene non si nota; però, come Final Fantasy, il mio romanzo non si ambienta in un contesto nordico o celtico tipico della maggioranza dei libri fantasy, bensì in un mondo tutto a sé, con scarsi riferimenti alla mitologia fantasy classica.
Per quanto mi chiedi sul connubio gioco-lettura, credo siano collegati sopratutto quando si tratta di giochi di ruolo, dove c’è di mezzo la fantasia e una storia che si evolve, anche se la lettura, a mio avviso, è un atto di fiducia maggiore, una disponibilità ad entrare e scoprire qualcosa completamente stabilita dall’autore, quindi un atto di accettazione… o di passività, dipende da quale lato si osserva.

Q. Quello che colpisce sicuramente a prima vista del tuo libro è lo stile di scrittura: il linguaggio è ricco, i tempi usati al presente. Quest’ultima scelta è derivata da qualche fattore, come ad esempio il voler rendere il susseguirsi della storia attuale alla lettura della stessa, oppure è semplicemente uno stile che hai sviluppato negli anni? Fra i grandi scrittori, c’è qualcuno a cui ti rifai o da cui comunque vorresti prendere spunto?
A. E’ un puro “caso” che io lo abbia scritto al presente.
Come dicevo, viene da una sceneggiatura, difatti i dialoghi sono preceduti dal nome con i “due punti”… l’ho trovato un modo di concepire la scrittura diverso dal solito (che non ho affatto sviluppano negli anni) e mi è piaciuto, così ho deciso di lasciare questa modalità, che mi sembra, come dici tu, renda più “attuale” il susseguirsi della storia, anche se devo dire che la scrittura al passato mi sembra avere un ché di magico insostituibile, ma forse è solo perché ci siamo abituati.
Vorrei anche aggiungere che scrivere al presente lo trovo molto difficile: ci sono molte frasi che scritte al passato suonano bene, al presente sembrano brutte… ma non mi chiedere perché, quindi sono stato spesso costretto a ricorrere ad altri modi per descrivere determinate situazioni che, se fossero state scritte al passato, sarebbero risultate semplicissime da rappresentare con tre parole.
Non avendo poi l’esperienza di uno scrittore professionista, con questa scelta mi sono davvero dato la zappa sui piedi!! Per “respirare” un po’, difatti, mi sono concesso alcuni capitoli dove vengono descritte cose già avvenute, così da concedermi un po’ di “passato remoto”.

Q. Fra i grandi scrittori, c’è qualcuno a cui ti rifai o da cui comunque vorresti prendere spunto?
A. In verità non mi rifaccio a nessuno (consciamente almeno), forse perché non sono un grande lettore né di fantasy, né di romanzi in genere… ho letto molto ma solo saggistica; comunque riguardo agli scrittori che conosco mi piace come Frank Herbert ha scritto Dune, ad esempio.
Questa mia ignoranza in materia di romanzi fantasy è stata un’arma a doppio taglio: da un lato mi ha consentito di ignorare molti schemi e stereotipi riguardo la narrazione e i contenuti, permettendomi di sviluppare un libro che io ritengo piuttosto originale; dall’altro non avevo un bagaglio a cui attingere facilmente per cavarmela in vari aspetti di questa mia avventura letteraria.

Q. Nel libro un’importante ruolo viene ricoperto anche da Otaner che, dal fianco di Elixam, inizia quasi fin da subito a ricoprire un ruolo fondamentale, se non primario, nella storia. Il suo ruolo era già stato pensato come fondamentale, oppure ti sei trovato fra le mani un personaggio che, per il suo passato oscuro e dal comportamento quasi singolare, ha richiesto di emergere nella trama?
A. Era già stato pensato.

Q. In generale, quanto pensi agli sviluppi della storia prima di scriverla? Hai già in mente l’intera trama, oppure man mano che procedi nella scrittura trovi nuove idee e modifichi, anche di molto, l’intera storia? In questo momento, sai già come finirà l’intero ciclo, oppure anche tu, come i tuoi lettori, lo scoprirai man mano che i capitoli si susseguiranno?
A. La trama è tutta già strutturata… i dettagli no, naturalmente.
Con questa storia ho voglia di lasciare un messaggio preciso, riguardo ad un sentimento profondo e soprattutto alle difficoltà a farlo emergere, e quindi, per poterlo fare, nessun ruolo od evento importante può essere lasciato al caso.

Q. C’è qualche personaggio a cui sei particolarmente legato all’interno de ‘Il miracolo’ o qualcuno a cui avresti voluto dare maggior rilievo?
A. E’ un romanzo autobiografico, che prende spunto dalla mia storia, estesa in linee più profonde e fondamentali di modo che possa essere quella di tutti, quindi ti lascio immaginare quanto io sia davvero legato a tutta la trama.
Ti racconto una cosa curiosa: ad un certo punto della trama sono arrivato al momento presente della mia storia personale, così mi sono trovato costretto ad inventare il “mio futuro”, e, che tu ci creda o no, quello che ho scritto si è tutto avverato, fin’ora.
Tra i personaggi sono legato tanto ad Elixam e a Kinom, che rappresentano quanto di più puro possa esistere, così come ad Otaner.
Non credo di svelare nulla dicendo che Elixam rappresenta la parte essenziale dell’essere umano, mentre Otaner rappresenta la personalità costruita dai condizionamenti. Otaner è il mio nome scritto al contrario… e tutti i nomi dei personaggi e dei luoghi sono anagrammi di ciò che stanno a rappresentare, che spesso corrispondono a persone realmente esistenti.
In questo primo volume “Il Miracolo” avrei voluto far conoscere meglio Ortena e Tareno, i genitori di Elixam, e le dinamiche con cui si relazionano con il figlio, ma sarebbe risultato troppo noioso, suppongo… comunque, a dar maggior rilievo a qualche personaggio faccio ancora in tempo, considerando che a completamento della saga ci sono gli altri due volumi, che sto ancora scrivendo.

Q. Quanto conta per te scrivere? E’ diventato, ora che hai pubblicato il tuo primo libro, un appuntamento quasi giornaliero, oppure scrivi unicamente nei momenti liberi? E’ un buon modo per sfuggire, anche se per breve tempo, alla realtà fatta di appuntamenti e scadenze, oppure non riesci a scrivere se non sai di aver già portato a termine i tuoi impegni?
A. Scrivo nei momenti liberi, e non è una gran passione.
Mi piace, ma non ha a che vedere con l’aver compiuto il mio “dovere quotidiano”; la mia vita è molto calma e per nulla stressante… posso scrivere quando voglio ma lo faccio solo quando mi sento ispirato.
Non mi pongo il problema, ecco tutto.
Potrebbe essere un modo di sfuggire dai soliti pensieri e dalla razionalità, ma soprattutto l’ho trovato un modo di dar spazio a voci e sentimenti che, dentro di me, avevano necessità e diritto di parlare, con me innanzitutto.

Q. Hai avuto un buon riscontro con il pubblico e, in generale, sei rimasto soddisfatto del libro? Ti saresti aspettato un’esperienza così distante dal tuo lavoro come lo scrivere un libro fantasy?
A. No, non me l’aspettavo questa esperienza letteraria, e il libro avrei desiderato saperlo scrivere un po’ meglio, ma sono soddisfatto, perché la sua forza la trovo e la desideravo nella trama e nei contenuti.
Da parte del pubblico ho avuto pareri molto diversi e contrastanti, e me lo aspettavo, dato che questo scritto, che piaccia o no, non è di certo un tipico libro fantasy… lo definirei piuttosto psico-fantasy.

Q. ‘Il miracolo’ è solamente il primo di una serie di libri con protagonista Elixam. Puoi già anticiparci da quanti libri sarà formato il ciclo, quando uscirà il secondo volume e… qualche notizia su cosa dovremo aspettarci?
A. Saranno tre volumi, e credo che il prossimo uscirà fra meno di un anno. Nel secondo ci sarà molta più azione, ovviamente, dato che il mondo e i suoi personaggi sono già stati presentati nel primo e la trama ha oramai preso piede, e vi saranno moltissimi colpi di scena insospettabili, che apriranno il campo a verità e possibilità inaspettate.
Il terzo sarà più drammatico, con un finale tutto da scoprire.

Q. Oltre a ‘La Sorgente di Nos’, hai già in mente di continuare sulla strada della scrittura, oppure questo ciclo rimarrà l’unica tua opera? Se hai già in mente altro, puoi anticiparci brevemente qualcosa?
A. Credo che la mia avventura di neo-scrittore finirà con “La Sorgente di Nos”, e confesso che mi piacerebbe tanto vederlo trasformato in un film o in un videogames.
Nel frattempo, approfittando del fatto che faccio il musicista ed ho un piccolo studio di registrazione, sto producendone una versione audio, un audio-book, che sarà presto trasmesso su alcune radio, capitolo per capitolo, due volte a settimana.

Q. Grazie di tutto, Rèn, e alla prossima!
A. Grazie tante a te e a Dragonisland!


Commento

“Il primo passo consiste nel piangere
Tutto quello che hai da piangere,
il secondo passo consiste nello smettere di piangere
tutto quello che hai da piangere”

Ciò che più colpisce nella lettura de `La Sorgente di Nos - Il Miracolo` è sicuramente lo stile di scrittura di Renato. Al presente, e con un linguaggio ricco, capace di raccontare la storia come se il lettore la stesse vedendo di persona, con i suoi stessi occhi. Non a tutti potrà piacere questo stile - lo stesso Renato la considera una scrittura un po` `bizzarra` è che non ha raccolto molti consensi favorevoli - ma c`è da dire che è un buono stile, capace di caratterizzare al meglio l`intero libro. Se all`inizio infatti lascia un po` spiazzati (le prime pagine sono quasi uno scoglio, ma sicuramente non insormontabile), i capitoli seguenti scorrono molto velocemente, invogliando - e non di poco - alla lettura. In definitiva non è un difetto del libro questo stile: riesce a renderlo sicuramente più `attuale`, contemporaneo. Ottima anche la parte introspettiva di questo primo volume: i personaggi, in particolare i due protagonisti, Elixam e Otaner, sono caratterizzati molto bene, con le loro debolezze e i loro pensieri. Non sono semplici personaggi costruiti a tavolino, ma persone che potremmo incontrare con molta facilità anche nella realtà. Di rilievo anche i personaggi secondari, seppure ci si sarebbe aspettata una maggiore caratterizzazione dei genitori di Elixam, così come il rapporto con il figlio, leggermente lasciato da parte. La trama non è effettivamente la parte migliore di questo primo volume: come Renato ci ha detto nell`intervista, ne `Il Miracolo` vengono presentati i protagonisti, mentre sarà nel secondo volume che dovremo aspettarci l`azione. Non è comunque una `presentazione` banale dei protagonisti: come detto prima, essi sono stati caratterizzati al meglio e le vicende ben raccontate. Non serve quindi dire che in questo primo volume sia successo troppo poco: meglio attendere il secondo per esprimere un giudizio sulla trama. Per ora ci sono tutte le promesse per un buon fantasy, incentrato piuttosto che sulle classiche battaglie fra bene e male e la ricerca di un anello, su tematiche più `umane` e forse spirituali. Fra meno di un anno, con l`uscita del secondo volume, vedremo se le aspettative saranno premiate.


Link

www.he-art.it/ren.htm - Il sito di Renato Turini, da cui è possibile accedere al sito relativo al libro
www.he-art.it – Portale di Renato, comprendente un blog di arte soggettiva, oggettiva e terapeutica
www.pegasoblu.com – Il sito relativo all’attività musicale di Renato

 

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