Aliciotta scrive:
Intervista
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Intervista a Licia Troisi Autrice italiana di due fortunate trilogie |
Dopo molto tempo pubblichiamo finalmente l`intervista a Licia Troisi, qui su Dragonisland.
L`attesa non è stata assolutamente vana, infatti questa autrice si è dimostrata gentilissima e disponibile ad un vero colloquio con tutti gli utenti dei siti che, curiosi, le hanno rivolto le domande più disparate.
A fine intervista ci sarà anche un commento di Licia anche agli approcci dei lettori più negativi, quindi buona lettura!
L`attesa non è stata assolutamente vana, infatti questa autrice si è dimostrata gentilissima e disponibile ad un vero colloquio con tutti gli utenti dei siti che, curiosi, le hanno rivolto le domande più disparate.
A fine intervista ci sarà anche un commento di Licia anche agli approcci dei lettori più negativi, quindi buona lettura!
D: Ritieni che ci sia una differenza tra il fantasy "maschile" ed il fantasy "femminile".
Io ritengo di si, sino a non molti anni fa le scrittici fantasy erano davvero poche (io mi ricordo soltanto Marion Zimmer Bradley e Margaret Weis tra i "classici") poi, dopo l`avvento roboante della Rowling, si sono moltiplicate dando una ventata di aria fresca ad un genere che sembrava stagnare.
(Sherpolus from www.dragonisland.it)
R: In generale le scrittrici sono più interessate all`aspetto psicologico delle trame, e soprattutto ai dilemmi interiori dei personaggi, mentre gli scrittori hanno una visione più tesa all`azione e all`intrigo. È comunque un divisione fatta con l`accetta, che probabilmente semplicemente rispecchia il modo differente in cui uomini e donne guardano alla vita.
D: Il fantasy negli ultimi anni ha avuto una grande riscoperta, in gran parte dovuta alla produzione cinematografica e alla riedizione di classici (Il Signore degli Anelli in primis). Pensi che questo abbia in parte agevolato le vendite dei tuoi libri? Pensi che se avessi presentato la tua prima trilogia una decina di anni fa, avrebbe avuto lo stesso successo, o sarebbe passata inosservata (o, ancor peggio, neppure pubblicata da una casa editrice)?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Sicuramente la rinascita del fantasy ha agevolato il successo dei miei libri. Ma tutti i libri di successo sono figli del tempo in cui vengono pubblicati; vendono e piacciono perché danno al pubblico qualcosa che quest`ultimo cercava, magari senza neppure saperlo. In ogni caso, non sono molto brava con le ucronie, e in ogni caso quando ho iniziato a scrivere non l`ho fatto con l`idea di pubblicare. Avevo voglia di raccontare una storia, era una storia fantasy, mi sono seduta e ho scritto. Tutto il resto è venuto dopo di conseguenza.
D: La strada per la pubblicazione è molto lunga: hai mai pensato, durante la stesura dei tuoi primi libri, che non avrebbero mai avuto la pubblicazione e il successo che sono arrivati? Se sì, dove hai trovato comunque la forza di continuare a scrivere?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Quando scrivevo non mi ponevo il problema della pubblicazione. Immaginavo ovviamente un lettore ideale (non sono una che scrive per se stessa), ma nella mia fantasia questa figura si incarnava nel mio fidanzato, al massimo nei miei genitori. Questo non significa che non abbia avuto momenti di sconforto. Però volevo fortemente arrivare alla fine dell`avventura, perché sono fatta così. Se comincio una cosa devo portarla a termine. E poi mi stavo divertendo molto. Questo mi ha dato la forza di continuare.
D: Se ti venisse proposta la realizzazione di film tratti dalle tue trilogie, accetteresti? Accetteresti un rimaneggiamento della storia, o vorresti che la trama fosse mantenuta fedelmente? Chi vedresti bene nei ruoli protagonisti? Vorresti apparire tu stessa nel ruolo di qualcuno, anche in uno minore o in un semplice cameo?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Accetterei a volo :P. Mi piacerebbe però partecipare alla stesura della sceneggiatura. Fondamentalmente vorrei che restasse integro il messaggio di fondo e che le caratterizzazioni dei personaggi venissero rispettate. Poi so perfettamente che il mezzo cinematografico ha esigenze differenti da quello "cartaceo", e eventuali modifiche e tagli che lasciassero integri gli elementi di cui sopra non mi scandalizzerebbero più di tanto (specie se fossi io direttamente a farli :P).
Per i protagonisti, ho sempre pensato che Natalie Portman sarebbe un`ottima Nihal (visto che stiamo sognando, facciamolo in grande...); per Sennar qualcuno di ha suggerito Hayden Christensen, ma non sono del tutto convinta...
Per la partecipazione come attrice, a ciascuno il suo mestiere :). Però un cameo da comparsa, solo per vestire i panni del guerriero, lo farei volentieri.
D: Gli strumenti di lavoro che usi: fantasia... e poi? Non tanto per scrivere "fisicamente" (suppongo e spero che tu usi un pc) quanto per darti un mano nella stesura del testo.
(Boromir from www.dragonisland.it)
R: Sì, uso il mio fido MacBook che mi accompagna in ogni dove :). Uso tantissimo internet, wikipedia in particolare. Cerco informazioni varie: leggende, creature mitologiche, quanto è ampio il più vasto fiume della terra, e quanto ci mette una barca a remi a percorrerlo da sponda a sponda...
D: Da dove arrivano le tue storie? Quanto c`e` della vita di oggi nei romanzi che scrivi? E viceversa: quanto c`è di fantasy nella vita quotidiana?
(Boromir from www.dragonisland.it)
R: Quel che sto per dire è un punto su cui sono stata contestata: nei miei libri il fantasy è lo sfondo, la mera ambientazione. Le storie hanno la presunzione di essere più universali. Il percorso esistenziale di Nihal potrebbe svolgersi anche nel nostro mondo, o nel futuro. Per cui c`è molto della mia vita nei miei libri. A volte narro direttamente episodi che mi sono accaduti; il canyon de Le Due Guerriere è in verità le Gole di Celano, un posto fantastico che sta in Abruzzo e che ho visitato svariati anni fa.
Non so quanto ci sia di fantasy nella vita. Il fantasy resta sostanzialmente il mio mondo interiore, il posto in cui le mie fantasie trovano una loro concretizzazione. Certo, poi quando sento qualche capo di stato parlare di "Lotta contro l`Asse del Male" ho la straniante sensazione di esserci finita per davvero in un libro fantasy, ma in quel caso non è una cosa piacevole :P
Io ritengo di si, sino a non molti anni fa le scrittici fantasy erano davvero poche (io mi ricordo soltanto Marion Zimmer Bradley e Margaret Weis tra i "classici") poi, dopo l`avvento roboante della Rowling, si sono moltiplicate dando una ventata di aria fresca ad un genere che sembrava stagnare.
(Sherpolus from www.dragonisland.it)
R: In generale le scrittrici sono più interessate all`aspetto psicologico delle trame, e soprattutto ai dilemmi interiori dei personaggi, mentre gli scrittori hanno una visione più tesa all`azione e all`intrigo. È comunque un divisione fatta con l`accetta, che probabilmente semplicemente rispecchia il modo differente in cui uomini e donne guardano alla vita.
D: Il fantasy negli ultimi anni ha avuto una grande riscoperta, in gran parte dovuta alla produzione cinematografica e alla riedizione di classici (Il Signore degli Anelli in primis). Pensi che questo abbia in parte agevolato le vendite dei tuoi libri? Pensi che se avessi presentato la tua prima trilogia una decina di anni fa, avrebbe avuto lo stesso successo, o sarebbe passata inosservata (o, ancor peggio, neppure pubblicata da una casa editrice)?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Sicuramente la rinascita del fantasy ha agevolato il successo dei miei libri. Ma tutti i libri di successo sono figli del tempo in cui vengono pubblicati; vendono e piacciono perché danno al pubblico qualcosa che quest`ultimo cercava, magari senza neppure saperlo. In ogni caso, non sono molto brava con le ucronie, e in ogni caso quando ho iniziato a scrivere non l`ho fatto con l`idea di pubblicare. Avevo voglia di raccontare una storia, era una storia fantasy, mi sono seduta e ho scritto. Tutto il resto è venuto dopo di conseguenza.
D: La strada per la pubblicazione è molto lunga: hai mai pensato, durante la stesura dei tuoi primi libri, che non avrebbero mai avuto la pubblicazione e il successo che sono arrivati? Se sì, dove hai trovato comunque la forza di continuare a scrivere?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Quando scrivevo non mi ponevo il problema della pubblicazione. Immaginavo ovviamente un lettore ideale (non sono una che scrive per se stessa), ma nella mia fantasia questa figura si incarnava nel mio fidanzato, al massimo nei miei genitori. Questo non significa che non abbia avuto momenti di sconforto. Però volevo fortemente arrivare alla fine dell`avventura, perché sono fatta così. Se comincio una cosa devo portarla a termine. E poi mi stavo divertendo molto. Questo mi ha dato la forza di continuare.
D: Se ti venisse proposta la realizzazione di film tratti dalle tue trilogie, accetteresti? Accetteresti un rimaneggiamento della storia, o vorresti che la trama fosse mantenuta fedelmente? Chi vedresti bene nei ruoli protagonisti? Vorresti apparire tu stessa nel ruolo di qualcuno, anche in uno minore o in un semplice cameo?
(Thorin from www.dragonisland.it)
R: Accetterei a volo :P. Mi piacerebbe però partecipare alla stesura della sceneggiatura. Fondamentalmente vorrei che restasse integro il messaggio di fondo e che le caratterizzazioni dei personaggi venissero rispettate. Poi so perfettamente che il mezzo cinematografico ha esigenze differenti da quello "cartaceo", e eventuali modifiche e tagli che lasciassero integri gli elementi di cui sopra non mi scandalizzerebbero più di tanto (specie se fossi io direttamente a farli :P).
Per i protagonisti, ho sempre pensato che Natalie Portman sarebbe un`ottima Nihal (visto che stiamo sognando, facciamolo in grande...); per Sennar qualcuno di ha suggerito Hayden Christensen, ma non sono del tutto convinta...
Per la partecipazione come attrice, a ciascuno il suo mestiere :). Però un cameo da comparsa, solo per vestire i panni del guerriero, lo farei volentieri.
D: Gli strumenti di lavoro che usi: fantasia... e poi? Non tanto per scrivere "fisicamente" (suppongo e spero che tu usi un pc) quanto per darti un mano nella stesura del testo.
(Boromir from www.dragonisland.it)
R: Sì, uso il mio fido MacBook che mi accompagna in ogni dove :). Uso tantissimo internet, wikipedia in particolare. Cerco informazioni varie: leggende, creature mitologiche, quanto è ampio il più vasto fiume della terra, e quanto ci mette una barca a remi a percorrerlo da sponda a sponda...
D: Da dove arrivano le tue storie? Quanto c`e` della vita di oggi nei romanzi che scrivi? E viceversa: quanto c`è di fantasy nella vita quotidiana?
(Boromir from www.dragonisland.it)
R: Quel che sto per dire è un punto su cui sono stata contestata: nei miei libri il fantasy è lo sfondo, la mera ambientazione. Le storie hanno la presunzione di essere più universali. Il percorso esistenziale di Nihal potrebbe svolgersi anche nel nostro mondo, o nel futuro. Per cui c`è molto della mia vita nei miei libri. A volte narro direttamente episodi che mi sono accaduti; il canyon de Le Due Guerriere è in verità le Gole di Celano, un posto fantastico che sta in Abruzzo e che ho visitato svariati anni fa.
Non so quanto ci sia di fantasy nella vita. Il fantasy resta sostanzialmente il mio mondo interiore, il posto in cui le mie fantasie trovano una loro concretizzazione. Certo, poi quando sento qualche capo di stato parlare di "Lotta contro l`Asse del Male" ho la straniante sensazione di esserci finita per davvero in un libro fantasy, ma in quel caso non è una cosa piacevole :P
D: Dici di amare molto i fumetti e racconti che "Storie di un mondo Emerso" nasce dopo aver scoperto il mondo del Fantasy attraverso i "manga". Quali manga hanno contribuito alla tua passione per questo universo?
(pandemyc from www.dragonisland.it)
R: Principalmente Berserk. È un manga che a lungo ho adorato, per atmosfera, profondità dei contenuti, precisione nella resa dei personaggi, e, perché no, pulizia e purezza del tratto. Gli ultimi numeri però mi hanno delusa, e ormai lo seguo più per inerzia che per altro. Peccato, perché i numeri del flashback restano davvero dei capolavori. Ricordo con affetto anche due anime che vedevo da ragazzina, e che un po` mi hanno influenzata: Rayearth e The Slayers.
D: In egual modo il mondo del "fantasy" generalmente ha dei comuni denominatori? Intendo dire chi ama il fantasy in genere ama anche i fumetti ed il cinema. In genere chi ama il fantasy ama i videogiochi e ascolta musica Rock. Pensi che sia solo un insieme di luoghi comuni o c`è del vero in tutto questo?
(pandemcy from www.dragonisland.it)
R: È un luogo comune, e come tutti i luoghi comuni ha del vero. Fumetti, fantasy e un certo cinema hanno un comun denominatore, quel riferirsi alla cultura pop trattando determinate tematiche e facendolo in modo da divertire, prima di tutto, e tramite il divertimento veicolare gli eventuali messaggi, che possono anche essere profondi e complessi. Mi sfugge invece il legame con la musica rock :P. Strano, perché anch`io in verità sono una cultrice del genere...
D: Hai mai partecipato ad un gioco di ruolo? Nel caso di risposta affermativa eventualmente in che maniera questi giochi hanno influenzato la stesura delle trilogie?
(pandemyc from www.dragonisland.it & Xarius from www.5clone.it)
R: Tre volte in tutta la mia vita, purtroppo. Avrei preferito giocarci di più, ma non sono mai riuscita a trovare una compagnia con la quale condividessi esigenze e orari. Per cui i giochi di ruolo sono stati nella mia vita semplicemente un ulteriore passettino che mi ha avvicinata al mondo del fantasy. È stata la prima volta che mi sono davvero appassionata ad un personaggio, quello che giocavo, tanto da disegnarlo e cercare di inventargli una storia.
D: Secondo il mio punto di vista, benché le storie delle due trilogie abbiano molti punti in comune, il passo avanti che hai fatto nello svilupparle è notevole. Alcuni alla fine della prima trilogia ti addossano la colpa di non aver sviluppato sufficientemente i background dei personaggi secondari. Nella seconda trilogia ti riallacci, sopratutto con Ido, proprio a queste storie nelle storie e le completi. Ciò è stato per te una sorta di contromossa alle critiche o era già nelle tue intenzioni lasciare il lettore "a bocca asciutta" nella prima trilogia per poi arrivare a colmare le sue curiosità nella seconda?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Non avevo progettato tutto fin dal principio in modo così particolareggiato :). Però mi è venuto naturale tornare a parlare di personaggi che a mio parere avevano ancora cose da dire. Forse il senso di incompletezza avvertito da alcuni lettori era proprio questo: il personaggio non era morto in me, aveva ancora un ruolo da giocare. E io sono stata ben lieta di fargli campo, specie per quel che riguarda Ido, cui sono davvero molto affezionata.
D: Benché i protagonisti principali delle tue storie siano personaggi femminili, noto una certa propensione nel privilegiare i dettagli che ruotano intorno a personaggi maschili come Ido e Sennar da anziani. Le loro vite e i loro ricordi evocati nella seconda trilogia fanno molta tenerezza e donano il giusto punto di riflessione. Questi pezzi sembrano proprio "pennellate" da maestro, senza nulla togliere alle altre descrizioni. Ti ci riconosci in questo?
Hai perciò un tuo personaggio preferito?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Non lo so. Per meglio dire, mi fa molto piacere l`osservazione, per altro è la prima volta che mi viene fatta, ma sinceramente non sono cose che ho fatto coscientemente. Ido e Sennar nascono da una domanda: che fine fanno gli "eroi" se non muoiono giovani, se sono costretti a sopravvivere al proprio tempo? Ido e Sennar sono due differenti risposte: chi non si è mai arreso, e ha trovato la propria dimensione, ed è persino capace di farsi da parte quando il suo tempo è finito, e chi invece si è fatto domare, per altro finendo per realizzare una specie di profezia che Varen stesso aveva fatto su di lui qualche tomo prima.
Ido è senz`altro il mio personaggio preferito. Separarmene è stato molto difficile. Il capitolo a lui dedicato ne Un Nuovo Regno è tra le cose che più sentite che abbia mai scritto.
D: Il cliché di volerti per forza paragonare a Tolkien perché fai fantasy ormai è uno scoglio che tutti gli scrittori di questo genere devono passare. Pur adorando il Signore degli Anelli, penso che i tuoi libri, anche se effettivamente trattano di fantasy, abbiano intenzioni ben diverse da quelle che poteva avere avuto Tolkien, oltretutto l`epoca e il background sociale è diversissimo... Cosa ne pensi? Ti è venuto mai in mente di rispondere male a chi ti vuole paragonare a forza a Tolkien? Oppure ritieni che sia giusto, perché lui è il capostipite assodato di tutto quanto?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: D`ora innanzi, quando mi faranno questa domanda, ti quoterò parola per parola :). Io volevo raccontare una storia, divertire i miei lettori e farli riflettere. Per altro non sono una "costruttrice di mondi" come lo era Tolkien, preferisco di gran lunga il ruolo del menestrello, e raccontare è quel che mi piace fare. Però accetto il paragone. È una cosa inevitabile. Magari un po` stupida (per caso ogni scrittore italiano viene paragonato a Dante o Manzoni?) ma inevitabile. L`epoca in cui mi prudevano le mani quando leggevo commenti che tirassero in ballo Tolkien è passata, ora il mio ideale è guardare i lettori che commentano e non intervenire.
D: Nello scrivere la tua seconda trilogia non hai avuto paura di "rimestare la stessa minestra" riproponendo un`eroina che tanto assomiglia a Nihal? I punti in comune fra le due ragazze sono molteplici, forse Dubhe è entrata maggiormente nella zona oscura dell`animo, ma gli step di crescita di entrambe sono gli stessi. Cosa ti ha spinto ad azzardare lo stesso?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Quella è una paura che ho avuto anche quando ho parlato di Telkar, che è uomo e ha un cammino diverso :). Le mie paranoie di scrittrice sono molteplici e non starò ad annoiarvi elencandovele. Sicuramente ho delle tematiche ricorrenti, che sono nodi irrisolti della mia esperienze esistenziale: la ricerca di un senso alla propria vita, l`accettazione del dolore...Nihal e Dubhe, però, nel mio pensiero sono antitetiche; Nihal sostanzialmente agisce senza pensare. Ha continuamente necessità di gettarsi in qualche impresa, proprio perché il silenzio la induce a riflettere sulla vacuità del proprio cammino e dei propri ideali. Dubhe invece non agisce mai. È bloccata da quel che le è accaduto, e per questo si lascia vivere, accettando supinamente una non-vita. Dubhe per altro è un personaggio più maturo di Nihal, che vede la propria esperienze sotto una luce completamente diversa.
D: Cosa scriveresti ora? Vorresti proseguire nel descrivere l`evolversi del Mondo Emerso ho hai deciso che quello che potevi scrivere l`hai già esaurito e magari hai paura di rovinare l`atmosfera che con sicura fatica hai creato?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Ho in mente altre storie del Mondo Emerso. È un posto che non ha ancora smesso di parlarmi, e proprio oggi dovrei buttare giù le prime righe. Nel frattempo ho tentato anche altre vie: il racconto di pesudo-fantascienza (Nulla si crea, tutto si distrugge, che uscirà a fine mese nell`antologia Ai Confini della Realtà), il fantasy-noir a sfondo sociale (I Dannati di Malva), la via del fantastico (La Ragazza Drago, in uscita tra aprile e maggio).
D: Ho sempre avuto l`impressione che nei libri ci sia una brusca accelerazione dei tempi per chiudere tutto nel terzo libro..è per problemi editoriali o c` è semplicemente la volontà di chiudere quando la protagonista ha raggiunto l`apice del coinvolgimento emozionale?
(Blood_Daemon from www.5clone.it)
R: Ho un po` il problema dei finali. Anche quando preparo seminari scientifici non so mai come chiudere. Semplicemente finisco gli argomenti e taccio. Nei libri cerco in effetti di chiudere sul climax. È quella la vera conclusione del libro (Nihal che salva Sennar nelle Cronache, San che vola via ne Le Guerre). Il resto è fondamentalmente il desiderio di soddisfare una curiosità dei lettori: spiego che fino ha fatto chi. Sinceramente, però, non mi sono mai accorta di comprimere troppo i finali...
D: Domanda al fulmicotone (devo mettermi in pari con la seconda trilogia, che vedrò di leggere quanto prima), riferita al viaggio di Nihal: perchè Escher? Forse questa scelta è un omaggio alla matematica?
(Blackstorm from www.5clone.it & Ragon from www.dragonisland.it)
R: I quadri di Escher mi hanno sempre affascinata. Il fatto che siano paradossali, che indaghino le illusioni ottiche, e anche ovviamente che siano in qualche modo ispirati a concetti matematici, mi attira molto. Un giorno mio padre mi portò a casa un pacco di stampe di foto di quadri di Escher che aveva preso da internet. Così mi è venuta l`idea di inserirli nella storia. Thoolan è il tempo, e quando penso al tempo penso soprattutto alla sua dimensione labirintica, interiore, così mi viene in mente il palazzo di Relatività, in cui l`occhio rimane intrappolato tra tutte quelle scale. Siamo tutti un po` schiavi del tempo, che sia il tempo fisico in cui viviamo, o che sia quello interiore, del ricordo.
D: In generale, almeno nella prima trilogia, certi eventi, dei quali mi sarei gustato una descrizione più lunga, come l`addestramento del nano, rimasto con un occhio solo, tendono a scorrere via molto veloci, anche troppo. Anche la ricerca dei vari templi nelle terre: la descrizione del viaggio sembra essere quasi un interludio da superare alla svelta, quasi ti desse "fastidio" (non trovo un altro termine) descrivere il viaggio e le terre... perchè hai fatto questa scelta?
(Blackstorm from www.5clone.it)
R: Non è stata una scelta. Fossi stata consapevole che il ritmo era troppo sostenuto, avrei rallentato e cambiato. È quel che ho cercato di fare nel finale di Un Nuovo Regno, in cui ho cercato di dare all`epilogo lo spazio che ritenevo più giusto. In ogni caso, dato che l`eccessiva "fretta" del finale mi è stata fatta notare da molti, probabilmente è solo una questione di ritmo mal gestito; volevo che il viaggio risultasse appassionante e pieno di avventure, e ho spinto troppo sull`acceleratore.
D: Ho letto entrambe le trilogie, con passione, devo dire. In ambedue i casi le eroine sono personaggi irrequieti (a dir poco), con un passato opprimente, una vita segnata da lutti e tragedie; personalità cupe, offuscate da un dolore inestinguibile. Ed entrambe trovano la pace grazie, anche se non solo, ad un uomo, all`amore. Questa è la tua visione, o la tua esperienza? Solo nell`amore c`è una speranza possibile? Nihal e Sennar addirittura se ne vanno, lontani dal loro Mondo, per vivere in pace, dato che, a quanto pare, la pace tra gli esseri umani non è data. Poi però di fatto è Nihal che spinge Sennar a riprendere a combattere, ad aiutare Lonerin nella sua missione; alla fine, è addirittura lei che interviene attraverso Theana. Quindi mai arrendersi? Tu, di fronte a quello che viviamo, nella grande e nella piccola politica (la politica prima e quella seconda, come si usava dire), credi che valga sempre e comunque la pena di impegnarsi e di esserci?
(missfrog from www.5clone.it)
R: Per quel che riguarda la prima domanda, sì, è la mia visione. Non voglio dire che non ce la si possa fare anche da soli, e anzi da se stessi occorre iniziare, ma l`amore ti aiuta. L`amore di mio marito, la sua presenza, è il punto fisso della mia vita, intorno al quale ruota tutto il resto. Se ho bisogno di fermarmi, so a chi devo aggrapparmi.
Circa la seconda domanda, sì ugualmente. Le cose iniziano ad andare male quando ci arrendiamo, demandiamo le nostre scelte (ad esempio non andando a votare, per fare un esempio banale ma di attualità). Occorre sempre essere vigili, appassionarsi e lottare, fare qualcosa anche magari solo nel proprio piccolo.
D: Come ritieni che siano i tuoi libri rispetto alla "concorrenza"? a che tipo di target sono rivolti?
(Merlino666 from www.gdritalia.it)
R: Non sta a me giudicare come siano. A me deve bastare la consapevolezza di aver fatto del mio meglio. Poi sono i lettori a giudicare. Per quel che riguarda il target, non è un problema che mi pongo: come tutti gli scrittori, spero che il mio pubblico sia il più vasto possibile. Il mio lettore ideale è un tipo simile a me per gusti e passioni; mi rendo conto del punto di vista del mercato questo si traduce in un pubblico composto principalmente di adolescenti, con persone però anche più grandi e più piccole. Comunque, è una mera questione di mercato attribuire un target ad un determinato libro. Io mi limito a scrivere :)
D: Quando hai capito che avresti scritto un libro fantasy e dopo di quello una saga? E` stato un passaggio improvviso nel quale hai realizzato che avresti messo su carta quello che avevi in testa o piuttosto è stato un pensiero in evoluzione che ha preso forma e ti si è chiarito man mano?
E da qui un`altra domanda: senti che scrivere delle storie o scrivere dei tuoi personaggi sia quasi una necessità, un qualcosa che seppur astratto diventa quasi un chiodo fisso ed ha bisogno di essere tradotto in pagina scritta (in parole povere il concetto di "Sei personaggi in cerca d`autore" ha valore secondo te)?
(Strikeiron from www.dragonslair.it)
R: Le Cronache sono state scritte con un unico libro, e le Guerre pensate in toto. Evidentemente scrivo storie troppo lunghe per entrare in un solo volume :).
Scrivere ho sempre scritto, ma fino ai ventuno anni non riuscivo mai a trovare un`idea abbastanza forte e nella quale credessi a sufficienza per costruirci intorno un libro intero. La cosa mi pesava molto, perché avevo una gran voglia di mettere su carta quello che provavo e pensavo. Ho quindi vissuto come una vera e propria conquista il fatto di avere finalmente in mano una storia da scrivere. Quindi sì, scrivere è una necessità, e un divertimento, ovviamente. Quando non scrivo "per lavoro" mi sfogo sul blog, che finisce per raccogliere tutte quelle che cose che sento di dover dire, ma non trovano posto nei miei libri. Funziona così anche per la mia vita; se non scrivo quel che mi succede, non lo considero "vissuto", e quel che mi è accaduto continua a perseguitarmi come un`ossessione. Solo quando lo scrivo finalmente diventa per me un fatto chiuso, sul quale ragionare a mente fredda.
Per la questione pirandelliana, di sicuro i migliori libri sono quelli che partono da idee ossessive. Poi però si tratta di svilupparle per bene.
D: Come mai una dottoressa in astrofisica ha cominciato ha scrivere libri fantasy? Credi che la tua formazione ti abbia aiutata in questo percorso letterario o sarebbe stata meglio una formazione umanistica?
(Ragon from www.dragonisland.it & Xary Loon from www.gdritalia.it)
R: Non so esattamente perché ho scelto proprio il fantasy. Il fatto però che la prima storia che mi abbia spinta a scrivere un libro sia stata fantasy credo significhi che è un genere che mi appartiene profondamente, che per qualche ragione mi permette di esprimermi al meglio.
Considero le mie due carriere, quella di astrofisico e quella di scrittrice, parallele; sono due lati della mia personalità che procedono da sempre affiancati.
Non mi sono pentita di aver scelto fisica all`università; era quello che mi piaceva e ho fatto bene a scegliere quella via. Per quel che riguarda la formazione umanistica, in un certo senso ce l`ho, perché vengo dal licelo classico.
D: Io sono un fisico è desidero da alcuni anni cominciare a scrivere un libro fantasy, quali sono i consigli che può dare ad un neo scrittore?
(Ragon from www.dragonisland.it)
R: Leggere moltissimo, o non si acquisiscono gli strumenti espressivi necessari per scrivere.
Aspettare che l`idea maturi, farla germogliare, e solo allora mettersi a scrivere.
Farsi un po` di schemi dei personaggi e della storia, per non procedere a tentoni a rischiare di arenarsi ad un certo punto.
Non aver paura del confronto con le agenzie letterarie e le case editrici, ma piuttosto cercare pareri (dei parenti, degli amici, degli addetti ai lavori) e tentare la sorte :)
(pandemyc from www.dragonisland.it)
R: Principalmente Berserk. È un manga che a lungo ho adorato, per atmosfera, profondità dei contenuti, precisione nella resa dei personaggi, e, perché no, pulizia e purezza del tratto. Gli ultimi numeri però mi hanno delusa, e ormai lo seguo più per inerzia che per altro. Peccato, perché i numeri del flashback restano davvero dei capolavori. Ricordo con affetto anche due anime che vedevo da ragazzina, e che un po` mi hanno influenzata: Rayearth e The Slayers.
D: In egual modo il mondo del "fantasy" generalmente ha dei comuni denominatori? Intendo dire chi ama il fantasy in genere ama anche i fumetti ed il cinema. In genere chi ama il fantasy ama i videogiochi e ascolta musica Rock. Pensi che sia solo un insieme di luoghi comuni o c`è del vero in tutto questo?
(pandemcy from www.dragonisland.it)
R: È un luogo comune, e come tutti i luoghi comuni ha del vero. Fumetti, fantasy e un certo cinema hanno un comun denominatore, quel riferirsi alla cultura pop trattando determinate tematiche e facendolo in modo da divertire, prima di tutto, e tramite il divertimento veicolare gli eventuali messaggi, che possono anche essere profondi e complessi. Mi sfugge invece il legame con la musica rock :P. Strano, perché anch`io in verità sono una cultrice del genere...
D: Hai mai partecipato ad un gioco di ruolo? Nel caso di risposta affermativa eventualmente in che maniera questi giochi hanno influenzato la stesura delle trilogie?
(pandemyc from www.dragonisland.it & Xarius from www.5clone.it)
R: Tre volte in tutta la mia vita, purtroppo. Avrei preferito giocarci di più, ma non sono mai riuscita a trovare una compagnia con la quale condividessi esigenze e orari. Per cui i giochi di ruolo sono stati nella mia vita semplicemente un ulteriore passettino che mi ha avvicinata al mondo del fantasy. È stata la prima volta che mi sono davvero appassionata ad un personaggio, quello che giocavo, tanto da disegnarlo e cercare di inventargli una storia.
D: Secondo il mio punto di vista, benché le storie delle due trilogie abbiano molti punti in comune, il passo avanti che hai fatto nello svilupparle è notevole. Alcuni alla fine della prima trilogia ti addossano la colpa di non aver sviluppato sufficientemente i background dei personaggi secondari. Nella seconda trilogia ti riallacci, sopratutto con Ido, proprio a queste storie nelle storie e le completi. Ciò è stato per te una sorta di contromossa alle critiche o era già nelle tue intenzioni lasciare il lettore "a bocca asciutta" nella prima trilogia per poi arrivare a colmare le sue curiosità nella seconda?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Non avevo progettato tutto fin dal principio in modo così particolareggiato :). Però mi è venuto naturale tornare a parlare di personaggi che a mio parere avevano ancora cose da dire. Forse il senso di incompletezza avvertito da alcuni lettori era proprio questo: il personaggio non era morto in me, aveva ancora un ruolo da giocare. E io sono stata ben lieta di fargli campo, specie per quel che riguarda Ido, cui sono davvero molto affezionata.
D: Benché i protagonisti principali delle tue storie siano personaggi femminili, noto una certa propensione nel privilegiare i dettagli che ruotano intorno a personaggi maschili come Ido e Sennar da anziani. Le loro vite e i loro ricordi evocati nella seconda trilogia fanno molta tenerezza e donano il giusto punto di riflessione. Questi pezzi sembrano proprio "pennellate" da maestro, senza nulla togliere alle altre descrizioni. Ti ci riconosci in questo?
Hai perciò un tuo personaggio preferito?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Non lo so. Per meglio dire, mi fa molto piacere l`osservazione, per altro è la prima volta che mi viene fatta, ma sinceramente non sono cose che ho fatto coscientemente. Ido e Sennar nascono da una domanda: che fine fanno gli "eroi" se non muoiono giovani, se sono costretti a sopravvivere al proprio tempo? Ido e Sennar sono due differenti risposte: chi non si è mai arreso, e ha trovato la propria dimensione, ed è persino capace di farsi da parte quando il suo tempo è finito, e chi invece si è fatto domare, per altro finendo per realizzare una specie di profezia che Varen stesso aveva fatto su di lui qualche tomo prima.
Ido è senz`altro il mio personaggio preferito. Separarmene è stato molto difficile. Il capitolo a lui dedicato ne Un Nuovo Regno è tra le cose che più sentite che abbia mai scritto.
D: Il cliché di volerti per forza paragonare a Tolkien perché fai fantasy ormai è uno scoglio che tutti gli scrittori di questo genere devono passare. Pur adorando il Signore degli Anelli, penso che i tuoi libri, anche se effettivamente trattano di fantasy, abbiano intenzioni ben diverse da quelle che poteva avere avuto Tolkien, oltretutto l`epoca e il background sociale è diversissimo... Cosa ne pensi? Ti è venuto mai in mente di rispondere male a chi ti vuole paragonare a forza a Tolkien? Oppure ritieni che sia giusto, perché lui è il capostipite assodato di tutto quanto?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: D`ora innanzi, quando mi faranno questa domanda, ti quoterò parola per parola :). Io volevo raccontare una storia, divertire i miei lettori e farli riflettere. Per altro non sono una "costruttrice di mondi" come lo era Tolkien, preferisco di gran lunga il ruolo del menestrello, e raccontare è quel che mi piace fare. Però accetto il paragone. È una cosa inevitabile. Magari un po` stupida (per caso ogni scrittore italiano viene paragonato a Dante o Manzoni?) ma inevitabile. L`epoca in cui mi prudevano le mani quando leggevo commenti che tirassero in ballo Tolkien è passata, ora il mio ideale è guardare i lettori che commentano e non intervenire.
D: Nello scrivere la tua seconda trilogia non hai avuto paura di "rimestare la stessa minestra" riproponendo un`eroina che tanto assomiglia a Nihal? I punti in comune fra le due ragazze sono molteplici, forse Dubhe è entrata maggiormente nella zona oscura dell`animo, ma gli step di crescita di entrambe sono gli stessi. Cosa ti ha spinto ad azzardare lo stesso?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Quella è una paura che ho avuto anche quando ho parlato di Telkar, che è uomo e ha un cammino diverso :). Le mie paranoie di scrittrice sono molteplici e non starò ad annoiarvi elencandovele. Sicuramente ho delle tematiche ricorrenti, che sono nodi irrisolti della mia esperienze esistenziale: la ricerca di un senso alla propria vita, l`accettazione del dolore...Nihal e Dubhe, però, nel mio pensiero sono antitetiche; Nihal sostanzialmente agisce senza pensare. Ha continuamente necessità di gettarsi in qualche impresa, proprio perché il silenzio la induce a riflettere sulla vacuità del proprio cammino e dei propri ideali. Dubhe invece non agisce mai. È bloccata da quel che le è accaduto, e per questo si lascia vivere, accettando supinamente una non-vita. Dubhe per altro è un personaggio più maturo di Nihal, che vede la propria esperienze sotto una luce completamente diversa.
D: Cosa scriveresti ora? Vorresti proseguire nel descrivere l`evolversi del Mondo Emerso ho hai deciso che quello che potevi scrivere l`hai già esaurito e magari hai paura di rovinare l`atmosfera che con sicura fatica hai creato?
(Aliciotta from www.dragonisland.it)
R: Ho in mente altre storie del Mondo Emerso. È un posto che non ha ancora smesso di parlarmi, e proprio oggi dovrei buttare giù le prime righe. Nel frattempo ho tentato anche altre vie: il racconto di pesudo-fantascienza (Nulla si crea, tutto si distrugge, che uscirà a fine mese nell`antologia Ai Confini della Realtà), il fantasy-noir a sfondo sociale (I Dannati di Malva), la via del fantastico (La Ragazza Drago, in uscita tra aprile e maggio).
D: Ho sempre avuto l`impressione che nei libri ci sia una brusca accelerazione dei tempi per chiudere tutto nel terzo libro..è per problemi editoriali o c` è semplicemente la volontà di chiudere quando la protagonista ha raggiunto l`apice del coinvolgimento emozionale?
(Blood_Daemon from www.5clone.it)
R: Ho un po` il problema dei finali. Anche quando preparo seminari scientifici non so mai come chiudere. Semplicemente finisco gli argomenti e taccio. Nei libri cerco in effetti di chiudere sul climax. È quella la vera conclusione del libro (Nihal che salva Sennar nelle Cronache, San che vola via ne Le Guerre). Il resto è fondamentalmente il desiderio di soddisfare una curiosità dei lettori: spiego che fino ha fatto chi. Sinceramente, però, non mi sono mai accorta di comprimere troppo i finali...
D: Domanda al fulmicotone (devo mettermi in pari con la seconda trilogia, che vedrò di leggere quanto prima), riferita al viaggio di Nihal: perchè Escher? Forse questa scelta è un omaggio alla matematica?
(Blackstorm from www.5clone.it & Ragon from www.dragonisland.it)
R: I quadri di Escher mi hanno sempre affascinata. Il fatto che siano paradossali, che indaghino le illusioni ottiche, e anche ovviamente che siano in qualche modo ispirati a concetti matematici, mi attira molto. Un giorno mio padre mi portò a casa un pacco di stampe di foto di quadri di Escher che aveva preso da internet. Così mi è venuta l`idea di inserirli nella storia. Thoolan è il tempo, e quando penso al tempo penso soprattutto alla sua dimensione labirintica, interiore, così mi viene in mente il palazzo di Relatività, in cui l`occhio rimane intrappolato tra tutte quelle scale. Siamo tutti un po` schiavi del tempo, che sia il tempo fisico in cui viviamo, o che sia quello interiore, del ricordo.
D: In generale, almeno nella prima trilogia, certi eventi, dei quali mi sarei gustato una descrizione più lunga, come l`addestramento del nano, rimasto con un occhio solo, tendono a scorrere via molto veloci, anche troppo. Anche la ricerca dei vari templi nelle terre: la descrizione del viaggio sembra essere quasi un interludio da superare alla svelta, quasi ti desse "fastidio" (non trovo un altro termine) descrivere il viaggio e le terre... perchè hai fatto questa scelta?
(Blackstorm from www.5clone.it)
R: Non è stata una scelta. Fossi stata consapevole che il ritmo era troppo sostenuto, avrei rallentato e cambiato. È quel che ho cercato di fare nel finale di Un Nuovo Regno, in cui ho cercato di dare all`epilogo lo spazio che ritenevo più giusto. In ogni caso, dato che l`eccessiva "fretta" del finale mi è stata fatta notare da molti, probabilmente è solo una questione di ritmo mal gestito; volevo che il viaggio risultasse appassionante e pieno di avventure, e ho spinto troppo sull`acceleratore.
D: Ho letto entrambe le trilogie, con passione, devo dire. In ambedue i casi le eroine sono personaggi irrequieti (a dir poco), con un passato opprimente, una vita segnata da lutti e tragedie; personalità cupe, offuscate da un dolore inestinguibile. Ed entrambe trovano la pace grazie, anche se non solo, ad un uomo, all`amore. Questa è la tua visione, o la tua esperienza? Solo nell`amore c`è una speranza possibile? Nihal e Sennar addirittura se ne vanno, lontani dal loro Mondo, per vivere in pace, dato che, a quanto pare, la pace tra gli esseri umani non è data. Poi però di fatto è Nihal che spinge Sennar a riprendere a combattere, ad aiutare Lonerin nella sua missione; alla fine, è addirittura lei che interviene attraverso Theana. Quindi mai arrendersi? Tu, di fronte a quello che viviamo, nella grande e nella piccola politica (la politica prima e quella seconda, come si usava dire), credi che valga sempre e comunque la pena di impegnarsi e di esserci?
(missfrog from www.5clone.it)
R: Per quel che riguarda la prima domanda, sì, è la mia visione. Non voglio dire che non ce la si possa fare anche da soli, e anzi da se stessi occorre iniziare, ma l`amore ti aiuta. L`amore di mio marito, la sua presenza, è il punto fisso della mia vita, intorno al quale ruota tutto il resto. Se ho bisogno di fermarmi, so a chi devo aggrapparmi.
Circa la seconda domanda, sì ugualmente. Le cose iniziano ad andare male quando ci arrendiamo, demandiamo le nostre scelte (ad esempio non andando a votare, per fare un esempio banale ma di attualità). Occorre sempre essere vigili, appassionarsi e lottare, fare qualcosa anche magari solo nel proprio piccolo.
D: Come ritieni che siano i tuoi libri rispetto alla "concorrenza"? a che tipo di target sono rivolti?
(Merlino666 from www.gdritalia.it)
R: Non sta a me giudicare come siano. A me deve bastare la consapevolezza di aver fatto del mio meglio. Poi sono i lettori a giudicare. Per quel che riguarda il target, non è un problema che mi pongo: come tutti gli scrittori, spero che il mio pubblico sia il più vasto possibile. Il mio lettore ideale è un tipo simile a me per gusti e passioni; mi rendo conto del punto di vista del mercato questo si traduce in un pubblico composto principalmente di adolescenti, con persone però anche più grandi e più piccole. Comunque, è una mera questione di mercato attribuire un target ad un determinato libro. Io mi limito a scrivere :)
D: Quando hai capito che avresti scritto un libro fantasy e dopo di quello una saga? E` stato un passaggio improvviso nel quale hai realizzato che avresti messo su carta quello che avevi in testa o piuttosto è stato un pensiero in evoluzione che ha preso forma e ti si è chiarito man mano?
E da qui un`altra domanda: senti che scrivere delle storie o scrivere dei tuoi personaggi sia quasi una necessità, un qualcosa che seppur astratto diventa quasi un chiodo fisso ed ha bisogno di essere tradotto in pagina scritta (in parole povere il concetto di "Sei personaggi in cerca d`autore" ha valore secondo te)?
(Strikeiron from www.dragonslair.it)
R: Le Cronache sono state scritte con un unico libro, e le Guerre pensate in toto. Evidentemente scrivo storie troppo lunghe per entrare in un solo volume :).
Scrivere ho sempre scritto, ma fino ai ventuno anni non riuscivo mai a trovare un`idea abbastanza forte e nella quale credessi a sufficienza per costruirci intorno un libro intero. La cosa mi pesava molto, perché avevo una gran voglia di mettere su carta quello che provavo e pensavo. Ho quindi vissuto come una vera e propria conquista il fatto di avere finalmente in mano una storia da scrivere. Quindi sì, scrivere è una necessità, e un divertimento, ovviamente. Quando non scrivo "per lavoro" mi sfogo sul blog, che finisce per raccogliere tutte quelle che cose che sento di dover dire, ma non trovano posto nei miei libri. Funziona così anche per la mia vita; se non scrivo quel che mi succede, non lo considero "vissuto", e quel che mi è accaduto continua a perseguitarmi come un`ossessione. Solo quando lo scrivo finalmente diventa per me un fatto chiuso, sul quale ragionare a mente fredda.
Per la questione pirandelliana, di sicuro i migliori libri sono quelli che partono da idee ossessive. Poi però si tratta di svilupparle per bene.
D: Come mai una dottoressa in astrofisica ha cominciato ha scrivere libri fantasy? Credi che la tua formazione ti abbia aiutata in questo percorso letterario o sarebbe stata meglio una formazione umanistica?
(Ragon from www.dragonisland.it & Xary Loon from www.gdritalia.it)
R: Non so esattamente perché ho scelto proprio il fantasy. Il fatto però che la prima storia che mi abbia spinta a scrivere un libro sia stata fantasy credo significhi che è un genere che mi appartiene profondamente, che per qualche ragione mi permette di esprimermi al meglio.
Considero le mie due carriere, quella di astrofisico e quella di scrittrice, parallele; sono due lati della mia personalità che procedono da sempre affiancati.
Non mi sono pentita di aver scelto fisica all`università; era quello che mi piaceva e ho fatto bene a scegliere quella via. Per quel che riguarda la formazione umanistica, in un certo senso ce l`ho, perché vengo dal licelo classico.
D: Io sono un fisico è desidero da alcuni anni cominciare a scrivere un libro fantasy, quali sono i consigli che può dare ad un neo scrittore?
(Ragon from www.dragonisland.it)
R: Leggere moltissimo, o non si acquisiscono gli strumenti espressivi necessari per scrivere.
Aspettare che l`idea maturi, farla germogliare, e solo allora mettersi a scrivere.
Farsi un po` di schemi dei personaggi e della storia, per non procedere a tentoni a rischiare di arenarsi ad un certo punto.
Non aver paura del confronto con le agenzie letterarie e le case editrici, ma piuttosto cercare pareri (dei parenti, degli amici, degli addetti ai lavori) e tentare la sorte :)
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La prima Trilogia di Licia Troisi: "Le Cronache del Mondo Emerso"
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| La seconda Trilogia di Licia Troisi: "Le Guerre del Mondo Emerso" Recensione da parte di Dragonisland al seguente LINK A cura di Aliciotta |
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Ed ora anche i commenti negativi a Licia Troisi!
D: Personalmente mi risulta molto difficile eliminare da una critica il mio giudizio personale. Posso non scriverlo in modo esplicito però cmq il mio pensiero traspare dalle mie parole.
Certo si potrebbe fare una disamina un po` più approfondita.
Io ho letto le cronache del Mondo Emerso quindi su altri libri non mi posso esprimere.
Sono scritti in modo semplice, chiaro ma per nulla epico. Mi hanno un po` ricordato lo stile narrativo elementare di Paolini.
La trama non è male nei suoi presupposti (il primo libro) ma poi diventa via via più banale fino alla orribile conclusione.
Sui personaggi devo dire che mentre la protagonista è ben caratterizzata, risultando quindi credibile, la maggior parte degli altri è piuttosto piatta.
L`ho trovato un libro troppo semplice e scontato per i miei gusti; molto adolescenziale. Una specie di blockbuster fantasy.
Voti? Al primo 5/6, il secondo 5, il terzo 3!
Ho provato ad essere preciso ma non riesco a non dare un giudizio! Io personalmente non lo consiglierei!
(Hölderlin from www.fantasyspot.it)
R: Dunque, io risponderei anche, ma che posso dire? Un libro è dei lettori, e se i lettori lo trovano orribile, io che diritto ho di contestare il loro giudizio? Lo facciano gli altri lettori che hanno invece apprezzato.
Mi sento di rispondere magari più a chi mette in dubbio la mia onestà intellettuale, a chi mi definisce furba, raccomandata, bla bla bla, ma spesso in quelle discussioni si scade nell`insulto puro e semplice, e quindi non mi va proprio di immischiarmici.
Insomma, alla fine penso che il libro pubblicato sia affare dei lettori; io posso aggiungere qualche informazione sulla mia storia, sui processi narrativi, o curiosità varie, ma di più proprio non mi sento di fare :)
Ringrazio ancora Licia per la sua gentilezza e pazienza!
Personalmente spero di leggere al più presto qualcosa di questa autrice che, non me ne vogliano gli ostili, amo molto.
Certo si potrebbe fare una disamina un po` più approfondita.
Io ho letto le cronache del Mondo Emerso quindi su altri libri non mi posso esprimere.
Sono scritti in modo semplice, chiaro ma per nulla epico. Mi hanno un po` ricordato lo stile narrativo elementare di Paolini.
La trama non è male nei suoi presupposti (il primo libro) ma poi diventa via via più banale fino alla orribile conclusione.
Sui personaggi devo dire che mentre la protagonista è ben caratterizzata, risultando quindi credibile, la maggior parte degli altri è piuttosto piatta.
L`ho trovato un libro troppo semplice e scontato per i miei gusti; molto adolescenziale. Una specie di blockbuster fantasy.
Voti? Al primo 5/6, il secondo 5, il terzo 3!
Ho provato ad essere preciso ma non riesco a non dare un giudizio! Io personalmente non lo consiglierei!
(Hölderlin from www.fantasyspot.it)
R: Dunque, io risponderei anche, ma che posso dire? Un libro è dei lettori, e se i lettori lo trovano orribile, io che diritto ho di contestare il loro giudizio? Lo facciano gli altri lettori che hanno invece apprezzato.
Mi sento di rispondere magari più a chi mette in dubbio la mia onestà intellettuale, a chi mi definisce furba, raccomandata, bla bla bla, ma spesso in quelle discussioni si scade nell`insulto puro e semplice, e quindi non mi va proprio di immischiarmici.
Insomma, alla fine penso che il libro pubblicato sia affare dei lettori; io posso aggiungere qualche informazione sulla mia storia, sui processi narrativi, o curiosità varie, ma di più proprio non mi sento di fare :)
Ringrazio ancora Licia per la sua gentilezza e pazienza!
Personalmente spero di leggere al più presto qualcosa di questa autrice che, non me ne vogliano gli ostili, amo molto.
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