Fantasy italiano: mille sfaccettature per un nuovo sogno

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La crisi economica sta colpendo tutti i settori: l’editoria, in particolare, ha chiesto sovvenzioni per superare questo periodo nero. Nonostante ciò, le riviste specializzate nel fantastico segnalano ogni mese uscite nuove in tutti i sensi: nuovi sono gli autori che si affacciano sul panorama fantasy, nuovo è il fenomeno che vede sempre più spesso coinvolti scrittori italiani nelle collane che, fino a poco tempo fa, erano dedicate a nomi stranieri già collaudati; nuovo è anche lo sviluppo recente della piccola e media editoria di settore, che in molte librerie riesce a prendere posto negli scaffali accanto alle grandi editrici storiche.

Questo è il punto di partenza per una breve, ma forse non inutile, riflessione sulle prospettive che stanno emergendo di recente per chi legge e scrive fantasy.

Di certo, la scelta di tematiche, di argomenti, di ambientazioni si sta allargando a macchia d’olio. Una buona occasione per chi legge, che può trovare sempre più numerose opportunità e alternative di lettura.

Una grande possibilità anche per chi scrive, perché l’attenzione verso gli esordienti è aumentata, così come è diventata possibile la sperimentazione al di fuori dagli schemi del fantasy classico.

Il fantasy, soprattutto negli ultimi mesi, ha aperto le porte a idee molto variegate. Accanto al successo internazione di Licia Troisi, più vicina al classic fantasy, sorgono i primi tentativi di rendere più vicina alla nostra cultura un genere nato sulla scia dei miti e delle leggende anglosassoni. E non solo: il fantasy di matrice orientale di Francesca Angelinelli è un esempio di quanto si può spaziare in un genere che, per definizione, non dovrebbe avere confini.

Una considerazione è d’obbligo: sia i lettori che gli autori italiani si stanno dimostrando sempre più preparati. Il luogo comune che vuole chi ama il genere fantastico incapace di affrontare letture serie è ampiamente sfatato dalla realtà ben visibile a chi si addentra anche solo un po’ nelle discussioni che si generano all’uscita di ogni romanzo. Un pubblico non facile da accontentare, capace di riscontrare nei testi le minime incongruenze, dotato di una profonda capacità di analisi è, nel nostro Paese, affiancato da nuove e vecchie leve di autori che prima di cominciare un romanzo si preoccupano di compiere ricerche approfondite. Dalla storia, alla tradizione letteraria, nei nuovi romanzi in libreria si intravedono la crescente determinazione degli autori e la perizia con cui i temi vengono trattati. Pur con le eccezioni del caso, i romanzi fantasy italiani manifestano solide basi, studio, costruzioni accurate e attenzione ai dettagli. Entrando nello specifico, non si può non citare il lavoro di ricerca che fa da sfondo ai cosiddetti fantasy di matrice mediterranea, romanzi costruiti sulle leggende italiane, il recupero della tradizione letteraria nostrana operato da Coltri, da Dimitri, da Falconi, da Valenza, l’accuratezza nella costruzione dell’ambientazione di Davide, di De Judicibs e di molti altri.

Il fantasy, che possiamo considerare da noi una scoperta relativamente recente, si sta dimostrando uno dei generi più interessanti per la nostra editoria. Pur manifestando le pecche tipiche di una letteratura ancora giovane, nella quale ci si cimenta ancora in bilico tra l’adesione a modelli precostituiti e la voglia di personalizzazione, nell’ultimo anno ha visto senza dubbio una diffusione davvero notevole, attirando l’attenzione anche di chi, fino a poco tempo fa, non si occupava di letteratura di genere.

Nuove distinzioni stanno venendo alla luce, dissipando la storica confusione che rendeva arduo alle librerie il posizionamento dei romanzi negli scaffali. Oggi risulta più chiaro, uscita dopo uscita, il pubblico a cui il fantasy si rivolge. Più di altri tipi di scrittura, infatti, il fantastico si dimostra versatile, adattabile a fasce d’età diverse e questo, anziché essere un vantaggio, ha costituito un ostacolo alla sua diffusione. Fino a poco tempo fa non era per ragazzi e non era per adulti, veniva infilato a caso nel settore a cui la copertina poteva legarlo. Resta una verità: il fantasy non è solo per ragazzi, non è solo per adulti; a volte un libro è capace di incantare lettori di tutte le età.

La tendenza attuale è quella di specializzare di più, di rivolgere i testi a target precisi, anche a costo di coniare termini peculiari come youg adult, per definire lettori che bambini non sono più ma ancora non si identificano nell’immagine di un adulto.

Questo dimostra come la letteratura fantastica possa avere un importante ruolo educativo, e non solo ludico, avendo in sé la potenzialità unica di accompagnare nella crescita in tutte le fasi, anche quelle più difficili come l’adolescenza, proponendo non soltanto una fuga dalla realtà, ma valori, temi di riflessione, e soprattutto un confronto con emozioni profonde, che in alcuni periodi della vita risultano confuse.

La proposta italiana, in tal senso, sembra essere particolarmente sensibile. Nei romanzi di casa nostra è più frequente che mai l’impegno nei contenuti. Forse perché il fantastico nostrano ha dovuto combattere più che altrove contro una sorta di prevenzione che lo catalogava in serie B, molti degli autori puntano a scrivere opere di qualità. L’incognita sull’editoria resta, perché si sa che i libri stampati sono un prodotto e non un sogno, e la politica alla base di una pubblicazione è mirata alla vendita e non all’utopia.

Ma la fiducia nel lavoro svolto, in quello in fieri dei nostri scrittori resta immutata. L’Italia è capace, e saprà dimostrarlo ancora una volta, di essere centro di cultura e non solo produttrice di cibi genuini.

by Antonia "Ghidara" Romagnoli

 


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