
Titolo: I signori delle Colline
Autrice: Antonia Romagnoli
Casa editrice: Edizioni L’Età dell’Acquario
Genere: Fantasy
ISBN: 978-88-7136-302-8
Pagine: 426
Prezzo: 18,50 €
Vide Lexon con occhi diversi, e quasi ne ebbe paura. Non era più un ragazzino e un giovane apprendista. Davanti a lei c`era il mago più potente delle Terre, in grado di compiere qualunque incanto, capace di domare persino la magia del fuoco. Un mago da tenere lontano dalle feiirie a ogni costo. Ester non sapeva perché, ma di quello era certa come dell`aria che respirava.
L’autrice
Nata a Piacenza nel maggio del 1973, Antonia Romagnoli ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari.
Sposata e mamma di due bambini, collabora col quotidiano “la Cronaca di Piacenza” come articolista nel settore culturale.
Appassionata di letteratura fantastica, riveste il ruolo di redattrice per i siti FantasyCity e Ludicamente.net, e di valutatrice presso l’editrice on line Narrativa Nuova.
Finalista al Premio Galassia nel 2006, ha pubblicato alcuni racconti su riviste e in antologia. Nel 2007 presso la Giovane Holden Edizioni il mainstream Pioggia è stato selezionato per la nuova collana “Spesso Sottile”. Nello stesso anno è uscito, con Lulu press, il fantasy umoristico “La Magica Terra di Slupp”.
Nella primavera 2008 ha pubblicato “I Segreti dell’Alchimista”, il primo episodio della saga delle Terre.
"Io continuerò a scappare, a trasformarmi, a correre per le Terre senza fermarmi. C`é una feiiria che si sentirà tradita e ci vorrà morti. Forse migliaia di feiirie ci vorranno morti. I nostri figli potrebbero essere dei maghi annientatori..."
"Non chiedo di meglio. Almeno, tanto per cominciare... poi, in futuro, vedremo di movimentare un po` la nostra vita."
"Tu sei davvero impazzito!"
"Ne sei la sola responsabile."
Prologo
Napoli, anno del Signore 1738.
C’era un forte tanfo nello scantinato. L’odore di umidità e di muffa si mescolava al pungente aroma del vino e al fumo delle torce. Dapprima l’oscurità accecò i due uomini, poi i confini di oggetti e scaffali, a loro familiari, si stagliarono nell’ombra. Nella grande stanza, tappezzata da botti disposte in file ordinate, c’era un solo lume acceso, la sua fioca e lattiginosa luminescenza si intravedeva in fondo alla teoria di barili.
«Funziona anche quello!» esclamò uno dei due uomini. «Siete un demonio, Raimondo.»
L’altro, dal viso spigoloso e gli occhi un poco sporgenti, sorrise enigmatico. «Lo dicono in molti, amico mio. Speravo da voi un’opinione più scientifica.»
Il primo che aveva parlato si sistemò la tunica a disagio. «Siete un genio. I posteri vi ricorderanno come un novello Leonardo. Se solo rendeste pubblica questa scoperta…»
Raimondo scoccò uno sguardo severo all’altro. «Non sia mai! Quello che avete visto e vissuto in queste settimane deve rimanere un nostro segreto. Un segreto da proteggere a costo della vita.» Abbassò la voce in un sospiro addolorato. «Non siamo pronti per accettare una scoperta simile. Mi auguro che vengano tempi diversi. Tempi degni delle Terre.»
«Che cosa pensate di fare col libro? Lo distruggerete?»
Raimondo assunse un’espressione inorridita. «Ma vi rendete conto delle conseguenze, Antonio? Non posso. Abbiamo arrecato già abbastanza danni a quella gente, distruggere il libro potrebbe condurre laggiù a nuovi cataclismi. No, non posso. L’unico modo per tutelare il varco e le Terre è custodire questo oggetto. Tramandarne il segreto, affinché vi sia sempre qualcuno che ne conosca la reale importanza, qualcuno capace di proteggerlo.»
Si avviò verso la luce, che proveniva da una singolare lanterna posata su un tavolaccio di legno. Sul piano irregolare era adagiato, aperto, un libro. La luce biancastra danzava sulle pagine di fine pergamena, adornate di immagini dai colori vivaci, che quasi parevano muoversi al pulsare della fiamma tremolante. Simboli appartenenti a un linguaggio occulto, dimenticato, si intervallavano a pagine in latino, stampate in caratteri neri. Raimondo esitante sfiorò le pagine e richiuse il tomo. «Non posso portare da solo questo peso, ma non mi fido né della mia famiglia né degli amici. Devo rivolgermi a qualcuno che comprenda il valore di ciò che ho scoperto.»
«So a chi vi riferite. Appoggio la vostra scelta.» Antonio si accostò a sua volta. «Vostra Grazia, come spiegheremo la nostra assenza in questi mesi?»
Raimondo sorrise e celò con deferenza il libro in un involto di seta damascata. «Raimondo di Sangro non si giustifica mai.»
* * *
Ghidara, alcuni mesi dopo.
Il foglio, sospeso a mezz’aria sopra la scrivania, brillò per l’ultima volta, poi si adagiò lieve come una piuma sulla risma ordinata che occupava il centro del tavolo.
«Direi che abbiamo finito.» L’uomo che aveva parlato stava in piedi, voltato verso la finestra e dava le spalle alla stanza. Di lui si vedevano solo le ampie spalle coperte dai capelli, fili argentei che gli scendevano fino alla cintola. Quando si volse, il viso bianchissimo era illuminato da un sorriso. La giovane donna a cui era rivolto prese senza delicatezza l’ultima pagina stilata con la magia. Accigliata, lesse il contenuto. I capelli rossi come il fuoco, portati corti, furono mossi da un vento invisibile.
«Molto bene. È del tutto incomprensibile» lo canzonò.
«Non è incomprensibile, è codificato. Ho seguito le indicazioni di Raimondo e sono convinto che funzioneranno a dovere.»
Lei gli restituì il foglio. «Auguriamoci che non serva mai decifrarlo, Udkils. Quella che stai lasciando al tuo casato è una responsabilità enorme.»
Gli occhi dorati dell’uomo si fecero impenetrabili. «Non posso fare altro. A Palaìstra la memoria si perderà, le Pianure dimenticheranno. Ma l’eredità delle Colline non andrà perduta, anche se dovesse cadere nell’oblio.»
Personaggi
Ester: Se, nel nostro mondo, è una banalissima ragazza, in quello delle Terre è una dei maghi naturali più potenti. Infatti, dapprima si era potuta fregiare del titolo di Magistra e quindi insegnare l’arte della magia poi, con l’avvento di Sakren, le era crollato addosso il peso del mandato (e quindi la responsabilità di dover fermare Sakren). La sua particolarità è sprizzare fuoco quando si arrabbia (perciò è bene stare attenti). Nonostante la sua potenza, non è che una ragazza comune con tutti i suoi dubbi e incertezze.
Nimeon Udkils: Principe delle Colline d’Oro, è un vero cavaliere in tutti suoi aspetti. Bello, gentile, responsabile ed educato, ma non insensibile al fascino della bella maga. Come abbiamo visto nello scorso libro, tra i due è scoccato qualcosa ma può, una che non dovrebbe nemmeno esistere in quel mondo, aspirare a diventare, un giorno, regina delle Colline?
Lexon Udkils: Fratello di Nimeon, è un mago naturale. Nonostante la sua giovane età, sembra che la sua potenza sia ben superiore a quella di Ester e, per evitare che non riesca a controllare la magia che scorre in lui, quest’ultima si offre come tutrice e insegnante. Come la maestra, anche la sua particolarità è di esplodere (nel senso letterale del termine) quando si arrabbia.
Dert: Anch’egli un mago naturale, è amico di Ester. Adora gli agi e, a differenza di Ester, usa la magia per soddisfare ogni suo capriccio. Ama essere al centro dell’attenzione, tanto è vero che si materializza sempre all’improvviso urlando come un pazzo: “Dert è qui!”
Oriol: Mago naturale, odia viaggiare e preferisce rimanere nella comodità della sua torre. Infido, prova una certa attrazione nei confronti di Ester.
Sakren: Saverio Crenni, in arte Sakren, è un perfido mago che aveva tentato di conquistare le Terre. E’ stato sconfitto da Ester e Nimeon e, ora, si è ritirato in una villa nella periferia di Napoli. Ha scritto le sue gesta e ne sono diventati dei best-sellers.
Areia: Messaggera dei Regni d’Aria (feiiria), si “installa” con la forza nel castello di Ghidara, ma le sue intenzioni non sono chiare. Come tutte le creature d’aria, è volubile, capricciosa, irascibile e lasciva.
Gaiel: Governatrice dei confini dei territori d’aria, è una donna forte e combattiva. E’ molto curiosa e le piace studiare gli usi e costumi delle persone che abitano le Terre.
Van: Divenuto il nuovo supremo, governa Palaistra e coordina le mansioni dei Magistri e dei maghi naturali.
Aurik: Cavaliere al servizio del Supremo, è una persona pura e onesta. Nonostante possa sembrare tonto, è un ottimo stratega militare.
Ascalon: Messaggero dei Regni di Fuoco (shalmidra), ha riscontrato uno squilibrio della magia nelle Terre che ha influenzato negativamente il suo mondo. E’ stato mandato nelle Terre allo scopo di risolvere questo problema. Taciturno, sa molte cose sulla magia e sugli abitanti delle Terre.
"Aurik... sei sveglio?"
Il cavaliere pensò di essere finito in un incubo.
"No."
"Ti va di parlare un po`?"
"No."
"Sicuro?"
"No."
"Perfetto: allora parliamo."
"No. No... no!..."
Ora che Sakren è stato sconfitto, per Ester, Nimeon e tutti gli altri maghi naturali scampati alla battaglia è finalmente giunta l’ora del meritato riposo. Allora tutti in marcia verso Ghidara, capitale delle Colline d’Oro, città natale di Nimeon. Purtroppo, l’accoglienza nel castello non è delle migliori. Leah Udkils, padre di Nimeon e Lexon, non accetta di buon grado le notizie che il suo primogenito gli porta. Teme i pericoli può correre il suo secondo figlio che si è scoperto un mago naturale e non vede di buon occhio un eventuale matrimonio tra Nimeon e la maga più potente delle Terre. Per evitare la loro unione, mette in guardia Ester che, presa dall’esasperazione, finisce con lasciare il principe. Il Supremo richiama al dovere i maghi naturali che, con la loro negligenza, hanno permesso che le nebbie evocate da Sakren continuassero a infestare le Terre e procurare danni ai loro abitanti. Nel frattempo, Leah cade vittima di un sortilegio che lo tiene in uno stato di coma e Nimeon si ritrova a dover ricoprire la carica di re. Ma a Ghidara non si può mai star tranquilli, perché fa il suo ingresso Areia, una messaggera dei regni d’aria che pare avere un qualche problema. La cosa crea non poca sorpresa dato che le Terre hanno un patto di non interazione con i regni esterni. La creatura lamenta un qualche squilibrio di magia causata dalla diminuzione del numero di maghi naturali, per cui chiede collaborazione e aiuto al re delle Colline. Intanto, Ester viene chiamata per capire quale incantesimo ha colpito il re. La maga riesce ad identificarlo come semen aureo, una magia che scatta solo se la vittima pronuncia certe parole e che porta alla morte dopo diverso tempo. Per quanto riguarda il colpevole, non può essere altro che un “regalo” di Sakren. Ester cerca di mettercela tutta per sciogliere il semen, ma la magia degenera sino a portare il Re ad una morte veloce e inaspettata. La maga, temendo che agli altri reggenti delle Terre sia toccata la stessa sorte, incarica Oriol di effettuare questa verifica. Purtroppo i suoi sospetti erano fondati e i semen stanno effettivamente dilagando tra diversi re. Con la morte di Leah, Nimeon è il nuovo re e Areia, cogliendo la palla al balzo, si propone come moglie. Rifiutare la sua proposta significherebbe scatenare una guerra con il popolo delle creature d’aria. Che fare? Ma a causa delle nebbie che stanno devastando la pianura del sole e un ambasciatore delle Terre di Fuoco che segnala un caldo di magia, il Supremo richiama i due mandatari Ester e Nimeon, offrendo a quest’ultimo una possibilità di fuga in quanto non può sottrarsi ad una riapertura del mandato. E, lavorando di nuovo fianco a fianco, i due ex-fidanzati non possono rimanere ex a lungo…Nel frattempo a Ghidara, Areia convince Dert e Aurik ad andare nel suo regno per annunciare le sue future nozze con il principe Nimeon. Dert, che non crede affatto al calo di magia lamentato dalla creatura, vede questa come un’opportunità per verificare se effettivamente la feiiria ha detto la verità. E se il popolo delle creature d’aria tramasse qualcosa contro le Terre?
"Dovrai fare tu quel dannato passo verso di me, perché io non lo farò. Voglio che tu venga da me, adesso, perché l`unica che può impedirmi di amarti e starti accanto per il resto della mia vita sei tu."
Commento personale
Indubbiamente lo stile di scrittura della Romagnoli, così contemporaneo, lineare e fresco, è già di per sé uno svecchiamento e un`innovazione nella letteratura fantasy. Ovvio, a molti classicisti e amanti del linguaggio epico e cavalleresco, può non piacere, ma io l`apprezzo. E molto. Insomma, chi ha deciso che i personaggi di un mondo fantasy devono necessariamente esprimersi come persone vissute all`epoca medievale? Inoltre, lo stile si sposa perfettamente con l`umorismo eccezionale dell`autrice, il tutto senza smorzare i toni epici della trama. L`intreccio è stato tessuto con maestria: non appena salta fuori un problema, ne arrivano immediatamente altri cento e il lettore non può far a meno di pensare che, nelle Terre, davvero non ci si annoia mai. Ottimo il profilo dei personaggi dove, tra tutti, spiccano Ester (i cui pensieri, dubbi incertezze sono talmente veri che risulta impossibile, per una donna, non identificarsi in lei), Dert (all`inizio può sembrare una semplice "macchietta" ma, proseguendo nella lettura, la sua figura viene meglio delineata risultando, a mio parere, uno dei personaggi meglio riusciti del libro) e Sakren (la cui fredda logicità e deduzione può lasciare letteralmente spiazzati). Interessanti anche i vari "intermezzi" con riferimenti a personaggi vissuti nel passato (un esempio è Raimondo Di Sangro), dove l`autrice ci dà degli "indizi" su come potrà proseguire la storia. In conclusione, la saga della Romagnoli è un incantesimo che costringe il lettore a rimanere incollato a quelle pagine sino alla fine, perché niente è scontato e prevedibile.
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