
Titolo: Il figlio del cimitero (Originale The Graveyard Book. )
Autore: Neil Gaiman
Casa editrice: Mondadori- Collana:I GRANDI
Genere: Fantastico
ISBN: 8804587660
Pagine: 344
Prezzo: 17,00 €
Autore
Nato in Inghilterra, padre di tre figli e padrone di sette gatti, comincia la sua carriera come giornalista. Scrive racconti di fantascienza per riviste erotiche e sceneggiature per fumetti.
Arriva alla DC Comics durante la cosiddetta british invasion (invasione britannica) degli anni ottanta, insieme a Grant Morrison, Jamie Delano, Peter Milligan, Pat Mills, Alan Grant, Matt Wagner e altri ancora, e debutta con Black Orchid, un oscuro personaggio della DC, che trasforma completamente.
Ottiene la consacrazione come sceneggiatore di fumetti grazie a Sandman, noto personaggio della linea Vertigo, sotto-etichetta della DC Comics. Il numero 19 di The Sandman dal titolo A Midsummer Night`s Dream vinse il premio Nebula nel 1990, come miglior racconto breve di fantascienza. Tra le sue opere più importanti c`è The Book of Magic che ridefinisce i personaggi mistici e magici della Dc Comics che ha lanciato una serie spin off scritta da John Ney Reiber.
I fumetti di The Sandman, e gran parte di quelli di Gaiman, sono editi, in Italia dalla Magic Press, che ha anche edito una delle sue opere preferite: Mr. Punch, realizzata con Dave McKean. Da ricordare anche il suo ciclo di Miracleman (17-24) pubblicato dalla Eclipse di cui rimangono inediti gli ultimi numeri che Gaiman vorrebbe far pubblicare.
Gaiman ha scritto anche romanzi, sceneggiature televisive, favole e storie per l`infanzia (da segnalare I lupi nei muri, recentemente pubblicato anche in Italia), drammi radiofonici e testi per canzoni.
Tra i suoi romanzi si ricordano Nessun dove (Neverwhere), nato come serie televisiva, edito in Italia da Fanucci, Stardust, anche questo uscito per la Magic Press, e Good Omens, scritto a quattro mani con Terry Pratchett. Molte delle sue storie brevi sono state raccolte in Smoke and Mirrors: Short Fictions and Illusions. Il suo romanzo, American Gods, pubblicato in Italia da Arnoldo Mondadori Editore, venne premiato con un Hugo quale miglior romanzo.
Da segnalare anche la sua collaborazione con il musicista Alice Cooper, per il quale ha scritto il concept album The Last Temptation (di cui esiste anche un adattamento a fumetti della Marvel Comics, poi riproposto dalla Dark Horse Comics). Inoltre, sempre in ambito musicale, è da ricordare che Gaiman viene menzionato nei primi tre dischi di Tori Amos, Little Earthquakes, Under The Pink e Boys For Pele.
Nel 2003 ha scritto 1602 per la Marvel Comics (edito in Italia in volumi distribuiti nelle fumetterie dalla Panini Comics) e disegnato da Andy Kubert, in cui propone una versione alternativa dell`intero universo Marvel, ambientandone le origini nell`anno 1602. Sempre per la Marvel, nel 2006 ha sceneggiato la miniserie Eternals, disegnata da John Romita Jr., con protagonisti gli Eterni creati da Jack Kirby.
Quarta di copertina
Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all`omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l`hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l`amicizia dei suoi simili, ma anche l`impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni...
Commento personale
Quando si legge un libro dedicato a ragazzi o bambini, si ha sempre il timore che dietro una facciata gradevole e fantastica si nasconda in agguato una lezione morale. Questo di solito squalifica il libro agli occhi del lettore adulto e relega il libro nel dimenticatoio delle opere facili. Ebbene il Figlio del Cimitero non è tra questi volumi, anzi. Senza voler farsi prendere dagli entusiasmi, possiamo immaginare che nell’ideale scaffale dei grandi classici della narrativa per i più giovani, Neil Gaiman si stia ricavando più di uno spazio. Per di più grazie al percorso intrapreso con Coraline, Stardust e i Ragazzi di Anansi, ormai possiamo considerarlo (anche se visto il suo vissuto letterario potrebbe apparire riduttivo) un vero e proprio capofila del genere. L’ideale evoluzione di una scuola (britannica chissà perché?) che parte da Kipling per passare a Tolkien (con l’indimenticato Hobbit) e a Pratchett (ma in tempi più recenti Rowling e Pullman). Con una qualità in più, quella di non abbandonarsi ripiegandosi su una vena epica, comica, favolistica ma facendo del sincretismo di stili e contenuti una bandiera. L’affezionato lettore di Sandman probabilmente sorriderà riconoscendo in questo l’indelebile istrionismo del Gaiman autore di fumetti (ruolo che pare aver giovato soprattutto se considerata la velocità con la quale le pagine volano via). Ma veniamo alla storia. Un bambino senza genitori cresciuto da tutori non umani. E qui il cerchio si chiude, e gia perché subito viene alla mente Kipling e Il suo libro della giungla. Banale? Affatto, se Kipling utilizzava i suoi libri per mostrare i lati più mistici e selvaggi del (fu) Glorioso Impero Britannico nelle sue bellezze e contraddizioni, Gaiman si butta a capofitto nello sviluppo di personaggi talmente complessi da far rimanere di stucco il lettore smaliziato. Perché nel Figlio del Cimitero i tutori non sono i simpatici e disneyani animali, ma i morti. E nonostante questo Gaiman non indugia sull’atmosfera dark, ma anzi tratteggia con abile mano ritratti di fantasmi così credibili da farli apparire “maledettamente” vitali. Vivi poiché nel piccolo cimitero arroccato sulla collina hanno una loro piccola società fatta di idiosincrasie e passioni e maledetti per il loro attaccamento al luogo di sepoltura. Ognuno di essi è un epitaffio ed una storia, che non ha certo i connotati lirici di una Spoonriver, ma che ben gli si avvicina. E’ questo è solo l’inizio. Anzitutto la sorpresa. Il protagonista nasce e diviene adolescente in una manciata di pagine. Questo libera Gaiman dall’assurdo formato della trilogia, tetralogia etc… di formazione (che di fatto nulla aggiunge alla caratterizzazione dei personaggi). E possiamo finalmente goderci il nostro Protagonista dalla sua infanzia spensierata alla problematica adolescenza senza dover attendere anni e sprecare soldi. Ok, il lettore polemico ora penserà che stia barando: infanzia spensierata, problematica adolescenza? Impossibile se si pensa al tessuto socio economico in cui Bod (il protagonista) è vissuto. Ma Gaiman ci sorprende ancora, nel suo microcosmo di morte e appassimento, riesce ,come il migliore Rousseau insegna, a tessere la psicologia del suo figlio di penna in un perfetto equilibrio tra le due anime (e mondi) del romanzo: la Vita e la Morte. Da un lato la puerilità fatta di capricci e giochi, dall’altro la serietà della fine delle cose. Un ‘Alfa e un’Omega che si combattono, si evitano e danzano perfino insieme in uno dei momenti più onirici del romanzo e che circolarmente alla fine si abbracciano (Yin e Yang docet). E finalmente arriviamo al dunque: Morte, cadaveri, cimiteri, non sono elementi di colore (abusatissimi nella letteratura fantastica), ma viene data loro dignità e spessore. Ed è proprio per questo motivo che è un libro da leggere ai propri piccoli , introduce a tematiche elevate con la leggerezza e il tatto del Grande Artista. Ma il lettore adulto? Beh dopo una pagina di citazioni e riferimenti incrociati tra Rousseau, Kipling, Masters e misticismo orientale è ovvio che non ci troviamo di fronte al romanzo da stazione, a saper leggere ci si scopre dentro tanta letteratura, così da appagare il lato colto, una perfetta scrittura, così da saziare il lato formale, e tanto onirismo che non guasta mai.
PS: Dimenticavo le bellissime illustrazioni di Dave McKean che da sole rendono il libro un evento nel panorama Mondadori
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