La saga di Queste Oscure Materie è costituita da tre volumi, ciascuno dei quali ha come “protagonista” - oltre ai personaggi umani e non - un oggetto dotato di particolari poteri metafisici il cui utilizzo costituisce il motivo ricorrente di quella parte di narrazione.
Lo scenario è quello della nostra cara vecchia terra, ma trattato in una dimensione spazio-tempo differente da quella comunemente ritenuta “reale”.
«In quel selvaggio abisso,
Grembo della Natura e, forse, tomba,
Che non è mare o sponda, aria né fuoco
Ma lor cause pregnanti in sé commiste
Confusamente, in una lotta eterna,
Se il Fattore Possente non costringe
Queste oscure materie a farsi mondi,
Nell'abisso selvaggio, cauto, Satana
Sostava all'orlo dell'inferno, e vide,
E ponderò il viaggio... »
(John Milton, Paradiso perduto)
Con questa citazione comincia La Bussola d’Oro, primo volume della Saga “Queste Oscure Materie” di Philip Pullman, da cui fu tratto il famoso film con Nicole Kidman e Daniel Craig.
LA TRAMA
La saga di Queste Oscure Materie è costituita da tre volumi, ciascuno dei quali ha come “protagonista” - oltre ai personaggi umani e non - un oggetto dotato di particolari poteri metafisici il cui utilizzo costituisce il motivo ricorrente di quella parte di narrazione.
Il primo volume - che molti ricorderanno per la trasposizione cinematografica - è la BUSSOLA D’ORO, in cui facciamo conoscenza con la giovane protagonista Lyra e con l’ALETIOMETRO, un marchingegno simile nel meccanismo ad una bussola che, attraverso un complesso codice di simboli e lancette, rivela la verità in merito alle domande che gli vengono poste.
Lo scenario è quello della nostra cara vecchia terra, ma trattato in una dimensione spazio-tempo differente da quella comunemente ritenuta “reale”. Tutti gli abitanti di questo “piano di esistenza parallelo” possiedono un Daimon, cioè uno spirito-guida animale che di fatto incarna la coscienza degli individui, i loro sentimenti e pensieri più intimi e segreti. I
l Magisterium è l’organo che presiede in maniera più o meno occulta a tutte le questioni governative e connesse allo spirito.
Grazie al prezioso strumento in suo possesso, Lyra sarà in grado di scoprire verità piuttosto scomode e di partire alla volta delle terre del Nord, per salvare i suoi compagni di giochi, rapiti da una misteriosa organizzazione.
Il potere ecclesiastico, nel perseguire un programma segreto di studio della materia che chiamano “polvere”, ha ideato infatti una crudele sperimentazione medico-scientifica, le cui cavie sono proprio i bambini: l’intercisione (che consiste nel separare i bimbi dal loro daimon).
Lyra riuscirà a salvare la maggior parte dei suoi amici, grazie all’aletiometro ed al prezioso aiuto dei Gyziani, dell’Orso Corazzato Iorek Birmison, della Strega Serafina Pekkala e dell’aeronauta Lee Scoresby.
Nel secondo volume, dal titolo LA LAMA SOTTILE, vediamo Lyra alle prese con una dimensione parallela assai simile alla nostra realtà contemporanea, in cui casualmente si ritrova catapultata, a causa della ribellione di Lord Asriel, che già nel primo volume ha scoperto essere suo padre.
La bambina si ritrova a CittàGazze e qui incontra Will, un coraggioso coetaneo che sta cercando di ritrovare suo padre, un esploratore scomparso misteriosamente durante una missione.
La dimensione parallela in cui si muovono i due ragazzini è infestata da spettri che divorano lo spirito degli adulti, che in questa realtà non sono rappresentati dai daimon animali-guida come nel mondo di Lyra.
Dopo varie avventure, Will entrerà in possesso di uno speciale coltello capace di aprire varchi dimensionali che consentono di spostarsi attraverso differenti piani di esistenza, mondi e realtà parallele, la “lama sottile” appunto.
Grazie a questo magico artefatto i due bambini potranno fare ritorno allo spazio-tempo di Lyra e mettersi sulle tracce di Lord Asriel.
Nel terzo libro, dal titolo IL CANNOCCHIALE D’AMBRA, mentre Lyra e Will affrontano il piano di esistenza più terrificante - quello della Morte - si scatena la guerra tra i ribelli guidati da Lord Asriel e le gerarchie del Magisterium. Intanto, nel mondo di Will, Mary, una scienziata che ha incontrato per alcuni brevi momenti i ragazzini, fa una straordinaria scoperta che ha attinenza con la materia che nel mondo di Lyra chiamano “polvere”.
Perseguitata per la sua scarsa propensione a condurre le ricerche come “vogliono i suoi superiori”, Mary parte alla ricerca dei due ragazzini e si ritrova in un ulteriore piano dimensionale, dove incontra i Mulefa, una tribù di strani esseri che vivono in simbiosi con un particolare tipo di alberi.
Sarà la donna ad inventare Il Cannocchiale d'ambra che da il titolo al libro, strumento che le consentirà di osservare con i suoi occhi la Polvere, gli effetti benefici che essa produce sull’intero universo e la necessità di preservarne il fluire vivificante, per non decretare insieme alla sua scomparsa anche quella dell’intero pianeta.
L'AUTORE
"A me interessa parlare di temi importanti: la vita, la morte, l'esistenza di Dio, il libero arbitrio. Il fantastico non è fine a se stesso, ma sostiene e da corpo al realismo. Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. 'Non devi' è presto dimenticato, 'C'era una volta' durerà per sempre'". Philip Pullman.
Philip Pullman nasce a Norwich nel 1946, studia in Inghilterra, nello Zimbabwe e in Australia, fino a che la sua famiglia non si trasferisce nel Galles settentrionale, dove frequenta le scuole superiori di Ysgol Ardudwy e Harlech, per poi infine approdare al College Exeter di Oxford.
Insegna nelle scuole di Oxford per diversi anni, prima di essere trasferito al Westminster College nel 1986.
Nel 1982 vede la luce il suo primo libro per ragazzi: "Il Conte Karlstein", primo volume della saga di Sally Lockhart.
Si distingue subito per l'attenzione al periodo storico e soprattutto alle condizioni sociali della gente che vive nell'epoca di cui racconta e colpisce in particolare l'originalità del suo scrivere.
Nella serie noir di Sally Lockhart, ambientata verso la fine dell'800, narra le avventure di una ragazza rimasta orfana ed educata in modo poco classico per il suo tempo, che aiutando quello che sarà il suo futuro amore a far fiorire e gestire uno studio fotografico, finisce per smascherare traffici nascosti, ingiustizie sociali e pirati.
Infine, aprendo una propria agenzia di consulenza economica, tratta argomenti come i pogrom, l'inizio del socialismo, le persecuzioni antisemite a ridosso della prima guerra mondiale, le premesse alla nascita dello stato d'Israele e svariati altri fatti storici, che seppur romanzati offrono spunti di riflessione e approfondimento personale anche ad un pubblico giovane.
Scrive anche altri racconti brevi, ma la sua consacrazione come autore arriva con la saga "Queste Oscure Materie", il cui primo volume "La Bussola d'oro" vede la luce nel 1995.
L'opera è indirizzata ai ragazzi, ma attira anche un numero crescente di lettori adulti. Pullman viene insignito con l'Order of the British Empire nella lista d'onori del capodanno 2004.
I singoli volumi della trilogia hanno vinto diversi importanti premi letterari nel Regno Unito e l'intera trilogia vince il Premio "Astrid Lindgren Memorial" del 2008, il "nobel" della letteratura per ragazzi.
La notorietà - acquisita soprattutto in seguito all'uscita del film La Bussola d'Oro - tuttavia non distoglie Pullmann dalla sua personalissima visione della realtà, che qualcuno giudica indubbiamente scomoda.
Egli dice di sé (risposte date dallo stesso Pullmann nel corso di svariate interviste):
Lei ha un daimon Mr. Pullman?
«Certo. E, come quello degli scrittori, è una gazza ladra: perché noi rubiamo da tutto e da tutti.»
Consideri offensivo che i gruppi cristiani ti accusino di diffondere sentimenti antireligiosi?
«No. Penso soltanto che costoro debbano condurre vite piuttosto noiose, per trovare minaccioso qualcosa di così innocuo.»
«Naturalmente non voglio far propaganda: scrivo storie, non argomentazioni. Ma allo stesso tempo, se credi fermamente in qualcosa, le tue opinioni influenzeranno il modo in cui racconti storie, e il tipo di storie che ti vengono in mente.»
Credi che sia inevitabile uno scontro fra la cultura secolare e quella religiosa, dato che il fondamentalismo religioso sta crescendo nel mondo?
«Credo che la moda dei fondamentalismi passerà prima o poi. Vivere su un picco di isteria è emozionante per un po', ma poi la gente si stufa di lapidare i martiri e di esorcizzare i diavoli e di aver paura delle ombre, e vuol tornare a vivere normalmente. Ma se uno scontro del genere dovesse avvenire, allora dovremo combattere.»
Se i libri di Narnia sono un'allegoria cristiana, allora "Lo Spaventapasseri e il suo Servitore" potrebbe essere interpretato come un'allegoria dell'umanismo?
«Be', potrebbe esserlo; ma non so cosa ci guadagneremmo. Non l'ho intesa come un'allegoria – non mi piacciono affatto le allegorie – ma come una semplice favola.»
Ho letto la trilogia di "Queste Oscure Materie, e a me sembra che dia conferma alla mia fede cristiana, pur criticando le organizzazioni ecclesiastiche. Un lettore ha il diritto di leggere in senso cristiano/religioso un testo che in teoria è improntato all'ateismo?
«Santo cielo. Da dove vengono queste idee? "Un testo che in teoria è improntato all'ateismo"? Chi l'ha detto? Io no di certo. E quanto ad avere il diritto o meno di leggerlo in un modo potenzialmente non autorizzato: io credo fermamente nella completa democrazia del testo. Mi sembra che tu pensi che la lettura sia fatta di regole e divieti e comandamenti. Non lo è! Neanche un po'! Una volta che il libro è nelle tue mani, LA SUA INTERPRETAZIONE TI APPARTIENE. Puoi leggerlo come meglio credi, e trarne il significato che ha senso per te. Questa è la grande libertà della lettura.»
«Naturalmente, se vuoi persuadere qualcun altro che la tua lettura è quella giusta, devi fare le solite cose che fanno i critici letterari: trovare conferme nel testo, cercare immagini ricorrenti o influenze che sostengano la tua teoria sul significato del testo, e così via. Ma l'idea che l'autore stia lì, con occhio severo, a spiare ogni singolo lettore per assicurarsi che leggano tutti NEL MODO GIUSTO, è un'idea che pertiene a qualche incubo autoritario di controllo delle menti. Leggere è democrazia!»
IL FILM
Il Film "La Bussola d'oro" di Chris Weitz, prodotto dalla New Line Cinema, nel cui cast figurano Nicole Kidman, Daniel Craig, Sam Elliot, Dakota Blue Richards ed Eva Green, uscì nel dicembre del 2007, a un anno di distanza dall'uscita nelle sale del primo capitolo delle Cronache di Narnia "il leone, la strega e l'armadio".
La Bussola d'oro - forse ad opera delle stesse case cinematografiche che così facendo speravano da una parte di tenere alta la curiosità del pubblico e dall'altra di denigrare la produzione avversaria - divenne così incarnazione dell'antitesi laica rispetto ai valori cosiddetti religiosi cui le Cronache si rifarebbero.
Personalmente ritengo abbastanza sciocco ridurre la fantasia ad una mera guerra di religione e sono certa che anche il buon Pullman - almeno a giudicare dalle sue affermazioni precedentemente citate in questo stesso articolo - la pensa in fondo così, ma si sa che quel grande catalizzatore che si chiama "denaro" impone al cinema regole piuttosto strette quando si tratta di incassi.
E purtroppo, nonostante gli elevati costi di produzione, La Bussola d'Oro non spopolò ai botteghini degli States e solo il discreto successo di pubblico ottenuto in Europa impedì che il film diventasse un colossale fiasco.
La casa cinematografica New Line Cinema è stata nel frattempo acquistata dalla Warner Bros e i diritti dell'opera di Pullman sono passati a quest'ultima, che sta ancora valutando l'ipotesi di dare un seguito alla Bussola d'Oro.
Da una parte il piatto è ghiotto, ma dall'altra lo scarso successo che il film ottenne in America inducono la casa di produzione a valutare le cose con una certa cautela e fino ad oggi.
Nonostante siano circolate voci riguardo ad un preliminare script che la Warner avrebbe messo insieme nel 2008, a tutt'oggi non c'è nulla che dia credito all'ipotesi di una ripresa del progetto di una riduzione cinematografica degli altri due episodi che compongono la saga "Queste Oscure Materie".
D'altro canto, sembra che un ulteriore elemento di "disturbo", che sconsiglierebbe ai produttori di imbarcarsi in questa avventura, sia costituito proprio dalle accuse di "ateismo" che una certa parte del mondo cattolico rivolge all'opera di Pullmann: non è facile per chi ha una visione fondamentalista e ristretta della religione, accettare di veder fortemente ribaltato il concetto di divinità e di aldilà, foss'anche per lo spazio di un momento dedicato alla narrazione di una storia "fantastica" e che come tale esula quindi dalla realtà quotidiana.
LA RELIGIONE E L'ACCOSTAMENTO ALLE CRONACHE DI NARNIA
La trilogia "Queste Oscure Materie", che vede un'Europa governata da una teocrazia che mescola elementi cattolici e calvinisti, in cui la fisica è trattata come teologia sperimentale e la presenza di una cosmogonia con riferimenti al Paradiso perduto di John Milton, è stata aspramente attaccata da alcuni gruppi di oltranzisti cattolici.
Alcuni, come Peter Hitchens, affermano che Pullman segue un'agenda anti-Cristiana, basandosi sulla cattiva luce in cui è messa la "Chiesa" nella trilogia.
Hitchens vede in "Queste Oscure Materie" una risposta diretta alla serie di C.S. Lewis "Le Cronache di Narnia" (peraltro pesantemente criticata dallo stesso Pullman), per i suoi elementi cristiani.
Questa tesi mira a sostenere come l'ambientazione di Pullman ricalchi quella di Lewis: i mondi paralleli e il loro destino a rischio; bambini posti davanti a scelte morali da adulti; allegorie religiose e "animali" parlanti. Un'altra similitudine riscontrata dai sostenitori di questa ipotesi è la presenza di una bambina che si nasconde in un armadio nei primi capitoli de "La Bussola d'oro", che ricorderebbe l'altra bambina de "Il leone, la strega e l'armadio".
La tesi della voluta similitudine iniziale tra le due opere ha comunque ben poco senso, poiché ben diverse sono le situazioni e ben diversi gli sviluppi dell'atto del nascondersi: nell'opera di Lewis, la piccola Susan, giocando a nascondino, si nasconde nell'armadio che si rivela essere la porta al mondo di Narnia, mentre Lyra, la protagonista della Bussola d'oro, si nasconde in un comune armadio per non essere scoperta, mentre curiosa nelle stanze degli accademici.
In ogni caso le critiche di Pullman al ciclo di Narnia sono condivise e diffuse in commentatori di area liberale, come Polly Toynbee.
Pullman ha criticato soprattutto l'uso di una cura fittizia contro il cancro in uno dei libri di Narnia, cosa che avrebbe dato speranza ai bambini lettori che avevano conoscenti, familiari o amici che ne soffrivano [senza fonte]. Ha anche criticato il modo in cui Lewis esclude il personaggio di Susan dalle scene finali nel paradiso di "L'ultima Battaglia", dicendo che «scende nell'inferno» a causa del suo crescente attaccamento terreno e al suo rifiuto di Narnia.
I fan di Lewis sostengono che Pullman esageri; Lewis non ha mai accennato al destino finale di Susan e mai ha escluso la sua possibilità di raggiungere più tardi i suoi amici nel paradiso.
Dall'altro canto, le critiche rivolte a "Queste Oscure Materie", prima dell'uscita del primo film tratto dalla trilogia (dicembre 2007), rimangono limitate al mondo britannico, ma non hanno trovato l'appoggio della chiesa ufficiale. Anzi, il massimo esponente della Chiesa d'Inghilterra, l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, in un confronto con lo stesso autore, ha evidenziato il fatto che gli attacchi di Pullman si concentrano sui vincoli dogmatici e l'uso della religione come strumento di oppressione, e non sul cristianesimo stesso.
L'arcivescovo propone persino il trattamento di "Queste Oscure Materie" nelle lezioni di religione a scuola, in quanto sarebbero utili per meglio indirizzare le inadeguatezze di certi corsi di religione.
Certo è che leggendo i libri di Pullman, ci si ritrova immersi in un profondo senso religioso e spirituale, libero dai dogmi imposti e forse più simile all'animismo dei popoli antichi, ma tutto questo è ben lontano dall'ateismo di cui è stato tacciato!
COMMENTO ALL'OPERA
Premetto che non avendo letto le "Cronache di Narnia" (ed avendo tiepidamente apprezzato i film tratti dalla saga), non ho elementi per approfondire l'antipatica contrapposizione che oppone l'opera di Lewis a quella di Pullman.
Sono però fortemente critica di fronte a questo genere di polemiche, che tendono a dividere il mondo nettamente con un colpo di accetta: i buoni tutti da una parte e i cattivi dall'altra. Non così vanno le cose e se anche un'opera può piacermi più di un'altra e suscitare in me emozioni e pensieri più profondi, non per questo mi sento in dovere di denigrare lo sforzo creativo di un altro autore, che ha comunque raggiunto il gradimento di un vasto pubblico, che io rispetto e ritengo capace di gradire o non gradire qualcosa al par mio.
Quindi, tralasciando a piè pari "Le Cronache" ed ogni confronto con esse, mi limiterò a parlare di "Queste Oscure Materie", una saga che mi ha letteralmente incantato!
Innanzi tutto, chapeau all'Autore per le citazioni letterarie che introducono a ciascun capitolo come i versetti di una profezia che preluda agli accadimenti in esso narrati.
Onore al merito delle eviddenti ricerche che l'Autore ha fatto nel campo della fisica quantistica, prima di andare a trattare - seppur in maniera fantasiosa - di materie che sono effettivamente ancora molto oscure e controverse, nonostante i risultati a dir poco sorprendenti che i fisici quantistici sono riusciti ad ottenere.
E onore all'originalità di una storia che appassiona e trascina il lettore senza un solo attimo di tregua, ipnotizzandolo, catturandolo tra le pagine del racconto, accompagnando i protagonisti da un mondo all'altro, con un pizzico di desiderio per quei loro daimon pelosi e parlanti che danno il massimo del conforto allo spirito e alla mente: il conforto dell'anima profonda, quella parte del sé che registra i pensieri, le emozioni e i sentimenti e che apprende e si evolve grazie a ciò che questo misterioso codice registra nel DNA.
Il mio daimon era Ramses, il mio meraviglioso gatto: quando, nello scorso novembre, se ne è volato dall'altra parte del velo, mi sono sentita proprio come uno dei bimbi che avevanosubito l'intercisione, la separazione dal daimon, dalla loro anima profonda; il mio gatto ha rappresentato questo per me e non sono più riuscita a sentirmi completa e in perfetta armonia da quando lui non è più accanto a me a condividere l'intimità dei miei pensieri che nessun essere umano potrebbe mai riuscire a compenetrare.
Leggendo il libro di Pullman, ho capito meglio quel legame e il senso del mio sentirmi dimezzata.
"Queste Oscure Materie" è una creazione di fantasia, ma assolutamente autentici sono i sentimenti di cui racconta, le introspezioni, i dubbi e i conflitti di coscienza che ciascuno di noi è chiamato ad affrontare nel corso della sua esistenza.
Non si tratta certo di un'opera facile da digerire, eppure è scritta con una tale leggerezza di stile da risultare appetibile anche per un pubblico giovanissimo, proprio per il piglio avventuroso e rocambolesco della storia e per la splendida caratterizzazione dei personaggi, in cui è facile identificarsi e trovare stimoli capaci di nutrire il bisogno di fantastico che attira alla lettura gli appassionati del genere fantasy.
È comunque un'opera destinata ad essere apprezzata soprattutto da un pubblico dal palato fine, che non si accontenta della solita storiellina del drago e dell'ammazzanemici, che per arrivare alla parola fine ha bisogno di attraversare quante più batoste possibili perché altro la trama non regala. "Queste Oscure Materie" può essere letto - al pari delle opere dei più grandi come Tolkien e la Zimmer Bradley - su diversi piani di lettura, che si legano insieme per un maggior godimento dell'opera intera.
Certo ci sono molti riferimenti al mondo dello spirito, ma personalmente non vi scorgo nessuna denigrazione se non per quei poteri che divengono oppressivi in nome del dogma che rappresentano… poteri temporali di stampo medioevale e inquisitorio, che i cattolici dovrebbero aver superato da un pezzo, in seguito al Concilio Vaticano Secondo; solo una mentalità ristretta e integralista può scatenare una caccia alle streghe leggendo l'opera di Pullman, che è comunque pur sempre (e dichiaratamente) opera di FANTASIA.
Ottime le descrizioni dei vari scenari in cui si muovono i personaggi, che toccano talvolta persino le elevate sfere della Poesia.
Indimenticabili infine alcuni episodi salienti del libro, come il rapporto con le Arpie, il colloquio tra Asriel e la Coultner poco prima dell'epilogo finale, la descrizione dell'amicizia che unisce la scenziata Mary al popolo dei Mulefa e l'armonia in cui vivono questi ultimi, che riesce alfine a far comprendere la vera natura della famigerata Polvere, che altro non è se non quello spirito di magia e di amore di cui tutti avremmo gran bisogno nella nostra contemporanea realtà.
GIUDIZIO: OTTIMO
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