Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo

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Thorin scrive:
Titolo: Pathfinder – La leggenda del guerriero vichingo
Regista: Marcus Nispel
Distribuito da: 20th Century Fox
Genere: Azione
Visione: Colore
Durata: 99 minuti
Produzione: Marcus Nispel, Mike Medavoy, Arnold W. Messer
Musiche: Jonathan Elias
Sito ufficiale: http://www.pathfinderdvd.com/

“Ci sono due lupi che lottano nel cuore di ogni uomo: uno è l'amore. L'altro è l'odio”

Uscito a fine agosto nelle sale italiane, Pathfinder è un film ambientato nel nord America, precisamente 600 anni prima dell’arrivo di Colombo. Qui si sviluppa lo scontro fra i terribili vichinghi e le comunità indiane del posto. Protagonista è il giovane Ghost, vichingo abbandonato da piccolo e cresciuto dai nativi americani. Fra scontri cruenti, fiumi di sangue e cime innevate, viene ambientato un pallido remake del film norvegese ‘Ofelas’ del 1987, che non riesce, a causa di una trama scialba e dialoghi scadenti, a raggiungere i livelli che i trailer ci avevano fatto sperare. Ma vediamo assieme, in questa recensione, di cosa stiamo parlando.


“Ne ucciderò più che posso”

“E dopo?”

“Non ci sarà nessun dopo”

Attori e Personaggi:

Prima della descrizione dei vari personaggi, una piccola nota introduttiva. Nell’intero film non viene citato alcun nome dei protagonisti, rendendo quindi impossibile il riconoscimento degli stessi. I seguenti sono quindi quelli ufficiali del film americano, che i nostri doppiatori non hanno dovuto tradurre. Anche nei titoli di coda, a fatica si riesce a ricollegare l’attore al personaggio interpretato.

Ghost: protagonista del film, è interpretato dal neozelandese Karl Urban (Éomer nella trilogia de ‘Il Signore degli Anelli’, nonché attore in film come ‘The Bourne Supremacy’, ‘The Chronicle of Riddick’ e le serie ‘Xena: principessa guerriera’ e ‘Hercules: The Legendary Journeys’). Di stirpe vichinga, viene abbandonato dal suo popolo durante una delle scorribande in terra americana. Qui viene accolto dai pellerossa, che lo crescono fra di loro, nonostante le prime riserve verso il suo aspetto e la sua origine.

StarFire:
figlia del capo tribù dei pellerossa, è interpretata dall’attrice e modella statunitense Korinna Moon Bloodgood. La giovane è innamorata di Ghost, ma i due riescono a vedersi solo raramente, poiché le due tribù di pellerossa a cui appartengono abitano a molta distanza. Ciò nonostante, StarFire aiuterà Ghost nella sua missione.


Pathfinder: capo dei pellerossa, nonché padre di StarFire, è interpretato dal noto attore statunitense Russel Means, già protagonista di numerosi film nella parte di pellerossa, fra cui ‘L’ultimo dei moicani’. Con la sua saggezza, sarà di aiuto a Ghost nei momenti critici della sua missione.

BlackWing: appartenente alla tribù di Pathfinder e StarFire, è interpretato dall’attore statunitense Jay Tavare. E’ uno fra i migliori della tribù e quasi sicuramente il predestinato successore di Pathfinder. Inizialmente guarderà con astio Ghost, soprattutto per il suo rapporto con StarFire, ma avrà modo di redimersi.


“Se non sei abbastanza forte da uccidere l'orso, usa la sua forza per ucciderlo”

Trama:

A seguito di una feroce battaglia combattutasi nel nord America fra vichinghi e nativi americani, il giovane Ghost, vichingo, viene abbandonato sul suolo nemico. Ritrovato da una pellerossa, viene accolto nell’accampamento indiano dove, nonostante il riservo iniziale, viene infine accettato. Trascorre qui la sua giovinezza, senza però dimenticare le sue origini e, soprattutto, i suoi incubi. Difatti l’abbandono del giovane non pare essere stato casuale, ma dovuto alla sua contrarietà nel volere uccidere in combattimento. Le scene orribili della sua gente che uccide i pellerossa continuano a tormentarlo, ed è per questo che giornalmente si allena con la sua spada, ultimo simbolo del suo popolo, in attesa che si ripresenti l’occasione per vendicarsi.

E l’occasione si ripresenta: i vichinghi sbarcano nuovamente nel nord America e, mentre Ghost è impegnato in una battuta di caccia, distruggono la sua tribù e l’accampamento. Quando il giovane tornerà, si troverà contro i vichinghi. Riuscito a scappare e soccorso da un’altra tribù di pellerossa, riorganizza il suo attacco, deciso a ucciderli tutti, con il solo aiuto della sua spada.

Ma altre tre figure lo seguono, a sua insaputa, nell’impresa: il primo è un pellerossa ritardato, considerato dal resto della tribù lo sciocco del villaggio. Quindi StarFire, figlia del capo e innamorata di Ghost, e Pathfinder, il saggio capo indiano che aiuterà Ghost con le sue parole.

Il giovane si scontrerà infine contro i vichinghi, in numero ben superiore delle sue forze, ma la conoscenza del luogo sarà a suo favore, permettendogli di allineare i piatti della bilancia…


"Prendi la mia strada. Io prenderò la tua."

Impressioni personali:

Molto discusso sia dalla critica che dal pubblico, Pathfinder è effettivamente un film scialbo e sicuramente non fra i migliori del genere. Già a partire dalla trama, ci troviamo davanti a qualcosa di ben poco innovativo, presentato già innumerevoli volte sugli schermi e sulla carta stampata. Nessun colpo di scena, nessuna situazione inaspettata: tutto fila liscio fino al finale, che già dopo la prima mezz’ora il pubblico potrà aver compreso. A questo si aggiungono dialoghi poco incisivi, quasi inutili e sicuramente scontati, e una serie di cliché sui due popoli. Le scene di battaglia sono rese inoltre molto male, rendendo quasi impossibile seguirle, a causa anche della scelta di ambientare il tutto in luoghi talmente bui che è difficile intravedere i vichinghi.

Ed è proprio nel rifacimento di questo popolo che si notano le più grandi mancanze: passi la scelta di farli parlare in norreno e non farli tradurre dai doppiatori (rendendo di fatto incomprensibili alcune scene del film), ma le loro sembianze sono più riconducibili a quelle di mostri che di combattenti. Vestiti con enormi armature (che di fatto avrebbero dovuto impedirli non poco nel movimento, e invece li vediamo correre come se nulla fosse in mezzo alla foresta), emettono suoni al limite dell’umano e si comportano in maniera ben poco sensata. Anche qui, vengono riproposti i soliti cliché riguardo agli elmi con le corna, la poca igiene e la rozzezza della civiltà, tutti elementi storicamente inesatti.

Deludente anche l’interpretazione dei personaggi: Karl Urban (Ghost) non pare all’altezza del personaggio, non riuscendo ad assegnargli un’anima e recitando per tutto il tempo con la solita espressione sperduta. Già meglio gli altri attori, sebbene siano ben distanti dal creare figure epiche o almeno all’altezza del ruolo. D’altra parte, con una trama del genere…

Per concludere, un film con cui non vale la pena perdere tempo. Rimarranno delusi infatti sia coloro che amano il genere e l’ambientazione, sia coloro che sperano in un bel film epico che ci ripresenti scene di guerra alla ‘Braveheart’ o al più recente ‘300’.


 

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