Radagast scrive:
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La figura di re Artù è stata sempre molto emblematica e discussa sia per quanto riguarda la sua reale esistenza che per le innumerevoli leggende che lo riguardano. Alcune teorie lo vorrebbero inquadrato nel tardo V secolo e impegnato nel combattere il paganesimo sassone nella zona del Galles, ma ovviamente la realtà lascia lo spazio al mito e a tutto quello che riguarda il vero e proprio ciclo bretone. In questa recensione prenderemo in esame la versione cinematografica tratta dal film Excalibur datato 1981 e diretto dal regista Jhon Boorman. |
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Da lunghi anni oramai le terre sono nel caos e nella carestia e solo una valida guida potrebbe risollevare il popolo. colui che riuscirà ad estrarre Excalibur dalla roccia sarà degno di diventare re, innumerevoli cavalieri tentarono invano. Un giorno sir Hector volle che suo figlio Kay provasse ad estrarla, ma Artù, in un momento di distrazione generale, estrarrà la mitica spada, e grazie all’arrivo di Merlino saranno chiarite le cose e svelata la vera identità del giovane scudiero.
Tuttavia molti nobili non riconobbero Artù come legittimo sovrano considerandolo ancora troppo giovane e inesperto per poter regnare, mentre alcuni sosterranno che egli sia in grado di governare rettamente date le sue origini. Tutto questo sfociò successivamente in una guerra dove, Artù con l’aiuto dei cavalieri suoi alleati fra cui Laudegrance, riuscì a sconfiggere in battaglia i suoi nemici divenendo così il sovrano leggendario che tutti conosciamo. In breve tempo Artù diventò amatissimo da tutto il popolo, anche grazie ai saggi consigli di Merlino, riuscì a instaurare un governo giusto e stabile, in seguito si innamora della bella Ginevra,figlia di Laudegrance, che diverrà poi sua moglie.
Con lui si schiera anche Lancillotto, un valoroso cavaliere mai battuto in combattimento se non da Artù in persona (e con l’aiuto di Excalibur), viene inoltre edificata Camelot e niente e nessuno sembra in grado di turbare la pace e la prosperità che si è venuta a creare.
Da tempo qualche nemico di Artù, bramoso di potere, si mosse alle sue spalle.
la sorella di Artù, Morgana, che stava divenendo una potente maga, nonché avversaria di Merlino, convinse il cavaliere Gawain a oltraggiare la regina, accusandola di adulterio nei confronti di Lancillotto. Il cavaliere, tuttavia, sconfisse Gawain in singolar tenzone salvando l’onore della regina. Morgana però, frustrata dall’insuccesso, con un inganno convinse Merlino ad insegnarle il suo incantesimo più potente, "la magia del fare" e costrinse in una prigione quest’ultimo proprio grazie a questo potente sortilegio.
Contemporaneamente Lancillotto e Ginevra si innamorarono e Artù, scoperti gli amanti, si infuriò, abbandonò Excalibur e il benessere del regno venne dissolto. Morgana inoltre, sempre con l’inganno, riuscì a concepire un figlio con il fratello, che sarà diretto successore del regno di Camelot, e riuscì a corrompere diversi cavalieri della tavola rotonda prima fedeli ad Artù.
Ebbe così inizio un periodo di carestia e decadenza per il regno di Camelot; Artù è ormai quasi infermo, senza più la guida di Merlino e l’appoggio della sua sposa non trovando più un motivo per essere re. Lancillotto disperato per il tradimento vagò per il regno, senza meta né pace.
Proprio quando le speranze stanno svanendo e Morgana con il suo perfido figlio Mordred stavano prendendo il potere, ecco che una speranza riappare, infatti un cavaliere di nome Parsifal (prima scudiero di Lancillotto) trovò il Santo Graal con il quale donò nuova energia al re ormai morente. Artù, rinvigorito, riorganizzò i suoi cavalieri e le sue truppe ,ormai sfinite, per marciare contro Mordred. anche Lancillotto si unisce a loro, per affrontare la battaglia finale di Camlann.
Ferito a morte dal figlio che viene ucciso a sua volta, il re viene trasportato dalle fate alla mitica isola di Avalon, leggendaria dimora eterna, mentre Parsifal eseguì l’ultimo ordine del re rigettando Excalibur nel lago dove la dama la ricustodirà fino a che un giorno non sarebbe venuto un re degno di impugnarla.

La storia di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda è un argomento che mi ha sempre affascinato fin da bambino, quando mio padre mi raccontava le gesta eroiche del mitico condottiero Artù che difendeva gli innocenti e elargiva giustizia a tutti i suoi sudditi.
La prima volta che mi sono trovato davanti al film di Excalibur mi sono emozionato trovandomi le immagini che mi ero sempre figurato leggendo il libro davanti agli occhi, quindi penso che il film sia veramente attinente a quello che è l’immaginario collettivo; ovviamente non può essere affascinante quanto la lettura del libro, specialmente per gli appassionati, ma ritengo che sia, comunque, un ottimo compromesso.
la bibliografia relativa all’argomento è infinita. Girando tra gli scaffali di una libreria qualunque, si possono trovare pubblicazioni e storie più o meno simili a quella da me appena narrata.
Ho voluto prendere in esame il suddetto film, perché è la versione che mi emoziona di più e che ritengo, personalmente, essere la più affascinante.

Recensione a cura di Radagast
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