
Titolo originale: Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull
Paese: USA
Anno: 2008
Durata: 125`
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: avventura
Regia: Steven Spielberg
Soggetto: George Lucas, Jeff Nathanson
Sceneggiatura: David Koepp
Produttore: Frank Marshall
Produttore esecutivo: George Lucas, Kathleen Kennedy
Casa di produzione: Lucasfilm, Paramount Pictures
Trailer del film:
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Casting: |
La pellicola è il quarto capitolo delle avvenure del famoso archeologo, anche se cronologicamente si tratta del 26°, contando oltre ai film anche le produzioni televisive.
Il film era in fase di produzione già al tempo della distribuzione di Indiana Jones e l`ultima crociata (1989), ma la realizzazione venne rimandata poiché Spielberg e Ford disapprovavano l`idea iniziale di Lucas.
La squadra di produzione ha dichiarato che la pellicola è stata girata, come le tre precedenti, prediligendo l`uso di stuntmen rispetto al ricorso a effetti speciali di computer grafica. Ci furono diverse bozze della sceneggiatura ma alla fine David Koepp produsse lo script che riuscì finalmente a soddisfare contemporaneamente Spielberg, Lucas e Ford. Le riprese hanno avuto inizio il 18 giugno 2007 e si sono svolte in New Mexico, New Haven, Connecticut, Hawaii, Fresno, California e a Los Angeles per gli interni.
Il direttore della fotografia Janusz Kamiński ha studiato approfonditamente lo stile usato da Douglas Slocombe nei precedenti episodi della serie per mantenere una continuità estetica con i film precendenti.
Il marketing ha confidato moltissimo sulla nostalgia del pubblico nei confronti della saga, producendo prodotti ispirati a tutti e quattro i film. Le anticipazioni riguardanti il film sono state controllate da una fortissima segretezza, spesso sconfinata in dispute legali per violazioni dell`accordo di non divulgazione.
Il film è stato distribuito il 22 maggio 2008 negli Stati Uniti e il giorno successivo in Italia.
Trama
Commento
Prima di parlare del film, vorrei brevemente introdurre l`argomento da cui prende spunto e che ne è il titolo e cioè il mistero dei Teschi di Cristallo.
Si tratta di artefatti in cristallo di quarzo o di ossidiana rinvenuti in diverse località dell`America Centrale e meridionale, che riproducono con incredibile precisione le fattezze del cranio umano. La singolarità di tali manufatti è data dalla perfezione delle forme e dalle affermazioni degli scenziati che li hanno analizzati, secondo i qualii non furono utilizzati strumenti di metallo o pietre o di legno per scolpirli. I teschi parrebbero addirittura essere stati creati grazie all`ausilio di strumenti moderni come il laser o il cesello di precisione. Anche la loro datazione è controversa, dacchè alcuni archeologi parlano di datazione precolombiana, mentre altri ritengono si tratti di manufatti di più recente fabbricazione ed altri ancora ipotizzano che si tratti di veri e propri messaggi esoterici collegati alla perduta Atlantide.
Molti scrittori hanno tratto ispirazione da tutte le suggestive ipotesi avanzate da archeologi, esoterici, scienziati e ricercatori ed ecco che anche il nostro Indy, nella sua ultima avventura cinematografica, si trova a fare i conti con questi misteriosi artefatti.
L`epilogo della saga, cominciata più di vent`anni fa nel deserto del Sinai, rimanda al primo film (che resta comunque il migliore della serie) ed è abbastanza scontato per molti versi, ma ugualmente si apprezza la conclusione di un ciclo che ha segnato profondamente il cinema fantastico e avventuroso dell`ultimo ventennio. Speriamo però di non dover seguire anche le future gesta del figlio di Indy!
Gli effetti speciali non mancano, come non può mancare il riferimento ai soggetti di connotazione esoterica legati al mistero dei teschi di cristallo. Ho trovato interessante l`ipotesi proposta dal film al riguardo, che unisce in un unica suggestiva dimensione trascendentale gli artefatti e la presunta conservazione di cadaveri extraterrestri presso la base americana del Nevada.
Per il resto si tratta del solito polpettone di fughe rocambolesche ed azioni acrobatiche, che il vecchio Indy dimostra di poter ancora affrontare vittoriosamente, nonostante il peso degli anni. Harrison Ford ha dalla sua una certa accattivante ironia, che riesce a far chiudere un occhio sull`inverosimile di certe situazioni e sul come il nostro eroe riesca sempre ad uscire miracolosamente indenne da auto in corsa, nemici, esplosioni e forze della natura scatenate. Salvo soccombere tra le braccia amorevoli della sua compagna di avventure.
D`altronde si tratta di un film di pura evasione e allora che male c`è se, per una volta tanto, almeno per finta, gli eroi vincono sempre e la fanno in barba ai cattivi?

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