Angeli e Demoni

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Titolo originale: Angels & Demons
Lingua originale:
Inglese
Anno:
2009
Durata:
140 minuti
Genere:
thriller
Regista
: Ron Howard
Sceneggiatura:
David Koepp, Akiva Goldsman
Produttore:
John Calley, Brian Grazer
Produttore esecutivo:
Dan Brown, Todd Hallowell
Fotografia:
Salvatore Totino

Montaggio: Daniel P. Hanley, Mike Hill
Effetti speciali: Daniel Acon, Tony Centonze, Clark James, Jeremy Lovett, Clay Pinney, Thomas Rasada, Dominic Tuohy
Musiche: Hans Zimmer
Scenografia: Allan Cameron
Costumi: Daniel Orlandi
Trucco: John Blake, Tony Gardner, Steve Prouty

Interpreti e personaggi
Tom Hanks: Robert Langdon
Ewan McGregor: Camerlengo Patrick McKenna
Ayelet Zurer: Vittoria Vetra
Stellan Skarsgård: Richter
Pierfrancesco Favino: Comandante Ernesto Olivetti
Nikolaj Lie Kaas: Assassino ("Mister Gray")
Armin Mueller-Stahl: Cardinale Strauss
Thure Lindhardt: Chartrand
Carmen Argenziano: Silvano Bentivoglio
David Pasquesi: Claudio Vincenzi
Franklin Amobi: Cardinale Lamasse
Curt Lowens: Cardinale Ebner
Bob Yerkes: Cardinale Guidera
Marco Fiorini: Cardinale Baggia, poi Papa Luca I
Elya Baskin: Cardinale Petrov
Gino Conforti: Cardinale Pugini
Cosimo Fusco: Padre Simeon
Victor Alfieri: Tenente Valenti
Ursula Brooks: Reporter inglese
Endre Hules: Scienziato del CERN
Norbert Weisser: Scienziato CERN

NOTIZIE DI PRODUZIONE E CASTING

La produzione di questo film ha subito diversi rallentamenti e modifiche in corso d’opera ed anche il suo costo di produzione è lievitato a dismisura.
Nel 2003 la Sony Pictures acquisì i diritti d`autore dei romanzi Angeli e demoni e Il codice da Vinci. A Goldsman fu attribuito l’incarico di stilare la sceneggiatura del libro, ma prima di cominciare la lavorazione del film, un altro sceneggiatore, David Koepp, fu incaricato di rivedere lo script di Goldsman per renderlo più consono al cinema e trattarlo come fosse un sequel de Il Codice da Vinci (il romanzo Angeli e demoni è stato pubblicato in Italia solo dopo il successo riscosso dal primo romanzo, ma si colloca temporalmente prima de Il Codice da Vinci) per mantenere una continuazione temporale tra i due film. Nel maggio 2006 fu invece riconfermato Goldsman alla sceneggiatura ed è noto che la Sony Pictures ha pagato ben 4.000.000 $ per tale sceneggiatura.
Il 25 maggio dello stesso anno, Sky News riportò la notizia del possibile ingaggio di Steven Spielberg come regista, ma ai primi di ottobre 2007, la Columbia Pictures annunciò il ritorno di Ron Howard alla regia, e fissò come data d`inizio lavorazione il 18 febbraio 2008. A metà novembre fu invece annunciato il posticipo delle riprese alla seconda metà del 2008, con la data d`uscita spostata al 15 maggio 2009, a causa dell’entrata in sciopero degli sceneggiatori di Hollywood.
Anche la Fiat ha partecipato attivamente alla realizzazione del film, fornendo alla produzione diversi veicoli Fiat, Lancia ed Alfa Romeo. Il gruppo italiano ha inoltre utilizzato Angeli e demoni per il lancio della nuova Lancia Delta poichè la vettura è protagonista di alcune scene della pellicola e di uno spericolato inseguimento per le vie di Roma.
Anche il casting ha subito diversi ripensamenti, a parte Tom Hanks nel ruolo di Langdon (con un contratto di presenza del valore di 50.000.000 $). La parte di Vittoria Vetra pareva inizialmente destinata alla modella Gisele Bundchen; poi il New York Post fece il nome di Naomi Watts, ma infine la parte fu assegnata all’israeliana Ayelet Zuren. Per il ruolo del camerlengo poi, secondo le voci di corridoio, si era fatto il nome di Orlando Bloom prima che fosse affidata ad Ewan McGregor.
Neppure le riprese sono state risparmiate da imprevisti e cambiamenti di programma.  Nessun problema al CERN di Ginevra, contattato da Ron Howard per informazioni riguardo alle tecniche da adottare per rendere più reale possibile il film. La seconda unità di riprese ha potuto scattare  fotografie e formulare video all`acceleratore di particelle Large Hadron Collider, ottenendo il materiale audiovisivo che è stato poi montato durante la post-produzione.
Durante le riprese di Roma, in Piazza del Popolo, la troupe ha fatto circolare tra i romani un falso titolo - “Obelisk” - per poter girare indisturbata le scene previste. La visita romana dell’allora presidente statunitense George W. Bush costrinse la produzione a posticipare alcune scene girate a Lungotevere e Ponte Sant’Angelo.
Ciliegina sulla torta, arrivò il diniego da parte della Diocesi di Roma, che vietava alla troupe di filmare all’interno di San Pietro e di Santa Maria Novella, oltre che naturalmente di accedere alla Biblioteca Vaticana per girarvi altre scene.
Alcuni ambienti furono dunque riprodotti ad arte all’interno della Reggia di Caserta e nei suoi giardini furono simulati quelli del Vaticano, mentre altre ambientazioni sono state ricostruite nei Los Angeles Studios della Columbia Pictures; al cast era stato anche vietato l`accesso per riprese in via diretta su piazza San Pietro, ma tale mozione venne raggirata filmando il luogo con riprese aeree e usando il materiale girato per riprodurre parte della piazza su scala originale in un`area di sosta per camion sita in Los Angeles.

LA TRAMA

Alla morte del pontefice, mentre i Grandi Elettori della chiesa confluiscono in Vaticano per il conclave, vengono rapiti i quattro cardinali “papabili”. Non volendo far trapelare la notizia, i notabili ecclesiastici chiamano ad indagare il professor Robert Langdon, esperto di iconologia e professore di Harvard. Il professore viene ricevuto dal Camerlengo che gli mostra il simbolo utilizzato dai rapitori: una misteriosa lettera riconducibile all’antica e segreta fratellanza degli illuminati. Si tratta del medesimo simbolo impresso col fuoco sul petto di un esperto di fisica svizzero del CERN assassinato misteriosamente, la cui figlia - la scienziata Vittoria Vetra - si unirà a Langdon nelle ricerche.

COMMENTO

Già in partenza sapevo che non si trattava di un gran film - la critica ne parla malissimo - ma io sono solita pensare con la mia testa e le solite polemiche (montate ad arte?) con il Vaticano prima dell’uscita del film, avevano colto nel segno, istigando in me la voglia di “toccar con mano” prima di giudicare.
Più o meno a metà film ero indecisa se abbandonare il mio posto o mettermi a ridere.
Ho optato per la seconda ipotesi e con quella meravigliosa alleata che è l’ironia, sono riuscita a resistere - ridendo a crepapelle - fino alla parola “Fine”.
La storia poteva pure apparire intrigante all’inizio, con quegli illuminati di dubbia memoria e indubbiamente Roma ha pur sempre il suo fascino, ma il cattivone invincibile che da solo riesce a farla in barba a prelati, guardie svizzere, carabinieri e poliziotti armati fino ai denti era decisamente troppo!

Scivolando nel grottesco, ho continuato a prendere con sportivo umorismo anche il fatto che - ovviamente - gli unici che sfilano indenni in mezzo a fuoco, acqua, porte ermetiche, pallottole e ferri incandescenti, giungendo financo a svelare il mistero, sono i nostri protagonisti. Probabilmente mi è sfuggito qualche particolare all’inizio del film e sicuramente il cattivone ed i protagonisti annoverano tra i loro antenati il Grande Mazinga, Batman, l’Uomo Ragno, Diabolik e Superman... senza dimenticare Super Pippo e Paperinik naturalmente!
Scherzi a parte, la storia è assolutamente priva di appigli logici, almeno per chi non ha letto il libro. Una serie di inseguimenti spettacolari, alcuni effetti particolarmente suggestivi e poco altro da salvare, in questa pellicola inutile.
Non c’è un movente apparente e non lo si scopre neppure alla fine: c`è una serie di crimini ma i conti continuano a non tornare e non si riesce neppure a percepire chiaramente quale sia il filo della trama. Mi è stato riferito che, rispetto al libro, nel film sono stati omessi fatti espliciti e fondamentali. In ogni caso le scene si perdono in meandri di parole non dette e riferimenti abbozzati che pochi riescono a individuare.

Alcuni affermano che la produzione abbia “scelto di glissare sulle tinte forti per rispetto alla Chiesa dopo gli anatemi del Codice da Vinci.”
Personalmente ho un`opinione diversa.
La mia analisi parte dal Codice DaVinci e dal successo mondiale del Signor Dan Brown, un autore che, fino a pochi anni fa, era un emerito Signor Nessuno. Aveva già scritto Angeli e Demoni ma era passato quasi in sordina nel panorama editoriale mondiale. E poi tutto a un tratto è esploso, assurgendo agli altari della fama internazionale!
Mr. Brown è un giallista discreto, il cui stile di scrittura non è neppure dei migliori - non l`ho comunque letto in lingua originale e posso dunque accordare al testo italiano il dubbio di una possibile "traduzione-tradimento". In ogni caso, nel Codice Da Vinci e verosimilmente anche in Angeli e Demoni, Brown ha saputo mescolare bene gli ingredienti capaci di attirare l`attenzione del grande pubblico, costruendo una storia capace di trascinare il lettore nell`accozzaglia di misteri sparsi che ha rilegato insieme. Se dovessi definirlo come autore, direi che è un onesto manovale della parola, che può persino essere gradevole per una lettura di pura evasione, con trame rapide, ricche di azione e di colpi di scena.
Ma la vastità della materia storico filosofica trattata dai suoi romanzi merita un ben più attento e approfondito esame da parte di chi abbia voglia di sapere davvero qualcosa di più al riguardo.
E di certo non era il caso di fare intorno a semplici romanzi tutto il polverone che la Chiesa Cattolica gli ha cucito intorno… decretandone l`indiscusso successo mondiale!
Fior di saggi trattano la medesima materia in modo serio, scientifico e supportato da evidenze oggettive, saggi che circolano nelle librerie da parecchi decenni, eppure nessuno ha mai lanciato anatemi contro di essi… e nessuno - se non qualche ammuffito ricercatore di Conoscenza - se li è mai filati più di tanto!
Personalmente nutro il forte sospetto che la messa all`indice dei libri di Mr. Brown altro non sia stata se non un`astutissima e ben orchestrata mossa atta a favorire il nostro autore, imponendolo all`attenzione del pubblico nel bene e nel male!

Il film Angeli e Demoni - preceduto dall`appena di poco migliore riduzione cinematografica del famigerato Codice - si colloca in questo scenario: l`uomo è curioso per natura e la miccia della curiosità è stata innescata ad arte e tenuta accesa da quel pizzico di "gusto del proibito" che i divieti ecclesiastici continuano ad alimentare.
Con buona pace di tutti coloro che si sono riempiti la bocca "a favore" o "contro" Dan Brown, i suoi libri e i film da essi tratti, la "macchina per far soldi" è bene avviata e la stessa Chiesa con i suoi anatemi ha contribuito - ingenuamente? - a creare il mostro che dice di voler combattere.
Certo è che, senza le polemiche che hanno accompagnato il Codice DaVinci, Mr. Brown continuerebbe ad essere il Signor Nessuno e noi tutti, ci saremmo risparmiati di assistere a film di così bassa lega!
Non importa la qualità del prodotto finale: l`importante è sempre e soltanto il dio denaro - l`unico vero vincitore del presunto conflitto tra fede e ragione… ma per piacere non scomodiamo la Cultura!

 

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