Strane faccende accadono nell'industria cinematografica.
Se "Donnie Darko", film di Richard Kelly del 2001, nel primo weekend di programmazione nelle sale aveva incassato solo 25'000 dollari; “S. Darko”, sequel del film, nel primo weekend della sua uscita in Italia ha incassato circa 250'000 euro.
Ci volle il 2004 prima che Donnie Darko approdasse in Italia, ma tutt'ora è rimasto inalterato il fascino che quel film era riuscito a creare, la sua capacità di parlare di morte in modo non scontato e di sorprenderti e farti cogliere un'altra prospettiva, fino all'ultimo istante della pellicola.
S. DARKO
Un film di Chris Fisher.
Attori: Daveigh Chase, Briana Evigan, Jackson Rathbone, Ed Westwick, Elizabeth Berkley.
Durata: 103 min. - USA 2009
Uscita: USA 12 maggio 2009 - Italia 21 agosto 2009.
Probabilmente proprio il fascino (e l'inaspettato successoslashsoldi) che questo film era riuscito a creare indusse il produttore ad ipotizzare un sequel, ed alla ricerca di un possibile seguito si affidò al giovane Nathan Atkins per la sceneggiatura ed a Chris Fisher per la regia.
Fascino però che S. Darko non riesce a ricreare, se non in minima parte attraverso le immagini e la musica che ben si accostano tra di loro lasciando solo riecheggiare ricordi e vaghe sensazioni del primo film.
4 giorni, 17 ore, 26 minuti, 31 secondi... ecco quando il mondo finirà
La vicenda si svolge sette anni dopo la morte di Donnie. La sorella Samantha, ormai diciassettenne, decide di abbandonare la Virginia e la famiglia
ormai irrimediabilmente distrutta dalla morte del fratello, per raggiungere Las Vegas con l'amica Corey ed inseguire il suo sogno di ballerina. Il viaggio si interrompe quando le due amiche rimangono bloccate in una cittadina del deserto, Conejo Springs, a causa di un guasto alla macchina. Samantha inizia ad avere strane visioni che le preannunciano «4 giorni, 17 ore, 26 minuti, 31 secondi... ecco quando il mondo finirà ».
Un countdown che farebbe invidia a Lost, come dire.
In attesa della riparazione della macchina le loro storie si intrecceranno con quelle degli abitanti della semplice cittadina, lasciando trapelare trame sommerse che solo in parte vengono spiegate, ed aggrovigliandosi con fenomeni paranormali e viaggi nel tempo (per non farsi mancare nulla).
Ecco perché Richard Kelly si è totalmente dissociato da questo film
Brave Heart.
No no, non nel senso che sono andata a vedere Brave Heart invece di guardare questo film, piuttosto nel senso che ci vuole un cuore impavido per guardarlo fino alla fine.
E si, in effetti che sarebbe stato meglio rivedersi Brave Heart.
Il dubbio che mi è venuto a circa metà film è stata "Ma questi tizzi l'hanno capito Donnie Darko?"
La certezza che la risposta fosse un no è stata subito seguita da un commento acido come solo uno yogurt magro 0,1 sa essere: "Ecco perché Richard Kelly si è totalmente dissociato da questo film".
La ricetta per girare questo sequel in realtà è semplicissima:
Guarda il trailer del primo film (non è necessario vederlo tutto, non sia mai che lo capisci) prendi un'altra decina di trame di film thriller- horror e lasciale a macerare per due giorni senza sforzo per comprenderle.
Dopo che hanno stagionato un po', mescola grossolanamente senza esagerare (un po' come si fa con i muffin), prendi scene/paesaggi/costumi a caso di Donnie Darko e inseriscile nel film dichiarando che sono "omaggi al film precedente". Lascia che la pellicola rabbrividisca alla visione delle immagini che si imprimono inesorabilmente su di essa rendendo totalmente inutile anche un possibile riciclo.
La pellicola da quel momento si sentirà vuota e triste ma tu persisti e continua nella tua opera di boicottaggio del film precedente e non collegare le diverse trame né da loro un senso logico. Nel dubbio fai assumere ai protagonisti facce stupite e meravigliate del tipo "ma allora qui è tutto possibile".
Quando vedi che nonostante le dieci sottotrame il film è ancora troppo corto torna un paio di volte indietro nel tempo per perdere un'altra decina di minuti.
A questo punto la tensione dello spettatore medio è inesorabilmente al culmine, specie se stava facendo il conto alla rovescia per vedere la fine del film. Dalla platea potrebbero inveire contro il dio Kelemvor, ma tu regista non ti far intimorire, sono solo i primi cenni di attacchi isterici misti ad attacchi di panico. Nel dubbio lancia loro una boccetta di Lexotan e che la crisi faccia il suo corso.
Quando hai raggiunto i minuti sufficienti affinché gli spettatori non possano chiedere il rimborso del biglietto interrompi il film con il finale.
Se non hai il finale fai morire uno a caso tanto è uguale.
Il gioco è fatto, buona visione.
Del resto, c'è a chi piace.
LINK
Sito del film: http://www.sdarko.com/
Scheda su Internet Movie Database: http://italian.imdb.com/title/tt1231277/
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