Ha fatto molto parlare in questi mesi la differenza di 21 anni con cui il film "Il mio vicino Totoro" (Tonari no Totoro) ha raggiunto le sale italiane rispetto all'uscita in Giappone. Ciò nonostante nel marzo scorso un altro capolavoro dello stesso regista Hayao Miyazaki è stato distribuito in gran parte del mondo con meno di un anno di ritardo: stiamo parlando di "Ponyo sulla scogliera". Il modo migliore per introdurvi alla scoperta di questa opera è lasciare per un attimo la parola al suo stesso creatore:
"Questa è la storia di Ponyo, una pesciolina marina che lotta per realizzare il sogno di vivere con un bimbo di nome Sōsuke. Ma è anche la storia di come un bambino di cinque anni riesce a mantenere una promessa solenne. "PONYO SULLA SCOGLIERA" porta La sirenetta di Hans Christian Andersen nel Giappone contemporaneo. è una fiaba avventurosa sull'amore infantile.
Un villaggio in riva al mare e una casa in cima alla scogliera. Un esiguo numero di personaggi. L'oceano come presenza vivente. Un mondo dove magia e alchimia sono parte della quotidianità. E gli abissi marini, come il nostro inconscio, interagiscono con le onde in superficie. Attraverso la distorsione di spazi e contorni, il mare esce dal consueto ruolo di paesaggio e diventa uno dei principali personaggi della storia.
Un bimbo e una bimba, amore e responsabilità, l'oceano e la vita: queste le realtà ritratte e semplificate in "Ponyo sulla scogliera. Così ho voluto offrire la mia risposta alle afflizioni e alle incertezze dei nostri tempi."
- Hayao Miyazaki
La trama
Ponyo è un piccolo pesce rosso dal viso umano che vive insieme alle sorelline e al padre Fujimoto in una sorta di nave che solca i fondali marini. Vinta dalla curiosità decide di scappare dalla sua abitazione sul dorso di una medusa, finendo per rischiare la vita dopo essersi arenata a riva di una scogliera con il muso incastrato in un barattolo di vetro. Ed è proprio qui che avviene il suo primo incontro con Sōsuke, un bambino di cinque anni che la salva e decide di prendersi cura di lei. Ponyo trova così nuovo rifugio in un secchiello di plastica verde e osserva con occhi stupiti il mondo che le viene mostrato. Tra i due nasce subito un forte legame, alimentato da quello che sembra essere un sentimento fiducia e affetto reciproco. Ma il padre di Ponyo, uno stregone dalle fattezze umane, riesce a rintracciare la pesciolina utilizzando i suoi poteri e la costringe a tornare con lui in fondo al mare. La separazione tra i due nuovi amici li sconvolge in maniera profonda, e in particolare Ponyo decide di ribellarsi al padre utilizzando la magia per liberarsi e tornare sulla terra ferma per poter diventare umana come Sōsuke. Durante la fuga versa distrattamente nell'oceano l'Acqua della Vita, potente pozione magica che Fujimoto raccoglie nelle profondità marine e che ora si trova nuovamente a contatto con la natura improvvisamente e in grandi quantità. L'energia scaturita da questo avvenimento è tale da sconvolgere gli equilibri presenti: le sorelline di Ponyo (inconsapevole degli effetti delle proprie azioni) si trasformano in enormi onde a forma di pesce e la aiutano a raggiungere la scogliera in cima alla quale vive il suo amico bambino. Il mare si alza, e un tremendo tsunami si abbatte sull'intero villaggio creando caos e scompiglio. Ponyo ha finalmente assunto l'aspetto di una bambina, ma la sua metamorfosi non è ancora completa e tocca ora a Sōsuke intraprendere un cammino di crescita interiore per aiutare la sua amica e trovare la madre Risa che sembra essere sparita dopo la tempesta d'acqua che ha colpito la terra ferma. Il bambino impara quindi a conoscere il peso della responsabilità, e superando insieme a Ponyo alcune difficoltà riuscirà a raggiungere Risa e la madre della pesciolina Gran Mammare. I due bambini si trovano a questo punto a dimostrare di aver superato le proprie paure e incertezze per permettere a Ponyo di diventare umana e riportare il mondo al suo stato di tranquillità originale.
Analisi dei personaggi
Il profondo studio da cui nasce il background dei personaggi è uno dei punti forti di quest'opera. Ponyo stessa è talmente piena di vita, curiosità e innocenza che è realmente difficile da parte dello spettatore non affezionarsi almeno in parte alla sua figura, tanto da sentirne quasi una lieve mancanza nella seconda parte del film dove essa passa in secondo piano rispetto a Sōsuke. Il bambino stesso simboleggia in maniera palese la crescita individuale che si vive quando si abbandona il rapporto solitario che si ha nell'infanzia nei confronti del mondo. Uno dei personaggi meglio riusciti è Risa, madre del bambino, che viene da esso chiamata per nome così come il padre, sempre lontano per lavorare in mare. Risa risponde alla sua difficile condizione di madre sola contrapponendole una forte energia e attività e crescendo Sōsuke con allegria e una maturità poco comune se accostata alla giovane età del bambino. In contrapposizione ad essa vediamo Fujimoto, il padre di Ponyo, un personaggio molto particolare che suscita grande interesse nello spettatore per via della sua natura che molto si discosta dai personaggi disneyani che si è più abituati a vedere: egli non è infatti classificabile in maniera netta nello schema di dicotomia tra bene e male, poiché le sue azioni assumono natura mutevole nel corso del film. Infine una nota positiva nei confronti dei personaggi anziani che vengono presentati: Risa lavora infatti in una casa di cura dove lo spettatore viene a conoscenza di alcune vecchiette che non si limiteranno ad avere un ruolo marginale nella storia. Molto particolare infatti la sensibilità che esse dimostrano avere nei confronti del rapporto madre-figlio, non tanto impersonificandosi nel ruolo della madre ma quanto in quello del figlio nonostante l'avanzata età.

Commento
Ponyo sulla scogliera è stato realizzato con 170 mila disegni dipinti a mano, un'opera monumentale che è diventata subito record anche per lo stesso Miyazaki. L'incredibile lavoro dietro a quest'opera traspare durante la visione, permettendo allo spettatore di vivere un'esperienza assolutamente unica. Le ambientazioni dettagliate e coloratissime sono in grado di affascinare tanto i bambini quanto un pubblico più adulto. Il regista stesso ha preteso di partecipare all'opera, disegnando in prima persona le onde e il mare nella scena in cui Ponyo si libera dal padre per tornare da Sōsuke. Il personaggio del bambino riprende inoltre l'aspetto che aveva il figlio di Hayao in quell'età. Sotto un certo punto di vista, senza voler togliere nulla alla profondità del messaggio che questo film vuole trasmettere, si può dire che questa opera sia una di quelle meno 'enigmatiche' di Miyazaki. Questo ha permesso una più facile diffusione dell'opera anche nel mondo occidentale, tanto che negli Stati Uniti essa è stata distribuita dalla Walt Disney Pictures. Non bisogna però confondere Ponyo sulla scogliera con un lavoro di animazione che si presta a trasmettere un messaggio in maniera talmente esplicita da vincolare l'interpretazione dello spettatore (come spesso purtroppo accade con i lavori della stessa casa Disney). Al contrario sta nel singolo individuo ricercare nella storia gli elementi che riportino alla mente la propria infanzia e che gli permettano di immedesimarsi nella vicenda in maniera spontanea. Un film che chiunque dovrebbe concedersi di vedere, anche solo per poter provare di nuovo per un paio di ore quello che provavamo quando riuscivamo a concentrare in un secchiello di plastica verde le cose più importanti della nostra vita.

Titolo originale: Gake no ue no Ponyo (崖の上のポニョ)
Titolo internazionale: Ponyo On The Cliff By The Sea
Paese: Giappone
Durata: 100`
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: animazione
Data di relase giapponese: 19 Luglio 2008
Regia, soggetto e sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Scenografie: Noboru Yoshida
Capo Animatore: Katsuya Kondo
Capo Colorista: Michiyo Yasuda
Musiche: Joe Hisaishi
Produttore: Toshio Suzuki
Distributore: Toho
Data di uscita in Italia: 20 Marzo 2009
Distribuito da: Lucky Red
Dvd in italiano: 2009
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