Nell'ultimo decennio abbiamo assistito ad un fenomeno quanto meno inusuale, in un certo senso allettante e di sicuro maliziosamente soddisfacente. Quello che sembrava essere "il sogno americano" si è pian piano trasformato in un sogno tutto italiano.
La terra del sole e del mare ha attirato l'attenzione dei mass media d'oltre oceano in modo esponenziale e, senza alcun indugio, la tendenza europea ha sicuramente conquistato gran parte del popolo statunitense. Lo si nota nelle tradizioni culinarie, nell'arte, nella moda e persino nei modi di dire... ostentare la nazionalità italiana sta diventando sempre meno problematico e sembra proprio che i nostri lontani parenti al giorno d'oggi cerchino di assomigliarci sotto moltissimi aspetti.
E come potevano ringraziarci, se non con un omaggio cinematografico ad una "creatura" tutta italiana?
Ecco infatti che Hollywood celebra, con Dead of Night, le paranormali e controverse avventure di Dylan Dog.
La pellicola è gia un successo prima ancora di uscire nelle sale - nella primavera del 2010, attesa dalla critica e dal pubblico con palpitante curiosità. Le aspettative dopotutto, non solo quelle degli italiani a cui sta profondamente a cuore Mr Dog, sono inflessibili: il pubblico vuole ammirare il personaggio dei suoi sogni senza compromessi.
"Una bella combinazione! Come disse una cassaforte incontrando un'altra cassaforte", direbbe Groucho sapendo che questo non è il primo ne sarà l'ultimo di una lunga serie di rivisitazioni del passato.
Ma procediamo con ordine.
Chi è Dylan Dog?
Certo sarebbe impossibile pensare ad un mondo senza Dylan, un personaggio ideato dalla penna di Tiziano Sclavi e pubblicato dalla Sergio Bonelli editore (come lo stesso Tex Willer, Nathan Never e Martin Mistere), come sarebbe impossibile pensare ad un mondo senza incubi.
Dylan Dog si presenta come un eroe piuttosto atipico, che non vince mai, mai completamente. L'uomo che si scontra ogni giorno con creature di ogni genere come vampiri, fantasmi, licantropi e demoni e che nonostante tutto prova maggior ribrezzo verso quello che definisce l'orrore quotidiano. L'uomo che accoglie i suoi clienti domandando loro se hanno provato a recarsi da uno psicologo, prima di ricorrere alle sue indagini. Un uomo metodico e riflessivo, che osserva e ripudia la società in cui vive, definendo l'indifferenza degli esseri umani come il vero cancro dell'universo.
Memorabile nell'episodio Johnny Freak la totale assenza di "mostri" fuori dal normale.
Ma Dog non è solo questo. Come lo stesso autore lo definisce, l'investigatore è principalmente un "perdente", lontano anni luce dall'idea del super uomo capace di cavarsela alla meglio in ogni genere di situazione, perfettamente a suo agio nella depressione che sovente lo assilla e tormentato da numerosi complessi interiori (assume particolare rilievo il Complesso di Edipo nei primi fumetti, sviluppato in seguito in maniera molto pragmatica dai successivi co-autori).
Ben nota ai lettori, appassionati e non, è anche la sua vita sentimentale. Attraente nel suo essere cupo e asociale, Dylan ha spesso un enorme successo con le donne, quasi sempre sue clienti, di cui lui giura essere realmente innamorato.
Se vi state domandando qual'è dunque la ricetta che l'ha reso tanto famoso, è molto più semplice di quanto si possa pensare: vegetariano, "astemio" (anche se in realtà il suo passato da alcolizzato lo tormenta in diversi episodi), romantico, amante dell'heavy metal e dei film horror, perennemente terrorizzato da tutto cio che è moderno, affascinante e sempre al verde, pensatore e, anche se in modo grottesco, perfino filosofo.
Cos'è invece Dead of Night?
Dal regista Kevin Munroe e dalla sceneggiatura di Thomas D. Donnelly e Joshua Oppenheimer prende vita quello che i fan di Sclavi hanno gia etichettato come il film che prende il nome di Dylan Dog, contrariando le attese dell'intero cast con una più che giustificata aria di sufficienza nei riguardi della pellicola.
Dal sito ufficiale emerge del materiale piuttosto interessante sul cast, sulla trama e sulla sceneggiatura.
Come protagonista troviamo il giovane Brandon Routh (interpretò Superman nel film Superman Returns, scavalcando nomi come Brendan Fraser e Josh Hartnett) che, taglio di capelli escluso, non sembra assomigliare poi molto al nostro eroe. Fisico da atleta e sguardo disarmante non sono proprio le armi di cui Dylan, negli anni, si è servito per esercitare il suo charme sul sesso femminile, inoltre le orecchie leggermente a sventola e il naso non esattamente delicato del vero Dog fanno si che le differenze estetiche tra i due risaltino subito agli occhi dei lettori più accorti.
Tutti noi confidiamo nel fatto che Routh rimanga comunque all'altezza della situazione, dimostrandosi più espressivo e coinvolgente del suo precedente uomo d'acciaio.
L'immancabile controparte femminile vedrà invece Anita Briem nei panni di Elizabeth, una ragazza d'oltre oceano che chiederà l'aiuto del noto investigatore dell'incubo dopo la scabrosa morte del padre ad opera di una creatura terrificante e mostruosa. Il tutto corredato dalla ricerca di un noto artefatto perso nei meandri del tempo.
Nel film saranno presenti anche Sam Huntington (Marcus), Peter Stormare (Gabriel) e Taye Diggs (Vargas). Da sottolineare anche la comparsa di Kurt Angle, che abbandona momentaneamente il set della WWE Wrestling per interpretare Wolfgang.
Gia nominato come "il film che stupirà gli italiani" e "un film che vale, di cui andare fieri" dalla stessa produzione, le premesse per un capolavoro non mancano.
O forse sì.
Come ogni trasposizione cinematografica, anche in Dead of Night non potevano mancare delle incongruenze con il fumetto originale, che lo rendono assai meno appetitoso dello scenario originale.
Prima fra tutte la mancanza del suo genuino quanto disarmante segretario e compagno d'avventure, Groucho, che non comparirà nel film ma sarà sostituito da Marcus: personaggio quanto meno enigmatico, dato che non figura in nessun episodio della serie.
Un po' come togliere Watson a Sherlock Holmes.
Ma sono certa che i veri appassionati dello storico fumetto passeranno ben volentieri sopra a questa quasi impercettibile lacuna "nel cast", per assaporare al meglio la trama, classica ma inedita, che il regista Munroe ha voluto sciogliere a suo dire senza l'uso eccessivo di effetti speciali.
Staremo a vedere e nel frattempo soffriremo per Dylan, costretto ad attraversare l'oceano Atlantico per recarsi negli Stati Uniti d'America, ben lontano dalla sua amatissima residenza a Londra. E' dunque lecito ipotizzare che anche l'ispettore di Scotland Yard Boch non potrà essere di nessun aiuto al suo ragazzo.
Viene spontaneo chiedersi come sarà stato il suo viaggio, e se avrà scelto la nave o l'aereo, dato che odia entrambi.
Dal sito deadofnight-themovie.com sono state rilasciate le prime fotografie tratte dal film, con particolare rilevanza per l'inquadratura della scrivania di Mr. Dog.
“Scelgo questa foto in particolare per i nostri fan italiani, sperando che gli dimostri quanto apprezziamo il materiale originale nonostante siano stati apportati alcuni cambiamenti nel film”, dichiara Dan Forcey, riferendosi esplicitamente al galeone in scala (destinato a non essere mai completato) e al clarinetto (con cui Dylan riesce a suonare solamente "Il trillo del diavolo" con immenso dolore del suo assistente.)


Particolare non troppo notevole ma con una notevole importanza è la fotografia, posta sulla sinistra, di un beffardo individuo con tanto di barba e baffi alla Groucho Marx. Gran brutta storia per chi non è riuscito a prevalere sui diritti d'autore e tenta in ogni modo di surclassare un personaggio degno di stima come l'assistente di Dylan Dog.
Noi, gli italiani che tanto abbiamo amato e seguito le misteriose avventure dell'indagatore dell'incubo, non possiamo fare altro che rispondere con un sonoro "giuda ballerino!".
Ai fans non resta che affidarsi al loro quinto senso e mezzo e sperare di non trovarsi sottomano un altro fiasco, come fu "Dellamore, Dellamorte", horror del 1994 ispirato al fumetto e interpretato da Rupert Everett e Anna Falchi. La pellicola, supervisionata dallo stesso Sclavi, finì ben presto nel dimenticatoio seppure in un primo momento il pubblico mostrò un superficiale interesse per il suo beniamino- Almeno in quell'occasione il protagonista (Everett) poteva vantare una somiglianza ben più diretta con il personaggio.
Fonti: wikipedia.org, imdb.com
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