Già il titolo prometteva bene, un classico mitologico, mega produzione hollywoodiana, cast, attori di tutto rispetto, effetti speciali che promettevano scintille, trama avvincente. C’era tutto per non perderlo. Il mio problema, come del resto per molti, è che vengo affascinato, quindi attratto dal trailer del film, e poi spesso rimango abbastanza deluso.
Poche volte il film mantiene le premesse, ed anche questa volta è stato così. Sono rimasto stupito dal fatto che non è stata rispettata la storia e la figura mitologica dell’eroe in questione così come ci hanno tramandato i narratori greci.
L’altra sera sono andato a vedere “Scontro tra Titani“, ero rimasto fortemente incuriosito dai trailer del film, non volevo assolutamente perdermelo. Io non amo molto la mitologia greca, gli Dei dell’ Olimpo sono in genere viziati, troppo rancorosi e pieni di difetti, in più, generalmente, sono malevoli contro gli umani. Nel film è stato tutto rivisitato in modo inappropriato dal regista o dallo sceneggiatore.
Solo il taglio della testa della Medusa e lo scontro dell’eroe contro il mostro Kraken rispecchiano la tradizione, il resto è stato rimaneggiato, compresa la psicologia dell’eroe che appare quasi come un Che Guevara dell’antichità, in guerra contro gli “Dei Imperialisti“. Nettamente in contrasto con la figura di Perseo nella realtà, il quale non solo non odiava gli dei (neanche suo padre Zeus) e non era affatto deciso a combatterli, ma, al contrario, nella lotta contro i suoi nemici ne ricevette l'aiuto (precisamente da Atena ed Ermes). Nella tradizione combatté contro tiranni malvagi e mostri marini, salvò ed amò Andromeda, la principessa (Etiope e non Greca, quindi probabilmente dalla pelle scura e non quel bianco latte), divenne re e non rimase il pescatore proletario del film; sua madre per grazia di papà Zeus rimase in vita e lo crebbe, e non morì per mano d’uomo quando l’eroe era ancora un bebè. Inoltre il cattivone iniziale era nella tradizione il nonno di Perseo e non il marito della mamma e non divenne mai servo di Ade. Infine la mamma di Perseo nella tradizione mitologica, saggiamente, non convolò mai a nozze con nessun uomo.
Questa lunga introduzione, di cui mi scuso, è stata necessaria per far comprendere le contraddizioni evidenti presenti nel film. Gli amanti della cultura classica greca che hanno visto il film sicuramente non avranno apprezzato.
La trama adesso. Il film inizia con una voce che racconta di quando il mondo era giovane e di quando regnavano i Titani, di quando a loro succedettero i loro figli, Zeus, Ade, Poseidone, i quali avevano spodestato i padri dopo una guerra vinta grazie anche al Kraken (il mostro invincibile creato da Ade). Al momento di spartirsi la Terra, Zeus furbescamente ingannò il fratello Ade, spedendolo negli inferi e proclamandolo dio di quel luogo. Ade imparò quindi in fretta ad odiare il fratello ingannatore.
All’altro fratello, Poseidone, diede il regno dei mari, mentre per sè prese il cielo e tutto il resto. Zeus creò gli uomini che divennero suoi adoratori, ed egli li amò, ma la sua mano e quella degli altri Dei col tempo si rivelò tiranna. Gli uomini di conseguenza divennero sempre più insofferenti nei confronti degli abitanti dell’Olimpo, fino a che un giorno dichiararono che non avevano affatto bisogno degli Dei, si ribellarono. Era la guerra aperta e dichiarata.
“Un giorno dovrà esserci un uomo che avrà il coraggio di dire basta agli Dei”
Questa frase detta dal padre adottivo di Perseo, racchiude il succo della storia. Importante è il ruolo svolto da Ade, in quanto vede nella ribellione degli uomini una possibilità concreta di vendicarsi di Zeus, accrescendo il proprio potere per sostituire il fratello nella gerarchia dell’Olimpo.
La storia si svolge attorno alla città di Argo, gli Inferi, ovvero nella tana della Medusa e nel deserto, unica via per arrivare da questa. Perseo è accompagnato da una semidea (la quale lo protegge sin dalla nascita), di cui si innamora, insieme ad un manipolo di soldati, due personaggi divertenti ed alcuni strambi stregoni del deserto.
Questa strana compagnia vivrà avventure pericolose, che per molti di loro risulteranno letali. Ma alfine il nostro eroe, cavalcando il mitico Pegaso, con in mano la spada donata dal suo celeste padre e la testa della Medusa in una sacca arriva a salvare Argo e la principessa Andromeda. Alla fine, davanti alla presenza del padre Zeus, ribadirà una volta di più la sua totale indipendenza dagli Dei, i quali, invece che risentirsene, si sentono in debito con lui per aver sventato i piani di Ade.
Storia ovviamente a lieto fine, a parte per gli sfortunati che ci lasciano la pelle.
Gli interpreti costituiscono una nota positiva del film, iniziando da Sam Worthington, bravo ad interpretare Perseo (Last Night, Avatar), da forza e carattere alla sua recitazione, mai manieristico o con atteggiamenti da “Eletto“ per eccellenza, fa risultare simpatico il personaggio.
La bella Gemma Artenton (Quntum of Solance, Prince of Persia), che riesce ad essere anche sufficientemente brava - comunque la sua presenza vale metà biglietto!, è la semidea protettrice dell’eroe e sua amata, Liam Neeson (è Gawain in Excalibur; l’eroe nazionalista irlandese ne Michael Collins, vi assicuro bravissimo in quel ruolo; nonché Oskar Schindler nel capolavoro di Spielberg Schindler’s List), Ralph Fiennes (Schindler’s List, è il comandante nazista; Harry Potter, è Lord Voldemort; The Hurt Locker), Mass Nikkelsen (King Arthur, interpreta Tristano), sono alcuni dei soldati compagni d’avventura di Perseo, i quali lo seguiranno sino alla fine sfidando la morte contro i mostri del deserto e soprattutto quando ingaggeranno battaglia contro Medusa. Anche costoro danno un buon contributo perchè il film non sia del tutto insufficiente.
Il regista è Louis Leterrier (The Transporter 1-2; L’Incredibile Hulk): qui iniziano le noti dolenti, in quanto non si possono nascondere le sue responsabilità su quanto detto precedentemente. Cosa buona è che comunque riesce a tenere un buon ritmo nelle riprese evitando che il film risulti anche stucchevole.
Meglio sarebbe stato inventarsi un’ambientazione originale, creando un mondo fantasy a sè per raccontare questa storia e non prendere in prestito in modo indebito la figura di Perseo.
Il mio giudizio personale è che in fondo è l’ennesimo filmetto fumettone (niente a che vedere con il mitico Trecento) spacciato per evento cinematografico, anche se poi non è di per se noioso.
Quindi abitanti di Dragon Island, prima di recarvi al cinema ricordatevi che andrete a vedere un film d’azione ambientato nell’antichità falsamente mitologica greca, con battaglie a volte spettacolari e storia d’amore di contorno. Se siete persone che non riescono a non farsi influenzare dalle contraddizioni, vi consiglio di non andare.
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