A-Team

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A-TeamSono figlio degli anni '80 e rimango sempre attirato da ciò che si presenta come remake di quei tempi, con tutta la melanconia che evoca sempre il rivivere qualcosa dei tempi andati.
mmagino che questo abbia attirato tutti coloro che come me, hanno scelto di vedere l'ennesima riproposizione di una serie TV con cui la mia generazione è cresciuta, perchè non ho mai pensato per un momento prima di sedermi sulla poltrona del cinema che ci fossero altre attrattive.
Le pretese erano pari a zero e la nostalgia regnava su tutto.
E pensare che nonostante ciò sono rimasto ugualmente deluso!

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La serie tv originale presentava un gruppo di reduci dal Vietnam che, ingiustamente accusato di crimini militari mai commessi, si dava alla macchia.
Perennemente inseguiti dall'esercito come disertori, in realtà quell'eterogeneo gruppo di combattenti si prodigava di combattere le ingiustizie ovunque le trovasse.
Non mi sono mai spiegato, nemmeno quando ero un ingenuo ragazzino, come mai quattro veterani del Vietnam vuotassero i caricatori addosso ai cattivi sollevando solo nubi di polvere dal terreno senza mai versare una goccia di sangue, o perchè gli scontri più cruenti si risolvessero a cazzotti, e men che meno, perchè i cattivi invece di giustiziare i nostri eroi dopo averli catturati, li rinchiudessero in ambienti simili ad officine dove loro come novelli Vulcano si potevano forgiare di tutto, superprotezioni per il furgone, armi incredibili, per poi ripresentarsi sul campo di battaglia arricchiti dalle loro invenzioni.
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Beh, un film fatto nel 2010 con un minimo di serietà non poteva non riproporre tutto in una chiave moderna, aggiornando gli stereotipi su modelli attuali.
Purtroppo questo non poteva non deludere chi si presenta affascinato da figure che sfiorano il mito, e si ritrova un prodotto commerciale con soggetti che in comune con i classici hanno solo il nome del personaggio.
Macchiette, snaturate da ogni contesto originario. Niente a che vedere con i primi, inimitabili!
Dai, come non pensare a Public Enemy Baracus, interpretato dall'unico nero con pettinatura alla mohicana che girava con dodici chili d'oro sotto forma di innumerevoli collanine, tanto da chiedersi che razza di dolori cervicali avrebbe maturato in vecchiaia?
E poi Murdock il folle, Sberla che ad ogni puntata doveva sedurre qualcuno, e il leader Colonnello Hannibal che girava con i guanti anche in pieno agosto con il suo sorriso beffardo e il motto passato alla storia "Adoro i piani ben riusciti".
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Oggi, il gruppo si forma per caso.
Al Colonnello, che di carismatico ha solo il suo interprete in un Liam Neeson un po' sotto tono, è affiancato solo il Tenente Sberla, che sebbene abbia il volto e il fisico più piacenti dell'originario, appare già snaturato in una sorta di apprendista più inesperto di Hannibal che prova a imitarlo nel predisporre complicati piani, senza però ottenerne gli esiti brillanti.
P.E. lo trovano letteralmente per strada, lui con lo stesso furgone della vecchia serie tv (dura pochi minuti, non temete! niente del classico sopravvive in questo remake), quello nero con la banda scarlatta e il portellone laterale scorrevole.
Ma rimango già perplesso, il volto è quasi benevolo, il doppiatore è quel Pino Insegno che dava la voce ad Aragorn, parla quasi sempre con tono mansueto; dov'è la rabbia repressa che vibrava nella voce e caratterizzava Mr.T?
E' semplicemente irriconoscibile come personaggio.
E da lì a poco incontrano in un ospedale psichiatrico Murdock, il matto. Quello che P.E. chiama sempre "scemo" e che è un asso come pilota, ma del tutto inaffidabile per il resto. E' anche l'elemento comico di tutto il film e ci sono delle scene, purtroppo brevi, di cui lui è protagonista che mi hanno fatto letteralmente sobbalzare dal ridere e dalla sorpresa.
Ad inizio film c'è una sua battuta che immagino gli sceneggiatori abbiano trovato comica: l'elicottero che pilota serpeggia sotto il fuoco nemico e lui, sghignazzando, esclama "Ehi! Sembra Star Wars!". E al suo fianco Liam Neeson, che nell'Eposodio I ci ha proprio recitato. E in effetti qualcosa del suo vecchio personaggio lo ha mantenuto anche qui, ricostruendo il significato degli eventi in una logica che secondo lui non mancano mai di avere.
Niente accade mai per caso, dice il colonnello a un certo punto. E anche qui ho respirato l'eco di quel maestro Jedi visto nella Minaccia Fantasma.
A quel punto iniziavo ad avere le vertigini e a non riconoscere più i ruoli.
Sensazione confermata quando, cercando forse di dare più carattere a P.E. Baracus, a metà film il personaggio appare colto da crisi esistenziale. "Non ucciderò più nessuno", dice. E quasi per manifestare la sua volontà fa scomparire perfino la cresta alla mohicana. Eccolo snaturato del tutto.
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Andando oltre i protagonisti, la trama è prevedibilissima.
Il gruppo è una unità che opera fuori dei canali convenzionali in Iraq, e a pochi mesi dall'annunciato ritiro viene incriminato per qualcosa che non hanno compiuto. Evadono e cercano di recuperare i gradi e l'innocenza, sfuggendo al contempo dai militari che li inseguono. Finale scontato, co-protagonisti succubi di ruoli già visti altrove, copioni già scritti, perfino il cattivo ha un faccino da giovincello sbarbato che non è credibile, ha poco spessore, men che meno spina dorsale per competere con gli eroi.
Scene senza senso e surreali, come quella in cui si gettano da un aereo a bordo di un carroarmato... sparando ai droni inseguitori mentre precipitano. Dai, non scherziamo, cose così erano assurde perfino su Jeeg-Robot.

A conti fatti, l'unica cosa bella del film è stata Jessica Biel, che interpreta la leader della task-force militare sulle tracce dell'A-team.
Intendiamoci: nemmeno una scollatura, nè una minigonna.
Il che la dice lunga su cosa bisogna accontentarsi di vedere per non bocciare del tutto un film così.

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