da Barimoor » lun lug 12, 2010 4:34 pm
Personaggio: Giovanni Ardenzio
Luogo: Najaah, Contrada del Mercato - nella Locanda
Ora del giorno: Prime ore del mattino
Il sorriso sottile dell'uomo si allunga fino agli zigomi, esponendo una formidabile dentatura.
"Sono onorato che abbiate scelto il mio umile locale per conoscere la nostre specialità, straniero. Il mio nome è Ahmed e ti prego di considerarti il benvenuto qui". La sua mano sfiora labbra e petto inchinandosi nel frattempo per dare maggior formalità al suo gesto. Quando si raddrizza, non puoi fare a meno di notare che i suoi occhi guizzano per un istante verso Velien prima di riportarsi su di te.
"Sarà per me un piacere portare direttamente a te e alla tua signora alcuni dei nostri piatti tradizionali. Il chapati è appena stato preparato dalle sapienti mani della mia signora, abbiamo la harira oppure del tajine con del sanneh, tutto con del chai sempre fresco, a patto che non prefariate la sharbat per qualche lieta ricorrenza. Sono sicuro che ogni cosa sarà di vostro gradimento. Accomodatevi ora: siete miei ospiti, mia volontà è che tutto vi sia lieto e gradito".
Offre un momento di esitazione, prima di avvicinare il volto al tuo in un gesto complice di discrezione, più a beneficio della teatralità che non per una concreta necessità di pronunciare parole senza essere udito... poichè il suo tono di voce è sempre lo stesso, modulato e compassato.
"Ovviamente, sono sicuro che voi ben conosciate i nostri costumi abbastanza per non offendere gli altri commensali. Non vorrei mai che vi piombasse addosso un'accusa di maleducazione, capite vero? ".
Personaggio: Arzhulenn
Luogo: Najaah, Contrada del Mercato
Ora del giorno: Prime ore del mattino
"Mia signora, il mio nome è Hussein, e sono io a ringraziare te per le belle parole. Che i soli ti siano benevoli", esclama con un nuovo inchino, indietreggiando poi per tornare ai suoi affari.
Non puoi fare a meno di notare la sua ultima frase, memorizzandola come un tipo di saluto che i locali devono scambiarsi. I soli devono essere un elemento ben presente nella quotidianità di coloro che vivono qui, e viene da chiederti distrattamente quali altre influenze ha la presenza di due astri su questa gente.
Alzi infine la mano dalle lunghe e affusolate dita bluastre che richiudi a pugno per bussare sommessamente sull'immagine della luna impressa sul battente.
Ed è come se con quel semplice gesto avessi evocato una bolla di silenzio intorno a te, poichè il resto - il tramestìo del mercato con gran vociare dei venditori e dei clienti, rumore di carri e merci spostate, grida e chiacchere prounciate - appare flebile e lontano come se fosse diventato soltanto il sottofondo di una scena che ti vede come protagonista.
Personaggio: Shakh
Luogo: Najaah, Contrada del Mercato
Ora del giorno: Prime ore del mattino
L'olfatto ti guida direttamente a una specie di palco rialzato sopra il quale un agnello sta lentamente ruotando sopra un fuoco. L'ombra è gettata sullo spiazzo da uno spesso telo scarlatto che dona una luminosità rosata sulla scena. Due ragazzetti magri stringono le estremità del lungo spiedo e lo ruotano sul suo supporto, assicurando che la cottura sia uniforme ad ogni parte dell'animale. L'imbonitore è un individuo dalla stazza impressionante, con braccia grandi quanto una delle tue cosce, bicipiti tatuati con uno strano disegno geometrico, volto ornato da un paio di lunghi baffi neri che ricadono fino al mento e un grosso anello d'oro infilato in un orecchio. Alla cintola pende una larga daga unta con cui probabilmente affetta la carne.
Il suo sguardo cade su di te e una strana smorfia si dipinge sul suo volto: un incrocio tra una sorriso ed una smorfia di disgusto.
"Guarda guarda cosa abbiamo qui... cosa posso offrirti, Hassan?"
Quest'ultima parola si traduce istantaneamente nella tua mente per quello che significa: Bello.
Personaggio: Velien
Luogo: Najaah, Contrada del Mercato - nella Locanda
Ora del giorno: Prime ore del mattino
Lo scambio con Shizsaas si svolge in un'atmosfera quasi onirica, in cui le parole echeggiano nelle vostre menti mentre nulla trapela all'esterno, dove le chiacchere tra gli avventori del locale continuano ignare della vostra comunicazione.
"Potresti iniziare col dirmi cosa c'è nell'aria di Najaah che stuzzica cosi profondamente il tuo interesse. Sembri quasi felice di trovarti qui... "
Lo sono, mia padrona. Vuoi dire che tu non lo senti? Non avverti l'aura di potere che irradia questo luogo? Non respiri il significato che tutto questo comporta? Questo è un luogo unico e non lo lascerei per nulla al mondo. E' una occasione irripetibile. Ciò che possiamo fare qui non ha limiti e tutto diventa davvero possibile. Sono... inebriata dalle infinite possibilità.
"Ho la sensazione che tu mi stia nascondendo qualcosa, Shizsaas.
Non è forse la prima volta che osservi questa città? E l'incantesimo in cui ristagna?"
Ricordi il giorno in cui mi hai evocato, legandomi a te in un rituale di potere arcano? Io sì. E' da allora che attendo questo momento. Lascia che ti dica una cosa, mia signora. Una piccola fiamma impone già rispetto a chi la padroneggia, se non ci si vuole scottare; ma cosa accade se accostiamo la fiamma a un mucchio di erba secca? Tu sei la fiamma, padrona, e questo luogo è ideale per sviluppare e potenziare il tuo potere.
"Torna al tuo posto, Shizsaas. Questo non è il luogo adatto per uno scherzo del genere"
Shizsaas fa saettare la sua lingua biforcuta, cogliendo un punto molto sensibile sulla curva del tuo seno. Ti coglie un brivido, che fatichi a dissimulare, anche perchè subito dopo, come previsto, il tuo famiglio inzia a risalire verso il collo.
E chi ti dice, mia signora, che io stia scherzando?